lunedì, 31 ottobre 2005 alle 23:58 

Mi fermo ad osservarmi allo specchio. Non ho mai prestato molta attenzione alla mia immagine. Certo, mi piacciono i bei vestiti e le cose costose, non per nulla sono nato a Nizza...
Porto un sigaro al naso e lo annuso a lungo. Favolosi. Tisha, la mia civetta, mi ha portato una lettera dei miei genitori, mentre invece la piccola cassa di Flamingo mi aspettava nel deposito bagagli.
Ho dato una breve scorsa alla lettera. Mia madre, preoccupatissima, mi diceva che insieme ai sigari c'era anche il mio abito per il ballo di Halloween.
"Tu sicuramente non ci avrai pensato, Gabriel... sei sempre così preso in altre cose! Quand'è che deciderai di concentrarti sui normali problemi di un ragazzo di sedici anni? A volte mi preoccupi..."
Arrivato in camera ho aperto il pacco. Prima i Flamingo. Brava mamma e poi... ho svolto la carta sottile azzurra che avvolgeva i vestiti. Una semplice camicia nera, con un paio di pantaloni dello stesso colore. E una cravatta azzurra. Ho scosso la testa, un po' divertito. Certo che le donne sono proprio strane. Che siano le tue amiche, tua madre, o...
«Regali da casa?» dice una voce alle mie spalle. Mi volto, in tempo per vedere Alex che entra in camera mia.
«Mia madre mi ha mandato l'abito per domani, per la festa...» rispondo svogliato, sollevando le spalle.
«Volevo chiederti il libro di rune antiche, quello che mi hai mostrato l'altra sera...»
«Quello di mio padre?» chiedo avvicinandomi alla mia scrivania. Tra i libri impilati in perfetto ordine trovo subito il volume chiestomi da Alex.
Alex annuisce, e io glielo passo.
«Tutto bene?» chiedo sollevando un sopracciglio. Tanto so benissimo che non mi risponderà, taciturno e riservato com'è. Spero che tra lui e Domitille vada tutto bene. Lei mi sembrava molto felice, è una mia amica e voglio che possa godersi questo genere di cose. Poi Alex è un ragazzo molto bello e intelligente.
Alex sorride appena, avviandosi verso la porta.
«Certo, tutto bene...» ed esce, come è entrato.
Chissà perchè mi fa venire in mente l'incontro dell'altro giorno in corridoio con Morgana. Piangeva. E io non sapevo davvero cosa fare. Cercava di nascondere gli occhi, resi quasi sfavillanti dalle lacrime. Per un attimo mi sono sentito un po' in imbarazzo. Qualsiasi parola mi sembrava inadeguata, e lei non riusciva a smettere di piangere, sembrava non doversi fermare più. Alla fine mi sono limitato ad abbracciarla.
«Nessuno è invulnerabile, Holmes...» le ho detto, più che altro l'ho borbottato. Non è stato così facile, stringere il corpo magro della ragazza dai capelli fucsia tra le braccia, mentre continuava a piangere, e piangere. Ho lasciato che si sfogasse, che eliminasse tutto quello che le pesava nell'anima. E sembrava davvero tanto. Quando si è staccata, sono rimasto a fissarla per un lungo momento, incerto su cosa dire. Anche lei sembrava non avere parole.
«Va bene così, Morgana... va bene così» le ho sussurrato, sorridendole. Poi sono andato via, lentamente, le mani affondate nelle tasche dei pantaloni, la maglietta ancora bagnata dalle sue lacrime.
Ragazze. chi le capisce, è davvero bravo.

Poi l'incontro con Eugènie. Incontro-scontro, e il cuore che, come impazzito, come fuori controllo, batte un po' più forte del normale. E' sembrato quasi un incontro normale, senza tutta quella cortesia velata di sarcasmo che ci siamo sempre rivolti.
Ma stupido, stupido, stupido Ozon! Verlaine, ma ci rendiamo conto? L'unica stupida e banale scusa per poterla vedere che mi è venuta in mente.
Potremmo parlare di Verlaine, no?
E invece vorrei portarti a vedere un tramonto stupendo, il mare di Nizza d'inverno, quando il vento freddo gonfia le onde, e trasporta i suoi ululati lontano. Penso che ti piacerebbe, Gen. Sei un'anima appassionata, lo sento, lo so...
Continuavo a fissarla, ad osservare il suo imbarazzo, pari al mio. E quando mi ha detto di sì... avrei voluto mollare i libri che stringevo sul pavimento e abbracciarla.
Ogni volta che la vedo, anche solo da lontano, mi scopro ad emozionarmi sempre di più. Osservo la nascita di questo sentimento e mi ci lascio trasportare, lo curo e lo nutro come la rosa che sto facendo crescere per lei. Ho trovato un bel libro, tra quelli che avevo portato da casa, un libro babbano che amo molto. Una raccolta di dipinti famosi, ritraenti quadri sacri di molti secoli fa. Sfogliandolo ho trovato una Maria Maddalena che sembra un po' assomigliare a Gen. Non tanto di aspetto, quanto per l'aria malinconica, che assume a volte quando se ne sta vicino a uno dei caminetti della Sala Grande.
LE porterò il libro, e le donerò la rosa. Anche se già mi aspetto di vedermela gettare in faccia. Però... non posso tirarmi indietro ora. Lei è una vera purosangue, thestral... chissà perchè ha accettato... forse si tratta di una semplice presa in giro, oppure anche lei vuole...
Mi prendo la testa tra le mani. Gen, Gen... mi stai facendo impazzire, come non era mai riuscita a fare nessun'altra... cosa mi hai fatto?

***

«Ozon, io ti...»
«Amo?» chiedo con voce scherzosa a Domitille, girandole intorno. Lei appare per un istante disorientata, poi batte con forza un piede a terra, puntando i pugni sui fianchi.
«Ozon, fermati subito o ti tiro un pugno!» esclama con voce abbastanza seria da far capire che ha tutta l'intenzione di farlo.
Mi fermo davanti a lei, portandomi il Flamingo alla bocca.
«Sei fantastica, Dom...» dico sorridendole.
«Questo lo sapevo già...» risponde lei. Rimaniamo a fissarci per un paio di secondi, e poi scoppiamo a ridere.
«Perchè mi hai detto così di Alex, Gabriel? Credevo che fossi suo amico...» dice poi Domitille, portandosi l'indice a togliere una lacrima dagli occhi. Per il troppo ridere, ovvio.
«Ma certo che è mio amico, però... Alex è tremendamente serio... a te ci vorrebbe qualcuno che sappia maggiormente assecondare il tuo carattere...»
«E questo qualcuno saresti tu?» dice facendo per allontanarsi. La seguo lungo il corridoio, adeguando il mio passo al suo.
«No, no... le ragazze mi danno già abbastanza problemi...»
«Ragazze? Gabriel Ozon è interessato alle ragazze?» dice Domitille stupita, bloccandosi in mezzo al corridoio.
«Sst...» dico avvicinandomi e mettendole la mano sopra la bocca. Mi guardo in giro. Il corridoio è deserto, ma non si può mai dire chi possa passare.
«Vieni con me, Dom... dovevo anche chiederti un favore...» afferro la mano della ragazza e la trascino verso i dormitori Sfinge. Passiamo oltre il passaggio, grazie alla parola d'ordine, e la porto fino in camera mia. Le rare sfingi che incontriamo ci fissano con gli occhi spalancati. Quasi urtiamo una ragazza dai capelli scuri, che cammina verso la sala comune della casa stringendo al petto un pacco di libri.
Andiamo verso la mia camera, la mano tiepida di Domitille sempre stretta nella mia. Entriamo e la lascio andare, avvicinandomi al mio armadio. Lo apro, mostrandole un piccolo alambicco.
«Devi aiutarmi...» dico a Domitille, prendendo in mano un piccolo sacchetto e un bilancino.
Domitille si guarda attorno, per nulla intimorita ma con le guancie leggermente arrossate, probabilmente per la corsa.
«Io aiuto te se tu mi racconti cosa stai combinando...» dice lasciandosi cadere sul mio letto dalle coperte ben tese. La gonna le si solleva sulle gambe, ma Domitille non sembra preoccuparsene.
«Cosa vuoi sapere?»
«Vai al ballo con quella scema della Fleurin, si dice in giro che te la fai con la Bouringer, e poi mi dici che con le ragazze sei incasinato... Cosa stai combinando, Ozon?» si ferma un attimo, e mi fissa negli occhi «Davvero...»
Sospiro sorridendo. Schiaccio il Flamingo ormai spento sul mio posacenere di vetro, sul comodino accanto al letto.
«Dom, io non ti ho mai giudicato... lo sai che la nostra amicizia è bella appunto perchè stranamente non ci facciamo condizionare dalla nascita o dalle rispettive amiciz...»
«Ozon, vieni al punto.» dice la ragazza continuando a fissarmi negli occhi.
«La Bouringer non la sopporto minimamente. Quelle voci circolano solo a causa di Debbie e Natty...» dico pronunciando gli ultimi due nomi in falsetto, scatenando una risatina di Domitille «E a Samantha ho idea di fare un bello scherzetto alla festa, e per il resto... credo proprio che mi piaccia Eugènie. Eugènie Renaissance.»
Domitille spalanca la bocca, fissandomi.
«Quella?» esclama poi.
Apro le mani in avanti, per bloccarla.
«Dom, neppure a me è mai piaciuto tanto Frankie, ma non ti ho mai detto nulla. Per favore... capisco che non ti piaccia tanto, però cerchiamo di fare in modo che questo non influisca sui nostri rapporti. Ci tengo a te, Dom... sei una delle migliori amiche che ho...» le sorrido, andandole vicino.
Domitille continua a fissarmi, con attenzione.
«Tu sei malato...»
«Può essere, ma intanto non è che mi aiuteresti a pesare l'ultimo ingrediente per la pozione per lo scherzo per Samantha? Non c'è nessuno preciso come te, nel peso...»

GabrielOzon
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domenica, 30 ottobre 2005 alle 22:10 

E così Aeth e Dom tornarono alla riscossa.
Dopo aver riflettuto per svariati giorni sul rapporto che si stava instaurando tra me ed Alex senza combinare alcunché la sottoscritta non si sentiva più sé stessa.
Così come leggendoci nella mente oggi io e Aeth decidemmo di darci una mossa e di fare qualcosa.
Eravamo ad allenamento, prima della partita della prossima settimana. Come tutti sanno Manon fa parte della squadra dei Thestral anche se ancora non so come Dan abbia potuto prenderla! E’ davvero un’inetta a mio parere!
Ad ogni modo, la ragazza stava confabulando con uno dei due battitori, non mi ricordo più quale.
Dopo un po’ il ragazzo l’ha lasciata sola così io e Aeth ci siamo avvicinate a lei, che faceva finta di non vederci.
Così abbiamo cominciato a parlare del più e del meno, di quella strega di Morgana e delle sue amichette, fino a quando abbiamo tirato fuori la storia della voce.
« Certo che quella Morgana se lo merita proprio, intendo la storia della voce..»
« Dom, sai che ti dico, hai proprio ragione! Almeno non ha parlato per più di un mese! E non sta ancora insieme a Frankie, per me non ci riuscirà neanche ad uscire con lui..»
« E anche se ci riuscisse a parer mio non riuscirebbe a reggere il confronto con la sottoscritta. Ti pare che Frankie riuscirebbe a stare con una come quella?»
« Ma per favore! Neanche Dan starà per molto con Manon. Innanzitutto lui è un tipo inaffidabile e poi Manon è una ragazza slavata e senza personalità. E per me anche molto materialista e superficiale, non trovi? Per me starebbe bene con quelle oche del gruppetto della Kaisarov, non pensi?»
« No, loro sono troppo intelligenti per Manon!»
« Hai ragione Dom! Certo che lo scherzetto della voce è stato niente male.»
A quel punto l’amica di Morgana cominciò ad interessarsi alla conversazione mi e della mia amica, la vidi volgerci le spalle, ma allungare l’orecchio per sentire meglio quello che dicevamo su di lei e sulle sue amiche. Si vedeva che la storia della voce la incuriosiva.
« Secondo te la ritroverà mai? »
« Nah, non le verrebbe mai in mente, e pensare che il gesto quel giorno mi è venuto in automatico!»
« Solo noi sappiamo ora dove si trova quella sfera dorata..»
Manon si faceva sempre più curiosa, voleva sapere dove si nascondeva la voce dell’amica o comunque cosa ne avevamo fatto.
Stringeva i pugni e a volte allentava e risistemava la cravatta.
Sapevo che se Manon avesse scoperto dove si trovata la voce dell’amica sarebbe andata a cercarla lei stessa o l’avrebbe subito riferito a Morgana.
Si sarebbero buttate nel lago alla ricerca della sfera dorata e si sarebbero fatte un bel bagno.
Io o Aeth avremmo riferito alla Fleurdhiver quello che stava succedendo e dato che fare il bagno nel lago è proibito.. bè Morgana e company avrebbero beccato un’altra bella punizione.
Aeth probabilmente pensava la stessa cosa, dato che mi fece cenno di andare avanti e di rivelare il nascondiglio della voce.
« Il lago! Ovvio, non c’era posto migliore del lago. Un bel lancio all’indietro e il gioco è fatto, ti ricordi Aeth quella giornata? Lanciare lo scatolino nel lago è stata probabilmente la ciliegina sulla torna, non lo pensi anche tu?»
« Ovvio è stata un’idea di tutte e due, se non sbaglio. E secondo te a quelle tre verrà in mente di cercare nel lago? Certo che no!»
« Infatti, abbiamo proprio scelto un bel nascondiglio Aeth, speriamo non la ritrovino mai più.»
E così ci allontanammo cercando di immaginarci la faccia di Manon dopo aver fatto questa scoperta.
La vedemmo correre verso il castello come se fosse rincorsa dal signore Oscuro in persona.
Bè io ed Aeth ne avevamo combinato una delle nostre un’altra volta.
E il fantastico trio avrebbe avuto un’altra punizione, sicuramente.
Mentre ci avviavamo al castello, Alex mi vide, mi fece un cenno con la mano e mi venne incontro.
« Pronta per domani sera, mademoiselle?»
« Certo, monsieur, non vedo l’ora.»
Alex mi prese la mano. Non me l’aspettavo così le mie guance si tinsero di rosso.
« Alex, ma che fai?»
Mi infilò al polso un braccialetto formato da margerite bianche alternati a nontiscordardime.
« Grazie, ma.. ma cosa significa tutto questo?»
« Che sei la mia accompagnatrice al ballo di domani sera.»
E si dileguò.
Una voce ormai nota tuonò alle mie spalle.
« Ma guarda Domitille accompagnata al ballo da un galantuomo. Ma Alex non fa per te mia cara.»
« Ozon io ti..»

Domitille
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sabato, 29 ottobre 2005 alle 17:18 

Sorrido, mentre l'efficiente donna vestita di bianco davanti a me mi riempie le braccia di boccette e cose varie.
«penso che così basti...», dico, mentre cerco di sistemare l'ultima bottiglietta alla bell'e meglio sopra alla pila che mi si sta formando tra le mani.
«mmmh, questa è l'ultima» dice con il suo solito tono gioviale, mentre poggia una pozione verde smeraldo sulla cima della montagna. «prendi questa la mattina, questa la sera, questa a metà della terza ora, questa...»
«sì, sì, ho capito. Mi avete lasciato un elenco con tutto quanto scritto.» la interrompo, sorridendo. Sono contenta di essere di nuovo in piedi, e di stare bene.
«Non fare tanto la saccente Lorelei, hai rischiato grosso. Devi aver ingerito per sbaglio qualche sostanza di cui sei allergica...e non sei ancora del tutto guarita...Mi raccomando, niente sforzi, eh!»
«nono, tranquilla madame...» sorrido, mentre penso alla partita che sarà tra qualche giorno...e alla quale parteciperò sicuramente. «vabè, allora io vado...grazie mille madame...»
Volto le spalle, mentre la donna già è andata ad accudire altri malati e mi avvio barcollando verso il corridoio. Abbraccio un po' più strettamente le pozioni tra le mie braccia. Mamma mia, sono sicura che tra un po' cadranno...
Torno in silenzio in infermeria, e mi avvicino verso il primo letto che vedo. Beh, credo che a questa cara ragazzina la sua borsa non servi, almeno, non finchè quelle orrende pustole le rimarranno sul viso.
Esco definitivamente dall'infermeria, e mi dirigo verso la sala comune. Ho voglia di vedere qualche faccia.
Sorrido un po' a tutti durante il mio tragitto, mi sento particolarmente felice.
Una ragazza mi raggiunge. Ha i capelli corti e fuxia, fissati con delle splendide spille colorate.
«Ciao! Lorelei, giusto?»
«Sì! Tu invece devi essere Morgana, giusto? Non ce ne sono tante di ragazze con i capelli rosa in questa scuola...»
«Beh, in effetti, direi che ci sono solo io...»
Ridacchio, mentre i miei capelli diventano uguali ai suoi, salvo le mollette.
«...»
Mi fissa, un po' stupita. La fisso, seria.
Finchè non resisto e scoppio a ridere.
«Oddio...sei una metamorfomagus?»
alzo le spalle. «così sembrerebbe..»
«Davvero, mi hai spaventato...comunque, beh, non so se te ne sei accorta, ma ero nel letto accanto al tuo in infermeria, qualche giorno fa.»
«Ahem, veramente no...ero incosciente fino a poche ore fa»
«...comunque era venuto a cercarti un ragazzo.»
«Chi, Ozon?»
«Vabè, a parte lui...»
Chi poteva essere?
«chi...?»
«Non so, non mi ha detto il nome...ha detto di essere il "ragazzo dei disegni"...»
Sorrido.
«Beh, grazie d'avermi fatto da segretaria. Ti devo un favore»
«Di niente...»
Mi dirigo a passi veloci verso il lago. L'aria è fredda, ma non mi dà fastidio, anzi, sento quasi piacere nell'avere la pelle d'oca. Finalmente fuori dal castello, fuori dall'infermeria, fuori.
Cerco quello strano ragazzo con gli occhi, quasi certa che si trovi qui fuori.
E infatti...
«Ehy Ragazzo del Disegno!»
la matita in mano al ragazzo tentenna un attimo, ma non si volta.
Lo raggiungo quasi di corsa, dopo aver socchiuso gli occhi di nuovo e aver riacquistato il mio colore di capelli.
«Questa volta cosa disegni?»

LoreleiOrange
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sabato, 29 ottobre 2005 alle 11:17 

Cammino per i corridoi, veloce. Fuori cominciano a scendere le prime gocce di pioggia.
Mi dirigo verso l'unico luogo a me congeniale. La biblioteca.
Incontro i gemelli Planès…come al solito litigano. Su una boccetta di inchiostro vuota, mi pare. Roteo gli occhi...possibile che non sanno fare altro ?
Entro in biblioteca e poso la mia borsa sul solito tavolo, vicino alla finestra
Mentre vado in cerca di un altro libro con cui allietare il mio tempo, mi guardo un po’ intorno.
La gente ride, scherza, gioca con i propri amici. Molti parlano dell’imminente festa di Halloween.
Un gruppetto di ragazzi chiacchiera allegramente. Una ragazza del quarto anno, o giù di li, indica ridacchiando alla sua amica un ragazzo biondo.
 
 
Tra tutti queste chiacchiere, queste risate, questi giochi, io mi sento un’estranea.
Da quando ho iniziato Beauxbatons sono stata sempre così: indifferente, apatica.
Non parlavo con nessuno, tranne che con David, il mio migliore amico.
Tutto ciò che vedevo, mi passava davanti senza lasciare nessuna traccia.
I casini che combinavano Domitille e company non mi toccavo più di tanto, così come le cretinate di quelle stupide del trio ossigenato.
Sono fuori dal mondo di Beauxbatons. Mi rifugio nel mio paradiso di libri, scrittura e studio.
Non ho amici. Solo David.
Nessuno mi conosce a scuola. Penso che se chiedessero agli studenti chi è Leanne Tardieu, il 99 % risponderebbe “Chi è questa ?!!!”
Per cinque anni mi è andata bene così.
In fondo era comoda. Nessuno mi cercava, nessuno mi rompeva.
Ero la classica secchiona, niente di più, niente di meno.
Ma ora non più.
Sara l’adolescenza, saranno gli ormoni, sarà che sono cambiata.
Voglio qualcosa di più.
Un ragazzo, un gruppo di amici, voglio divertirmi.
Per troppo tempo ho fatto la mummia.
 
 
Faccio dietro-front e torno al tavolo.
Se voglio cambiare, meglio cominciare subito.
Prendo la borsa e faccio per uscire fuori, quando mi scontro con qualcuno.
E’ David.
<<Ehi piccoletta, che fai ?>>
Dio, quante volte gli devo ripetere di non chiamarmi piccoletta ?!!
<<Stavo tornando in dormitorio>>
Ci avviamo entrambi verso la sala comune.
<<Allora, al ballo ci vai o no ?>>
<<Non so.. non trovo nessun accompagnatore…>> dico un po’ abbattuta. E certo, chi inviterebbe mai una insopportabile secchiona come me ?
<<Guarda che puoi venirci con me.>>
Lo guardo incredula.
<<Con te ?!!! Scherzi ?!!! E poi tu ci vai già con quella Bowtruckle…>> sospiro.
<<Neanche per sogno. Io voglio andarci con te>>.
Non so cosa dire. Resto imbambolata a fissarlo. Ci siamo fermati in mezzo al corridoio.
Lo guardo negli occhi, in quegli splendidi, magnifici occhi azzurri.
<<Allora ?>> mi guarda impaziente.
<<O-ok>> balbetto. Mi mordo la lingua. Cosa sta succedendo ? David che mi che mi chiede di uscire con lui, io che arrossisco come un’ochetta…il mondo è impazzito !
Gli si illuminano gli occhi. Mi sorride largamente.
<<Perfetto, siamo d’accordo. Ci vediamo dopo, Ley !!>>
Non faccio neanche caso al nomignolo che tanto odio.
Improvvisamente sento un caldo incredibile…

LeanneTardieu
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sabato, 29 ottobre 2005 alle 09:44 

Bene. Bene. Stavolta sono proprio fregata. Mi sono fregata. Io e il mio stupido comportamento da civetta snob. A volte mi odio. Ma cominciamo dal principio.
L'altro giorno, tornando dalla biblioteca, ho trovato Mannie e Morg che discutevano animatamente. Morg è uscita dall'infermeria. Pare stia meglio, voglio sperarlo con tutto il cuore. Comunque, appena hanno me ed El si sono zittite, guardandomi con un sorrisone maligno.
"Sai con chi abbiamo parlato Eug?" disse Morg strattonandomi per farmi sedere in mezzo a loro.. Avevo già capito, ma per darle soddisfazione risposi comunque:
"Naaa. Con chi?!"
"Con Ozoooon!!"
"Ahhh, ma che stranoooo!"
"Dai, non fare quella a cui non frega niente, abbiamo grossi, enormi novità!!"
"Dai, sparate." Sospirai..
"Bene bene! Comincio io. - prese la parola Mannie, che però non sembrava entusiasta come l'amica - Quell'Ozon lo odio ogni giorno di più. È insopportabile, mi prende sempre in giro e.."
Non le lascio finire la frase..
"Che ti ha fatto Mannie!! Io lo disintegro se ti ha fatto qualcosa!!"
La mia amica mi guarda per qualche istante, sorridendo debolmente. No, c'è assolutamente qualcosa di strano in lei..
"Nulla. Oh, i soliti scherzetti.. A volte da come mi comporto lui pensa di piacermi.. ma.. non è così sai.. a lui piaci tu."
"COSA?!" spalanco gli occhi, incredula
"Vero, vero!! Ce lo ha detto lui! A tutte e due!!" interviene Morg
"Ve.. lo ha detto.. lui?" la mia faccia assume il colore del mio rossetto
"Sì, gli abbiamo detto che non ti piace neanche un po', ma non è sembrato darsi per vinto, anzi." Continuò Mannie
"Penso che ti regalerà qualcosa.. ti piacciono le rose bianche?" mi chiede Morg
"Sì.." la mia risposta è automatica, sono già persa nei miei pensieri. Io piaccio ad Ozon? Proprio io?
"Ehi Gen!" ci pensa Morg a riportarmi alla realtà.
"Scu.. Scusate.. Ma.. Lo ha detto per davvero?"
"Certo! Anzi, mi è sembrato parecchio sincero sai!.. Ma.. Eug, non ti sarai mica.. Per tutti i.."
"Non.. non lo so'. A questo punto può darsi Morg.."
Le mie amiche mi guardano con tanto d'occhi. Poi si rivolgono un occhiata fra di loro. Difficile dire se sono più sconvolte loro o io.

Stavo ancora pensando alla conversazione con le mie amiche, mentre mi dirigevo in biblioteca. Elias era già là che mi aspettava, avremmo dovuto finire il solito immondo tema di pozioni. Ero nel corridoio che portava, appunto, nel luogo dove mi recavo, quando, immersa nei miei pensieri, non mi accorsi che qualcuno stava venendo verso di me nella direzione opposta. Alzai gli occhi appena in tempo per evitare di scontrarmici. Oh, la scuola è piccola Gabriel Ozon.
Aveva dei libri sottobraccio, tornava dalla biblioteca. Automaticamente ho pensato ad Elias, sperando che quei due non si fossero incrociati. Ma l'espressione di Ozon sembrava rilassata. In effetti non lo aveva mai visto così. Stavamo impalati uno davanti all'altra, senza dire una parola, da quasi un minuto, così presi la parola, non molto convinta a dire il vero.
"Non ti avevo visto. Mi dispiace se stavo per investirti." Dissi con la mia solita aria da superiore. Mi aspettavo che controbattesse a dire il vero, ma non lo fece.
"Scusami tu, anch'io non stavo guardando dove andavo."
Ci rimasi di sasso. Mi aspettavo la solita risposta di finta cortesia, ma sembrava sincero, il suo tono non era per niente acido. Rimasi a fissarlo stupito finché riprese
"Senti. So che non c'è mai stato un ottimo rapporto fra noi ma.. ti va se ci vediamo, un giorno di questi, dopo le lezioni? Per parlare di Verlaine. Sei l'unica che lo conosce qui a scuola."
"Va.. va bene. Allora.. a presto!"
Corsi via. Non avrei potuto sopportare ulteriormente la situazione. Come avevo potuto accettare?? Non mi piace nemmeno Verlaine! Poteva trovare un'altra scusa, un po' più credibile! E invece ho accettato, perché in fondo voglio andare da lui. Cosa mi sta' succedendo?
M'infilai in biblioteca, non c'era più molta gente a quell'ora, e trovai subito Elias. Lui mi guardava da quando ero entrata da quella porta.. Mi avvicinai al tavolo e mi sedetti davanti a lui.
"Che ti è successo? Sembri sconvolta."
Un brivido mi percorse la schiena. Una frase di cortesia pronunciata con un tono così freddo, così distaccato. Non mi guardare così, non lo sopporto.
"Stavo venendo a cercarti sai. Questo compito ci riempirà la serata, e tu sei in ritardo."
"Scusa, scusa El. Tu.. tu non sai che mi è capitato!"
Mi guardò, inarcò un sopracciglio e rispose
"Ah davvero? In verità ero appena uscito dalla biblioteca per venire a cercarti, poco fa. Ma la scena raccapricciante che mi sono trovato davanti mi ha costretto a tornare."
Mi fissò con quei suoi occhi verdi, pieni di rabbia. Non potevo biasimarlo. Gli stava succedendo di nuovo. La situazione non era identica, certo, ma è ovvio che il mio comportamento e quello di Ozon gli ricordasse della sua amica. Di quella Juliet. Mi sono sentita tremendamente in colpa.
"Elias. Voglio che tu sappia una cosa."
Allungai le braccia sul tavolo, e gli presi la mani tra le mie. El sembrò esitare, ma poi vide che ero seria, e rimase immobile ad ascoltarmi.
"Ozon mi ha chiesto di vederci una di queste sere. Io gli ho risposto di sì."
El spalancò gli occhi. Fece per liberarsi dalla mia presa, ma prima di lasciarglielo fare strinsi la presa e continuai.
"Non l'ho fatto per lui. L'ho fatto solo per capire cosa vuole davvero da me! Voglio sapere se è vero o no che gli piaccio sul serio!"
El si tranquillizzò. Guardò le mie mani, strette sulle sue. Sembrava incerto. Sicuramente non era convinto che gli stessi dicendo la verità. Ma io non gli stavo mentendo.
"Gen. Credo che lo sia davvero. Innamorato di te intendo. Quando abbiamo parlato l'ultima volta me lo ha detto."
Se è possibile la mia faccia assunse un'espressione ancora più sconvolta delle volte precedenti.
"Andiamo. Il compito lo facciamo domani."
Mise via i suoi libri, e mi mise un braccio attorno alle spalle, per aiutare ad alzarmi. Dalla sua stretta sembrava pensasse che volevo scappare da un momento all'altro.

Poi ho saputo cos'era successo davvero a Mannie. Non era di Ozon la colpa (strano!), ma del trio delle pennute ossigenate dal becco a punta. Hanno messo in giro la voce che lei se la faccia con Ozon. Mannie è disperata. Non fa altro che ripetere che ha paura che Daniel prenda sul serio queste voci.
Se trovo quelle tre galline le elimino.
Nel frattempo anche Morg si è rabbuiata. Da quando ha scontato la punizione con quell'Axel.. Che sia successo qualcosa anche a lei?
No. Non voglio che i miei amici soffrano. Non voglio che soffra Morg. Non voglio che soffra Mannie. E tantomeno voglio che soffra Elias.

Ah, non ho ancora risposto a Jaques. Clovis è ancora nella voliera, voglio dargli ancora qualche giorno di riposo. Come sono magnanima.

EugenieAmalie
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venerdì, 28 ottobre 2005 alle 23:17 

Mi sto annoiando. Quasi non mi riconosco più. Quasi non riconosco più me e Dom.
Stiamo qui, buone buonine senza fare niente, passate le selezioni stiamo ferme con le mani apposto e c'è qualcosa che non va. Non è da noi. Quelle non sono Aethereally e Domitille.
Ok che se succede qualcosa rischiamo grosso, ma sono stanca di starmene ferma, la scuola è piatta. Non c'è gusto se non si fa *qualcosa* se non si movimenta un pò quest'aria monotona e pasante che si è creata.
Oserei dire che il fantastico trio Holmes-Bouringer-Reinassance fa più scalpore di noi. In meno di una settimana Morgana ha schiaffeggiato la Fleurin, la dolce Mannie se la fa con Ozon e Eugenie....mhà, lei non so.
Mi dirigo verso la sala grande alla ricerca della mia amica. Devo parlarle. La vedo ferma alla finestra e silenziosamente mi avvicino a lei, abbracciandola di spalle e poggiando il mento sulla sua spalla per vedere meglio ciò che lei stava osservando attentamente.
«Pensi anche tu quello che penso io?» mi chiede continuando a guardare in direzione del lago.
«Cosa Dom, che la scuola è noiosa?Che ce ne stiamo da troppo tempo buone buonine?Se è questo, si. Penso anche io quello che pensi tu»
Restiamo in silenzio.
«Dom, non è da noi starcene così, ferme»
«Già»
Vaghezza nelle sue risposte, troppo strano, non era da lei. Sciolgo l'abbraccio dalla mia amica e mi avvicino di più alla finestra, osservando l'oscurità che avvolge il lago, poi mi rendo conto che ciò che stava osservando non era un punto qualsiasi di quel paesaggio notturno, ma qualcosa di particolare, qualcuno in particolare. Un ragazzo appoggiato ad una quercia. Un viso familiare.
C'è qualcosa che non va Dom, lo sento, c'è qualcosa che ti ferma. Ma non so cosa, la paura?Non riesco a capirti, non riesco a capire ciò che provi se non me ne parli. Non posso aiutarti se fai così.
So che non è facile parlare di certe cose per te, ma io sono qui, per te. E anche lui.
«Con lui è diverso, tu sei diversa» rimango sul vago, in realtà non so nemmeno io cosa volevo dire con quella frase, mi giro e mi allontano, lasciandola sola, sperando che andasse da lui.
Riepercorro la strada per andare al dormitorio, silenziosamente.
Ma c'è qualcosa che mi ferma una volta arrivata a destinazione. Continuo a camminare, svoltando a destra e imboccando la prima rampa di scale che mi trovo davanti, e cammino, solo io. Nel silenzio di quei corridoi bui.
Poi, dei silenziosi passi sulla moquette rossa del tappeto....

Aethereally
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venerdì, 28 ottobre 2005 alle 22:03 

Forse...forse non è così male avere degli amici.

«Tu invece ti trovi bene?» domanda sbagliata nel momento sbagliato. Un nome e dei ricordi legati a quella persona. Séline Sacrecoeur. Per un attimo ho la sensazione che il mio cervello abbia staccato la spina e sia corso indietro negli anni, abbandonando quella piccola stanza, quel piccolo ufficio, quell'ammasso di carte e quella ragazza dai capelli fucsia. Ricordi che fanno male, forse proprio quei ricordi che mi hanno portato a quello che sono ora. Il ragazzo triste e taciturno che sono ora.
Ricordi che nonostante tutto, appartengono al passato. Ripiombo all'improvviso nel presente. 
Alzo lo sguardo dal foglio che stringo tra le mani sorridendo alla ragazza che mi siede accanto con un pizzico di tristezza, per poi riprendere coraggio e parlare.
E' come se tutto all'improvviso mi uscisse...spontaneamente. Un flusso di pensieri che non riesco a trattenere e che sgorgano come un fiume in piena. C'è un qualcosa che mi spinge a voler parlare, a volermi fidare, a voler dimenticare per una volta ciò che è stato e ricominciare a vivere.
«Non saprei...fino a ieri mi sentivo diverso...poi ho preso una decisione» ritorno a fissare il foglio lasciando che i secondi portino silenzio nel nostro discorso.
«E...quale sarebbe?» riprese imbarazzata la Holmes.
«Piantarla di fuggire alla vita e concentrarmi solo ed esclusivamente allo studio e al disegno. In questi anni non ho mai legato particolarmente con nessuno per il mio carattere chiuso....»  
Mi sorprendo di quello che sto facendo, mi sembra strano come mi esca naturale parlare con qualcuno, sinceramente. 
«Beh, in qualche modo anch’io sono stata fredda e taciturna… poi questa scuola mi ha cambiata. E’ stato stranissimo, senza accorgermene mi sono “addolcita”… Merito delle gente che ho conosciuto… »
«Appunto per questo.. ho bisogno di conoscere nuove persone» sorrido sistemandomi una ciocca ribelle di capelli dietro l'orecchio, poi, definitivamente mi libero di quel foglio, di quel test abbandonandolo nella piccola colonna che senza accorgercene abbiamo già sistemato.
«La conoscevi?» alzo lo sguardo interrogativamente verso di lei, non capendo a cosa si riferisse.
«Séline Sacrecoeur» chiede a bassa voce indicandomi il test che ho appena posato.
«Si» sussurro debolmente per poi ripiombare in un silenzio imbarazzante. SIlenzio che decido di interrompere.
«Eravamo molto uniti»
«Tu...tu e Séline?»
«Sembra strano, ma si. Eravamo molto uniti, la mia famiglia conosceva la sua fin da quando eravamo piccoli, anche se io abitavo in Olanda e lei in Francia, ci vedevamo raramente, ma la consideravo come una sorella»
Morgana mi fissa tra lo stupito e l'incredulo.
«Non è sempre stata così, come la vedi ora» riprendo quasi per giustificare il suo comportamento.
«No?»
I fogli dei test oramai sono abbandonati sulla scrivania, Morgana si è sporta in avanti in una richiesta silenziosa di continuare a parlare. Affondo sulla scomoda sedia ripercorrendo ancora una volta il passato.
«E' sempre stata altezzosa, ma ha sempre avuto un'anima buona, eravamo grandi amici, poi all'improvviso tutto è cambiato. Lei è cambiata, i nostri rapporti si sono persi, ci siamo allontanati e io non l'ho presa molto bene. Le rare volte che ci vedevamo ancora, mi trattava con freddezza e distacco, come se avesse dimenticato quello che eravamo, come se non fosse più la Séline che conoscevo io»
Silenzio.
«Forse è per questo che non mi sono mai impegnato molto con le amicizie, mi sono sentito tradito e abbandonato e ricordo che mi ripromisi di non legare mai più in questo modo con una persona, perchè tutti gli amici prima o poi ti lasceranno sempre soli e ti faranno soffrire»
«NO!» le scappa quasi un urlo mentre sorpreso mi giro a guardarla «Non è sempre così, anche io lo pensavo, ma tu hai avuto solo la sfortuna di trovare una persona sbagliata. Esistono persone che credono nel vero legame dell'amicizia, e che sarebbero disposte a tutto per gli amici»
«Forse...» ripenso alle parole di quella ragazza che fondamentalmente non conosco nemmeno «Ma Séline è una storia chiusa, è passato e al momento non sento il bisogno di avere amici» riprendo in mano un test.
«Tutti hanno bisogno di un amico» sussurra prendendo a sua volta un test.
Non abbiamo più parlato per cinque minuti buoni.
«Scusa» mi fermo riflettendo su quello che ho detto. Non è vero che non ho bisogno di amici. Perchè continuo a nascondermi in questo modo?
«E di cosa?» 
«Per quello che ho detto. Per essermi sfogato con te»
«Vedi, gli amici servono anche a questo. Per non farti sentire solo»
Sorrido.
«Ma tu non eri la fredda e taciturna?»
«Ti ho detto che questa scuola mi ha addolcita!E lo devo anche alle persone che ho conosciuto. Che non mi hanno fatto sentire sola nel momento del bisogno»
Scuoto la testa
«Axel?»
«Mhh?»
«Promettimi che ti impegnerai a coltivare le tue amicizie»
Mi fermo a pensare....si, forse è stato solo un errore, tutti possono avere una seconda opportunità, e anche io. Forse non è così male avere un amico.
«Te lo prometto» sorrido poggiando l'ultimo test sulla pila di fogli prendendomi la testa tra le mani e scompigliandomi i capelli.
Mi volto verso la mia compagna di *punizione* e iniziamo a ridere per l'infantile gesto compiuto.

 

AxelAyrton
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venerdì, 28 ottobre 2005 alle 20:02 

E’ stato molto piacevole trascorrere una serata con Axel, nonostante fossimo in punizione a sistemare fogli e fogli per quella schifosa della Fleurdhiver. E’ un ragazzo in gamba… non si direbbe dal carattere chiuso che si ritrova, ma mi ha promesso che si impegnerà ad essere più aperto e ad avere una vita sociale più impegnativa, quindi… ho fiducia in lui.
Cammino per i corridoi del grande castello, diretta in giardino, dove le mie amiche mi stavano aspettando. E’ una giornata bellissima, finalmente la pioggia ha pensato di andare altrove. Mentre guardo il sole splendere nel cielo infinito mi viene in mente lui. Dove sarà in questo momento? Perché non riusciamo più a incontrarci, a stare insieme… non passeggiamo più insieme in riva al lago, non vado più alle prove dei Black Roses, non facciamo più gli scemi nel campo di viole sul retro della scuola… non mi batte più il cuore carico di emozioni. Questo perché non gli sto vicino. Forse è anche colpa mia.
Senza forse.
Aver conosciuto persone splendide come Manon ed Eugènie ha stravolto un po’ le cose. Ora ho delle amiche a cui voglio bene, con cui trascorro tutte le giornate assieme. Ora non esiste solo Frank. Prima stavo solo ed esclusivamente con lui. Adesso che ho incontrato altre persone tanto care non mi dedico solo a Frankie. Mi sento una perfetta stronza, un’approfittatrice. Nel primo periodo scolastico, quando Dom e Aeth mi stavano con il fiato sul collo, rovinandomi l’esistenza, stavo sempre con Frank perché mi sentivo protetta, sentivo che almeno qualcuno in questa scuola mi voleva bene…
Non è solo per questo.
Lo amo.
Questo sentimento che si è evoluto da un semplice affetto... così forte ed inconfondibile.
Indelebile nel mio cuore.
Eppure ora mi sento in colpa. Non gli dedico più tanto tempo…
“Non riusciamo più a beccarci in questi giorni… sarà la scuola e le prove con la band…”, mi ha detto ieri in Sala Grande. Perché cerchi di coprire i miei sbagli? La colpevole è la sottoscritta.
Che non sa starti vicino.
Che in questi giorni è piuttosto nervosa.
Che ha perso le speranze nel ritrovare la sua voce.
Che non capisce cosa siano le fitte al cuore.
Che non ha il coraggio di dirti quanto stia male.
Che indossa solo una maschera dal sorriso splendente, fingendo a tutte le persone che le stanno accanto.
Che ti ama e non sa come dirtelo.
« Morg… », una voce maschile mi fa sobbalzare. Sono rimasta tutto il tempo a guardare fuori dalla grande finestra del corridoio a lungo. Senza rendermene conto stavo piangendo.
Lacrime.
Lacrime che provenivano direttamente dal cuore. Lacrime impossibili da fermare. Mi asciugo il bianco viso imperlato di acqua salata. Mi volto rimanendo allibita nel trovarmi di fronte Gabriel. Mi sistemo imbarazzata una ciocca di capelli fucsia dietro l’orecchio. Lo faccio sempre quando voglio nascondere il pianto… ricordo che da piccola mia nonna si arrabbiava e mi diceva che quando piango ho dei bellissimi occhi. Si illuminano.
« Che succede?! », sbotta il ragazzo guardandomi preoccupato. Alzo lo sguardo incrociando il suo.
« Niente… co… come va con Eug? », domando imbarazzata. Stupida. Stupida Morgana, che finge inutilmente. Ormai ti ha vista, perché seppellire le emozioni?
Lacrime.
Ancora, incessanti. Abbasso di nuovo lo sguardo, facendo due passi indietro. Sento la mano di Gabriel prendermi il volto, alzandolo.
« Nessuno è invulnerabile, Holmes… », dice asciugandomi una lacrima. Silenzio. Non avevo bisogno del suo aiuto, non voglio che la gente si preoccupi per me.. ancora…
Un abbraccio.
Il mio respiro si infrange sul suo petto. Le mie lacrime bagnano la sua maglietta. Avevo solo bisogno di essere ascoltata?
Silenzio.
Il pianto è tutto ciò che sono riuscita a dire.

MorganaHolmes
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venerdì, 28 ottobre 2005 alle 12:02 

Busso alla porta dello studio della Fleurdhiver. Tre colpi secchi e ravvicinati.
Mi sembra ancora di sentire la voce di Aethereally nelle orecchie. Quella piccola intrigante... sa essere molto carina, quando le comoda, e anche insinuante come un piccola serpe.
Ero con lei quando ho visto la Bouringer con Daniel, nei pressi del lago. Chissà se quei due hanno sentito i nostri sguardi dritti puntati sulla schiena come dei pugnali. Mi auguro proprio di sì.
Però devo confessare che lo sguardo crudele di Aeth è semplicemente adorabile.
«Avanti!» dice la voce della professoressa. Entro nello studio della mia capocasa, e mi avvio verso la sedia davanti alla scrivania alla quale la donna è seduta.
«Abbiamo già finito la punizione con Tancrède, signor Ozon?» dice la sua voce bassa e modulata, mentre mi osserva con attenzione.
«Certo, professoressa...» rispondo con un sorriso, cercando di fare il più carino possibile. Un po' mi schifa comportarmi così, ma bisogna saper essere furbi, nella vita.
«Bene, e di cosa voleva parlarmi, allora? Non credo di delucidazioni sulla mia materia, visto che è una di quelle in cui riesce meglio...»
«Infatti, volevo parlarle del Quidditch, signorina... Barnett mi ha detto che avrebbe tenuto da parte un posto di battitore per me, nonostante siano già state fatte le selezioni per le Sfingi, e la prima partita ufficiale dell'anno sia alle porte.»
«Esatto» risponde lei con un sorrisetto «Sono molto contenta che sia venuto a chiedermelo, signor Ozon... anche perchè, se lo lasci dire sinceramente, lei è un battitore molto potente e preciso, se si impegna con l'allenamento...»
«Grazie signorina.»
Faccio per alzarmi, considerando il colloquio terminato.
«Ozon...» la voce della professoressa mi blocca  «Quest'anno veda di impegnarsi davvero con il quidditch, non come l'anno scorso, altrimenti... farò in modo da fargliene amaramente pentire, di aver preso un impegno che non intende onorare...»
Chino leggermente la testa.
«Sarà mio motivo di orgoglio non deluderla, signorina...» le dico prima di uscire dalla stanza. Nel momento in cui mi richiudo la porta alle spalle vedo venirmi incontro Axel e Morgana. Accenno ad un saluto, molto rapido. Sia perchè un po' mi vergogno di come ho risposto a Axel l'altro giorno, fuori dall'infermieria, sia perchè... ricordare le parole che ho detto a Morgana mi mettono sinceramente un po' in imbarazzo. Cos'è successo?

[memories]

Sono rimasto a fissare Morgana per un lungo istante, dopo aver sentito le sue parole,  per poi tornare con lo sguardo su Lorelai, che dormiva. Povera piccola. In fondo non se lo meritava da parte di Domitille ed Aethereally. Ma queste sono beghe che devono risolvere tra di loro. Io non voglio centrarci in nessuno modo. Non sono disposto a perdere l'amicizia di qualcuna di loro solo per essermi messo in mezzo, non è proprio nel mio carattere.
Ho posato la caviglia destra sull'altra gamba, appoggiandomi con il gomito allo schienale della sedia, in modo da poter osservare con più agio Morgana. I capelli fucsia facevano sembrare il suo viso ancora più pallido. Avevo bisogno di fumare, ma... dopo tutto eravamo in un'infermieria, ogni tanto le regole valgono anche per me.
«Ci credo, che tu sia tutto orecchi, chèrie...» ho mormorato con un sorriso.
Perchè le avevo detto quella frase? Per parlarne con qualcuno, forse? Perchè in fin dei conti speravo di avere dalla bocca di Morgana delle parole di speranza? Figuriamoci se Eugènie guarda uno come me! Credo che piuttosto preferirebbe morire. Il mio viso si è rabbiuato per un breve istante, mentre i capelli scendevano sulla fronte. Ma nel momento in cui li ho tirati indietro con la mano il sorriso è ricomparso sulle mie labbra.
«Allora, Gabriel, vuoi parlare o no?»
«Si... dunque...» ho detto strascicando un po' le parole «Probabilmente già sai che io e Elias abbiamo avuto una specie di scontro verbale...»
«Come con Manon?»
Ho distolto per un attimo gli occhi. Dannate ragazze... ma si devono proprio raccontare ogni cosa?
«Più o meno...» ho cercato di prendere un po' di tempo, respirando con calma. Lo sguardo è tornato a Lorelai. Speriamo che si rimetta presto «Insomma, tutto è accaduto perchè gli ho detto che mi piace Eugènie, e lui se l'è presa, perchè... diciamo che non siamo più in ottimi rapporti...»
«Ti piace davvero Eugènie?» ha esclamato Morgana con sorpresa, accennando ad un sorriso.
«Si...» ho borbottato io continuando a fissare il viso sofferente di Lorelai. Complimenti Ozon! Ma cosa diavolo ti è successo? Bella mossa, comuque!
«E... da quanto va avanti questa storia?» chiede Morgana. Sembra improvvisamente rianimata dalla piega che sta prendendo la conversazione. In fin dei conti una ragazza è pur sempre una ragazza, non c'è molta differenza, tra di loro.
«Dall'anno scorso... è stata una cosa graduale. E devo dire che l'atteggiamento possessivo di Bolivar la sta alimentando sempre di più...» ho risposto pensieroso, portandomi una mano a massaggiare la mascella.
«E scusami, perchè non sei andato a dirlo a lei?»
La sua domanda mi ha colpito. Non inaspettata, sinceramente, ma mi ha colpito.
Già, Gabriel. Tanto, se devi ricevere un rifiuto - cosa che sicuramente accadrà - tanto vale sentirlo direttamente dalle sue labbra che andare a chiedere ad una sua amica.
«Perchè...»
«Da quanto ho sentito raccontare in giro, Gabriel, ho potuto capire che sei il tipo di ragazzo che piace molto, ma che viene puntualmente piantato perchè si dimostra insensibile. Forse è arrivato il momento di cambiare...»
Mi sono sollevato dalla sedia di fretta, facendola grattare sul pavimento. Mi sono avvicinato a Morgana, prendendo le sue mani tra le mie, portandomle alle labbra e baciandole.
«Sei una persona deliziosa, Holmes... sai se le rose bianche piacciono a Eugènie?» le ho chiesto senza pensarci più di un paio di secondi.
Morgana mi ha guardato per un istante disorientata, come se non capisse. Poi ha sorriso leggermente.
«S-si... credo di sì...»
«Grazie mille!»
Sono uscito di corsa dall'infermieria, il mantello stretto in una mano che fruscia contro il pavimento, scontrandomi con Axel. Forse sono stato eccessivamente crudele a trattarlo così. In fin dei conti eravamo tutti e due persi nei nostri pensieri...

«Manon Bouringer...»
Adoro stuzzicarla. E' forse la parte più divertente della giornata. Anche perchè, ultimamente, le mie giornate hanno uno strano flusso, uno strano modo di scorrere. La mattina le lezioni, poi lo studio, tutto il pomeriggio e la sera, prima del coprifuoco una piccola fuga nella serra. Ho trovato uno scaffale, in un angolo della serra, dove la temperatura e l'umidità sono ideali. Ci sono due vasi, dove posso coltivare le mie rose perfette. Una rosa e una bianca. Una per Samantha, e una per Eugènie.
Torno dalla serra. Sono soddisfatto, le rose crescono bene. Quella bianca, poi... è stupenda.
Forse è proprio per questo, perchè pensavo ad Eugènie, che quando ho visto Manon ho provato l'irresistibile desiderio di provocarla. Anche perchè quando si arrabbia, e le si arrossano le guance, è molto carina.
Uno scambio di battutine, e poi quella frase.
«Te a Gen non piaci...»
Il mio braccio verso il muro, con cattiveria. Una risposta sarcastica, giusto per non farle vedere quanto mi abbia ferito.
Lo so già abbastanza bene che a Gen non piacerò mai. Cosa crede questa stupida, che non me ne sia accorto?
E poi l'arrivo delle ochette centaure. Troppo per i miei nervi, troppo per quello che posso sopportare.
Me ne vado nei dormitori, a pensare ad una rosa bianca...

GabrielOzon
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giovedì, 27 ottobre 2005 alle 20:32 

<<Manon Bouringer...>>
un nome che conosco fin troppo bene mi risuona come un sussurro all'orecchio mi volto di scattu sussultando per lo spavento, ineffetti non è una cosa molto bella sentirsi sussurrare il proprio nome nell'orecchio in modo spettrale mentre cammini per un corridoio buio del castello da sola...
grido.. un gridolino da bambina spaventata...
Gabriel Ozon mi è davanti fisso il suo torace mentre sembro di riprendere il respiro per lo spavento
<<idiota..>> sibilo a denti stretti
<<oho.. la bella, perfetta, intelligente, impeccabilke Bouringer si spaventa sentendo il proprio nome?>> mi dice con il suo tono di superiorità che odio!!!
<<cazzo.. come rompi le scatole>> sbraito continuando per la mia strada..
mi rendo subito conto di avercelo ancora dietro
<<ma mi segui?>> mi volto con uno scatto felino cher fa ondeggiare i capelli legati in una lunga treccia..
lui inarca un sopracciglio
<<devo andare nella sala grande>> mi dice acido
<<anche io>> sbotto secca
<<vedi? Sei te che mi segui..>>
mi supera mentre lo fisso..
colpita e affondata..
lui sogghigna
io impreco mentalmente continuando per la mia strada.. quando passa qualcuno? Stare sola con una persona che odio mi mette istinti omicidi
<<ti piace Eugenie vero?>> dico un pò per  dire qualcosa e tentare bastardamente di metterlo in imbarazzo
<<i cavoli tuoi mai eh?>>
<<beh.. solo per fartelo sapere.. te a gen non piaci anzi.. le dai fastidio quandi lascia sta..>> la sua mano mi sfiora di pochissimo il viso e va a sbattere contro il muro evitandomi di proseguire un pò per lo spavendo un pò perchè c'è il suo braccio nel mezzo.. sento il suo fiato sul collo
<<smettila di seguirmi Manon.. sto iniziando a pensare che sia tu che hai una bella cotta per me!!!>> sussurra a denti stretti
<<ma per piacere.. io ho Dan che è cento volte meglio di te!!>> sussurro a mia volta
<<allora...>> fa per dire
<<che stronzo gabriel non puoi tradire Sammy per una come la bouringer!!!>>
entrambi ci voltiamo lentamente per notare con orrore Natasha Roses e Deborah Kaisarov che ci fissano rosse di rabbia con gli ochi spalancati
<<ma che avete capito stupide..>> grido.. allontanandomi alla velocità della luce da Ozon
lui si limita a sbuffare, poi se ne va ..
cazzo che codardo!
<<sei una troia.. una dannata puttana Bouringer tu non,..>> inizia Deborah
<<piano con la parole bionda>> dico scocciata <<avete frainteso grandemente>>
detto questo scappo ignorando le loro minaccie di racontarlo al mondo, cosa che sicuramente faranno.
Ci va di mezzo davvero la mia reputazione.. se mi avessero trovato con chiunque altro sarebbe stato meglio, ma proprio con quel viscido idiota di gabrel Ozon!!!
non posso crederci..
corro alla velocità della luce.. voglio andare da Dan, dirgli della balla che sperperano in giro le Barbie prima che arrivino a lui

per fortuna  trovo Dan nella sala grande, corro da lui..
<<Dan...>> lo chiamo ansimando.. lui mi raggiunge..
<<che succede Man?>>
<<ti fidi di me Dan?>> mi avvicino a lui
<<certo che si>>
<<alora qualcunque cosa tu venga a sapere dalle voci di corridoio non crederci.. i prego Dan..>> cavolo no.. non posso piangere adesso, non posso piangere per colpa del trio di bionde ossigenate.. la vista si appanna.. abbasso lo sguardo
<<Man che è successo?>>
scuoto la testa e scappo via.. la codarda ora sono io...

<<hai visto Morgana?>> mi chiede Olivier mentre esco dalla sala comune della mia casa...
<<no>> dico secca e sbrigativa camminando senza fermarmi... lui mi segue
<<ah ok..>> si limita a dire <<Manny tutto ok?>>
<<credo che Morgana sia in punizione, la Fleurdhiver ha scoperto dello schiaffone che ha mollato alla Fleurin...>> dco quel nome con amarezza
<<va bene..>> il biondino mi fissa.. <<si può sapere che hai?>>
<<divergenze con il mondo..>> mi limito a dire <<hai visto Gen?>> aggiungo
<<è con Elias in biblioteca>>
sorrido..
in quel momento passano la Fleurdhiver insieme a Serge..
Quest'ultimo mi sorride amichevolmente facendomi un segnmo di saluto con la mano, mentre la donna mi fissa fredda.. vacca..
Serge meriterebbe persone migliori.. lei lo sta usando lo sento.
<<ma non dovrebbe essere con Morgana per farle scontare la punizione?>> mi chiede Ollie guardando la donna che svolta l'angolo a braccetto con monsier Tancrède.
<<e che ne so?>>
<<senti un pò Manon, tano sai che se non mi dici cosa hai le vengo a sapere lo stesso vero?>>
<<si.. non mi va di parlare ok?>>
continuando a camminare imperterrita mentre il fratellino mi segue
sono sicura che Dan si arrabbierà tantissimo quando sentirà del pettegolezzo delle tre troie..
sospir tristemente..
<<buonanotte Ollie>> lo bacio sulla guancia
<<notte mon petit>> mi bacia a sua volta lòa fronte..
poi le nostre strade si dividono

nella sala camune ci sono Aeth e Dom.. mi guardano
<<eccola finalmente!>> sbotta la piccoletta con due codini ai capelli
<<come va Madame ozon>> entrambe scoppiano a ridere
mi rifugio di corsa nel dormitorio..
mi getto sul letto affondando nel cuscino che sa di vaniglia
merda...

ManonBouringer
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giovedì, 27 ottobre 2005 alle 17:19 

Giocherello con la fedina in oro bianco che porto nel medio della mano destra, nervosa più del solito. Non sono mai stata in punizione. Soprattutto con un mezzo sconosciuto, che mi da tanto l’impressione di essere freddo come un cubetto di ghiaccio e abbastanza noioso. Mi guardo in attorno, davanti alla porta dell’ufficio della Fleurdhiver , in netto anticipo. Non riuscivo più ad aspettare. Eugènie e Manon mi hanno lasciata qui poco dopo, assieme a Elias e Olivier. Eravamo proprio tutti. A proposito di fratelli… pochi giorni fa Eug ha ricevuto un gufo da suo fratello Jaques. Non gli scrive mai e quando si decide a prendere carta e penna cosa fa? Le manda un libro sulla russa babbana. D’accordo, a Gen piace l’arte, ma dopo tanto che non si sentono le manda un libro del genere? Così, di punto in bianco? C’è qualcosa che non quadra. E dall’espressione di Eugènie anche lei è piuttosto perplessa. Vedremo come si evolvono le cose…
« Già arrivata? », una voce maschile mi fa sobbalzare. Mi giro di scatto, trovandomi di fronte Axel. Solito aspetto oscuro e maledetto, con quegli occhi verdi velati dal mistero. E’ così egocentrico… parla quella dai capelli fucsia.
« Ero piuttosto agitata… », dico sorridendo appena al ragazzo. Cos’è tutta questa confidenza? In questo ultimo periodo mi sta succedendo qualcosa. Merito di Frankie e delle mie amiche, ovviamente.
« Per cosa? », mi chiede il ragazzo guardandomi perplesso.
« Non lo so… »
« Capisco… », conclude in un piccolo sospiro, bussando alla porta dell’ufficio. La voce squillante della Fleurdhiver urla di accomodarci. Axel apre la porta della piccola stanzetta decorata in pessimo stile, rigido e antico, tipico di una donna anziana. Peccato che la prof sia abbastanza giovane.
« Prego, accomodatevi…», ci dice la donna, mostrandoci due sedie in legno scuro.
« Questa sera, inizierete con il riordinare tutti i test Theastral di stamattina, in ordine alfabetico », dice con una strana nota di compiacimento nella voce. Bastarda. Ci gode solamente a farci sgobbare in quel modo…
« Tutto entro il coprifuoco scolastico, ovviamente… buon lavoro, vi lascio… », conclude, uscendo dalla stanza con un sorriso soddisfatto stampato sulle labbra. Axel saluta educatamente, mentre io mi limito a bruciare con lo sguardo le due pila di fogli davanti a noi. Tiro fuori una Marlboro dalla borsetta, portandomela alla bocca.
« Lo sai che non si può fumare qui, vero? », mi precisa Axel, guardandomi male. Non mi interessava, se quella bastarda della Fleurdhiver voleva ritrovarsi tutti quei test di Trasfigurazione in ordine, può anche accettare il mio fumo, senza storie. In questi giorni, a causa del mio nervosismo, fumo di più. Di solito mi facevo fuori due sigarette al giorno… niente di più. Adesso sto cominciando ad abusarne.
« Certo… e non me ne frega niente », rispondo, iniziando a prendere un blocco di fogli. Axel fa lo stesso. Sembra molto tranquillo. Come fa a mantenere la calma in una situazione del genere?
« Da quanto tempo è che sei a Beauxbatons? », mi domanda, concentrato sui fogli.
« Da neanche un anno… sono arrivata da poco. Prima abitavo in Canada… »
« Ti sei subito trovata bene? »
« Direi di no… », dico in un sorriso sarcastico, ripensando ai primi giorni e a tutti gli scherzetti che la Petiticlaire e la Vemieére mi giocavano per Frank. « Tu invece ti trovi bene? », domando dando l’ultimo tiro alla mia sigaretta, per poi spegnerla per terra. Axel si blocca, senza riuscire a rispondermi. I suoi occhi guardano lucidi il test di Séline Sacrecoeur, rimanendo in silenzio. Mi mordo la lingua, pensando di aver detto qualcosa di sbagliato. Poco dopo il ragazzo mi sorride tristemente.
Ho toccato un tasto sbagliato?
« Non saprei… fino a ieri mi sentivo diverso… poi ho preso una decisione », dice abbassando lo sguardo. Seguono attimi di silenzio imbarazzante. Mi sentivo un po’ in colpa.
« E… quale sarebbe? », azzardo con voce più bassa e insicura.
« Piantarla di fuggire alla vita e concentrarmi solo ed esclusivamente allo studio e al disegno. In questi anni non ho mai legato particolarmente con nessuno per il mio carattere chiuso… »
« Beh, in qualche modo anch’io sono stata fredda e taciturna… poi questa scuola mi ha cambiata. E’ stato stranissimo, senza accorgermene mi sono “addolcita”… Merito delle gente che ho conosciuto… »
« Appunto per questo.. ho bisogno di conoscere nuove persone », dice sistemandosi una ciocca di capelli neri, dietro l’orecchio. Sorride, come soddisfatto di essersi liberato di un peso, di essersi aperto a me.
Non è male infondo questo ragazzo. Ha solo bisogni di amici. Tutti ne abbiamo bisogno.

MorganaHolmes
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mercoledì, 26 ottobre 2005 alle 22:38 

Ebbene, per chi non lo sapesse, anche io finisco in punizione...
Stavo gironzolando ancora per la scuola, quando mi sono ritrovato la professoressa Fleurdhiver davanti, spuntata dal nulla. All'improvviso. Quella donna capita sempre nei momenti meno opportuni.
«Lenhard, cosa ci fa a zonzo per i corridoi a quest'ora?»
Ti pareva....quando succede qualcosa di bello ci deve essere sempre qualcuno che ti distrugge tutto.
«Emhh...Professoressa, ero a lezione ma non mi sono sentito molto bene» ho cercato di dire con l'aria più coinvincente che potessi assumere.
Ma sembra che quel giorno ce l'avessero con me. Il professor Dubois è uscito in quel momento dall'aula poco distante, e teoricamente a quell'ora avevo Storia della Magia.
«Lenhard!Il suo compagno mi ha detto che non stava bene, come mai, invece, la ritrovo qui?»
Ho tirato un sospiro scocciato gettando pesantemente le braccia lungo i fianchi e mi sono voltato verso il professore.
Ma prima che potessi parlare, la Fleurdhiver aveva riaperto bocca.
«Eymeric, questo ragazzo non era con te a lezione?»
«No, Agate, Dumont mi aveva detto che era a letto che non si sentiva bene»
Ero nella merda. Fino al collo. Assistevo in silenzio al discorso dei due senza proferir parola, meglio restare in silenzio.
«Bene, bene, ha marinato la scuola, Lenhard?Da lei questo non me l'aspettavo» mi sono rivoltato verso quella donna. Diamine, solo a me possono capitare certe cose.
Ho sbuffato e ho continuato a perseverare nel mio silenzio, aspettando la conclusione di quel discorso.
«Axel, seguimi, discuteremo nel mio ufficio della sua punizione»
E quindi, si. Anche io finisco in punizione, anche io sono un'essere perfettamente normale, come tutti. Anche Axel Ayrton Lenhard, il ragazzo che passa il suo tempo sui libri e a disegnare, finisce in punizione.
La professoressa aveva ricominciato a camminare, mentre io ero ancora fermo lì. Immobile.
«Lenhard, aspetta la carrozza?»
Che odio. Quella donna mi fa venire voglia di saltare nuovamente la scuola. E a dir la verità non mi pento di averlo fatto. Forse è anche ora che inizi a seguire anche il mio istinto oltre che la ragione. Mi sono stancato di essere il ragazzo che passa solo il suo tempo sui libri senza amici.
Non è bello. Sentirsi esclusi da tutto e tutti, essere giudicato. No, non sto dicendo che abbandonerò lo studio, amo farlo, ma è ora che cresca e che mi crei una vita.
Camminavamo silenziosamente per i corridoi, mentre gli alunni affollavano quei lunghi spazi per andare alla prossima lezione. Poi, delle vocette acute irruppero nel silenzioso monologo creatosi tra me e la professoressa.
Mi voltai nella direzione dalla quale provenivano le voci concitate di tre ragazze, di bell'aspetto, certo, ma prive del tutto di cervello.
«Professoressa!» urlarono due di loro.
Forse, nemmeno la Fleurdhiver era molto entusiasta nel vederle, perchè si girò con aria del tutto annoiata.
«Roses, Kaisarov, a cosa devo la vostra agitazione?»
«Professoressa» dissero in coro «La Holmes!»
Pettegole.
«Guardi!Guardi cosa ha fatto a Samantha» dissero indicando la loro amica che stranamente era dietro di loro che si manteneva la guancia, cercando di nascondere gli occhi lucidi.
«Mi faccia vedere» esclamò la professoressa avvicinandosi alla ragazza.
Le scostò la mano dal viso e notò il segno ancora vivido sulla guancia destra della Fleurin. Una mano, cinque dita erano stampate perfettamente sulla sua povera faccia. Non riuscii a trattenere un ghigno, ricevendo un'occhiata gelida da parte della malcapitata.
«Professoressa!La deve pagare, non può permettersi di alzare le mani su un altro studente!Soprattutto se si tratta di Samantha» riprese Natasha.
«Con la Holmes me la vedrò io, voi andate in infermeria e fatevi mettere qualcosa su quel viso»
Un'altra povera vittima della professoressa. Mi dispiace per quella poverella di Morgana, alla fine ha fatto bene, quelle tre oche si meritavano questo ed altro.
Senza che me ne accorgessi, la professoressa aveva ricominciato a camminare, questa volta a passo spedito.
«Lenhard si muova inceve di restare lì, fermo»
Dopo non molto incontrammo anche la Holmes, affiancata da Delonge.
«Morgana Virginia Holmes!» esclamò la professoressa, il ragazzo fu il primo a girarsi e dopo pochi attimi anche la ragazza.
«Sei richiesta nel mio ufficio. Immediatamente!» il tono austero della professoressa da far gelare il sangue nelle vene.
Un lampo di odio attraversò gli occhi della Holmes, e da dietro alla professoressa le rivolsi un cenno affranto. Per colpa di quelle tre anche lei sarebbe stata in punizione...
Posso dire di non aver mai percorso per così tanto tempo i corridoi della scuola. Arruolata anche Morgana nel fans club della professoressa, ci incamminammo, finalmente, alla volta del suo ufficio.
Appena entrati ci fece accomodare, non so dire per quanto tempo sia rimasta in silenzio, forse escogitando una qualche punizione.
«Per tutta la settimana vi voglio tutti e due nel mio ufficio dalle otto»
Questa sentenza sputata fuori all'improvviso mi fece quasi sobbalzare.
«La Holmes per aver alzato le mani su uno studente e Lenhard per aver saltato la scuola senza un valido motivo»
Mi girai verso la mia futura compagna di punizione che mi rivolse uno sguardo sorpreso, evidentemente non pensava che fossi finito lì per qualcosa da scontare.
«E ora andate»
Ci alzammo in contemporanea dirigendoci verso l'uscita.
«E così ci si rincontra» iniziai appena fuori da quella camera.
«Già...dannata Samantha, sono sicura che sia stata lei»
«Mi dispiace doverlo dire, ma si. E'stata lei. Ma, scusa se te lo dico, hai fatto bene. Dovevi vedere la faccia delle Fleurin mentre si manteneva la guancia arrossata e cercava di trattenere le lacrime, non ha parlato mezza volta»
Un sorriso si dipinse sul viso della ragazza.
«Ehy!Ehy!Morg, allora?Abbiamo saputo!Che stronza quella Samantha»
Altre due ragazze si stavano avvicinando in gran fretta a noi. Eugènie Reinassance e Manon Bouringer.
«Bè, ci vediamo stasera» dissi prima di andare via e lasciarla alle sue amiche.
Fortunatamente avevo un'ora di buca e così passai prima per il dormitorio a prendere colori e fogli e mi avviai al lago.
L'aria era fredda, ma non come quella dei giorni precedenti, si poteva stare benissimo fermi senza patire il freddo.
E senza nemmeno accorgermene iniziai a far scivolare il carboncino sul foglio delineando i primi tratti di un viso ricorrente. Quel viso.
«Ehy Ragazzo del Disegno!»
Un sorriso si dipinse sul mio volto sentendo quel nome, non mi voltai, sapevo già chi era...



 

AxelAyrton
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Thestrals

«Aethereally Vìemeére

Sedici anni, cocciuta, testarda, caparbia,
egocentrica. E' orfana dall'età di quattro anni e non avendo nessun parente è stata adottata da una famiglia di Purosangue con la quale ha un ottimo
rapporto. E' stata viziata e spinta ad odiare i Mezzosangue e i Babbani.
Per la sua età è già molto alta, ha i capelli castani chiaro e occhi  azzurrissimi che tendono quasi all'azzurro ghiaccio.
Adora il Quidditch e i casini, ma non è il tipo che li crea, diciamo solo che vi partecipa. Al posto di un gufo ha un falco. E' stata smistata nei Thestrals e si è fatta rifare il tatuaggio di smistamento sulla spalla destra.

«Alannah Cairealláin

Grazia e nobiltà racchiusi per quindici anni in un esile corpo dalla pelle chiara e costellata di lentiggini. Alannah, di puro sangue Irlandese, ha gli occhi castani incorniciati da una cascata di capelli rosso fuoco. Si trasferì al secondo anno in Francia, a causa del lavoro dei suoi e, anche se da tre anni frequenta Beauxbatons, ancora pensa e parla in gaelico, quando ne ha la possibilità. Nobile e purosangue, è orgogliosa della discendenza della sua famiglia, e per questo finì pochi anni orsono nella casata Thestral. Adora le fiabe e le leggende della sua terra, che racconta solo alle persone a cui tiene veramente; ha uno splendido esemplare di gatto siamese chiamato féileacán, farfalla, dagli occhi azzurri e una grazia quasi irreale. Forse un po' troppo altezzosa, non si è mai trovata in situazioni sgradevoli come la maggior parte dei suoi compagni di Casata. Quando ancora era in Irlanda frequentò la Acadamh Ceoil, l'Accademia di Musica, come tutta la sua famiglia, ed ora ha la capacità di suonare sia l'arpa che il piccolo thin whistle.

«Domitille Petitclaire

Domittile. Sedici anni, ma crede di averne già diciannove. Appartenente alla casa dei Theastral. Ribelle e anticonformista. Pensa che il mondo sia migliore senza regole. Piccola, ma conosciuta già da tutta Beauxbatons come "quella che fa casino".
Non le piace andare a scuola. O meglio, non le piace andare lì. Lei vorrebbe essere a Hogwarts, o ancora meglio a Durmstrang. Domitille proviene da una famiglia purosangue e di Mangiamorte. Attualmente il padre è rinchiuso ad Azkaban, mentre la madre è riuscita a fuggire ed ora è nascosta in qualeche luogo asiatico. La ragazzina non ha alcun rapporto con i genitori anche se comincia a seguirne i passi dedicando il suo tempo libero alle arti oscure.
Ora vive con la zia Mathilde e le sue cinque cugine (due magonò, mentre le altre tre frequentano Beauxbatons).
Sola, quasi sempre, Domitille ha soltanto due amiche a scuola, mentre gli altri li definisce semplicemente conoscenti. Piccola, alta quasi un metro e sessanta, dalle linee morbide, Domitille non ha mai avuto particolari problemi con il suo fisico e con il suo viso. Adora i suoi occhi cerulei che trucca spesso con matita nera e mascara.

«Elodie Lylian Sinnous

Nata a Lille, nel Nord della Francia, in una famiglia di Purosangue sedici anni fa.  Trascorre una vita tranquilla, vivendo più con i governanti che con i Genitori, figure di spicco al Ministero della Magia Francese. Cresce viziata ed in mezzo al lusso, tra i giocattoli suoi e del fratello più grande, JeanBaptiste. Non conosce realtà al di fuori della sua, e per questo appena puo', si trasforma in una peste.

«Eugènie Amalie Renaissance

Eugènie Amalie nasce nella bellissima Avignon 16 anni fa. La sua antica famiglia fa parte della nobiltà del mondo della magia, ed ha sempre avuto come componenti maghi e streghe purosangue, cosa di cui va estremamente fiera. A tre anni Eugènie si trasferisce a Parigi con i suoi, imparando a conoscere il mondo dei babbani. Non ha una grande simpatia per loro, spesso e volentieri non li considera. Ha frequentato per un anno Hogwarts, a 11 anni, a causa di un viaggio improvviso in Inghilterra dei genitori, che però non le hanno mai spiegato il motivo. L'anno successivo la famiglia Renaissance torna a Parigi, ed iscrive la figlia a Beauxbatons. Ora Eugènie frequenta il sesto anno e fa parte della casata dei Thestrals. È arrogante, cattiva, opportunista, antipatica, ficcanaso, una snob in piena regola. È però anche molto intelligente, ambiziosa e non si tira mai indietro. A causa del suo carattere ha poche persone che le stiano davvero vicino, il resto si possono considerare amicizie di comodo. Sotto questa maschera Eugènie è però una ragazzina malinconica, che non si fida mai di nessuno, se non di se stessa, non riesce a perdonare ai genitori di avere dei segreti.

«Manon Bouringer

Nata un caldo 16 Agosto di 16 anni fa.
Una bella ragazza dal fisico esile e ben proporzionato.
Caratterialmente fredda e distaccata. Acida e ribelle, scontrosa. altezzosa e sfacciata. Ma con questo modo di fare cerca di mascherare il suo carattere timido. E’ un po’ snob e sempre attenta al look anche se non è fissatissima le piace essere sempre elegante e alla moda.
Ha passato un'infanzia serena, vivendo in una villa lussuosa di Parigi.
Manon è una purosangue ovviamente  e considera i mezzosangue feccia!
La sua è una ricca e benestante famiglia di maghi.
Una famiglia che ha avuto molte volte a che fare con Voldemort e con i Mangiamorte.
I suoi genitori sono entrambi in vita, ma lei con loro ha un brutto rapporto.. Legata al fratello Olivier.. e con lui litiga continuamente però in fondo gli vuole davvero tanto bene.. molto più che hai genitori.. Frequenta Beuxbaton ed è nella casa dei Thestrals al sesto anno. Ha un rapporto burrascoso con Dom e Aeth. Durante il sesto anno però si aprirà lentamente un po’ di più verso gli altri. Inizierà a sviluppare un carattere più socievole e a considerare il suo look meno sacro.

«Pierre Armstrong

Pierre Charles Armstrong ha sedici anni, è nato a Montréal, in Canada, da padre canadese e madre francese, entrambi di famiglia Purosangue. I genitori proabilmente erano entrambi Mangiamorte, fatto sta che vennero uccisi in uno scontro con degli Auror, quando Pierre aveva nove anni e mezzo. Quindi ha vissuto con dei lontani parenti inglesi a Londra, e proprio lì ha iniziato a frequentare Hogwarts, finendo nei Serpeverde. Nell'estate fra il primo e il secondo anno, però, è stato costretto a trasferirsi in Francia, e da allora frequenta Beuxbatons, dove è stato smistato nei Thestrals. Ribelle, acido ed egoista, ma anche ironico ed estroverso, è stato educato fin da piccolo al disprezzo verso i Mezzosangue, e non perde occasione per divertirsi prendendosi gioco di loro. Adora combinare casini, è il suo hobby preferito, insieme al suonare la sua chitarra elettrica, che si porta dappertutto.

Sfingi

« Aline McNamara

Aline ha sedici anni ed è olandese.
Grafomane sin da quando ha imparato a tenere una penna in mano, mette su carta ogni più suo criptico pensiero. Ha gli occhi grandi e blu ed una pelle diafana che ha ereditato da sua madre, vedova che è riuscita a crescere una bambina contando solo sulle proprie forze. Per questo Aline la adora, anche se hanno personalità diametricalmente opposte. Aline odia i capelli ricci o boccolati e, di conseguenza, odia i suoi capelli. Timida e fragile ma comunque socievole, ha una visione molto, forse troppo, utopica della realtà.

« eileen Andersson

«Su, non fare la vittimista, se ce l'ho fatta io perché non dovresti farcela anche tu?» Eileen è un'inguaribile ottimista. Eileen ha quindici anni e da quando frequenta la scuola di Magia e Stregoneria di Beauxbatons vive a Lille, in Francia. Non ha mai conosciuto il padre, un mago, nonostante abbia abitato per undici anni a Ribe, il suo paese natale. La madre, francese e babbana di nascita, acconsentì, seppur con riluttanza, a iscrivere la figlia all'accademia francese. Intelligente e modesta, Eileen fa parte della casa delle Sfingi. Nonostante la sua infanzia poco serena, è molto solare e fa amicizia facilmente, anche se si lega a poche persone, solitamente particolari e un po' strane. Eileen è piuttosto alta, un metro e settanta quasi. Non è magra, ma proporzionata. Fianchi e seni morbidi e pancia ben modellata. Il volto è leggermente tondo, gli occhi celesti e le labbra carnose molto chiare. I capelli sono biondo/rossicci e spesso li tiene sciolti con alcuni ciuffi che le incorniciano il volto.

« Elisewin Ricoeur

Elisewin è nata da genitori purosangue. È
particolarmente legata al padre, che le ha trasmesso la passione per i libri e la Legilimanzia, impartendole spesso lezioni private di ogni genere sin dalla più tenera età. Ha lunghi capelli rossi e occhi celesti, la carnagione chiara, un viso da bambola. Tratta chi non conosce con freddezza e alterigia, in realtà si rivela ben diversa quando comincia a fidarsi di più delle persone. Lunatica, spesso nervosa, tende a rispondere molto male e ad essere acida. Non ha molte amicizie, ma la cosa non sembra crearle troppi problemi. Le piace molto leggere e scrivere, e può passare intere ore nel parco di Beauxbatons a fare una di queste due cose, o in Biblioteca.

«Lorelei Orange

Lorelei Orange nasce quindici anni fa in un piccolo paesino fuori St. Etienne, nella grande casa di campagna che ospita, oltre alla sua famiglia, i nonni materni. Passa felice l'infanzia, giocando con le decine di cugini e frequentando la scuola del paese, finchè, cinque anni fa, ricevette la lettera di ammissione a Beauxbatons, che non giunse inaspettata. Fin dall'età di cinque anni infatti, Lorelei è in grado di modificare la fisionomia del suo corpo, dono che pare avesse, le ha raccontato il padre, anche la sua trisnonna. Non conosce i nonni paterni che lo rinnegarono quando egli sposò una babbana, ma ha comunque ottimi rapporti con i due fratelli del padre, che spesso vengono a trovare lei e la sua famiglia. Il suo unico cugino da parte paterna è Jacques Orange, che frequenta il terzo anno a Beauxbatons nelle Sfingi, come ogni Orange. Gioca nella squadra di Quidditch come cacciatrice.

«Martyl Flamine D'Arnaut 

Sta per compiere 15 anni. Nata da genitori francesi, è cresciuta a Francoforte sotto la sorveglianza di una rigida istitutrice. E’ stata successivamente iscritta all’accademia di Durmstrang, dove ha completato i primi quattro anni col massimo dei voti. E’ stata costretta a spostarsi a Beauxbatons dopo una repentina sospensione dalla scuola. ( aveva affatturato un paio di primini )
Di innegabile lunaticità. Fredda, rigida, taciturna. Difficilmente lascia trapelare le sue emozioni. Altezzosa e aristocratica, atteggiamento frutto di anni di lavoro da parte di chiunque venisse in contatto con lei. Di natura ribelle, detesta le regole quando ostacolano i suoi progetti. Attrice nata. Sarcastica, orgogliosa, permalosa, vendicativa. Sorride raramente, non ride mai. Snella, forme proporzionate. Carnagione color porcellana, viso ovale.  Lunghissimi capelli corvini, spesso acconciati con nastri neri; una frangia tenuta di lato copre completamente il lato sinistro della faccia. Occhi d’azzurro intenso, quasi turchese, profondi e freddi.

«rachel brody

Sedicenne dai capelli biondi a boccoli e dagli occhi azzuri/grigi cangianti in verde a seconda del tempo. Di media statura e dal fisico snello. Appartenente alla casa delle sfingi è arrivata alla scuola francese ad anno già iniziato. Ragazza inglese. Non conosce a perfezione il francese e spesso inventa parole o le pronuncia a modo suo. Passa davanti ai libri poco tempo perchè le basta l'apprendimento o in classe. Vivace e generosa, schietta e sincera. Selezionatrice nelle amicizie, sono pochi quelli a cui Rachel apre il cuore, ma è comunque disponibile con tutti. Ragazza alla moda, cura molto il suo aspetto fisico perchè crede fermamente che per stare bene con se stessi bisogna essere sereni sia interiormente che esteriormente. Ama stare all'aria aperta, lo shopping e leggere. Appartenente ad una famiglia benestante, vive sola con il padre. Non ha mai conosciuto la madre e non ama parlare del suo passato perchè pieno di punti di interrogativi. Frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi.

«Roxanne Lefebvre

Roxanne ha 16 anni e frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi. Ha intensi occhi azzurri e lunghi capelli castani che tinge spesso, di biondo o di rosso. Molto razionale, raramente si lascia andare e non manifesta quasi mai le sue emozioni, per questo viene considerata una ragazza difficile ed enigmatica. Odia il padre, che se ne è andato di casa quando Roxy aveva solo sei anni, lasciando lei e la sorella con la madre. A causa di questo 'trauma' considera tutti i ragazzi falsi e inaffidabili. Non lega facilmente e non ha molti amici, preferisce averne pochi ma fidati. Sa suonare la chitarra e adora leggere, passerebbe la vita in biblioteca se la sorella non la trascinasse via. Ha una sorella gemella, Eleanor, che frequenta Beauxbatons nei Centauri.

Bowtruckle

«Angelique Petitclaire

Angelique ha dodici anni, ed è al secondo anno. Sorella di Domitille, anche se probabilmente ne è l'esatto contrario. Bionda e mingherlina, difficilmente parla con chi non conosce. Ha sempre vissuto con la zia Mathilde con la sorella e le cugine, ed è timida e introversa. Fin da piccola ha ammirato la sorella, anche se lei non le ha mai quasi parlato. Smistata nella casa Bowtruckle, si trova abbastanza bene a scuola, anche se a rilento fa amicizia. Per quel poco che ha frequentato, le sue materie preferite sono trasfigurazione e divinazione.

«Axel Ayrton Lenhard

Silenzioso, taciturno, solitario, Axel non ama mettersi in mostra. Ha profondi occhi verdi e capelli castani, fisico
slanciato, ma nonostante tutto molto magro. Frequenta il quinto anno a Beauxbatones ed è stato smistato nella casa dei Bowtrukle, anche se il suo tatuaggio si confondeva con quello delle Sfingi, casa alla quale doveva appartenere per la sua intelligenza. Ama studiare e passa la maggior parte del suo tempo in Biblioteca, fatto eccezione per i momenti in cui si dedica al disegno sulle rive del lago. Originario dell'Olanda, ha vissuto in questo paese per metà della sua vita, fin quando per motivi di lavoro del padre, si è dovuto trasferire in Francia. Dall'età di sette anni vive nella magica Avignon con i genitori e
la sorellina più piccola di quattro anni alla quale è molto legato.

«Autumn Kayleigh Mathieu

Nata da famiglia di maghi purosangue, padre francese e madre irlandese, Autumn ha ereditato da quest'ultima i lunghi capelli rossi e la carnagione chiara spruzzata di efelidi. Non molto loquace nè estroversa, compensa con un viso espressivo e con un sorriso che nasce dal nulla anche se non sembra vi sia un motivo. Quindicenne dalla costituzione esile e dagli occhi verdi, è una Metamorfomagus che però preferisce non utilizzare spesso le proprie capacità, e tiene per sè questa sua caratteristica come un piccolo segreto.
Ama disegnare a matita, passione che la porta ad osservare con curiosità chi e cosa le sta attorno, per poi tratteggiare su carta ciò che la colpisce: spesso può essere vista mentre disegna, momento nel quale riesce anche a perdere completamente il senso del tempo, isolandosi temporaneamente dal mondo per concentrarsi unicamente sui suoi disegni.
Un'altra sua grande passione sono le puffole pigmee che alleva clandestinamente tra le mura di beauxbatons. Autumn tende ad essere introversa, se colta in imbarazzo anche goffa ed impacciata, ma è decisa ad affinare le sue conoscenze magiche, anche se riluttante a esibire la sua capacità innata di mutare aspetto a proprio piacimento.

«Benjamin LaBranche

Benjamin (o Benji per i familiari e gli amici stretti) è nato quindici anni fa a Marsiglia da una semplice famiglia di maghi non troppo poveri ma nemmeno troppo ricchi, ha vissuto in tranquillità la sua infanzia e fin da piccolo è sempre stato un po’ attratto da i Babbani e dal loro stile di vita.
E’ un ragazzino vivace e solare, ironico, amichevole e sempre protettivo nei confronti delle persone a cui vuole bene.. appena vede qualcuno fare un torto a un amico parte in quinta in modo impulsivo senza ragionare. Cosa che spesso e volentieri lo mette nei guai. E’ coraggioso e determinato e anche un po’ troppo testardo.  E’ intelligente  ma a scuola non ha bei voti perché è molto pigro e distratto, sempre tra le nuvole. Quest’anno frequenta il quinto anno nella casa dei Bowtruckle mentre la sua sorellina minore Josephine frequenta il quarto della stessa casa.

«Camille Monet

Camille ha 16 anni e mezzo, e frequenta da poco il 6° anno a Beauxbatons. Intensi occhi sfuggenti. E' meglio non osservarli perchè ti riempirebbero del dolore soffocante di chi è cresciuto troppo in fretta.

 

centauri

«Anja Gauthier

Anja Gauthier, sedici anni, studentessa a Beauxbatons, sesto anno, Centauri. Alta e slanciata, capelli biondi lunghi fino alle spalle, occhi grigi cangianti a seconda del tempo. Gentile con tutti, ma mantiene sempre un deciso distacco, non entra mai troppo nel personale. Alcuni attribuiscono questa glacialità al suo essere scadinava da parte di madre. Sono poche le persone a cui vuole veramente bene, ancora meno quelle che trova antipatiche, la maggior parte le sono semplicemente indifferenti. Ottima ascoltatrice, sa sempre consigliare la cosa giusta da fare. Compagna di stanza di Eleanor Lefebvre, condivide con l'amica la passione per il Quidditch; giocano entrambi da cacciatrici nella squadra della loro casa.

«Lucien Debeuckelaere

Nasce 16 anni fa a Mulhouse da genitori babbani, in una notte di 31 ottobre particolarmente freddo. Occhi grigi e capelli castano scuro, è asciutto e di media altezza. Padroneggia due lingue, infatti fin da piccolo ha parlato il francese a scuola e il tedesco a casa con i genitori, che hanno radici germaniche, e con il fratello Jaques di sei anni. Ha un cucciolo di husky siberiano, Freja, a cui è affezionatissimo: a settembre è costretto a separarsi da Freja lasciandola a casa, per questo ogni anno il suo ritorno a beauxbatons non è dei più felici. Un ragazzo tranquillo con una passione per le carte da gioco: da piccolo imparò a utilizzarle per diversi giochi di prestigio, e anche ora che ha scoperto di essere un mago gli piace misurarsi in questi giochi di abilità. Schietto e molte volte sarcastico, è però disponibile ad aiutare gli altri quando ne sente la necessità; lega con diverse persone ma con poche stringe un legame profondo. E' uno studente pigro e indisciplinato, si applica al pieno delle sue possibilità solo nelle poche materie che lo interessano veramente.

«Natasha Roses

Natasha Roses nasce a Londra quindici anni fa. Nata da genitori Purosangue, si vanta di quanto la sua famiglia, dell'altà nobiltà inglese, sia superiore al resto del mondo. I genitori preferirono mandarla a scuola a Beauxbatons, dove, a detta loro, l'ambiente era meno "plebeo", e sicuramente più all'altezza della loro splendida figlia. Egocentrica e superficiale, ha trovato fin dal primo anno l'amicizia delle sue amiche, nobili e feshon quanto lei. Centauro, frequenta ora il quarto anno a Beuaxbatons. Alta e magra, il suo hobby preferito è lo shopping, seguito dai ragazzi.

«Raz Apap-Bologna

Nasce il 2 giugno di 16 anni fa nella calda La Valletta da genitori babbani della buona società maltese. Infanzia tranquilla e serena, amato dai miei genitori e dalla sorella Alex, passa molto tempo al mare d’estate e alla scoperta della sua bella isola d’inverno. A dieci anni circa, quando i suoi poteri iniziano a manifestarsi, il suo mondo diventa di colpo molto più ampio: in un estate conosce il mondo della magia tramite la vecchia prozia Adeline, e viene catapultato a hogwarth; deve salutare i suoi vecchi amici, i suoi e Alex, ma per fortuna ogni estate tutto torna alla normalità. Quest’anno la prozia preoccupata dal clima cupo instauratosi in Gran Bretagna ha insistito per iscriverlo in Francia; arriva quindi a Beauxbaton con poco entusiasmo dove viene stranamente smistato nei centauri.
E’ uno studente interessato e serio, segue con interesse i corsi di Erbologia, Cura delle creature magiche e Storia della Magia sperando di occuparsi di draghi. Di carattere cortese ma diffidente ci mette molto per socializzare ma diventa un amico sincero. E’ profondamente legato alle sue radici babbane e ama quel mondo, soprattutto le tecnologie e gli sport, in primis quelli acquatici.

«Summer Roxeau

Summer, Summy, è nata sedici anni fa nella capitale francese da un'importante famiglia babbana, entrambi i genitori sono infatti famosi modisti. Sua madre ex modella, suo padre stilista. Fin da piccola la ragazza viene catapultata nel mondo Hollywoodiano e diventa una tra le modelle francesi più ricercata, nonostante la sua giovane età. Dimostra più della sua età. Alta e magra, senza però mancanza di forme; dagli occhi scuri, profondi, contornati sempre da una matita nera e capelli castani. Quando quel fatidico giorno le arrivò la lettera per beauxbatons si sentì sollevata di non dover più vivere la vita 'fuori dal mondo magico'. Summer voleva infatti godersi una vita semplice, da ragazza normale, senza tutte q uelle persone che la circondassero, essere amata per come è e non per cosa è. Simpatica, solare, curiosa generosa e senza peli sulla lingua. Non ama stare sui libri preferisce passare il suo tempo divertendosi e facendo casino.

«Vanille Zoélie Minuit

Magrissima, ai limiti dell'anoressia, Noëlle è piuttosto alta. Ha la carnagione bianca, i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Noëlle è sempre stata una ragazza strana, si è sempre tenuta in disparte. Non si sa con esattezza chi siano i suoi genitori, in quanto è stata trovata davanti ad un convento/orfanatrofio quando aveva appena tre mesi, senza segni di riconoscimento, a parte una lettera nella quale era stato scritto il suo nome. Fin da bambina ha dimostrato le sue doti divinatorie, che ora sta sviluppando grazie all'aiuto della professoressa Lacroix, convinta non a torto che possieda la Vista. Silenziosa e taciturna, è riuscita in fretta a padroneggiare gli Incantesimi Non Verbali.

Iscrizione

Attenzione! Le iscrizioni alla casa delle Sfingi e Thestral sono chiuse!

Volete iscrivervi? Bene, leggete le regole e mandatemi un e.mail a questo indirizzo: clicca qui con i seguenti dati:

- Nome:
- Email:
- Nome del Personaggio:
- Breve storia del personaggio:
- Casa scelta:
- Username con il quale ci si è registrati in splinder (deve essere quello del personaggio da voi scelto):
- Immagine scelta per il personaggio:
- Qual è l'erba preferita della Fed?:

Ricordo inoltre che quando mi manderete l'email di iscrizione dovrete già essere iscritti a splinder con il nick del vostro personaggio e dovrete inserire nella mail l'username attivo e funzionante.

Le case

Sfingi
Creatura dal viso umano e dal corpo felino, la sfinge è un essere molto intelligente, che ha l'abitudine di porre indovinelli. Gli studenti di questa casa amano lo studio, sono diligenti e seri.

Thestrals
Sono creature alate con la testa di drago e il corpo scheletrico e nero di un cavallo. Hanno occhi bianchi e lucenti, zanne e lunga coda. Si mostrano solo a coloro che hanno visto morire qualcuno e per questo, spesso il vero carattere degli appartenenti a questa casa è visibile a pochi. Spesso studenti provenienti da famiglie purosangue, spesso disprezzano le altre case. Hanno un comportamento spesso indisciplinato, e una forte voglia di avventura.

Centauri
Testa, torso e braccia da uomo su corpo di cavallo. Gli appartenenti a questa casa sono forse gli studenti con l'animo nobile. Spesso comunque, antepongono cose futili come lo sport alla scuola.

Bowtruckle
Creatura mite e pacifica, vive all'interno di un albero di cui è custode. Gli studenti di questa casa sono altruisti, offrono spesso la propria vita per gli altri.

lo smistamento

Gli studenti vengono smistati durante una cerimonia ufficiale il primo giorno di scuola. Gli alunni vengono chiamati in ordine alfabetico, e la preside pronuncia l'incantesimo "Subro". Dopo qualche secondo sulla pelle dello studente appare una piccola bruciatura, che indica l'animale della casa alla quale si è destinati: un pezzo di legno, una sfinge, un centaro o un cavallo con la testa di drago. A volte il segno va interpretato, quando lo studente oscilla tra due case. Dopo qualche giorno, la bruciatura scompare.

i fantasmi

Come ogni buon castello che si rispetti Beauxbatons ha alcuni spettri. I gemelli Planès, due fantasmi gemelli che passano la maggior parte del tempo a litigare su qualsiasi cosa. Il conte de Crayencour, un uomo severo di circa cinquant'anni, gira per il castello scuotendo la testa. Non gli va bene nulla del nostro tempo: il cibo, i ragazzi, gli insegnanti...nel lontano 1500 era preside della scuola. Il vecchio, così viene chiamato dagli alunni, è un vecchio fantasma che non ricorda chi è, cosa sta facendo e dove sta andando.

la scuola

Beauxbatons è una scuola molto bella rispetto a molte altre. E' un castello, ma molto più piccolo di hogwarts. Gli studenti sono circa 200, e frequentano sette anni di scuola. E' presente una Sala Grande, dove vengono fatte le riunioni e si mangia, la biblioteca e i dormitori delle case. Questi sono situati nelle torri del castello. All'esterno è presente un campo da quiddich e un grande giardino, oltre che a un recinto per gli animali e una serra.

beauxbatons in pillole

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Insegnanti

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Personaggi non giocanti

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Rules

Per riuscire a giocare in maniera bella, realistica, piacevole, temo che le quattro regolucce a lato siano un po' troppo timide, me ne sto accorgendo già da un pezzo. Perciò ora le regole sono più complesse, e chiederemmo a tutti di seguirle. Verrete avvisati una, due, tre volte, poi il vostro bel personaggio finirà accidentalmente annegato nel lago, e non sto scherzando.

I POST
1. i caratteri sono predefiniti. Pertanto, se non volete distruggere la spendida composizione cromatica del template della Fed, non alterate i colori. Basta non selezionarne nessuno nel momento in cui scrivete il post.
2. analogamente, anche il font è automatico, di conseguenza scrivete i vostri post o direttamente su splinder, o nel blocco note. NON in word o simili.
Ovviamente, se sbagliate basta comunicarlo a noi, che provvederemo a cambiare tutto.
3. evitate immagini, a meno che non siano parte integrante del post (ad esempio foto o disegni.)
4. nei dialogi utilizzate "" oppure «». Nient'altro.

COMPORTAMENTO E PERSONAGGI
1. come cita la regolina numero quattro, che ormai è morta e sepolta mi pare, i vostri personaggi NON SONO EROI. (non=avverbio di negazione, per chi eventualmente non l'avesse capito.)
Ergo: santa pazienza, il vostro personaggio non può salvare il mondo! O essere strafigo! Se vogliamo giocare divertendoci, non è possibile avere migliaia di pp (=power player, termine gentilmente fregato dai gdr). Questa è la regola più severa, occhio, ok?
2. non è obbligatorio che, la prima volta che postate, il vostro personaggio sia per forza appena arrivato a scuola.Magari gli hanno appena regalato il diario o chessoio...altrimenti sarebbe un po' irreale, no?
3. Vi prego in ginocchio, evitate i nomi di personaggi famosi!
4. Se potete evitate le immagini protette da copyright (il deviant per esempio).

IL BLOG
1. Beauxbatons è ambientata al settimo anno di Harry, in quanto continuazione di Mielandia. Harry, quindi, è nato nel 1987, tenetelo a mente nel caso (sarebbe meglio evitarlo) si dovesse citare Hogwarts.
2. Seguendo Mielandia, il sesto libro di Harry non esiste.
3. Nel caso un personaggio non posti per più di due mesi verrà automaticamente spostato nel Png. Il proprietario potrà ovviamente riprenderne la proprietà, se desidera. Se non volete più giocare prego comunicarcelo, nessuno vi picchia, promesso.
4. Nell'iscrizione alla domanda "Qual è l'erba preferita delle Fed?" dovete rispondere "L'erba pipa" per dimostrarci che avete letto le regole!

Diari Personali

- Aethereally Vìemeére
- Angelique Petitclaire
- Anja Gauthier
- Axel Ayrton Lenhard
- Autumn Kayleigh Mathieu
- Camille Monet
- Domitille Petitclaire
- Elisewin Ricoeur
- Eileen Andersson
- Eugenie Amalie Renaissance
- Lucien Debeuckelaere
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