mercoledì, 30 novembre 2005 alle 20:58 

Salvi. Sono tutti e tre sani e salvi. Si sono risvegliati ormai parecchi giorni fa: prima Dan, subito dopo Frankie, e infine anche Morgana. Sia ringraziato il cielo, per quanto io non sia credente. Per un momento avevo terribilmente paura che sarebbe finito tutto male, ma per fortuna si è sistemato tutto. Ora i tre sono perfettamente in forma, sembra quasi che non sia successo nulla; anzi, ora che ha ritrovato la sua voce, Morgana sta quasi meglio di prima.
L'unica cosa di cui ora bisognerebbe preoccuparsi, è la vendetta che sicuramente lei, con Mannie e Gen, metterà in atto. Ma non ne ho sinceramente voglia, di preoccuparmi di qualcosa d'altro. So solo che presto parlerò a Morgana. Cosa le dirò, sinceramente, non ne ho idea, ma so che non ho intenzione di portarmi dietro questo peso micidiale che mi porto dietro da un mese, da quel trentuno di ottobre. In fondo ho le mie colpe anche io, e non voglio che accusino soltanto Dom e Aeth.
Ora devo solo trovare il coraggio di farlo. Ma in che occasione potrei? Dovrei trovarne una ideale. O forse questa è solo una scusa per rimandare il più possibile quel momento. Mi faccio schifo da solo, in questi momenti. Sì, vabbè, lasciamo perdere il vittimismo e pensiamo a qualcosa di intelligente da fare.
Mi alzo dall'erba umida del giardino, dove ultimamente passo parecchio tempo, e inizio a gironzolare in tondo. Devo trovare le parole adatte. Ma che posso dirle? "Scusa Morg se ti interrompo, ma volevo dirti che se quel mostro ha quasi ucciso te, Frankie e Dan è anche per colpa mia." Il minimo che farà è lanciarmi uno Schiantesimo se va bene, e magari un Avada Kedavra se ha la luna storta. Scuoto il piede destro, che ha iniziato a formicolarmi, e mi stringo ancora di più nella mia divisa, sistemandomi meglio la sciarpa con i colori dei Thestral. Ecco, appunto, i Thestral. Appartengo o non appartengo a questa casa? E allora basta, ora mi comporterò da freddo insensibile menefreghista. Ah ah, così eviterò di farmi stupide seghe mentali, come stavo facendo fino ad un secondo fa. Tiè.
Mi avvio in direzione del castello, con le mani infilate nelle tasche dei pantaloni per non farle congelare. Domani ormai sarà dicembre, e il freddo polare è già arrivato da un bel pezzo. E più il freddo aumenta, più mi piace starmene all'aria aperta. La sensazione di gelo sulla pelle è una di quelle che più preferisco, così come il vento pungente che ti graffia il viso e ti fa lacrimare gli occhi...Bellissimo. Adoro l'inverno. Anche se si avvicina Natale, e il Natale per me non significa nulla. Gli studenti che restano a Beauxbatons per Natale sono una parte minima, così passo il mio tempo ad annoiarmi. Speriamo che quest'anno resti qualcuno in più, o perlomeno qualcuno con cui parlare liberamente, ecco.
Ora mi sono stufato di scrivere, mi sa che riprenderò a fare ciò che faccio ogni santo giorno: un bel niente.

PierreA
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mercoledì, 30 novembre 2005 alle 11:24 

Non so se esultare o stare a piangermi addosso, cosa che non è per niente da me!
Morgana è tornata in forze sensa neanche un effetto collaterale del coma, anzi sembra stia meglio di prima.. la sua voce è tornata a posto.. devo dire che ha una voce stupenda, ci credo che quelle due oche abbiano tentatao di portargliela via, quando parlano sembra che gracchiano la Vìemeére e la Petitclaire!
La vedo ridere assieme a frankie e penso "che miracolo! Vedi? a volte accadono"
Anche Eugenie è molto più tranquilla e sollevata, meno isterica e più sorridente, anche dopo l'arrivo di quella Juliette..
Ozon invece in questo periodo sembra girare solo con juliett e quella Sauvage..
lasciado a Eugenie più tempo con Elias.. cosa che non capisco? Ozon non era pazzo di Gen?
Valli a capire gli uomini..
Si gli uomini..
Sospiro stringendomi nelle spalle...lo stupendo cortile di Beauxbaston e innevato e affascinante.. il lago ghiacciato sembra di cristallo sotto i deboli raggi del sole..
al mio caldo respiro l'aria fredda dinanzi a me diventa vapore..
nonostante il risveglio di Morg e le cose che stanno tornando ad andare bene mnon riesco a sorridere, non ancora..
ho perso una delle poche cose che mi faca stare bene.. Daniel Reeves
Lui mi ha sempre usato come ruota di scorta.. tipico degli uomini, tipico di Manon, farsi usare così ingenuamente!
Lui ha sempre visto in me Aethereally, per questo ci stava.. per questo.. quando diceva di amarmi non era rivolto a me, ma ad Aeth.
E fa male questa cose, pericolosamente male.
Perfetto, adesso che torni dallla sua Aethereally, io me la caverò, proprio come ho sempre fatto!
Con le gambe ho ammortizzato il botto, mi sono rialzata e mi spiace per voi ma mi avete solo ammaccata non mi avete distrutta.. tra qualche tempo tornerò la stessa Manon di prima.. ma adesso no, sto troppo male.
Socchiudo gli occhi lasciando che una lacrima solitaria mi righi il volto candido lasciando un alone salato dietro di se, le mie labbra si contorgono in una smorfia di tristezza, trattenendo il pianto, un suicidio.. un suicidio è alzarsi la mattina e vedere che non ho motivi di stare al mondo, ma per fortuna a quel punto non sono ancora arrivta..
Ho sempre Eugenie, ho sempre Morgana, ho sempre Olivier..
Olivier.. come sempre lui è stato ad ascoltarmi tutta la santa notta..
appena lasciata l'infermeria la sera in cui Morgana si è svegliata dal coma.. siamo tornate nella sala comune .. Eugenie è andata  a dormire o non so dove..
La saletta era vuota ed io ero sola.. sola che il mio mischiume di sentimenti felici e disperati, gioia e odio, lacrime, ero sola com le mie lacrime, sia di dolore che di gioia..
Qualcuno poggia la mano sulla mia spalla..
olivier con il suo sorriso perfetto, il suo volto da bambino adulto e il suo calore rassicurante che mi avvolge..
<<Manny>> mi sussurra mentre il lo abbraccio fortissimo in modo che neanche una briciola del bene che gli oglio vada persa..
Rimane tutta la notta ad ascoltare le mie lacrime e non da segno di cedere neppure una volta.. mi strnge le mani fredde e tremanti..
<<io lo amavo Olivier.. e lui mi ha preso in giro>>

Le lezioni passano terribilmente lente.. ne approfitto di un ora libera per andare nelle stalle della scuola, odove sono accuditi i cavalli alati..
Nonostante siano equini nella stalla non vi è traccia di maleodore.. solo profumo di whisky di malto..
avanzo nella stalla sentendo il legno solido e pregiato sotto i miei piedi.. ed eccola li..
Bianca candidia e apparentemente uguale agli altri, trnne per gli occhi.. rossi.. rossi come il sole che tramonta..
<<Imperial..>> mi avvicino alla puledra che mi sorride, lo vedo che mi sorride, le carezzo il muso dolcemente godendo della sua morbidezza
Vengo a trovare la cavalla da quando ero al primo anno.. La scuola è grande e mi ero persa per l'ennesima volta.. ritrovandomi così nella stalla..
subito gli occhi scarlatti dell'equino mi hanno rapito l'attenzione..
la carezza mentre lei truscia il musino contro la mia spalla...
un rumore imrpovviso e inaspettato mi fa voltare di scatto.. rumore di passo.. riconosco l'esile ma alta figura di Taranee, la sfinge..
<<Bouringer?>> mi fissa perplessa <<cosa fai qui?>>
<<ero venuta a trovare Imperial>> dico con sincerità
<<aaaah imperial.. sai che è la prefeira anche di Madame maxime? Lei dice che è stata una studentessa a darle il nome.. >> dice carezzando le bianche ali di un altro puledro che ricordo si chiami Arquiel.
<<si>> mormoro issandola <<le ho dato io il nome>>
lei spalanca gli occhi bronzei <<ah si??? che bello! Sai che ho sempre pensato fosse un nome stupendo? Cosa significa?>> mi si avvicina curiosa guardandomi dall'alto della sua statura
<<significa Imperiale come lo si può intuire..>> dico continuando a carezzare il muso di Imperial <<Dimmi un nome più azzeccato.. tutto in lei pprta a pensare a una cosa tanto nobile da essere imperiale..>>
lei mi sorride <<Manon..oggi ho scoperto una cose cheproprio non avrei attribuito a te>>
<<perchè?>> la fisso, tocca a me essere perplessa
<<perchè sai.. vieni descritta in tutta la scuola come una ragazza senza sensibilità, fredda, staccata, studiosa e anche un pò egoista>>
<<non dico che lo sono.. >> sorrido lievemente imbarazzata <<ma ho pur sempre dei sentimenti e delle passioni>>
<<sei la sorella di Olivier vero? E' nella mia stessa casa>> cambio di botto discorso
<<si lo so>>
<<è davvero carino sai>> arrossisce la rossa
<<lo so.. è unico>>

<<ops scusa>> dice la ragazza doèpo aver urtato distratamente la mia spalla
<<non preoccuparti>> il mio tono è freddo, come sempre con persone he non conosco.. noto in lei infatti un certo timore
<<Sono Aline Brigitte Dumont>>
<<molto piacere.. >> sospiro <<io sono Manon Bouringer>>
le sorido come meglio riesco poi mi allontano..
pochi metri più in la qualcuno mi urta di nuovo
<<ma cos'è oggi?>> il tono scontroso e l'affermazione che fugge dalle mie labbra.. mi volto pronta a afre una scenata quando dinanzi a me la figura imponente di un ragazzo che poco avevo notato..
Due bellissimi occhi ambrati  mi fissano perplessi, un volto dal colorito tenue incorniciato da capelli lisci e corvini..
<<perdonami.. ero distratto>> la sua voce suona calda e anche leievemente sensuale alle mie precchia
<<fa niente, scusa te, sono stata sgarbata>> dico in un sussurro cercando di togliere il mio sguardo dal suo...
mi sorride <<non preoccuparti Manon>>
lo sguardo si alza meccanicamente  e un sorriso lieve sul mio volto rigido si disegna libero
La sua divsa è contornata di colori verde scuro e verde chiaro è un Bowtruckle
non dimenticherò il tuo volto Bowtruckle, non lo dimenticherò..
lo fisso allontanarsi..
il mio sguardo torna serio quando dietro cui è sparito il Bowtruckle spunta Daniel

ManonBouringer
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lunedì, 28 novembre 2005 alle 17:06 

I tre si sono svegliati, finalmente, e la Fleurdhiver ci ha assicurato che il quidditch riprenderà a breve...finalmente! Il campionato è appena iniziato, e abbiamo seriamente temuto di non finirlo...e tutto per colpa della Petitclaire e della sua amichetta! Abbiamo litigato un'altra volta, ed un'altra volta abbiamo finito per scontrarci con le bacchette, anche se meno violentemente dell'ultima volta.
Quelle due davvero non le sopporto, con quell'aria da "io sono il meglio della scuola"...esasperanti, davvero.
Ma la cosa che mi preoccupa ora è un'altra: Angelique.
Io e Caroline eravamo in Biblioteca a studiare, quando ci ha sorpassato senza degnarci di uno sguardo.
«Carol...?» sussurrai, tirandole una gomitata.
«Ahi...oh...eh?»
«Cos'hai fatto ad Angelique?»
«Io? niente, perchè?»
In silenzio l'indicai. Ora stava seduta sola, ad un tavolo, scribacchiando qualcosa.
«Ha qualcosa che non va.» Ho sussurrato, alzandomi.
«Ciao Angie, come stai?» chiesi, raggiuntala.
Lei si è limitata ad alzare le spalle, continuando a disegnare su una pergamena.
«Angie, cosa c'è? Angie?!»
Inutile, continuava a disegnare, fingendo di non sentirmi.
«Angie...?»
Niente.
Rimasi in silenzio per un po' ad aspettare, guardandola, finchè non notai una lacrima caduta sulla pergamena, che stava cominciando a sciogliere l'inchiostro.
«Angie, tu stai piangendo.»
La bimba alzò gli occhi dal foglio. Erano gonfi di lacrime.
«Cos...?»
«Mi ha preso in giro!» mi interruppe, gridando tutto d'un fiato. «Mi ha solo usato! Non le importa niente di me! Niente!»
Ora gridava, mentre tutti, nella biblioteca, erano girati verso di noi.
«Chi, Angie?» Sussurrai. Non mi aspettavo una reazione del genere...
Lei è uscita, di corsa, lasciando lì la pergamena scarabocchiata.
Mentre la bibliotecaria mi si avvicinava, fredda come al solito, mi alzai anche io, raccogliendo il foglietto di Angie.
«Cosa succede, Lor?» Caroline mi raggiunse, mentre i miei occhi divenivano fessure guardando il foglio tra le mie mani.
Girai piano la pergamena, per mostrargliela.
In lettere scure, calcate, spiccava, tra uno scarabocchio e l'altro, una frase.
"io non ho sorelle"

LoreleiOrange
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domenica, 27 novembre 2005 alle 16:56 

Lecco il mio lecca lecca a chiocciola rosso e nero, mentre cammino mano nella mano con Frankie, a ricreazione, per il parco nebbioso di Beauxbatons. La sua mano calda mi riscalda la mia infreddolita, mentre ci dirigiamo verso un grande albero di mele, ormai completamente spoglio. Le cose tra me e Frank vanno molto bene, è fantastico, non sono mai stata innamorata e ora finalmente so cosa significa esserlo.
« Sai, quasi avevo dimenticato il suono della tua voce… », dice Frankie, mentre ci sediamo a terra, sul soffice prato.
« Anch’io… »
« Se non fosse successo quel casino con la tua voce a quest’ora eri la mia cantante »
« Già… ma credo che sia giusto continui a esserla Angie… »
« Quella ragazzina è davvero in gamba », dice con un mezzo sorriso, appoggiandosi con la schiena al tronco dell’albero. Potrei anche fare un altro provino per spiazzare Angie dal suo ruolo nei Black Roses, ma non sarebbe giusto. Sarei capace di farlo, ma per il momento la cosa che mi interessa di più è vendicarmi di Domitille e Aethereally.
« Posso darti un consiglio? », la voce di Frank mi risveglia dai miei pensieri, riportandomi alla realtà.
« Certo »
« Non fare del male a Dom e a Aeth. Per favore », mi si gela il sangue nelle vene. Sembrava quasi che mi avesse letto nel pensiero. Mi sistemo una ciocca di capelli dietro l’orecchio, come faccio di solito quando sono imbarazzata. Avevo paura di parlare.. non volevo dirgli le mie intenzioni e quelle di Eug e Man. Non deve sapere della nostra vendetta.
« Perché dici questo? »
« Perché ti conosco e so che faresti ciò »
« No, non… » - la voce mi si strozza un attimo - « … lascia stare, Frankie… »
« Promettimi che non farai niente… »
« Se la meriterebbero una bella punizione. E non una qualunque come ha fatto la preside! Quelle meritano l’espulsione! »
« Ma dopo vai nel torto tu… io ti credo. A questo punto so al 100% che sono state loro. Domitille ha il coraggio di fare qualsiasi cosa… »
« Allora non credi che meriterebbero qualcosa di più che una semplice punizione nell’ufficio della preside? Frank hanno preso in giro tutti. Persino te. E hai rischiato di morire a causa loro »
« Promettimi che non farai nessuna vendetta Morg. Promettimelo », panico. Non potevo prometterglielo… anche perché, voglio vendicarmi, costi quel che costi. In nome di tutti. Deglutisco, mentre un fiume di dubbi e preoccupazioni scorrono velocemente nella mia testa. Frankie mi guarda negli occhi, in attesa di una risposta. Il suo sguardo mi tiene inchiodata lì, a sedere. Sospesa su un filo, con la paura di cadere, di sbagliare. Non voglio mentirgli. Non voglio promettergli il falso. Una voce di velluto mi fa sobbalzare, rompendo quell’atmosfera soffocante.
« Morgana… », la piccola Angelique mi guarda con quei suoi occhioni profondi, color cielo. Un velo di rabbia e di delusione accompagna il suo sguardo bellissimo. Non sono mai andata tanto d’accordo con lei. Mi ha sempre trattata male solo perché credeva di essere diventata la migliore amica della sorella e, di conseguenza, mi trattava come una pezza da piedi. Non mi faceva né caldo né freddo quando mi veniva a rompere le scatole, anche perché si trattava di una ragazzina di undici anni, non è il caso di abbassarsi a tali livelli. E ora, vederla qui, davanti a me, con quegli occhi che parlano da soli, mi viene da ridere.
« Posso parlati un attimo in privato? », continua la piccola, con gentilezza. Mi volto verso Frank che mi guarda abbattuto per non aver ricevuto una mia risposta. Mi avvicino schiocchiandogli un bacio sulle labbra.
« Ci vediamo a pranzo », dico mentre mi alzo in piedi. Lui mi saluta sorridendomi, mentre si dirige verso Daniel che sedeva poco più in là.
« Dove mi porti? », domando camminandole affianco.
« In ufficio di Enzus Paul e Gelsomina, il posto più sicuro a quest’ora »

***


La piccola stanzetta dei famosi bidelli è vuota, nessuno in vista. Il luogo è umido e piccolo. La scrivania in legno è tutta disordinata. Una scatola già aperta di cioccolatini al caffè a forma di cuore richiama il mio sguardo, facendomi venire l’acquolina in bocca. Una moltitudine di fogli e libri di ricette sovrasta il povero tavolo malridotto.
« Vogliamo sederci? », mi sussurra Angie, sedendosi su una delle due sedie in quercia. Anch’io a mia volta mi siedo, fregando un cioccolatino dalla scatola a cuore.
« No! Sei matta? Sono i cioccolatini di Gelsomina! Glieli ha regalati Enzus per il ballo di Halloween… Lei li conta ogni volta per vedere se qualcuno glieli ruba! E se se ne accorge… è la fine. Quella donna è terribile… »
« Quanto storie. Che venga a lamentarsi. Ma non siamo venute qui per questo vero Angelique? », dico gustandomi il dolce. La ragazzina mi guarda con occhi lucidi, quasi non scoppia a piangere.
« Domitille… mi ha ingannata », quelle parole piene di tristezza mi toccano il cuore. Deve averla proprio quella canaglia. Un po’ mi dispiace… Domitille è riuscita a fregare pure sua sorella.
« Mi ha usata solo per farti del male… io… mi dispiace. Pensavo che mia sorella mi volesse bene veramente e… »
« Angie tua sorella ti vuole bene. Solo che è perfida. La più perfida di tutte. Ma ti vuole bene »
« No! Non è vero! Allora perché ha fatto questo?! »
« Per raggiungere i suoi scopi! Perché è fatta così, lo sai… »
« Voglio solo che la smetta… voglio che la smetta di essere così cattiva. »
« Io un’idea ce l’avrei… », stavo per dirle del mio piano, senza volere… ma infondo, non sarebbe male se partecipasse alla vendetta anche Angie, no?

MorganaHolmes
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venerdì, 25 novembre 2005 alle 14:27 

Morg si è svegliata. Morg si è svegliata!! Ancora non ci credo. E dire che non volevano nemmeno farcela vedere!!
Quando l'ho abbracciata, sentendo che si muoveva, che respirava, che mi parlava, ho cominciato a piangere lacrime di gioia. Manon era nelle mie stesse condizioni. Abbiamo parlato tanto, tantissimo. I qualche modo credo che ci siamo rifatte di tutto il tempo che non abbiamo potuto passare insieme. Ci mancava Morgana, ci mancava tanto.
Morg aveva bisogno di vestiti puliti, aveva con se solo la camicia da notte che indossava. Doveva uscire a breve..
"Vado io! Non preoccupatevi! Torno subito!!"
Uscii di corsa dall'infermeria, correndo lungo i corridoi. Ad un certo punto incrociai Gabriel e Juliet, che dovevano aver appreso la notizia. Non potevo fermarmi, no volevo, quella corsa per me era come una liberazione. Sorrisi ai due, li passai, quando sentii Gabriel che urlava:
"Si è svegliata davvero allora?!"
Mi limitai ad alzare una mano, mostrando il pollice, senza nemmeno voltarmi.
Quando arrivai in sala comune trovai Elias che parlava con alcuni amici. Mi fermai davanti a lui. Volevo urlare, ma il fiatone me lo impediva. Penso di non avere mai corso così tanto in vita mia!! Lui mi guardava con fare interrogativo, ma ci mise poco a capire, grazie al mio sorriso.
"Morg?"
Annuii. Anche sul suo viso si dipinse un sorriso simile al mio, e mi gettò le braccia al collo. Ricambiai, mettendomi a saltellare. La mia gioia era troppa. Troppa. Nemmeno ritrovami davanti Aethereally e Domitille mi avrebbe turbato. Non stavolta! Ero veramente fuori di me. Appena ripresi un minimo di fiato dissi ad El di aspettarmi qualche minuto, mentre andavo a prendere i vestiti di Morg.
Quando tornammo in infermeria c'era anche Frankie, che abbracciava la mia amica. Morgana era raggiante, e a lui brillavano gli occhi. Forse lo avevo mal giudicato. Forse. Stà di fatto che se a lei va bene non dirò più nulla.
Ora devo pensare però. Non mi è passata la rabbia che provavo quando vedevo la mia amica priva di sensi. Anche se ora è tornata con noi.. Domitille e Aethereally la pagheranno. Non so ancora come, ma la pagheranno.

EugenieAmalie
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mercoledì, 23 novembre 2005 alle 11:10 

Si sono svegliati. Grazie, grazie.
Ero così preoccupata, anche per Morgana. La sola idea di aver ucciso qualcuno mi stava distruggendo.
Quel senso di colpa che non si alleviava neanche quando cercavo di convincermi che era stato solo uno scherzo e che non sapevo che nel lago ci fosse davvero un mostro.
Dio, stavo così male.
E' successo tutto piuttosto velocemente da quello che mi ha raccontato Aeth che a sua volta l'ha sentito da qualcuno.
Così improvvisamente Dan e Frankie si sono svegliati.
E di lì  a qualche giorno si è svegliata anche Morgana, che aveva una ferita più grave e profonda.
Ora vorrà vendicarsi, naturalmente.
Sono disposta a tutto, non mi interessa.
Nulla mi farà più male del senso di colpa che ho provato.
Sono qui, dai non aspetto altro che la vostra vendetta.
Le vedo le vostre facce ogni volta che mi passate accanto. Provate odio nei miei confronti, vero? Non vedete l'ora di potermi fare del male. Eugenie ogni volta che mi guardi con quel disprezzo negli occhi mi sento un po' morire.
So di avervi fatto male, lo so anche troppo bene.
Non riesco a trovare una scusa valida per quello che ho fatto, non esiste una scusa valida.
Posso dire che non sapevo che nel lago di fosse un mostro, e allora? Questo non mi salverà mica. Anche se per ora non ci sono prove che possano incriminarmi tutti sanno che sono stata io.
Tutti.
Anche il più innocuo ragazzino del primo anno quando passo per i corridoi mi guarda male ed ha paura, perchè pensa che possa fargli qualcosa.
Cosa stanno progettando quelle tre?
Come me la faranno pagare?
Ditemelo in fretta. Io vorrei solo tutti si dimenticassero di me, che facessero finta che io non esista.
Vi prego.
L'altro giorno è iniziata un'altra rissa contro le sfingi, tanto per cambiare.
Altri colpi di bacchetta e io ed Aeth in punizione.
Non ero dell'umore giusto per litigare.
Sono così giù in questo periodo.
Così ho accettato la punizione della Fleurdhiver senza fare storie. Ormai non mi interessa più niente.
Vorrei solo essere invisibile.

Domitille
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domenica, 20 novembre 2005 alle 12:43 

Una porta sbattere. Dei passi rimbombano lontani nelle mie orecchie… Sensazioni troppo forti mi toccano l’anima, facendomi rabbrividire. Sento l’aria salirmi per le narici e arrivare ai polmoni. Dove sono? Cosa mi succede? Cerco di riaprire gli occhi ma le palpebre pesano come piombo. Non riesco a muovermi… ma dentro sono… sveglia.
« Ciao Morg… », una voce maschile mi rimbomba nelle orecchie, facendomi riassaporare ricordi lieti, abbastanza lontani e impalpabili.
Frank.
Frank è vicino a me, Frank mi sta parlando… sono viva?
« Mi sento uno stupido parlarti in queste condizioni… ma la verità è che mi manchi e… non è possibile che non riesci a svegliarti come me. E non sono riuscito a salvarti… e mi sento in colpa. Mi sento peggio di Domitille e Aethereally. Morg svegliati per favore… ti chiedo solo questo… il resto verrà da solo. Non ti chiedo di amarmi. Non ti chiedo di baciarmi. Non ti chiedo di guardarmi come quel 31 Ottobre. Non ti chiedo di farmi sognare con il tuo raro sorriso. Voglio solo vederti vivere, ancora. Voglio avere la sicurezza che tu stia bene. Ti prego… io… », una lacrima fredda mi bagna la mano, facendomi rabbrividire. Il cuore pulsa più velocemente. Frank… io invece voglio baciarti, voglio sorriderti, voglio stare con te, voglio urlarti in faccia che ti amo.
Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo…
« Ti amo », la gola si riscalda improvvisamente. Un fuoco particolare arde dentro il mio cuore. Avevo appena pronunciato quelle due parole lunghe una vita. Ce l’avevo fatta. Strizzo le palpebre che ora non pesano più di tanto e che pian piano riesco ad aprire. Rimango abbagliata da tutto quel biancore. Richiudo gli occhi brucianti per poi riaprirli poco dopo. Metto a fuoco l’immagine sfocata di Frank, il quale ha il viso rigato da lacrime e gli occhi spalancati. Scatto a sedere avvolgendolo in un forte abbraccio, tra lacrime e felicità. Il suo profumo mi fa sognare, il suo calore mi riscalda il cuore, il suo tocco mi riporta alla realtà… sono tornata.
« Anch’io Morg… anch’io… », farfuglia Frankie con il volto affondato nella mia camicetta da notte bianca. Un silenzio pieno di noi ci avvolge. Ora si può sentire solo il battito dei nostri cuori. Nient’altro.

***


« Bene, il battito cardiaco è tornato normale, la ferita è scomparsa del tutto.. ora devi solo riacquistare le forze. Per oggi rimani qui, da domani potrai tornare alla tua solita routine quotidiana », Madame Cecile finisce di medicarmi, aprendo il grande armadio bianco, decorato da motivi floreali, dove tiene quasi tutte le medicine. Canticchia allegra una strana canzone gettando lo sguardo tra le mille boccette dalle forme più strane.
« Trovato! », esclama la donna, afferrando una piccola ampolla contenente un liquido biancastro.
« Non devi far altro che berne metà oggi dopo pranzo e stasera dopo cena, d’accordo Miss? »
« Certo Madame », dico con un sorriso. Felice. Felice di essermi risvegliata, felice di essere ancora viva, felice di stare con Frank… ora c’è lezione e mi ha abbandonata un momento perché la Fleurdhiver rompeva le scatole. Due voci molto familiari si fanno sempre più vicine.
« No, tornate in classe! Non oso pensare cosa dirà la professores… »
« Ci faccia entrare maledizione! », esclama Manon, interrompendo la frase di Madame Cecile. Eug e Man entrano di corsa nella stanza, con gli occhi pieni di lacrime. Corrono verso di me, saltandomi addosso. Man inizia a darmi chissà quanti baci sulla guancia destra ed Eug mi stritola, senza mai mollarmi. Lacrime di gioia mi rigano il volto, andando poi a scontrarsi con quelle delle mie migliori amiche. I miei tesori più importanti. Di nuovo con me.
« Morg non farlo mai più! Non lasciarci mai più! », la voce vellutata di Gen mi fa versare ancora più lacrime.
« Pensavamo di averti perduta per sempre », singhiozza Mannny, sistemandomi una ciocca di capelli fuxia dietro l’orecchio. Mi asciugo con una mano il viso imperlato di lacrime.
« Vi voglio bene », già e non sapete quanto. Siamo state parecchio tempo abbracciate, in silenzio, sfogando tutto quel dolore accumulato, mai venuti fuori. Dopo esserci calmate, ci siamo messe a sedere su un lettino dell’infermeria e abbiamo parlato dell’incidente nel lago… mi hanno raccontato che un giorno stavano per fare a botte con la Petiticlaire e la Vemieére… poi non è successo niente. Tra Man e Dan le cose non vanno molto bene… tutto questo sempre per colpa di quelle due megere. Ci stanno rovinando la vita… peccato che non abbiano capito che ora loro sono rovinate. Ormai tutta la scuola sa che cosa hanno fatto. E io non starò di certo zitta. Lo dirò alla Fleurdhiver, lo dirò a tutti… devono pagare per tutto quello che hanno fatto. Non solo per la cazzata che hanno fatto a me, ma anche per quello che hanno fatto a Frank, Daniel, Man e a tutte quelle persone che in passato sono state ferite da quel maledetto duo.
« La devono pagare… », Man mi ha letto nel pensiero.
« Ogni volta che le vedo passare vorrei saltarle addosso e ammazzarle di botte », aggiunge Eug con occhi pieni di rabbia. La mia piccola Gen, con il cuore che batte per due ragazzi. Chissà come va adesso con Ozon…
« Io ho intenzione di dire quello che hanno fatto alla Fleurdhiver e a tutta la scuola. So che è da stronzi ma non me ne frega niente. La devono pagare davvero, una volta per tutte », dico mentre le risate di quelle due befane della Petiticlaire e della Vemieére mi rimbombano nella mente.
Vendetta.
Qui ci vuole vendetta.

MorganaHolmes
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sabato, 19 novembre 2005 alle 22:24 

Aethereally..
quella parola, risuona nel mio cervello come un proiettile d'argento nel pieno petto di un Licantropo.
mentre gli carezzo la mano, speranzosa, gonfia d'amore, inerme davanti alla tua fragilità..
altri gemiti.. per poi un sussurro proveniente dalla tua pocca pronucnia quel nome, il nome della ragazza che non hai mai dimenticato, che non hai mai smesso di amare..
Aethereally Vìemeére
Tutti i sentimenti che ho provato in quel momento erano in un turbinio che è diventato, rabbia, frustrazione, ira, delusione, dolore, tristezza, abbandono..
scatto in pieni mentre i suoi occhi piano si aprono..
il dolore mi terrorizza, porto le mani sulle labbra mentre capiose lacrime disegnano solchi continui tra i miei brividi..
scappo via.. neanche un bacio, neanche un abbraccio
forse con Aeth sarai più felice..
scusami Daniel, ma è il momento di dirti addio, di lasciare che sia il tuo cuore a decidere chi amare
non sto piangendo perchè tutto è finito..
sto piangendo terrorizzata all'idea di come posso continuare a vivere adesso che non ci sei più.

Manon? Manon? Manon???
<<si???>> scatto in piedi
<<Manny cosa ti succede?>> Eugenie mi guarda allibita e perplessa
<<Gen..>> abbasso lo sguardo <<perdonami.. sono solo pensierosa..>>
la bionda scuote latesta, mi conosce troppo bene, anche se mi conosce da qualche mese e poco più.. ha già capito cosa sente il piccolo cuoricino di Manon Bouringer
<<Daniel..>> sussurro
<<si si è svegliato visto! Mi sorride...>> poi notando che non ricambio dice <<cos'altro?>>
le racconto tutto..
<<oh.. Manny>>
mi abbraccia.. <<magari era sovrappensiero... ti ha scambiato per lei>>
<<non sembrava dispiaciuto che lei gli fosse vicino >> dico tra i singhiozzi
fa per dirmi qualcosa quando Ozon appare dal nulla..
sempre nei momenti meno opportuni
<<Eugenie, Bourinmger,,>> ansima
solo una parola ci fa alzare di scatto...
<<Morgana>>
non so se sia peggiorata o si sia svegliata.. fatto sta che come due freccie scattiamo di corsa verso l'infermieria
Non ne ho idea di cosa abbia in serbo la vita per me, ma io lo giuro.. lo giuro su mio fratello che la pagheranno di avermi rovinato la vita..

ManonBouringer
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sabato, 19 novembre 2005 alle 17:18 

Odiosissime Sfingi. Se era questo il loro intento, bè l'hanno raggiunto e ottenuto abbondantemente. Se solo ci penso mi sale una rabbia al cervello che....prenderei la prima cosa che mi capita tra le mani e gliela scaglierei contro senza risentimento.
Non bastava tutto quello che stava succedendo, si dovevano mettere in mezzo anche loro e via libera alle bacchette e nuovamente incantesimi che volavano a destra e a manca.
Con l'unica differenza che questa volta abbiamo suscitato l'attenzione di mooolti ragazzi e che qualcuno di loro non si è fatto gli affaracci suoi andando a chiamare subito la Fleurdhiver.
E quale scusa migliore per punirci sia di aver alzato le bacchette, sia di aver ucciso quasi tre ragazzi?!E logicamente chi poteva finire sotto tutto questo?!
Io e Domitille.
Logico no?!
Chi altro?
La Lacey e l'Orange non sono state proprio chiamate in causa e mentre siamo state costrette a seguire quella strega nel suo ufficio, sui loro volti era ben chiaro quel sorrisino da *così-imparate*.
Stupide. Sono a dir poco sicura che l'hanno fatto apposta.
E ora per la millesima volta siamo qui,  rinchiuse tra queste odiossissime mura. La Fleurdhiver parla ma non una parola si ferma nel mio cervello. Non la sto ascoltando, ancora troppo arrabbiata per quel che è successo.
Non solo siamo costrette a vivere nel rimorso di ciò che è successo a due dei nostri amici e a Morgana, non solo tutti ci hanno voltato le spalle, non solo tutti ci giudicano, ma ora dobbiamo subire anche gli scherzi di quelle due stupide? Non lo accetto.
«...non basterebbe l'espulsione per farvi scontare tutto quello che state combinando, non so chi vi protegga ma se fosse stato per me, voi eravate già da qualche parte là fuori, lontano da queste mura. Non vi basta aver mandato in infermeria tre ragazzi?Perchè io so che siete state voi la causa di tutto questo, lo so e ne sono certa anche se non ne ho le prove. Anche duellare tra i corridoi. Oh no, avete passato il limite, una volta ve la siete cavata con una misera punizione, ora non sarà così...»
«Ma professoressa!La Lacey e l'Orange...» Domitille, al limite della sopportazione, era esplosa.
«Stia zitta Petitclaire. Non l'ho interpellata.»
«Prof...» iniziai.
«SIlenzio. Vi voglio qui ogni sera a tempo indeterminato, insieme discuteremo della vostra punizione. Ora....FUORI di qui.» sentenziò tappandoci la bocca.
In silenzio ci alzammo e uscimmo da quella stanza.
«La odio.» sussurrai.
«Non sei l'unica. Lei e le sue dannatissime e amatissime Sfingi.»

+++++

Correvo, correvo senza fermarmi. Intorno a me era buio, qualcosa mi graffiava, mi lacerava la pelle mentre io continuavo a correre. Senza sosta.
Le lacrime copiose scivolavano sul mio volto, cadevo e mi rialzavo e ancora correvo.
Poi come se fossi caduta in un baratro, una dolce sensazione mi pervase il corpo.
Qualcosa sfiorava i miei capelli debolmente.
Aprii gli occhi di scatto, evidentemente mi ero assopita in infermeria, le braccia incrociate poggiate sul candido lettino e la testa appoggiata ad esse.
Tirai una mano a stropicciarmi gli occhi, socchiusi a causa della troppa luce. Dalle finestre filtravano i primi raggi del sole.
Diamine, mi ero proprio addormentata. Eppure sentivo ancora qualcosa che mi accarezzava leggermente i capelli.
Mi voltai lentamente e fu come se una lama gelida avesse attreversato il mio cuore. Squarciandolo e dilaniandolo di felicità.
Quegli occhi color nocciola erano aperti e sul volto del ragazzo era dipinto un lieve sorriso.
Rimasi immobile a fissarlo non sapendo cosa fare, da un lato volevo saltargli al collo dalla felicità, dall'altro ero bloccata dalla paura. Ero terrorizzata. Spaventata di un suo giudizio, spaventata di sentire nuovamente il tono freddo delle sue parole. Ero lì, ferma che lo fissavo e lui fissava me.
Ma non sembrava stupito nel vedermi lì. Continuava a guardarmi. Ed era tutto così diverso, mi guardava come quando stavamo ancora insieme e non ne capivo il motivo.
Poi mi venne in mente una persona. Forse, lui vedeva Manon al posto mio. Ed era per questo che sorrideva.
Mi alzai mentre la porta dell'infermeria cigolava e la figura di Madama Cecile entrava in quella stanza.
«Scusa» sussurrai voltandomi e uscendo di corsa.
La donna, ancora ferma alla porta non capì il motivo del mio comportamento, fin quando non vide il ragazzo sveglio.
Ora, era tutto finito.
Tutto sarebbe tornato come prima. I soliti Dan e Aeth. Anzi, ora peggio di prima.
Nel lungo corridoio incontrai Manon che mi rivolse uno sguardo pieno d'odio.
Mi limitai a camminare, e quando le fui di fianco le sussurrai.
«ora è tutto tuo»

Frankie si svegliò circa un'ora dopo.
Ora sarebbe stato tutto perfetto se anche Morgana si fosse svegliata.

Aethereally
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martedì, 15 novembre 2005 alle 19:19 

Non ce la faccio più. Non riesco più a camminare per questi corridoi e tenere la mia solita testa alta di una stupida ragazzina sfacciata e viziata.
Non ci riesco.
La storia si è modificata, è cambiata a piacimento di chi la narra, e tutti i diti sono puntati su di noi, tutti ci giudicano, ci deridono, ci odiano. Siamo noi le uniche cattive.
Preferivo che le lezioni non fossero più ricominciate, mai più. Che la Fleurdhiver ci avesse rinchiuso nelle nostre stanze ancora per molto, e invece no, siamo state obbligate a rifrequentare le lezioni senza avere un accenno alla nostra punizione. Non si sa ancora niente, e la cosa mi fa andare sui nervi.
Sento gli sguardi puntati su di noi, irrimediabilmente in ogni luogo in cui Aethereally e Domitille poggiano i loro piedi, tutti alzano automaticamente lo sguardo, bisbigliando al compagno e osservandoci come delle bestie rare in una gabbia.
E tutto questo fa male, mi sta uccidendo moralmente e spiritualmente e so che la persona che mi cammina al fianco non sta meglio di me.
Non so che fare. Entrembe stiamo soffrendo, e molto, vorrei potermi avvicinare, parlarle e cercare di tirarla su di morale, ma non ci riesco, non riesco ad essere felice quando dopo due settimane Morgana, Frankie e Daniel sono ancora lì, immobili, su quei letti. Non riesco a far altro che abbracciare la mia amica e piangere.
Ci stiamo nascondendo dietro mille bugie e irrimediabilmente pesano.
Vorrei che la Fleurdhiver mi dicesse di preparare i bagagli e andare via, fuggire, abbandonare questa scuola, forse era la soluzione migliore, insomma, me lo sarei meritato. Ma sembra che quella strega goda nel vederci così. Lo sento.
La odio. E mi odio.
Stupida bambina viziata.
L'unica cosa che mi rincuora e l'aver saputo che almeno Daniel ha mostrato segni di ripresa. E sembra che sia accaduto lo stesso per Frankie. Anche se si continua a dire che fin quando non avranno aperto gli occhi, saranno ancora in pericolo.
La porta dell'infermeria si staglia avanti a noi in tutto il suo pallido candore.
Muovo un passo avanti, affacciandomi dall'apertura sulla porta per vedere se c'è qualcuno all'interno di quella stanza. Nessuno.
Tiro un sospiro di sollievo, accennando con un lieve movimento del capo la via libera.
Entrere in quella stanza mi fa sempre e ancora uno strano effetto. La prima volta che c'entrai, dopo l'accaduto, non resistetti per più di cinque minuti e scappai fuori in lacrime. Fu il giorno che incontrammo Eugènie.
Ora, ho *diciamo* fatto l'abitudine a vedere i corpi di tre persone immobili su quei lettini. Se non fosse per il pallido biancore dei loro visi si potrebbe dire che stiano solo dormendo.
Già.
Solo dormendo.
Un sonno dal quale magari non potrebbero più svegliarsi.
Il fastidio del soltio pizzicore agli occhi si fa sentire nuovamente, ma ricaccio le lacrime indietro avvicinandomi al letto di Frankie, se solo ripenso a quante cose abbiamo passato insieme, a quanti bei momenti, a quanti ricordi.
Domitille è affianco a me. Fissa il corpo immobile. La guardo, quanto vorrei poterle leggere nella mente, sapere cosa pensa dietro quell'apparente volto serio, sapere quanto dolore è celato nei suoi occhi.
Mi continuo a piangere addosso, non accorgendomi che c'è chi sta più male di me. Lei si sente in colpa. Perchè io mi crogiolo nel dolore, lei mente per salvarci. La ammiro.
«Dom....»  per un secondo stacca gli occhi da quel leggero lenzuolo bianco. Per un secondo vedo la tristezza nei suoi occhi.
«Aeth....giurami che non mi lascerai mai sola» una leggera lacrima fugge dai suoi occhi mentre la abbraccio cominciando a piangere. Le nostre lacrime si uniscono nel dolore.
«Io ci sarò, ci sarò sempre Dom....sempre. Qualsiasi cosa accada, ci sono anche io dentro e l'unica cosa per cui sono felice e che accanto a me ci sia tu. Ho paura come te. Esattamente come te. E ti voglio bene, promettimi che farai lo stesso con me. Ti prego. Promettilo, perchè sei l'unica persona che mi è rimasta» una frase spezzata dai singhiozzi.
Un cenno affermativo....
«andiamo?» mi chiede, asciugandosi le lacrime col polsino della camicia.
«ti dispiace se resto qui un altro po'?ti raggiungo dopo, ok?!»
Si gira dirigendosi verso la porta mentre il mio sguardo si punta su un'altra figura.
«Daniel» sussurro avvicinandomi al suo lettino.
I capelli spettinati come al solito che gli ricadono sugli occhi color nocciola da troppo chiusi.
Lo guardo attentamente mentre con un dito disegno i contorni del suo volto.
«Mi manchi» riesco a sussurrare mentre le lacrime si appropriano nuovamente del mio volto.
Mi accascio sulla sedia, stringendo tra le mie mani la sua, troppo fredda.
«Scusami....scusami, scusami, scusami. Sono una stupida. Ho paura di perderti, anche se....ti ho già perso. Tu stai con Manon e quando ti sveglierai tornerai da lei, non degnandomi nemmeno di un tuo piccolo sguardo, ho sbagliato. Ti ho allontanato da me e non riesco a non pensare che riesco ad avvicinarmi di più a te ora che sei qui, su questo stupido letto, che quando eri sveglio. Diamine, parlo da sola, a che punto sono arrivata, tu non mi senti e io ti sto apertamente dicendo che mi manchi, che ti rivorrei con me e so che non te lo dirò mai quando sarai sveglio, perchè si, tu aprirai i tuoi occhi...e non te lo dirò mai perchè sono troppo orgogliosa e ancora non riesco a digerire quello che mi hai fatto con Maeva, e ti amo....diamine se ti amo. E' palese. E più ti allontano da me più tu mi entri dentro. Hai presente quel detto che dice * ci si accorge di amare una persona solo quando non la si può avere più?*»
Mi volto di scatto sentendo delle voci provenire dal corridoio, dall'apertura sulla porta scorgo il profilo di Manon, intenta a parlare con Eugènie.
E'  troppo tardi per uscire fuori. Guardo in giro per trovare un riparo, un nascondiglio, se mi vedessero là mi ucciderebbero.
Il mio sguardo cade su un lettino poco distane con delle tendine, mi ci stendo tirando le tende, non dovrebbero vedermi, si spera.
Non vedo quello che fanno le due ragazze, ad un certo punto le loro ombre si dividono. Una delle due si avvicina al letto di Dan, credo sia Manon.
«Dan, quand'è che ti sveglierai?!»
Sono le uniche cose che riesco a sentire....poi attimi interminabili di silenzio.
Non so, credo di essermi assopita, perchè sono sicura di aver sentito, anche se in lontananza la voce di Daniel che chiamava il mio nome.
Era sicuro un sogno.
Stavo per tirarmi un pizzicotto quando sentii la porta sbattere e la voce di Eugenie che urlava il nome dell'amica.
Dei veloci passi sul pavimento e nuovamente la porta aperta e richiusa.
SIlenzio.
Le lacrime erano tornate.
Uscii dal nascondiglio fiondandomi sul letto di Daniel. Non era un sogno. Le dita del ragazzo si muovevano, anche se lentamente e leggermente strizzava gli occhi come per cercare di uscire da un incubo nel quale era incatenato.
Mi venne quasi un colpo. In un secondo mi ritrovai il volto di Daniel a due centimetri dal mio, pensavo che fosse solo frutto della mia immaginazione, ma all'improvviso il ragazzo spalancò gli occhi e più in là anche Frankie era scattato a sedere.
Poi, entrambi ricaddero sul letto. In un attimo, così come si erano svegliati così erano crollati.
Schizzai verso lo studio di Madama Cecile.
«Madama!Madama!Venga presto!» non sapevo se avere paura o se essere contenta.
Madame mi seguì in gran fretta, in silenzio le indicaii i due ragazzi. La donna si chinò su di loro esaminandoli, prima uno poi l'altro, poi un largo sorriso si estese sul suo volto.
«Cosa succede?!»
«Il battito è tornato normale. Stanno migliorando.»
Quasi non urlai.
«Si risveglieranno?!Ma perchè si sono svegliati e poi sono ricaduti nel sonno?!e perchè contemporaneamente?!»
«Non so...ma si sveglieranno....»
Non mi curai più di lei, corsi via, non so contro quante persone mi imbattei, arrivai alla nostra sala comune col fiatone. Entrai nella stanza sbattendo la porta, Dom era distesa sul letto.
«DOM!Si sveglieranno!!Frankie e Dan si sveglieranno!» ma in un secondo il mio entusiasmo si spense. Morgana. Lei era ancora lì. Immobile.
Domitille scattò in piedi raggiungendomi.
«Andiamo» disse tirandomi per il braccio.
Ci diriggemmo nuovamente verso l'infermeria, correndo, il tappeto scivolava  veloce sotto i miei occhi e i miei piedi.
Per un pelo non ci scontrammo addosso a due ragazze.
«Guarda, guarda. Il povero duo combina guai?!Come mai quei volti?!cosa sarà successo di così tremendo?!Avete rischiato di far morire altre persone?»
Quella.Dannatissima.Voce.
Lorelei.
Alzo lo sguardo puntandolo negli occhi di quelle due, Shannyn e Lorelei, ferme davanti a noi, con un sorrisino complice dipinto sul volto.
Dom si irrigidisce ma le prendo il braccio continuando a camminare.
«Ohh...dove sono finite le due *non-mi-parlare-sennò-ti-spacco-il-muso?»
Lacey.
Basta.
«Ora basta. Cosa diavolo volete da noi?!» ci mancavano solo loro. Solo loro per completare il quadro.



Aethereally
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lunedì, 14 novembre 2005 alle 14:39 

Cara Eugénie. Diamoci una calmata. Non è da te un comportamento del genere. Sono qui che mi rigiro tra le mani il ciondolo che Morg mi ha regalato ad Halloween. Fino a cinque minuti fa ero davanti a lei. Non riesco più a vederla distesa sul letto dell'infermeria. In compenso Daniel pare stia riprendendo conoscenza. L'altro giorno io e Mannie l'abbiamo sentito.. A Manon ha fatto bene. Ma so che in cuor suo ha, paradossalmente, una paura folle che si svegli e vada via da lei. La capisco. Eccome se la capisco. Fino a qualche settimana fa probabilmente non avrei capito nulla, ma ora la situazione è cambiata.

I miei sentimenti riguardo Juliet non mi sono del tutto chiari. Insomma, dovevo almeno provare ad essergli amica. Bhe, forse amica no, ma comunque lei tiene molto ad Elias e a Gabriel, e loro lo stesso. Devo rispettare questa cosa. Devo farmi entrare in questa cazzo di testa da bambina viziata che esistono anche gli altri. Che non posso avere tutto per me, ecco.
Volevo parlarle. Dopotutto gli argomenti non sarebbero dovuti scarseggiare. E non mi sarebbe stato difficile incontrarla. Oggi sono andata a lezione di pozioni. Non posso più permettermi di saltare lezioni, sia io che Mannie siamo parecchio indietro con il programma, e almeno facciamo a turno per avere un minimo di appunti. Così io ed Elias ci siamo diretti a lezione, che avremo fatto insieme con le sfingi. Ero molto pensierosa, ed El cercava in tutti i modi di coinvolgermi, di farmi ridere, ma tutto quello che sono riuscita a fare è stato un sorriso stentato. Un po' per Morg, e un po' perché sapevo di dover vedere sia Gabriel che Juliet. Quando siamo arrivati in aula loro due erano già arrivati. Sia Gabriel che El hanno avuto la stessa reazione: si sono irrigiditi di colpo al solo vedersi. È ovvio che ancora non si sopportano, ma lo fanno per Juliet. E questo, pensandoci bene, è ottimo anche per me, in fondo in cuor mio ho sempre voluto che si riconciliassero. Odio quando El mi cerca e io sono con Gabriel e viceversa. mi sento quasi in colpa. Ci siamo avvicinati al loro tavolo, e ci siamo seduti. Tutti e quattro intorno allo stesso calderone. Che immagine commovente. Sentivo nelle orecchie i bisbigli dei thestrals, del tipo, come diavolo fa la Renaissance a sedere con quei pezzenti.. Ma, sinceramente non m'importava. Ho sorriso a Gabriel, che ha ricambiato con quella espressione che ha sempre quando mi vede.. e poi mi sono voltata verso Juliet. Anche lei mi sorrideva, ed io ho tentato di fare lo stesso nel modo più cortese possibile. Poi ha salutato Elias ed è cominciata la lezione.
"Allora.. come ti sei trovata ad Hogwarts?"
Juliet cercava di nuovo di pararmi e, visto che lo volevo anch'io, questa volta ho sciolto quell'odioso nodo che avevo in gola..
"Bhe.. io ho fatto solo un anno.. E nemmeno molto intenso a dire il vero.."
Il mio primo anno a scuola. Il mio unico anno a Serpeverde.. non mi è dispiaciuto parlarne con lei.. Mi ha fatto anche qualche nome che conoscevo.. in qualche modo mi è sembrato di conoscerla da sempre. Solo per il fatto di avere questa cosa in comune..

"Eddai Gabriel so che te la ricordi!"
Esclamo mentre rimetto l'ultimo dei libri che ho appena consultato sullo scaffale della biblioteca. Io e Gabriel ci siamo incontrati per caso, strano è.
"No, ti prego, non sono capace! E poi siamo in biblioteca, come minimo mi sbattono fuori a calci!!"
"Eddai fallo per me! Che sarà mai! La canticchi piano! Proprio non mi ricordo quel pezzo!"
"Ah, e va bene.. ma una volta sola, niente bis."
Da qualche giorno mi era venuta in mente una vecchia canzone babbana, che mio fratello mi aveva fatto sentire da piccola. Ricordo che mi piaceva molto. Ma c'era una strofa che proprio non mi ricordavo. Allora ho pensato che Gabriel la sapesse. Ed avevo ragione, era impossibile che non la sapesse, dopotutto era famosissima.. Si è messo a canticchiare, e, dopo qualche attimo, ci siamo accorti che gli studenti più vicini ci guardavano male, ci siamo guardati e ce la siamo dati a gambe!

Il mio sguardo vaga per la stanza, mai così vuota. Sul mio comodino ci sono una rosa bianca ed un sacchetto di caramelle a forma di stella. Sorrido. Mi avvicino al comodino ed apro il cassetto. Mi metto il diadema che ho preso per Halloween. Chiudo gli occhi e mi volto verso lo specchio. Li riapro e.. scoppio a ridere. Ora i miei capelli sono diventati color pistacchio!! Meno male che è sera, e che fra qualche ora il colore scomparirà! Tolgo il golf e lo butto sul letto. Prendo la bacchetta dalla tasca e me la punto alla tempia. Non è mai bello puntarsi un bacchetta alla testa, ma questo giochetto me lo hanno insegnato ad Hogwarts.. sussurro a bassa voce la formula magica e.. un bagliore azzurrognolo.. la stanza si riempie con le note della canzone che ho obbligato Gabriel a cantarmi. I miei pensieri nell'aria. E in quel momento il mio pensiero è per quella canzone.. Improvvisamente mi rivedo da bambina. Nel salotto della casa di Parigi, mentre salto sul tappeto a ritmo di quella musica che viene dalla strada, mio fratello che entra in stanza, scoppia a ridere e si mette a cantare quella stessa canzone battendo le mani. Mio fratello.. dovrei scrivergli.. La scena sembra ripetersi. Io che salto sui letti e sul pavimento, con quella canzone nell'aria.. parla dei sogni. All'improvviso sento la porta chiudersi. Mi giro, è Mannie, che mi guarda strabuzzando gli occhi. Soprattutto quando vede i miei capelli. Con un salto mi porto dal letto fin davanti a lei, mi tolgo la corona e, prima che lei riesca a sfuggirmi, gliela infilo sui bei capelli biondi. Questi assumono dapprima diverse sfumature, per poi diventare completamente neri. Non sembra nemmeno lei!! Si guarda allo specchio e scoppia a ridere..
"Tu e i tuoi dannati regali!! Se ti prendo!!"
Urla rincorrendomi per la camera! Abbiamo passato un paio d'ore senza pensare a nulla... da tanto tempo non ridevamo così.. peccato che non ci fosse anche Morg.. Prima di andare a letto ho abbracciato forte Mannie e mi è scappata una lacrima.

Vorrei che Morg si svegliasse. Vorrei vedere Mannie sempre sorridente. Vorrei riuscire a non essere gelosa di Juliet.
Perché non è tutto come nei sogni?

EugenieAmalie
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domenica, 13 novembre 2005 alle 21:41 

Mi stringo nel mantello mentre la carrozza mi lascia poco fuori della scuola, il cielo è limpido e luminoso ma fa freddo, è uno di quei giorni in cui l'umidità e il gelo ti arrivano fino alle ossa. Comincio a camminare per il vialetto che mi condurrà alla maestosa porta d'ingresso in mogano scuro. Maman deve aver camminato qui, quando era giovane. La porta si apre, senza un cigolio ne un rumore nonostante la sua massa, mi sento quasi un fantasma, l'unico rumore e quello vellutato del mio passo. Entro.
Ad aspettarmi ce un uomo, biondissimo e con un sorriso smielato, credo che sia il bidello, non assomiglia per niente a quel bacchettone di Gaza.
"EnzusPaul, mademoiselle." Lo guardo sdegnata mentre mi bacia la mano.
"Vedrà, chery, che Beauxbatons le piacerà. Ora la porto da Madamme Maxime."
***
"Buongiorno signorina, benvenuta a Beauxbatons" La figura enorme della preside sovrasta le altre nel suo spazioso ufficio. Accanto a lei quattro figure: una donna dai capelli rossi coperta di efelidi e avvolta in scialli scintillanti, un'austera donna dai capelli raccolti dietro la nuca, un uomo con la faccia da ragazzino e una bellissima ed elegante donna.
"Ho convocato i quattro capocasa, in questa situazione del tutto eccezionale, per effettuare lo smistamento. Devo scusarmi per l'aspetto poco formale. Bene, ora tu sai come si svolge lo smistamento?"
Annuisco.
Lei sorride agita la bacchetta bisbigliando qualcosa, sento un piccolo bruciore all'incavo del collo. Slaccio il primo bottone della camicetta dando modo alla preside di vedere meglio.
"Interessante. E' decisamente una sfinge, ma la testa sembra quasi di...di drago. Oh, bhe! con il tuo passato nei Corvonero non ci sono dubbi. Ti dichiaro ufficialmente una sfinge."
La professoressa dall'aria austera mi si avvicina.
"Quindi sarò la tua capocasa, sono Agate Fleurdhiver."
Le stringo la mano e sorrido sommessamente.
Mi massaggio la piccola bruciatura.
"Oh! giusto in tempo per il pranzo." dice Madame Maxime. "Ti presenteremo in sala grande agli studenti."
***
Vado a sedermi al tavolo delle sfingi accolta da applausi ovattati. Mi ritrovo seduta in mezzo a facce nuove che mi fissano insistenti per qualche attimo.
Poi ognuno torna a farsi gli affari suoi.
Io mangio con gusto.
E osservo la sala. Mi manca un po' il soffitto di Hogwarts.
"Si il soffitto di Hogwarts manca." mi sussurra una ragazza seduta poco lontano da me, ha i capelli rossi, le lentiggini e un modo di fare brioso.
La guardo un po' freddamente. "In effetti."
"Io sono Juliet, e questo e Gabriel." La ragazza si tira indietro per farmi vedere il ragazzo seduto accanto a lei, lo guardo stringendogli la mano.
"Io sono Aline, Aline Dumont."
La mia mano corre a massaggiare la bruciatura.
Una sfinge, sono definitivamente una sfinge.

AlineDumont
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«Aethereally Vìemeére

Sedici anni, cocciuta, testarda, caparbia,
egocentrica. E' orfana dall'età di quattro anni e non avendo nessun parente è stata adottata da una famiglia di Purosangue con la quale ha un ottimo
rapporto. E' stata viziata e spinta ad odiare i Mezzosangue e i Babbani.
Per la sua età è già molto alta, ha i capelli castani chiaro e occhi  azzurrissimi che tendono quasi all'azzurro ghiaccio.
Adora il Quidditch e i casini, ma non è il tipo che li crea, diciamo solo che vi partecipa. Al posto di un gufo ha un falco. E' stata smistata nei Thestrals e si è fatta rifare il tatuaggio di smistamento sulla spalla destra.

«Alannah Cairealláin

Grazia e nobiltà racchiusi per quindici anni in un esile corpo dalla pelle chiara e costellata di lentiggini. Alannah, di puro sangue Irlandese, ha gli occhi castani incorniciati da una cascata di capelli rosso fuoco. Si trasferì al secondo anno in Francia, a causa del lavoro dei suoi e, anche se da tre anni frequenta Beauxbatons, ancora pensa e parla in gaelico, quando ne ha la possibilità. Nobile e purosangue, è orgogliosa della discendenza della sua famiglia, e per questo finì pochi anni orsono nella casata Thestral. Adora le fiabe e le leggende della sua terra, che racconta solo alle persone a cui tiene veramente; ha uno splendido esemplare di gatto siamese chiamato féileacán, farfalla, dagli occhi azzurri e una grazia quasi irreale. Forse un po' troppo altezzosa, non si è mai trovata in situazioni sgradevoli come la maggior parte dei suoi compagni di Casata. Quando ancora era in Irlanda frequentò la Acadamh Ceoil, l'Accademia di Musica, come tutta la sua famiglia, ed ora ha la capacità di suonare sia l'arpa che il piccolo thin whistle.

«Domitille Petitclaire

Domittile. Sedici anni, ma crede di averne già diciannove. Appartenente alla casa dei Theastral. Ribelle e anticonformista. Pensa che il mondo sia migliore senza regole. Piccola, ma conosciuta già da tutta Beauxbatons come "quella che fa casino".
Non le piace andare a scuola. O meglio, non le piace andare lì. Lei vorrebbe essere a Hogwarts, o ancora meglio a Durmstrang. Domitille proviene da una famiglia purosangue e di Mangiamorte. Attualmente il padre è rinchiuso ad Azkaban, mentre la madre è riuscita a fuggire ed ora è nascosta in qualeche luogo asiatico. La ragazzina non ha alcun rapporto con i genitori anche se comincia a seguirne i passi dedicando il suo tempo libero alle arti oscure.
Ora vive con la zia Mathilde e le sue cinque cugine (due magonò, mentre le altre tre frequentano Beauxbatons).
Sola, quasi sempre, Domitille ha soltanto due amiche a scuola, mentre gli altri li definisce semplicemente conoscenti. Piccola, alta quasi un metro e sessanta, dalle linee morbide, Domitille non ha mai avuto particolari problemi con il suo fisico e con il suo viso. Adora i suoi occhi cerulei che trucca spesso con matita nera e mascara.

«Elodie Lylian Sinnous

Nata a Lille, nel Nord della Francia, in una famiglia di Purosangue sedici anni fa.  Trascorre una vita tranquilla, vivendo più con i governanti che con i Genitori, figure di spicco al Ministero della Magia Francese. Cresce viziata ed in mezzo al lusso, tra i giocattoli suoi e del fratello più grande, JeanBaptiste. Non conosce realtà al di fuori della sua, e per questo appena puo', si trasforma in una peste.

«Eugènie Amalie Renaissance

Eugènie Amalie nasce nella bellissima Avignon 16 anni fa. La sua antica famiglia fa parte della nobiltà del mondo della magia, ed ha sempre avuto come componenti maghi e streghe purosangue, cosa di cui va estremamente fiera. A tre anni Eugènie si trasferisce a Parigi con i suoi, imparando a conoscere il mondo dei babbani. Non ha una grande simpatia per loro, spesso e volentieri non li considera. Ha frequentato per un anno Hogwarts, a 11 anni, a causa di un viaggio improvviso in Inghilterra dei genitori, che però non le hanno mai spiegato il motivo. L'anno successivo la famiglia Renaissance torna a Parigi, ed iscrive la figlia a Beauxbatons. Ora Eugènie frequenta il sesto anno e fa parte della casata dei Thestrals. È arrogante, cattiva, opportunista, antipatica, ficcanaso, una snob in piena regola. È però anche molto intelligente, ambiziosa e non si tira mai indietro. A causa del suo carattere ha poche persone che le stiano davvero vicino, il resto si possono considerare amicizie di comodo. Sotto questa maschera Eugènie è però una ragazzina malinconica, che non si fida mai di nessuno, se non di se stessa, non riesce a perdonare ai genitori di avere dei segreti.

«Manon Bouringer

Nata un caldo 16 Agosto di 16 anni fa.
Una bella ragazza dal fisico esile e ben proporzionato.
Caratterialmente fredda e distaccata. Acida e ribelle, scontrosa. altezzosa e sfacciata. Ma con questo modo di fare cerca di mascherare il suo carattere timido. E’ un po’ snob e sempre attenta al look anche se non è fissatissima le piace essere sempre elegante e alla moda.
Ha passato un'infanzia serena, vivendo in una villa lussuosa di Parigi.
Manon è una purosangue ovviamente  e considera i mezzosangue feccia!
La sua è una ricca e benestante famiglia di maghi.
Una famiglia che ha avuto molte volte a che fare con Voldemort e con i Mangiamorte.
I suoi genitori sono entrambi in vita, ma lei con loro ha un brutto rapporto.. Legata al fratello Olivier.. e con lui litiga continuamente però in fondo gli vuole davvero tanto bene.. molto più che hai genitori.. Frequenta Beuxbaton ed è nella casa dei Thestrals al sesto anno. Ha un rapporto burrascoso con Dom e Aeth. Durante il sesto anno però si aprirà lentamente un po’ di più verso gli altri. Inizierà a sviluppare un carattere più socievole e a considerare il suo look meno sacro.

«Pierre Armstrong

Pierre Charles Armstrong ha sedici anni, è nato a Montréal, in Canada, da padre canadese e madre francese, entrambi di famiglia Purosangue. I genitori proabilmente erano entrambi Mangiamorte, fatto sta che vennero uccisi in uno scontro con degli Auror, quando Pierre aveva nove anni e mezzo. Quindi ha vissuto con dei lontani parenti inglesi a Londra, e proprio lì ha iniziato a frequentare Hogwarts, finendo nei Serpeverde. Nell'estate fra il primo e il secondo anno, però, è stato costretto a trasferirsi in Francia, e da allora frequenta Beuxbatons, dove è stato smistato nei Thestrals. Ribelle, acido ed egoista, ma anche ironico ed estroverso, è stato educato fin da piccolo al disprezzo verso i Mezzosangue, e non perde occasione per divertirsi prendendosi gioco di loro. Adora combinare casini, è il suo hobby preferito, insieme al suonare la sua chitarra elettrica, che si porta dappertutto.

Sfingi

« Aline McNamara

Aline ha sedici anni ed è olandese.
Grafomane sin da quando ha imparato a tenere una penna in mano, mette su carta ogni più suo criptico pensiero. Ha gli occhi grandi e blu ed una pelle diafana che ha ereditato da sua madre, vedova che è riuscita a crescere una bambina contando solo sulle proprie forze. Per questo Aline la adora, anche se hanno personalità diametricalmente opposte. Aline odia i capelli ricci o boccolati e, di conseguenza, odia i suoi capelli. Timida e fragile ma comunque socievole, ha una visione molto, forse troppo, utopica della realtà.

« eileen Andersson

«Su, non fare la vittimista, se ce l'ho fatta io perché non dovresti farcela anche tu?» Eileen è un'inguaribile ottimista. Eileen ha quindici anni e da quando frequenta la scuola di Magia e Stregoneria di Beauxbatons vive a Lille, in Francia. Non ha mai conosciuto il padre, un mago, nonostante abbia abitato per undici anni a Ribe, il suo paese natale. La madre, francese e babbana di nascita, acconsentì, seppur con riluttanza, a iscrivere la figlia all'accademia francese. Intelligente e modesta, Eileen fa parte della casa delle Sfingi. Nonostante la sua infanzia poco serena, è molto solare e fa amicizia facilmente, anche se si lega a poche persone, solitamente particolari e un po' strane. Eileen è piuttosto alta, un metro e settanta quasi. Non è magra, ma proporzionata. Fianchi e seni morbidi e pancia ben modellata. Il volto è leggermente tondo, gli occhi celesti e le labbra carnose molto chiare. I capelli sono biondo/rossicci e spesso li tiene sciolti con alcuni ciuffi che le incorniciano il volto.

« Elisewin Ricoeur

Elisewin è nata da genitori purosangue. È
particolarmente legata al padre, che le ha trasmesso la passione per i libri e la Legilimanzia, impartendole spesso lezioni private di ogni genere sin dalla più tenera età. Ha lunghi capelli rossi e occhi celesti, la carnagione chiara, un viso da bambola. Tratta chi non conosce con freddezza e alterigia, in realtà si rivela ben diversa quando comincia a fidarsi di più delle persone. Lunatica, spesso nervosa, tende a rispondere molto male e ad essere acida. Non ha molte amicizie, ma la cosa non sembra crearle troppi problemi. Le piace molto leggere e scrivere, e può passare intere ore nel parco di Beauxbatons a fare una di queste due cose, o in Biblioteca.

«Lorelei Orange

Lorelei Orange nasce quindici anni fa in un piccolo paesino fuori St. Etienne, nella grande casa di campagna che ospita, oltre alla sua famiglia, i nonni materni. Passa felice l'infanzia, giocando con le decine di cugini e frequentando la scuola del paese, finchè, cinque anni fa, ricevette la lettera di ammissione a Beauxbatons, che non giunse inaspettata. Fin dall'età di cinque anni infatti, Lorelei è in grado di modificare la fisionomia del suo corpo, dono che pare avesse, le ha raccontato il padre, anche la sua trisnonna. Non conosce i nonni paterni che lo rinnegarono quando egli sposò una babbana, ma ha comunque ottimi rapporti con i due fratelli del padre, che spesso vengono a trovare lei e la sua famiglia. Il suo unico cugino da parte paterna è Jacques Orange, che frequenta il terzo anno a Beauxbatons nelle Sfingi, come ogni Orange. Gioca nella squadra di Quidditch come cacciatrice.

«Martyl Flamine D'Arnaut 

Sta per compiere 15 anni. Nata da genitori francesi, è cresciuta a Francoforte sotto la sorveglianza di una rigida istitutrice. E’ stata successivamente iscritta all’accademia di Durmstrang, dove ha completato i primi quattro anni col massimo dei voti. E’ stata costretta a spostarsi a Beauxbatons dopo una repentina sospensione dalla scuola. ( aveva affatturato un paio di primini )
Di innegabile lunaticità. Fredda, rigida, taciturna. Difficilmente lascia trapelare le sue emozioni. Altezzosa e aristocratica, atteggiamento frutto di anni di lavoro da parte di chiunque venisse in contatto con lei. Di natura ribelle, detesta le regole quando ostacolano i suoi progetti. Attrice nata. Sarcastica, orgogliosa, permalosa, vendicativa. Sorride raramente, non ride mai. Snella, forme proporzionate. Carnagione color porcellana, viso ovale.  Lunghissimi capelli corvini, spesso acconciati con nastri neri; una frangia tenuta di lato copre completamente il lato sinistro della faccia. Occhi d’azzurro intenso, quasi turchese, profondi e freddi.

«rachel brody

Sedicenne dai capelli biondi a boccoli e dagli occhi azzuri/grigi cangianti in verde a seconda del tempo. Di media statura e dal fisico snello. Appartenente alla casa delle sfingi è arrivata alla scuola francese ad anno già iniziato. Ragazza inglese. Non conosce a perfezione il francese e spesso inventa parole o le pronuncia a modo suo. Passa davanti ai libri poco tempo perchè le basta l'apprendimento o in classe. Vivace e generosa, schietta e sincera. Selezionatrice nelle amicizie, sono pochi quelli a cui Rachel apre il cuore, ma è comunque disponibile con tutti. Ragazza alla moda, cura molto il suo aspetto fisico perchè crede fermamente che per stare bene con se stessi bisogna essere sereni sia interiormente che esteriormente. Ama stare all'aria aperta, lo shopping e leggere. Appartenente ad una famiglia benestante, vive sola con il padre. Non ha mai conosciuto la madre e non ama parlare del suo passato perchè pieno di punti di interrogativi. Frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi.

«Roxanne Lefebvre

Roxanne ha 16 anni e frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi. Ha intensi occhi azzurri e lunghi capelli castani che tinge spesso, di biondo o di rosso. Molto razionale, raramente si lascia andare e non manifesta quasi mai le sue emozioni, per questo viene considerata una ragazza difficile ed enigmatica. Odia il padre, che se ne è andato di casa quando Roxy aveva solo sei anni, lasciando lei e la sorella con la madre. A causa di questo 'trauma' considera tutti i ragazzi falsi e inaffidabili. Non lega facilmente e non ha molti amici, preferisce averne pochi ma fidati. Sa suonare la chitarra e adora leggere, passerebbe la vita in biblioteca se la sorella non la trascinasse via. Ha una sorella gemella, Eleanor, che frequenta Beauxbatons nei Centauri.

Bowtruckle

«Angelique Petitclaire

Angelique ha dodici anni, ed è al secondo anno. Sorella di Domitille, anche se probabilmente ne è l'esatto contrario. Bionda e mingherlina, difficilmente parla con chi non conosce. Ha sempre vissuto con la zia Mathilde con la sorella e le cugine, ed è timida e introversa. Fin da piccola ha ammirato la sorella, anche se lei non le ha mai quasi parlato. Smistata nella casa Bowtruckle, si trova abbastanza bene a scuola, anche se a rilento fa amicizia. Per quel poco che ha frequentato, le sue materie preferite sono trasfigurazione e divinazione.

«Axel Ayrton Lenhard

Silenzioso, taciturno, solitario, Axel non ama mettersi in mostra. Ha profondi occhi verdi e capelli castani, fisico
slanciato, ma nonostante tutto molto magro. Frequenta il quinto anno a Beauxbatones ed è stato smistato nella casa dei Bowtrukle, anche se il suo tatuaggio si confondeva con quello delle Sfingi, casa alla quale doveva appartenere per la sua intelligenza. Ama studiare e passa la maggior parte del suo tempo in Biblioteca, fatto eccezione per i momenti in cui si dedica al disegno sulle rive del lago. Originario dell'Olanda, ha vissuto in questo paese per metà della sua vita, fin quando per motivi di lavoro del padre, si è dovuto trasferire in Francia. Dall'età di sette anni vive nella magica Avignon con i genitori e
la sorellina più piccola di quattro anni alla quale è molto legato.

«Autumn Kayleigh Mathieu

Nata da famiglia di maghi purosangue, padre francese e madre irlandese, Autumn ha ereditato da quest'ultima i lunghi capelli rossi e la carnagione chiara spruzzata di efelidi. Non molto loquace nè estroversa, compensa con un viso espressivo e con un sorriso che nasce dal nulla anche se non sembra vi sia un motivo. Quindicenne dalla costituzione esile e dagli occhi verdi, è una Metamorfomagus che però preferisce non utilizzare spesso le proprie capacità, e tiene per sè questa sua caratteristica come un piccolo segreto.
Ama disegnare a matita, passione che la porta ad osservare con curiosità chi e cosa le sta attorno, per poi tratteggiare su carta ciò che la colpisce: spesso può essere vista mentre disegna, momento nel quale riesce anche a perdere completamente il senso del tempo, isolandosi temporaneamente dal mondo per concentrarsi unicamente sui suoi disegni.
Un'altra sua grande passione sono le puffole pigmee che alleva clandestinamente tra le mura di beauxbatons. Autumn tende ad essere introversa, se colta in imbarazzo anche goffa ed impacciata, ma è decisa ad affinare le sue conoscenze magiche, anche se riluttante a esibire la sua capacità innata di mutare aspetto a proprio piacimento.

«Benjamin LaBranche

Benjamin (o Benji per i familiari e gli amici stretti) è nato quindici anni fa a Marsiglia da una semplice famiglia di maghi non troppo poveri ma nemmeno troppo ricchi, ha vissuto in tranquillità la sua infanzia e fin da piccolo è sempre stato un po’ attratto da i Babbani e dal loro stile di vita.
E’ un ragazzino vivace e solare, ironico, amichevole e sempre protettivo nei confronti delle persone a cui vuole bene.. appena vede qualcuno fare un torto a un amico parte in quinta in modo impulsivo senza ragionare. Cosa che spesso e volentieri lo mette nei guai. E’ coraggioso e determinato e anche un po’ troppo testardo.  E’ intelligente  ma a scuola non ha bei voti perché è molto pigro e distratto, sempre tra le nuvole. Quest’anno frequenta il quinto anno nella casa dei Bowtruckle mentre la sua sorellina minore Josephine frequenta il quarto della stessa casa.

«Camille Monet

Camille ha 16 anni e mezzo, e frequenta da poco il 6° anno a Beauxbatons. Intensi occhi sfuggenti. E' meglio non osservarli perchè ti riempirebbero del dolore soffocante di chi è cresciuto troppo in fretta.

 

centauri

«Anja Gauthier

Anja Gauthier, sedici anni, studentessa a Beauxbatons, sesto anno, Centauri. Alta e slanciata, capelli biondi lunghi fino alle spalle, occhi grigi cangianti a seconda del tempo. Gentile con tutti, ma mantiene sempre un deciso distacco, non entra mai troppo nel personale. Alcuni attribuiscono questa glacialità al suo essere scadinava da parte di madre. Sono poche le persone a cui vuole veramente bene, ancora meno quelle che trova antipatiche, la maggior parte le sono semplicemente indifferenti. Ottima ascoltatrice, sa sempre consigliare la cosa giusta da fare. Compagna di stanza di Eleanor Lefebvre, condivide con l'amica la passione per il Quidditch; giocano entrambi da cacciatrici nella squadra della loro casa.

«Lucien Debeuckelaere

Nasce 16 anni fa a Mulhouse da genitori babbani, in una notte di 31 ottobre particolarmente freddo. Occhi grigi e capelli castano scuro, è asciutto e di media altezza. Padroneggia due lingue, infatti fin da piccolo ha parlato il francese a scuola e il tedesco a casa con i genitori, che hanno radici germaniche, e con il fratello Jaques di sei anni. Ha un cucciolo di husky siberiano, Freja, a cui è affezionatissimo: a settembre è costretto a separarsi da Freja lasciandola a casa, per questo ogni anno il suo ritorno a beauxbatons non è dei più felici. Un ragazzo tranquillo con una passione per le carte da gioco: da piccolo imparò a utilizzarle per diversi giochi di prestigio, e anche ora che ha scoperto di essere un mago gli piace misurarsi in questi giochi di abilità. Schietto e molte volte sarcastico, è però disponibile ad aiutare gli altri quando ne sente la necessità; lega con diverse persone ma con poche stringe un legame profondo. E' uno studente pigro e indisciplinato, si applica al pieno delle sue possibilità solo nelle poche materie che lo interessano veramente.

«Natasha Roses

Natasha Roses nasce a Londra quindici anni fa. Nata da genitori Purosangue, si vanta di quanto la sua famiglia, dell'altà nobiltà inglese, sia superiore al resto del mondo. I genitori preferirono mandarla a scuola a Beauxbatons, dove, a detta loro, l'ambiente era meno "plebeo", e sicuramente più all'altezza della loro splendida figlia. Egocentrica e superficiale, ha trovato fin dal primo anno l'amicizia delle sue amiche, nobili e feshon quanto lei. Centauro, frequenta ora il quarto anno a Beuaxbatons. Alta e magra, il suo hobby preferito è lo shopping, seguito dai ragazzi.

«Raz Apap-Bologna

Nasce il 2 giugno di 16 anni fa nella calda La Valletta da genitori babbani della buona società maltese. Infanzia tranquilla e serena, amato dai miei genitori e dalla sorella Alex, passa molto tempo al mare d’estate e alla scoperta della sua bella isola d’inverno. A dieci anni circa, quando i suoi poteri iniziano a manifestarsi, il suo mondo diventa di colpo molto più ampio: in un estate conosce il mondo della magia tramite la vecchia prozia Adeline, e viene catapultato a hogwarth; deve salutare i suoi vecchi amici, i suoi e Alex, ma per fortuna ogni estate tutto torna alla normalità. Quest’anno la prozia preoccupata dal clima cupo instauratosi in Gran Bretagna ha insistito per iscriverlo in Francia; arriva quindi a Beauxbaton con poco entusiasmo dove viene stranamente smistato nei centauri.
E’ uno studente interessato e serio, segue con interesse i corsi di Erbologia, Cura delle creature magiche e Storia della Magia sperando di occuparsi di draghi. Di carattere cortese ma diffidente ci mette molto per socializzare ma diventa un amico sincero. E’ profondamente legato alle sue radici babbane e ama quel mondo, soprattutto le tecnologie e gli sport, in primis quelli acquatici.

«Summer Roxeau

Summer, Summy, è nata sedici anni fa nella capitale francese da un'importante famiglia babbana, entrambi i genitori sono infatti famosi modisti. Sua madre ex modella, suo padre stilista. Fin da piccola la ragazza viene catapultata nel mondo Hollywoodiano e diventa una tra le modelle francesi più ricercata, nonostante la sua giovane età. Dimostra più della sua età. Alta e magra, senza però mancanza di forme; dagli occhi scuri, profondi, contornati sempre da una matita nera e capelli castani. Quando quel fatidico giorno le arrivò la lettera per beauxbatons si sentì sollevata di non dover più vivere la vita 'fuori dal mondo magico'. Summer voleva infatti godersi una vita semplice, da ragazza normale, senza tutte q uelle persone che la circondassero, essere amata per come è e non per cosa è. Simpatica, solare, curiosa generosa e senza peli sulla lingua. Non ama stare sui libri preferisce passare il suo tempo divertendosi e facendo casino.

«Vanille Zoélie Minuit

Magrissima, ai limiti dell'anoressia, Noëlle è piuttosto alta. Ha la carnagione bianca, i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Noëlle è sempre stata una ragazza strana, si è sempre tenuta in disparte. Non si sa con esattezza chi siano i suoi genitori, in quanto è stata trovata davanti ad un convento/orfanatrofio quando aveva appena tre mesi, senza segni di riconoscimento, a parte una lettera nella quale era stato scritto il suo nome. Fin da bambina ha dimostrato le sue doti divinatorie, che ora sta sviluppando grazie all'aiuto della professoressa Lacroix, convinta non a torto che possieda la Vista. Silenziosa e taciturna, è riuscita in fretta a padroneggiare gli Incantesimi Non Verbali.

Iscrizione

Attenzione! Le iscrizioni alla casa delle Sfingi e Thestral sono chiuse!

Volete iscrivervi? Bene, leggete le regole e mandatemi un e.mail a questo indirizzo: clicca qui con i seguenti dati:

- Nome:
- Email:
- Nome del Personaggio:
- Breve storia del personaggio:
- Casa scelta:
- Username con il quale ci si è registrati in splinder (deve essere quello del personaggio da voi scelto):
- Immagine scelta per il personaggio:
- Qual è l'erba preferita della Fed?:

Ricordo inoltre che quando mi manderete l'email di iscrizione dovrete già essere iscritti a splinder con il nick del vostro personaggio e dovrete inserire nella mail l'username attivo e funzionante.

Le case

Sfingi
Creatura dal viso umano e dal corpo felino, la sfinge è un essere molto intelligente, che ha l'abitudine di porre indovinelli. Gli studenti di questa casa amano lo studio, sono diligenti e seri.

Thestrals
Sono creature alate con la testa di drago e il corpo scheletrico e nero di un cavallo. Hanno occhi bianchi e lucenti, zanne e lunga coda. Si mostrano solo a coloro che hanno visto morire qualcuno e per questo, spesso il vero carattere degli appartenenti a questa casa è visibile a pochi. Spesso studenti provenienti da famiglie purosangue, spesso disprezzano le altre case. Hanno un comportamento spesso indisciplinato, e una forte voglia di avventura.

Centauri
Testa, torso e braccia da uomo su corpo di cavallo. Gli appartenenti a questa casa sono forse gli studenti con l'animo nobile. Spesso comunque, antepongono cose futili come lo sport alla scuola.

Bowtruckle
Creatura mite e pacifica, vive all'interno di un albero di cui è custode. Gli studenti di questa casa sono altruisti, offrono spesso la propria vita per gli altri.

lo smistamento

Gli studenti vengono smistati durante una cerimonia ufficiale il primo giorno di scuola. Gli alunni vengono chiamati in ordine alfabetico, e la preside pronuncia l'incantesimo "Subro". Dopo qualche secondo sulla pelle dello studente appare una piccola bruciatura, che indica l'animale della casa alla quale si è destinati: un pezzo di legno, una sfinge, un centaro o un cavallo con la testa di drago. A volte il segno va interpretato, quando lo studente oscilla tra due case. Dopo qualche giorno, la bruciatura scompare.

i fantasmi

Come ogni buon castello che si rispetti Beauxbatons ha alcuni spettri. I gemelli Planès, due fantasmi gemelli che passano la maggior parte del tempo a litigare su qualsiasi cosa. Il conte de Crayencour, un uomo severo di circa cinquant'anni, gira per il castello scuotendo la testa. Non gli va bene nulla del nostro tempo: il cibo, i ragazzi, gli insegnanti...nel lontano 1500 era preside della scuola. Il vecchio, così viene chiamato dagli alunni, è un vecchio fantasma che non ricorda chi è, cosa sta facendo e dove sta andando.

la scuola

Beauxbatons è una scuola molto bella rispetto a molte altre. E' un castello, ma molto più piccolo di hogwarts. Gli studenti sono circa 200, e frequentano sette anni di scuola. E' presente una Sala Grande, dove vengono fatte le riunioni e si mangia, la biblioteca e i dormitori delle case. Questi sono situati nelle torri del castello. All'esterno è presente un campo da quiddich e un grande giardino, oltre che a un recinto per gli animali e una serra.

beauxbatons in pillole

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Insegnanti

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Personaggi non giocanti

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Rules

Per riuscire a giocare in maniera bella, realistica, piacevole, temo che le quattro regolucce a lato siano un po' troppo timide, me ne sto accorgendo già da un pezzo. Perciò ora le regole sono più complesse, e chiederemmo a tutti di seguirle. Verrete avvisati una, due, tre volte, poi il vostro bel personaggio finirà accidentalmente annegato nel lago, e non sto scherzando.

I POST
1. i caratteri sono predefiniti. Pertanto, se non volete distruggere la spendida composizione cromatica del template della Fed, non alterate i colori. Basta non selezionarne nessuno nel momento in cui scrivete il post.
2. analogamente, anche il font è automatico, di conseguenza scrivete i vostri post o direttamente su splinder, o nel blocco note. NON in word o simili.
Ovviamente, se sbagliate basta comunicarlo a noi, che provvederemo a cambiare tutto.
3. evitate immagini, a meno che non siano parte integrante del post (ad esempio foto o disegni.)
4. nei dialogi utilizzate "" oppure «». Nient'altro.

COMPORTAMENTO E PERSONAGGI
1. come cita la regolina numero quattro, che ormai è morta e sepolta mi pare, i vostri personaggi NON SONO EROI. (non=avverbio di negazione, per chi eventualmente non l'avesse capito.)
Ergo: santa pazienza, il vostro personaggio non può salvare il mondo! O essere strafigo! Se vogliamo giocare divertendoci, non è possibile avere migliaia di pp (=power player, termine gentilmente fregato dai gdr). Questa è la regola più severa, occhio, ok?
2. non è obbligatorio che, la prima volta che postate, il vostro personaggio sia per forza appena arrivato a scuola.Magari gli hanno appena regalato il diario o chessoio...altrimenti sarebbe un po' irreale, no?
3. Vi prego in ginocchio, evitate i nomi di personaggi famosi!
4. Se potete evitate le immagini protette da copyright (il deviant per esempio).

IL BLOG
1. Beauxbatons è ambientata al settimo anno di Harry, in quanto continuazione di Mielandia. Harry, quindi, è nato nel 1987, tenetelo a mente nel caso (sarebbe meglio evitarlo) si dovesse citare Hogwarts.
2. Seguendo Mielandia, il sesto libro di Harry non esiste.
3. Nel caso un personaggio non posti per più di due mesi verrà automaticamente spostato nel Png. Il proprietario potrà ovviamente riprenderne la proprietà, se desidera. Se non volete più giocare prego comunicarcelo, nessuno vi picchia, promesso.
4. Nell'iscrizione alla domanda "Qual è l'erba preferita delle Fed?" dovete rispondere "L'erba pipa" per dimostrarci che avete letto le regole!

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- Angelique Petitclaire
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Idea: Elensil e Fed
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