sabato, 31 dicembre 2005 alle 18:40 

In questi giorni mi sento inquieta. Come se fossi incompleta. Parlando con Annie, l'altro giorno, ho ricordato un volto della mamma che pensavo scomparso. "Non temi le strillettere?" mi ha chiesto lei. A questo punto sono rimasta zitta. La mamma non lo farebbe mai. Lei è superiore a me ed io non sono degna di essere sua figlia. "No" le ho risposto, secco, una negazione vuota, senza alcun sentimento. La storia della mamma mia ha turbato molto e soprattutto mi ha fatto pensare. Ora basta però, voglio rivolgere la mia attenzione al nuovo anno.
Mentre leggevo distrattamente il libro di trasfigurazione, ho origliato i discorsi delle mie compagne di stanza. "Hai fatto la lista dei buoni propositi?" chiede una ragazza all'altra. "Ma certo!" risponde questa, cominciando a blaterare una serie di parole a mio avviso sconnesse e di una tale stupidità, degne di un perfetto idiota, quale la Roses, ad esempio. "è possibile che sia circondata solo da gente così stupida ed inetta?" chiedo a voce alta. Mi blocco. Improvvisamente mi sento vacua. C'è qualcuno dentro di me, che cerca di stregarmi. è una vocina che ho sentito più volte e che non ho mai voluto ascoltare. Sei un essere come un altro che si ritiene superiore. In realtà hai un cuore di pietra. Sei come tua madre.
La testa è tartassata da queste frasi che mi tormentano. Non vuoi accorgertene ma anche tu lo sai che questa è la verità. Non riesco a riposare e soprattutto a rimanere in una posizione precisa.
****
Scendo le scale del dormitorio ed entro nella sala grande, addobbata a puntino dalla nostra cara preside. C'è aria di festa, ovviamente, gli studenti non mancano. Mi siedo su una panca e studio i movimenti degli elfi, che indaffarati, corrono da una parte all'altra. Li seguo con lo sguardo e mi viene un pò da ridere. Quanto sono sce...ehm buffi. Mentre sono 'imbambolata', ecco un ragazzo che mi si avvicina. "Ciao" dice un pò imbarazzato. "Ciao" gli rispondo. Ora non so proprio più che dirgli. "Mi chiamo David Brunet, frequento il sesto anno nella casa delle sfingi". Ah. A questo punto rimango persa nei suoi occhi azzurri. "Si... Insomma, ma certo... - lui sorride davanti al mio essere così goffa - Io sono Katharina Keith, frequento il quinto anno, sempre nelle sfigi e..." "Calma" mi dice ridendo. Ovviamente si è accorto della mia timidezza. "Sai non pensavo fossi così timida, vedendoti sempre da lontano". Come 'vedendomi sempre'? Vuol dire forse che mi spiava? Cerco di sorvolare questo punto e di convincermi che non sia vero. "Beh, diciamo che non mi piace la gente di questa scuola, con eccezioni, ovviamente". Sto intimando tanti di quei 'ovviamente' che mi faccio schifo da sola. "Se non ti dispiace mi piacerebbe conoscerti meglio". Quanto è sfrontato questo ragazzo? "Per me va bene - raccolgo i libri che ho fatto cadere forse spontaneamente. Non voglio rimanere abbagliata dai suoi occhi -ci vediamo".
Ho visto Jimmy in lui. Quella spontaneità che mi colpì qualche anno fa.

KatharinaKeith
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venerdì, 30 dicembre 2005 alle 22:37 

Intreccio le dita tra i capelli neri creando spirali con essi. Il mio unico vanto, una lunga chioma corvina. Quella che creava contasto con i suoi capelli rossi. Del mio tutto che ho lasciato ad Hogwarts. Un ciuffo mi copre gli occhi, così, distrattamente, lo sposto mettendolo dietro l'orecchio mentre mi sporgo per vedere nel giardino cosa stia succedendo. Un gruppo di ragazzi con la divisa viola argento sta discutendo animatamente. Due ragazze, una con i capelli fucsia e l'altra piuttosto bassa e rotondetta stanno urlando. Mi avvicino all'unica ragazza che conosco, che però se ne sta un po' in disparte visto che non è dei Thestral, Adore. Mi sorride, Adore, quella ragazza così carina, ma così strana.
«Cosa succede?»

Delle ragazzine dal quinto in su vogliono giocare a Quidditch.

«Io ero la cercatrice della mia casa quando frequentavo Hogwarts.»
Adore sorride e il suo sguardo si perde.
Mi avvicino alla ragazza con lo sguardo cattivo e cerco di chiederle qualche informazione.
«Ciao, Labelle.»
«Piacere di conoscerti, Labelle.» ma dal suo tono si capisce benissimo che non ha alcuna voglia e soprattutto piacere di conoscermi.
«In questo momento ho bel altro da fare che conoscere tutte quelle nuove, quindi a dopo.»
Se questo è il modo di fare amicizia qui, penso che non mi troverò molto bene. Ho fatto così fatica ad integrarmi ad Hogwarts ed ora devo ricominciare da capo.
«Io, mi chiedevo se..»
«Ancora qui? Se vuoi chiederti qualcosa, fallo da un'altra parte, la qui presente Morgana Virginia Holmes mi sta facendo dare fuori di matto!»
La ragazza dai capelli rosa ribatte qualcosa che però non riesco a capire, ma da come reagisce la mia interlocutrice non deve essere niente di buono.
«Io volevo giocare.»
«Ah. Penso che sia tutto esaurito qui, sarà per un'altra volta.»
Mormoro qualche parola di scusa, anche se questa stronzetta non se le meriterebbe e mi allontano, quando una ragazza stupenda dai lunghi capelli biondi si piazza davanti a Domitille, la ragazza con cui stavo parlando.
«Medea, cercati un altro posto.» le urla Domitille.
«Ragazzine. Domitille, voglio giocare.»
«Ho già abbastanza problemi senza che ti ci metti anche tu, Medea. Stiamo già discutendo io e Morgana su a chi toccherà il posto di cercatrice! Dato che IO sono la cacciatrice della squadra dei Thestral!»
«Ovviamente!» la interrompe Morgana «la cacciatrice entrata in squadra con l'inganno.»
«Almeno quello che voglio io lo ottengo!
«Zitte, ragazzine.» dice superiore Medea. Poi volta lo sguardo, verso di me. «Tu, sei l'amica della stramba?»
Mi giro verso Adore. I suoi occhi sono velati di lacrime, sa che Medea con cattiveria si sta rivolgendo a lei.
«Io sono amica di Adore, se è questo che intendi.»
«Adore, mica Adore, quella pazza che non parla.»
Cerco di stare calma. Non posso cominciare così male il mio primo anno qui. Continua a guardarmi aspettando una mia risposta che non riesce a non essere piuttosto antipatica.
«Lei non è pazza, a me i pazzi sembrate voi! Tu, bionda, per prima che dai della pazza a una ragazza che neanche conosci e che è un fiore di persona, e Domitille e Morgana che litigano per uno stupidissimo posto di Cercatrice e neanche mi ascoltano, perchè anche io voglio dire la mia, anche io voglio giocare questa partita come Cercatrice.»
Ebbene, l'ho fatta grossa, ovviamente non sarei riuscita a stare zitta, ed ecco che ho combinato il guaio.
Domitille e una sua amica dai capelli castani e gli occhi più belli che io abbia mai visto cominciano a ridacchiare, Morgana sbuffa e si attorciglia i capelli. Ma Medea, lei sì che comincia a farmi paura.
Mi si avvicina sempre di più con fare minaccioso.
«Secondo te io sono pazza?»
Arretro. Un passo, due passi.
Vado a sbattere contro un albero.
«Io non ho detto questo dico massaggiandomi la testa.»
«Ah sì e allora dimmi, cos'avresti detto?»
«Che voglio giocare a Quidditch e voglio essere la Cercatrice di questa partita.»
La guardo negli occhi, ma lei sembra non scomporsi.
«Tu pensi che soltanto perchè sei nuova io non ti farò nulla? Bè, ti sbagli. E ora levati di qui!»
«Non finisce qui, Medea, ti sbagli se pensi così.»
Ridacchia, mentre se ne va.
Cerco Adore, ma non la trovo, sarà già rientrata. Odio le ragazze della mia casa, non le posso soffrire. Quelle del quinto anno, poi.
Ma soprattutto Medea. Ma chi si crede di essere quella lì?
Mi allontano, sconsolata verso il lago. Quando ero a Hogwarts mi sedevo spesso sulle rive del lago a leggere poesie, spesso insieme a lui.
Mi siedo ,scostando il mantello, sotto una quercia, la quale ha impedito alla neve di posarsi su un pezzo di terreno.
Apro il libro di trasfigurazione, sono rimasta piuttosto indietro col programma, qui a Beauxbatons sono molto più avanti.
Un'ombra mi raggiunge alle spalle. Inizialmente mi spavento, ma quando mi accorgo che è solo un ragazzo e non il mostro del lago mi rilasso un po'.
«Posso?» dice e si siede accanto a me, sull'erba fredda.
Allungo una mano sperando che almeno lui non mi respinga come hanno fatto le altre ragazze Thestral.
«Labelle, Piton.»
«Alexander, Casteels, settimo anno, Sfingi. E così si conclude la mia biografia. »
«Settimo anno aussi, Thestral.»
«Ahi, Thestral, gran brutta razza.» dice passandosi una mano tra i capelli.
«Comincio a scoprirlo ora. Le mie compagne sono tutte così altezzose e.. per dirla semplicemente sono tutte davvero antipatiche!
«Non dirlo a me. Le Thestral non sono solo antipatiche, sono davvero cattive. Qualsiasi loro gesto è intriso di cattiveria allo stato puro. Il più dei ragazzi di quella casa sono diventati Mangiamorte o comunque potenti maghi oscuri.»
Tutto diventa sfocato. Gli occhi mi si stanno riempiendo di lacrime, di nuovo. No, non posso piangere, non davanti a un ragazzo che non conosco. Perchè devo essere così maledettamente sensibile?
Perchè ogni volta che penso a mio padre devo piangere?
«Ho.. ho detto qualcosa che non va?»
«No, è solo che.. Non so se vorresti che io te lo dicessi.»
«Sì invece, se c'è qualcosa che ti tormenta io sono qui, per te.»
«Grazie.» riesco a dire, singhiozzando.
«Giurami che non mi giudicherai dopo che ti dirò tutto quello che vorrei dirti.»
«E' una promessa.»
«Io sono qui perchè mio padre è un Mangiamorte.»

***

Aveva promesso e l'ha mantenuta, la promessa. Non mi ha detto niente se non 'grazie per esserti confidata con me, non so spiegarti bene quello che provo, ma il fatto che tu abbia deciso di raccontarmi tutte quelle cose mi ha fatto sentire, come dire, importante'
Io devo ringraziere lui, Alexander, il primo in questa scuola che mi ha fatto aprire il cuore, l'unico che ha anche sono accettato di ascoltare il mio nome oltre Adore. Già come posso dimenticarmi di lei? Quella ragazza così dolce, adorabile. Un nome così azzeccato.
Spero solo di riuscire a legare anche con qualcuno della mia casa, ma Alex ha detto che sono davvero cattive, devo crederci?

Labelle.
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venerdì, 30 dicembre 2005 alle 18:41 

La sera del cenone è ormai passata, finita. Una cosa in meno a cui pensare.
Torniamo in camera, io e Dom insieme, lei si getta sul letto ancora colmo di vestiti mentre io mi limito ad imitarla.
Sfilo il bastoncino che avevo usato per legare i lughi capelli, non mi ero accorta di come erano cresciuti e ora che li tenevo lisci si notava di gran lunga la differenza.
«Resto qua.» mi alzo sui gomiti per osservare meglio la ragazza sull'altro letto.
«Come?»
«Si....resto qua. Non mi va di lasciarti sola. Il Natale, ormai, lo passiamo sempre insieme.»
«Fa come ti pare.»
Sorrido. Era un grazie?
«Stronza» presi un cuscino al mio fianco e glielo lanciai addosso.
«Ehy Dom?»
«Mhh?»
«Con Alex?»
«Va.»
«Che diavolo di risposta è va?»
Ma in quel momento la porta del dormitorio si spalancò dando così l'accesso al mitico trio.

+.+.+

La finestra nella stanza è spalancata, i piccoli fiocchi di neve entrano leggeri poggiandosi sul pavimento in marmo.
Mi avvicino allo strumento, carezzandone la superficie. Da quando Dan mi portò in questa stanzaci entro ormai quasi ogni giorno.
Alzo il coperchio, permettendo alla luce di battere su quei tasti così candidi, sedendomi di fronte ad essi.
E' divertente notare quanto il colore della mia pelle si avvicini al bianco latte di quei tasti.
Mi scappa un sorriso, mentre con le mani faccio pressione su quei rettangoli.
Socchiudo gli occhi e inizio a suonare. Qualcosa che non appartiene a nessuno. Solo a me, semplicemente le mie emozioni che si imprimono su un pentagramma e che riporto su quel piano.
Una cosa inventata. Un paio di accordi messi insieme e un alternarsi continuo di toni alti, aspri e bassi.
Quella melodia rispecchia pienamente il mio animo, a volta mi sento così felice e a volte così giù.
Dovrei sorridere alla vita, ma non so perchè il Natale mi deprime.
Sarà perchè lo odio...o cos'altro. Adoro l'inverno ma odio il Natale.
Non mi rendo conto che la porta della sala prove si è aperta, qualcuno mi poggia le mani fredde sugli occhi facendomi sobbalzare. Mi volto di scatto, ritrovandomi il viso di Daniel a pochi centimetri dal mio.
«Sei uno stupido»
Non mi risponde avviciandosi a me e dandomi un lieve bacio a fior di labbra.
«Che suonavi?»
«Niente»
«Quello non era niente»
«Non lo so....note a caso...»
«Era bello!»
«Dici?»
«Si....mi piaceva.» sorrise abbracciandomi da dietro e poggiando il suo mento sulla mia testa.
«Dovresti riprendere a suonare»
«Non mi va.»
«Sei una stupida!»
«Lo so!Ma è per questo che ti piaccio!»
Torno a poggiare le mani sulla tastiera improvvisando qualche altra nota.
«Ti cercavo...» riprende lui, nell'attimo in cui mi fermo.
«Ah si?!Cosa volevi?» questa volta mi alzo obbligandolo a fare lo stesso.
«Devo volere per forza qulacosa?» un sorrisino beffardo gli si dipinge sul volto. Ma in risposta ha solo uno sguardo indagatorio da parte mia.
«Ok..Hai vinto!Organizzavamo una partita a Quidditch sotto la neve, ti va di partecipare?»
«Certo!Vado a chiamare Dom!»
«Vi aspetto al campo!»





Aethereally
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venerdì, 30 dicembre 2005 alle 11:00 

Sono in piedi davanti allo specchio nel bagno di casa mia, perdendomi nei miei stessi occhi con la testa leggermente inclinata a destra. Mi accompagna ed avvolge una strana sensazione di alienazione, come se il mio corpo e la mia mente siano due realtà completamente separate ad autosufficienti ed io non appartenga a nessuna delle due; sono al centro, spiazzata, chiedendomi chi sono e per quanto tempo ancora sarà così. Distolgo lo sguardo e lo lascio cadere sulle più o meno piccole linee bianche di cicatrici sparse per il corpo, le braccia, la pancia, le gambe coperte per tre quarti da un paio di autoreggenti a righe viola e nere. La lametta è lì, davanti a me, ma decido di non prenderla.

Qualcuno bussa alla porta distogliendomi dai miei pensieri: è mio padre, che con i suoi soliti modi bruschi mi intima ad uscire dal bagno. Faccio come dice lui, percorro il corridoio in biancheria intima e mi vesto in fretta con una maglietta verde da bambina, una gonna corta con una cintura borchiata, gli anfibi con le punte di ferro sopra le calze a righe, la giacca pesante, sciarpa e guanti senza dita. Devo uscire per vedermi con Julien, il mio ex, al Jardin President Kennedy. Ho deciso di andarci perchè non mi va di rimanere a casa a studiare Trasfigurazione.

Lui è lì, sulla solita panchina dove ci incontravamo sempre l'estate scorsa, quando lui veniva quasi ogni giorno in autobus da Plouzané solo per vedermi. Alcuni ciuffi corti di capelli neri gli ricadono sul viso chinato mentre è intento a leggere un libro e lo riconosco immediatamente dalla sciarpa rossa che ha intorno al collo: gliel'ho regalata io l'inverno precedente, quando eravamo ancora solo amici. Lui solleva lo sguardo, mi vede e mi sorride; il suo sorriso bellissimo, caldo, ma triste allo stesso tempo. Così come i suoi occhi. Per un momento penso che mi piacerebbe correre da lui, abbracciarlo e baciarlo, ma fortunatamente mi rendo conto che non sarebbe una buona idea, dal momento che mi ha lasciata dopo avermi confessato di avermi tradita tre volte. Mi siedo di fianco a lui in silenzio, senza dire nulla.

"Ciao" mi saluta evidentemente spiazzato dalla mia freddezza. Lo ricambio con un cenno del capo e lo guardo negli occhi come a chiedergli cosa diavolo vuole ancora da me. Prendermi in giro? Umiliarmi più di quanto abbia fatto quando stavamo insieme? No, dice che aveva voglia di vedermi e di parlarmi.

"Parlare di cosa?"

"Di qualunque cosa. E' solo che mi manchi"

Facile. Facile per lui. Capisce che non ho intenzione di sbottonarmi troppo, quindi tira fuori dalla tasca della giacca una foto.

"Volevo anche darti questa"

La prendo e la guardo per un po', cercando di ricordare dove e quando era stata scattata. C'eravamo io e lui abbracciati, probabilmente d'estate a casa sua. Chiedo se la posso tenere e la metto in borsa...infondo è un bel ricordo. Ha altre foto di me, ma non mi interessano, poi mi ritrovo a squadrare con gli occhi lucidi altre foto di Julien e me: sempre noi due abbracciati, le mie mani sul suo collo, la sua testa appoggiata sulla mia pancia stesi sull'erba del parco, baci a stampo e baci sulle guance. In quel periodo stavo bene e pensavo la cosa fosse reciproca. Mi sbagliavo, mi sbagliavo di grosso. Gli lascio tutte le foto tranne due, le più belle, lo saluto con un bacio sulla guancia e me ne vado. Lui prova a chiamarmi, ma non mi volto. E' finita. E' finita definitivamente.

LaizeChambery
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giovedì, 29 dicembre 2005 alle 16:09 

Questo periodo è stato terribile. Il tempo è sembrato sparire, restringersi! Insomma, quando hai una marea di cose da fare tutto sembra scorrere così veloce.. Sono successe un sacco di cose.

Gabriel è molto strano. Quando siamo da soli è totalmente preso da me, mentre se c'è Juliet quasi non si accorge della mia presenza. Però, devo ammettere che ha fatto una cosa davvero carina. Mi ha invitata a passare una sera con lui, alla Città delle Rose. Inutile dire che è vietato agli studenti lasciare il castello dopo una certa ora. Ma quel ragazzo, devo riconoscerlo, è pieno di risorse! Inizialmente ero titubante, ma, il pomeriggio dopo, sono andata da lui e gli ho detto che accettavo. Era contento, mi ha fatto un largo sorriso ed è scappato via. Non mi sono vestita con cura particolare per l'occasione, dopotutto non sapevo in che buco mi avrebbe trascinato per arrivare in città.
Tralasciando i particolari, ci siamo davvero divertiti.. Ovviamente non siamo potuti andare in giro a farci notare, dopotutto era palese che fossimo due studenti! Siamo andati a bere qualcosa, e poi siamo tornati al castello. Era ancora relativamente presto.
"Perché non.. andiamo a sederci vicino al lago?"
Chiese Gabriel passandosi nervosamente una mano tra i capelli. Sembrava tremendamente impacciato. Sorrisi, ed acconsentii, prendendolo a braccetto. Probabilmente non si aspettava un gesto simile da parte mia, parve quasi spaventarsi. Ma presi in mano la situazione, e cominciai ad incamminarmi in direzione del lago, trascinando Gabriel per il braccio. Non so' dire quanto siamo stati in riva al lago. Guardando le acque scure, mi venivano in mente tante cose orribili. Tutte quelle brutte cose che erano capitate negli ultimi mesi. Forse per questi pensieri, forse per il freddo della sera, cominciai ad avere i brividi. Gabriel se ne accorse, e mi mise una mano intorno alle spalle. Nessuno dei due parlò per molto tempo.
"E' tardi.."
Fui io a parlare stavolta. Era tardi davvero in effetti. Lui si alzò, e mi tese la mano, per aiutarmi a fare altrettanto. Stavolta toccava a me. Mi avvicinai a lui, posandogli delicatamente le mani sulle spalle. I nostri visi erano così vicini ora.. era così strano. Mi alzai sulle punte dei piedi, avvicinando le labbra al suo orecchio.
"Grazie Gabriel.."
Sentii le sue braccia stringermi la vita, attirandomi verso di se. Non so' cosa mi capitò, ma allungai anch'io le braccia e mi aggrappai al suo collo.

Ho deciso di passare le vacanze a scuola. Non è stata una decisione semplice. Anche perché di solito per le vacanze andiamo nella tenuta della famiglia di mia madre, in Germania. È così bello laggiù. Soprattutto d'inverno. Ma ho avuto i miei buoni motivi. I miei due buoni motivi. Prima di tutto Mannie. Non pensavo che i rapporti con i suoi fossero così tesi. La settimana prima del ballo mi ha detto che, di solito, per le vacanze di Natale tornava insieme ad Olivier dai suoi genitori. Ma non le piaceva andare da loro. Li odiava. Era contenta che ora poteva passare il Natale con qualcuno a cui teneva davvero. Alludeva a me e Morg ovviamente. Ammetto che mi ha preso alla sprovvista, in realtà pensavo di tornare a casa, ma alla fine ho acconsentito, dopotutto non mi avrebbe cambiato la vita. Ci andrò qualche altra volta in Baviera. E poi Mannie ha bisogno di noi in questo momento, non posso lasciarla da sola.
L'altro motivo è.. Mio fratello. Jaques. Ha detto che verrà a trovarmi. Verrà qui, prenderà alloggio nella locanda giù alla Città delle Rose. Dovrebbe arrivare il primo dell'anno. Non vedo l'ora di vederlo. Nella sua ultima lettera ha scritto di una cosa che deve assolutamente dirmi. Conoscendolo, potrebbe essere qualsiasi cosa. Mi innervosisce tutto questo. Bhe, prepariamoci a festeggiare il Capodanno!

EugenieAmalie
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mercoledì, 28 dicembre 2005 alle 19:25 

Quasi tutte le mie amiche sono tornate a casa. Io ovviamente rimarrò a Beauxbatons anche quest’anno per dare ripetizioni di pozioni a Deborah, Samantha e Natasha che hanno bisogno di una mano in quella materia. Cercherò in tutti i modi di riportarle alla pari col programma di quest’anno, ma sarà un lavoro molto difficile.
Soprattutto se contiamo che ogni due minuti una di loro tira fuori lo specchietto dalla borsa.
Ci vuole davvero molta pazienza con quelle tre ragazze.
Sono in Sala Grande davanti al camino quando mi si piazza davanti Axel, un ragazzo del mio anno, Bowtruckle.
In questi anni non ci siamo mai parlati molto, ma mi sembra una persona molto simpatica e profonda.
«Elle? »
«C’est moi! Elle Larochelle in persona, piacere. »  dico allungando la mano.
«Piacere, Axel. »
«Lo so, lo so. »  dico sorridendo guardando divertita la faccia del ragazzo.
«Sono così famoso? »
«Bè sei della mia stessa casa, hai la mia età, come faccio a non conoscere almeno il tuo nome? »
«Giusto! »  e si mette le mani in tasca.
«Ho parlato con Andrew, Dumont. Conosci? »
«Ovvio! »
«Bè, mi hanno detto che dai ripetizioni.. »
«Hanno detto il giusto! Sono o non sono la ragazza più brillante del quarto anno? »  dico ridacchiando.
«A parte gli scherzi. Certo, chiunque abbia bisogno di una mano.. Io sono qui! »
«Sì avrei bisogno di ripassare un po’ il programmi di trasfigurazione e non sapevo a chi rivolgermi. »
«Bè io sono libera tutte le vacanze di Natale, dato che i miei hanno deciso di andare a sciare! Ah no, bè, non sempre perché devo dare una mano anche alle tre Barbie. Con loro sono occupata tutti i pomeriggi dalle tre alle quattro. Puoi venire quando vuoi, mi trovi sempre qui. »
«Grazie mille, allora ci vediamo in questi giorni! »
«Certo! »
Mentre Axel si allontana penso a quanto mi piaccia aiutare gli altri, soprattutto con la scuola.
Probabilmente finita la scuola andrò ad insegnare in qualche scuola di Magia, magari a Hogwarts. Sarebbe davvero meraviglioso.
Vorrei insegnare pozioni; tutto il giorno a mescolare ingredienti per ottenere le reazioni più stupefacenti.
Guardo alle mie spalle, la neve continua a scendere ininterrottamente da giorni ormai. La preside ha cancellato la gara di incantesimi anche se nessuno ancora sa il perché.
Peccato, mi sarebbe piaciuto partecipare!
Mi allontano dalla Sala Grande e raggiungo Madelaine la mia migliore amica qui a scuola: è ora di cena!

ElleLaRochelle
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mercoledì, 28 dicembre 2005 alle 13:45 

La casa è sempre la stessa, enorme, lussuosa, pulita, tanto che ti puoi persino specchiare nei pavimenti.
Nessuno ad accogliermi per adesso..
é la vigilia di natale e in casa neanche un addobbo.. Papà ha sempre definito una festa stupida e cunsumistica il Natale.. forse perchè  sa benissimo che è la mia festa preferita.
Una donna dai lunghi capelli corvini mi corre incontro, la sua bellezza è familiare...
«Tary! Tary!!» mi travolge con un caldo abbraccio
«Mammina» l'abbraccio a mia volte ed eccolo.. quel profumo buonissimo dei suoi capelli morbidi, dei suoi vestiti..
il profumo dell'amore
«Ero convinta che arrivassi tra mezzora» si stacca da me accarezzandomi il volto mi sorride..
dio quanto è bella mia madre...
«mi spiace..» mi limito a dire.. «dove sono tutti?»
lei si allontana da me per studiarmi, per vedere quanto è cresciuta la sua bambina
«non so, saranno in giro per casa...»
mi sorride...
Un'altra particolarità di questa casa è di essere terribilmente vuota.
Torno in camera mia.. una camera dalle pareti bianche.. un letto a baldacchino in fondo alla stanza. qualche quadro di un ritratto di famiglia..
Françoise, uno dei domestici, deve aver già messo a posto la mia valigia perchè tutti i vestiti sono in ordine e le varie foto al loro posto..
mi avvicinò al comò di fianco a letto e scorro lo sguardo sulle foto..
la prima mi raffigura assieme a Seto, Bakura e Mokuba.. i miei tre fratellastri giapponesi..
La loro madre, Mokona, era una donna davvero magnifica, un pò pignola e minuta.. ma dagli ideali splendidi..
adesso non c'è più... è venuta a mancare ormai da tre anni.
Mio padre non l'ha mai sposata.. però c'è stato assieme molto tempo..  credo sei anni, il tempo di far concepire alla donna i tre figli..
La conobbe in un viaggio di lavoro a Tokyo.. ma tralasciamo..
Nella foto seguente Takao e Hitoshi.. altri due fratelli giapponesi..
mio padre ha passato maggior parte della sua vita in giappone, ha sempre adorato in qualche modo l'oriente anche se non lo ammetterebbe mai..
forse per la tecnologia dei babbani.. e dei maghi..
scorro ancora lo sguardo è trovo la mia unica sorellastra.. la piccola paddy, assieme al fratello Brooklyn.. entrambi americani..
inutile raccontare le avventure americane del paparino..
infine nell'ultima ci siamo io e Benjamin, l'unico fratellastro compaesano.. adesso lui abita in provenza..
mi stendo sul letto, quando sento la voce di Madame Caroline chiamarmi..
E' pronto il cenone della vigilia...

Lam attina di natale ho trovato sotto l'albero molti regali, da parte di Juliet, di Gabriel, di katharina e pure di Olivier e Manon..
Spero che a loro siano piaciuti i miei regali...
Quando scendo nelle stalle della villa, ove la mamma mi aveva dato appuntamento spalanco gli occhi meravigliata
un magnifico cavallo alato come quelli di beauxbaston.. mia mamma miu raggiunge mentre mi avvicino al cavallo
«Buon natale piccola mia»

«Quanto ancova vestevai qui Tavanee?» lui mi fissa, seduto dinanzi a me, i suoi occhi sono ridotti a fessura..
«il nove gennaio» risponde un pò seccamente.. il suo sguardo terribile mi fa abbassare la cresta
mi alzo.. la mamma ci fissa con il suo sguardo grave
«papà?» dico prima di uscire
«oui?»
«scusa se esisto»
poi esco...

[I CAN FLY]

SauvageTary
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lunedì, 26 dicembre 2005 alle 11:30 

La valigia è già fatta, ho lasciato un sacco di cose a scuola, in fin dei conti tornerò tra nemmeno due settimane!
Fisso le mollette a forma di stella nella frangetta corta, oggi blu scuro, mentre aspetto Caroline in sala Grande, dove tutti gli studenti che andranno a casa si sono radunati.
Vinciene chiacchiera allegra accanto a me, non ho ancora capito se ha davvero dimenticato Alex...ricordo ancora quanto ci sia rimasta male al ballo, di non essere stata invitata.
Caroline spunta dal nulla.
«Lor, cos'hai fatto hai capelli?»
Sorrido, passando una mano dietro l'orecchio. «Non lo so, mi andava...»
Guardo lei, vestita con abiti scuri e formali.
«E' un po' eccessivo, dici?»
Storge la bocca. «Queando scendiamo dalla carrozza guarda bene mia zia, sono curiosa di vedere che faccia farà...dai, andiamo!» Dice, trascinandomi verso l'uscita.
Le splendide carrrozze sono lì, ad aspettarci, come al solito.
Saliamo sulla prima che troviamo, issando il baule sul tetto.
«Lor, siamo in vacanza!» Ridacchia Caroline, guardando il castello che, piano piano, si allontana.
Dopo qualche ora di viaggio ci fermiamo in uno spazio fuori città, dove i vari genitori e parenti stanno aspettando il nostro arrivo. Scendiamo e, mentre recuperiamo i bauli, lancio un'occhiata verso i parenti di Caroline. Come previsto, sono tutti elegantemente scioccati dai miei capelli...Sorrido, mentre la saluto. «Divertiti Caro...ci vediamo il 9!»
Mi giro piano per cercare i miei. Eccoli là, mi stanno venendo incontro.
Agito una mano per salutarli, i braccialetti al mio polso tintinnano.
Recupero il baule, e vado verso di loro.
Arrivederci Beauxbatons, ci vediamo l'anno prossimo!

LoreleiOrange
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sabato, 24 dicembre 2005 alle 17:37 

L'incontro con la preside è stato difficile. Io ero seduta davanti a lei, con la testa bassa, mentre stringevo le maniche della divisa. "Keith, i docenti mi hanno riferito i vostri problemi scolastici" dice con freddezza, posso avvertirla. "Arrivo al punto della questione: sono intenzionata ad impedirle di frequentare ancora questa scuola se si ripetesse ancora una volta, una volta sola, tutto quello che lei ha fatto durante questi mesi... Oppure dobbiamo dire che non ha fatto?". Non ho fiatato. L'ho guardata negli occhi ed ho desiderato che prendesse fuoco davanti a me. Ho desiderato che bruciasse lentamente, che soffrisse. Avrei voluto sputarle in faccia. "Va bene, signora" ho risposto. Qualcosa dentro di me ha fatto si che mi sentissi inferiore a lei, che fossi falsa. Mi ha congedato ma sono rimasta seduta per un attimo. Poi mi sono alzata e correndo, sotto lo sguardo della professoressa di pozioni, ho raggiunto il dormitorio. Adesso sto piangendo. Lo sto facendo perchè niente va bene nella mia vita. Perchè sono arrabbiata, perchè voglio morte molte persone, perchè la mamma sta venendo a prendermi.

                                                                                                                                      *******
Questa sera ci sarà la cena di Natale. Davanti allo specchio cerco inutilmente di domare la mia chioma bionda, ma sembra inutile... I capelli continuano a tornare davanti ai miei occhi, impedendomi di vedere in modo ottimale. Non avrò molto da vedere questa sera. Indosso una gonna che comprai a Londra poco prima di andare ad Hogwarts. Mi sento in imbarazzo, forse è un pò troppo corta, o forse non ho più la sfacciataggine di qualche anno fa. Non posso certo fare tardi, dico fra me e me. Non è vero. Voglio solo tornare a vivere come una volta, voglio convincere me stessa che posso ancora uscire vittoriosa dalle mie sfide. Mi trucco gli occhi ed infilo i guanti neri, quelli che adoro. Mi lasciano le dita scoperte. Mi siedo con le ragazze della mia casa. Butto la solita occhiata agli altri tavoli. Vedo Taranee, vedo Domitille ed una ragazza che avevo già notato più volte, una Thestrals. Ah, ora ricordo. La figlia di Piton. Ho assistito al suo smistamento.
La festa è davvero una noia. Non c'è nessun ballo, non posso nemmeno prendere in giro le coppiette che si sbaciucchiano. Incredibile, a volte vorrei davvero che accadesse qualcosa di diverso. Esco in giardino. Il paesaggio è stupendo, non posso certo negarlo; i bei paesaggi non mi mancano di certo da quando abito in Francia. Una coltre di neve ricopre il terreno; il lago ghiacciato riflette la luce della Luna. Questa sera c'è una Luna piena stupenda. Dalla tasca del giaccone nero sfilo una sigaretta. Mi guardo attorno e l'accendo con un piccolo incantesimo. Mi siedo su un muretto e tocco la neve. Scrivo messaggi e disegno piccoli cuori per il mio Jimmy. Mi avrà dimenticata?
Sento un tonfo. Alzo lo sguardo verso il lago. Due ragazzi si stanno abbracciando, forse baciando. Da qui non ci vedo molto, non saprei dire nemmeno chi siano. Mi alzo e me ne vado. Sono sempre inadeguata. Non trovo il mio piccolo spazio di pace. Il ragazzo butta un occhiata verso di me. Continuo a camminare ed accellero il passo. Non ho voglia di farmi riconoscere. Mentre sto chiudendo la porta, mi sento chiamare. "Keith!" giro il capo incuriosita. L'ultima persona con la quale avrei voluto parlare si sta rivolgendo proprio a me. "Keith! Maledizione!" No, la preside no. Non ancora lei. "c'è qualcuno che la sta aspettando" Si blocca il mio cuore. Il corpo sta gelando. Non sento più il calore del mio sangue.
"Kay!" è la mamma. "Kay! Diamine, dov'eri?" mi dice, con un espressione felice, un falso sorriso stampato in faccia. Mi accarezza la testa davanti alla preside.  Non riesco a rispondere. Balbetto qualcosa di incomprensibile. "C'è anche papà fuori. Sei pronta? Andiamo dalla nonna" "Non ci penso proprio!" urlo. La gente del salone si volta verso di noi. "Katharina, tu vieni con noi" Il suo volto ora è serio. Mi prende per il braccio. "Lasciami stare mamma" Le dico, quasi con un sussurro. Lei non mi ascolta. Continua a tirare. Continua a farmi mare. La sua stretta si fa più forte ad ogni mia parola. Vicino al grande portone cadono dalla tasca le mie sigarette. Una ragazza mi guarda schifata. Io le faccio segno di stare zitta. Mi sento una bambina bastonata. Arrivate in giardino riesco a liberarmi. "mamma ascoltami, ti prego. Voglio rimanere a scuola. Voglio restare qui. Voglio recuperare le materie da studiare..." continuerei all'infinito con i miei 'voglio'. "Il tuo comportamento non mi piace, Kay. Non mi è mai piaciuto. Da oggi in poi segui le mie regole" "Io non seguo le regole di nessuno!" le dico, e mi incammino verso la scuola. "Katharina!" Mi urla dietro mamma. Lei spera di farmi girare. Io continuo imperterrita. Non sarà lei a farmi cambiare idea. Entro. Sono sicura che lei non tornarà indietro. Adesso desidererà il peggio per me. La vedo mentre si sfoga con papà. Poi scompaiono entrambi.

KatharinaKeith
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sabato, 24 dicembre 2005 alle 15:48 

Stasera c’è la cena di Natale, dopodichè maggior parte degli studenti se ne tornerà a casa. Io ovviamente resterò a Beauxbatons, non ho nessun motivo per tornarmene in quel lurido posto che molti chiamano casa, ma che io non oserei mai chiamare così.
«Così rimarrai a scuola, Piè?» mi chiede Mike.
Siamo entrambi nel nostro dormitorio, davanti allo specchio. Lui sta cercando di pettinarsi i capelli, mentre io sono immobile, a fissare la mia figura riflessa. Non so cosa indossare per la cena, non voglio mettermi il ridicolo smoking che mi è toccato mettere al Ballo di Halloween, ma non credo che sia conveniente vestirmi come al solito.
«Sì, credo proprio di sì. Anzi, è sicuro.»
«Ma come mai? Non hai voglia di andare dai tuoi zii per rivedere i tuoi parenti?»
«Li odio, non vedo perchè dovrei andarci.»
Michael, così come tutti gli altri, non sanno veramente qual’è la mia situazione famigliare, non sanno che passo tre mesi all’anno, quando non c'è scuola, in un Orfanotrofio vicino a Parigi. Credono che io viva a casa dei miei nonni materni, da dove ogni anno puntualmente mi arriva l’invito per trascorrere il Natale da loro, e che io rifiuti semplicemente perchè li detesto. In parte è vero ciò che racconto, i miei nonni esistono veramente e quell’invito arriva realmente, ma la verità è che loro non sono i miei tutori, e per partecipare alla loro maledetta cena di Natale dovrei passare tutto il resto delle vacanze all’orfanotrofio, e io odio stare lì. E in più non ho il minimo desiderio di vedere quelli che sono miei parenti e che dovrebbero volermi bene e prendersi cura di me, invece che abbandonarmi in un posto così.
«Beh, come vuoi tu.» mi sorride brevemente, e si allontana verso il bagno.
Rimango lì fermo come un idiota per qualche minuto, finchè non mi decido a muovermi. Rischierei di fare tardi, e non voglio dare un’altra scusa alla Fleurdhiver per punirmi, nonostante a questa cena si possa decidere se andare o non andare. Prendo dal mio cassetto un paio di jeans neri, una camicia e una felpa, me li infilo distrattamente, e tento di appiattirmi i capelli con una mano, con scarso risultato.

***

La Sala Grande, quando io e Mike vi entriamo, è già gremita di studenti. Nell’aria è diffusa la musica che Madame Maxime tanto ama, e già dopo il primo secondo mi verrebbe voglia di fuggire da qui e rifugiarmi in giardino.
Mi siedo al tavolo dei Thestrals, accanto a Dan. Dall’altro lato del ragazzo è seduta Aeth, e accanto a lei Dom. Sono tutti vestiti abbastanza eleganti, io mi sento l’unico che si è messo addosso la prima cosa trovata. Al tavolo dei Centauri, vedo Aurelie guardarmi. Le faccio un breve sorriso, e nello stesso vedo Manon, seduta di fronte a me, guardarmi abbastanza male. Alzo le spalle in sua direzione, dopodichè abbasso lo sguardo sul piatto davanti a me, e inizio a mangiare qualcosina.
Intorno a me la conversazione passa da un argomento all’altro, senza che io vi partecipi troppo. Il mio sguardo ad un tratto si posa sulla nuova arrivata del settimo anno, Labelle, che viene da Hogwarts. Ma quando io frequentai lì il primo anno, lei non c’era ancora, mi hanno detto che fino al quinto anno rimase a Durmstrang, per poi passare a Hogwarts e ora a Beauxbatons. Si dice anche che sia la figlia di Severus Piton, che ai tempi insegnava Pozioni ad Hogwarts. Ora non so cosa insegni, e non so nemmeno perchè sia venuta qui la figlia, quest’anno. Ma non sono tipo da farmi gli affari degli altri, perchè da parte mia detesto chi si fa gli affari degli altri.
Prima che me ne accorga la cena è finita, ed è ora di ritirarsi nei dormitori, che sia per dormire o per finire di preparare i bagagli per la partenza. Mi alzo dal mio posto insieme agli altri, ma invece di prendere la via delle Sale Comuni come fanno tutti, mi dirigo verso la parte opposta, verso il portone. Voglio uscire all’aperto, ormai sta diventando un’abitudine.
Fuori è ormai buio pesto, una bianca coltre di neve scende silenziosamente dal cielo, imbiancando nuovamente le cime degli alberi, il terreno e le torri del castello, attibuendogli un’atmosfera ancora più magica di quello che già non sia. Rabbrividisco leggermente, mentre un rifolo di vento mi penetra tra i vestiti. Ma la sensazione di freddo è così piacevole che non ho voglia di rientrare, anzi mi viene ancora più voglia di starmene lì senza fare nulla. Avanzo di un passo tra la neve, prima di raggiungere la finestra più vicina, sul quale davanzale mi arrampico, sedendomici poi sopra. Non sono l’unico fuori, poco lontano da me c’è una coppia di Centauri che passeggiano, e accanto al lago altri due studenti, che però sono troppo lontani per riconoscere. Per riscaldarmi, accendo una sigaretta. Ormai sta diventando una brutta abitudine, quella del fumo. Ho iniziato qualche anno fa a fumarmene una ogni tanto, ma ultimamente lo faccio con sempre più frequenza. Chiudo gli occhi, e porto la gamba destra sul davanzale, mentre la sinistra resta a penzoloni.
«Ehi.» qualcuno si rivolge a me.
«Ciao, Man.» dico, senza aprire gli occhi. «Come ti va?»
«Bene, bene.» mi risponde seccamente. Un po’ troppo seccamente, in effetti.
Apro gli occhi, piego la testa in avanti e la scruto, per quanto si possa osservare qualcuno con il buio che regna ora intorno a noi. E’ ferma in piedi sui gradini, e mi fissa con una strana espressione seria.
«Che succede?» le chiedo.
«A me nulla, a te piuttosto.»
«Io sto benissimo...»
Scende gli scalini, si avvicina e senza dire nulla salta sul davanzale, sedendosi accanto a me. Mi sposto verso destra per farle spazio. Porta le gambe al petto, e rimane in silenzio a fissare per terra, con le soppracciglia corrugate.
«Sei sicura che vada tutto bene?»
«Certo.» risponde calma, ma ad un certo punto sbotta, come qualcuno che non riesce più a trattenersi. «Oh, senti, ma cosa ti sei fumato, da qualche giorno a questa parte?»
«Che intendi dire?»
«Non fare il finto tonto, Pierre, per favore. Sai benissimo a cosa mi riferisco.» dice irritata. «La Delacroix. Non hai visto come se la tira? Crede di essere la reginetta della scuola, con quella sua aria da principessa incompresa e da eterna ingenua! E tu l’assecondi pure, le dai un motivo in più per credersi migliore! Ma ti sei bevuto il cervello? Sei caduto veramente in basso, caro mio...»
«Ma dai, Mannie! Non è che si vanti! Chi si vanta in questa scuola sono la Fleurin, la Roses e la Kaisarov, non c’entrano molto con lei.»
«E poi è pure Mezzosangue!» Sembra che non abbia ascoltato una mia sola parola. «E’ feccia. I Mezzosangue sono feccia, dovrebbero essere cancellati dal mondo magico.»
«Così la pensa anche Voldemort, a quanto pare.» dico, appoggiando la testa al muro dietro di noi.
Lei si blocca. Sembra che non sappia come continuare.
«Non so quale sia l’opinione che tu hai di lui.» proseguo. «E non credo che lui ora c’entri in questo discorso, almeno non in parte, ma l’idea che ho nei suoi riguardi e le idee che ha lui stesso potrebbero iniziare a c’entrare in tutto ciò, prima o poi. Anzi, magari anche domani stesso.» Detto questo, salto giù dal davanzale, ma prima di rientrare nel castello mi giro.
«'Notte, Man.»

PierreA
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sabato, 24 dicembre 2005 alle 11:56 

Per il cenone di Natale la sala grande è gremita di addobbi e persone..
Riconosco lo smoking indossato da Olivier come quello che utilizzava nostro padre per le serate di gala ai suoi tempi..
mio padre e mia madre, due stronzi!
Mi hanno chiesto di passare le vacanze di Natale con loro quest'anno, come tutti gli altri anni..
Gli anni addietro accettavo sempre perchè qui a scuola non avevo amici.. ma adesso che ho Eugenie e Morgana ho rifiutato di gran lunga..
i miei capelli sono legati in una complicata scocchia che mi ha fatto Morg, il mio volto è truccato alla perfezione grazie a Eugenie.
potrei essere scambiata per una damina di corte, anche se qui in sala ci sono ragazze di gran lunga più belle di me, questo non mi scoraggia..
una cara amica mi ha insegnato che se voglio che gli altri mi amino devo inizare ad amarmi da me per prima cosa.. vero Morg?
Così sara.
Indosso un abito che era di mia madre, è un abito rosso e non troppo elegante.. anche se mi fa sembrare troppo mia madre..
Una volta l'ho vista in una foto con questo vestito.. tenevva a braccietto mio padre vestito con lo smoking nero che portava Olivier..
lui.. biondo, stupendo estramemente falso..
esattamente come lei.. i riccioli rossi le cadono sulle spalle nude carezzandole la schiena.. e il suo sguardo, lo riconosco nel mio.. e questo fa male.
Entrambi falsi, malvagi devoti a un pezzo di merda che si fa chiamare... si .. insomma... Voldemort
Nascondo la paura che provoper lui, per loro con disprezzo e odio.. mentre solo il suono di quel nome mi fa rabbrividire.. e loro? i miei genitori lo seguono come cagnolini.. come dannati cagnolini...
e forse anche Olivier un giorno lo farà.. ma una cosa è sicura, io no!

[R e m e m b e r]


[R e m e m b e r]

Morgana mi chiama..
«Mannie! Stai benissimo!»
annuiisco sorridendo alla ragazza
«Grazie Morg.. anche tu.. »
CI sediamo al tavolo dei Therstal che si riempe di cose squisite..
Al tavolo delle sfingi riconosco nella sala Taranee vestita semplicemente in jeans e maglione, quella ragazza non finirà mai di stupirmi--
Tary sta parlando con Olivier e a fianco a lei Ozon e Juliet parlano animatamente di qualcosa.. interpellandola a volte..
La Dumont, la Lacey, la Orange (che pochi giorni fa ha dato fuoco alla Roses), la Tardieu.. e poi una ragazza che non ho mai notato.. una bionda seduta di fronte a Taranee che partecipa al dialogo tra la rossa e Olivier..
Tra i Bowtruckle
La Nadege, una ragazzina moooooolto strana, molti studenti  tendono un pò a prendere in giro. personalmente non ho mai provato a parlarci, non me n'è mai fregato tanto..
La piccola Petitclaire con le sue amichette e altre persone..
tutti rigorosamente eleganti..
Tra i centauri quelle oche delle barbie.. vestite come dei lampadari di Verseille
Quella scema della Delacroix, non la posso proprio soffrire la biondina.. si crede perfetta solo perchè fa comunella con Pierre.. anche lui è caduto veramente in basso..
Un giorno o l'altro glielo dico proprio di andarsi a curare a Aurelie..
e infine stella Randle in tutta la sua bellezza
Stelle scintillanti, ogni studente è una stella..
persino al tavolo dei Therstal.. ove io, nel mezzo a Eugenie che chiacchiera con Elias, e morgana che lo fa con Frankie, mi guardo attorno studiando ogni minimo particolare della sala..
Al mio tavolo quella cretina della Revesdeferles prende per il culo la nuova, Labelle perche chiacchiera con Adore..
pietoso.. anche lei se mi fa perdere la pazienza un giorno o l'altro una strigliata se la prende.
Aeth a fianco a daniel..
un orso allo stomaco fissandoli andare così d'accordo.. non riesco a reggere lo sguardo puntato contro di loro più di due secondi.. lo abbasso subito... come se quella visione bruciasse..
attende che il mio cuore smetta di battere forte.. ma non smette continua e ogni battito è una pgnalata che fa sanguinare dolore dolore dolore....

«Ehi sorellina» la voce di ollie mi fa voltare..
«Ciao Olivier..  ti sei divertito?»
Ormai la serata è terminata e tutti vanno nei propri dormitori
il biondino annuisce «Taranee.. sai,. la Sauvage, la figlia di Pascal...»
annusco e lui continua «Mi ha fatto conoscere una ragazza davvero simpatica»
«wooow Olivier ti sei innamorato di qualcuno che non è un ragazzo»
rido ma lui non si offende e dice serio
«Così sei uguale alla mamma Manon..»
Crack.. proprio quello che non volevo che tu dicessi Olivier...
«ah.. si... anche tu sembri molto papà»
lui mi sorride ma non mi è sembrato che le mie parole abbiano fatto a lui lo stesso effetto che le sue hanno fatto su di me..
«Ollie?»
«mh?»
«ti voglio bene»
«anche io sorellina»


I sense there's something in the wind
That feels like tragedy's at hand
And though I'd like to stand by him
Can't shake this feeling that I have
The worst is just around the bend

And does he notice my feelings for him?
And will he see how much he means to me?
I think it's not to be

What will become of my dear friend?
Where will his actions lead us then?
Although I'd like to join the crowd
In their enthusiastic cloud
Try as I may, it doesn't last

And will we ever end up together?
no, I think not, it's never to become
For I am not the one

ManonBouringer
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sabato, 24 dicembre 2005 alle 11:29 

Sistemo i capelli color cenere davanti allo specchio, allaccio il complicato abito.
«Stai benissimo Medea.» Sorride Marie accanto a me.
Lancio un'occhiata veloce alla mia immagine. Sì, forse ha ragione. Ma che importa?
La sala Grande è gremita di gente. Ci sono proprio tutti gli studenti, tutti vestiti elegantemente. Tutti qui per salutarsi prima di tornare a casa.
Sorrido ironica. Anche quest'anno mi aspetterà un Natale a casa dei vari parenti, e con tutti i cuginetti....che divertimento...
Siedo ad un tavolo non ancora pieno, e come al solito due ali di ragazze mi si siede accanto, ormai non ci faccio più caso.
Ma starebbero ancora con me, se sapessero come sono davvero? Ne dubito, loro conoscono solo una Medea sicura di sè, che combina un casino dopo l'altro, non quella che sono davvero, timida, che scrive addirittura un diario...
Le portate come al solito sono magnifiche, gli elfi domestici si sono davvero dati da fare quest'anno.
Guardo tutti i ragazzi davanti a me. Alcuni faccio fatica a riconoscerli, questa sera sono davvero splendidi. Tutti, anche i mezzosangue, mi dispiace un po' ammetterlo.
Una gomitata mi sveglia dai miei pensieri.
«Louise!» sibilo, massaggiandomi un fianco.
«Scusa Med, ma guarda là!»
La ragazza usa il fondo della forchetta per indicarmi il tavolo di fronte a noi.
«Sì, quindi?»
«Non la vedi la nuova? Sta parlando con la Nadége!»
Socchiudo gli occhi per vedere meglio. La ragazza appena arrivata da Hogwarts, quella con i capelli scuri e le lentiggini. L'ho vista qualche volta nel dormitorio, niente di più, anche se frequenta il mio stesso corso. Parla con la Nadège, quella tipa che non apre bocca, che sta sempre da sola, la Bowtruckle. Quante volte l'ho presa in giro, quante volte. Mi faccio schifo da sola.
Quella ragazza è...boh, mi sembra così triste. Se non fossi così stupida forse potrei fare amicizia con lei. Se non fossi così stupida.
«Che sfigata!» Ridacchio. «Si vede proprio che non sa con chi stare...»
Accanto a me cinque ragazze annuiscono all'unisono, pendono dalle mie labbra.

***

La festa è finita, tutti tornano nei dormitori. Quasi tutte le mie compagne di stanza stanno preparando le valigie.
Io sono seduta sul letto, ho ancora addosso il mio vestito azzurro, tanto inconsistente che sembra fatto di nebbia.
Penso. Il mio baule è ancora aperto, i vestiti sono sparsi nell'armadio. Non ho la forza di alzarmi e preparate tutto.
«Med, muoviti, altrimenti perdiamo la carrozza!» Sorride Noème accanto a me.
Mi alzo piano, raccolgo un libro da terra lanciandolo nel baule.
Un rumore di vetro infranto; il libro ha centrato in pieno una boccetta piena di chissà quale pozione.
«Porca...»
Raggiungo in fretta il baule e guardo dentro, dove un liquido verde chiaro si sta spandendo tra le mie divise. Per fortuna è una pozione che non dovrebbe avere reazioni parrticolari, ed era poca...ma tutte le mie divise ora sono coperte da un sottile strato di gelatina verdastra.
Le raccolgo e, tra una parolaccia e l'altra, entro nel bagno per pulirle.
La porta si spalanca in fretta, entra la ragazza nuova, Labelle. Mi fissa per una attimo, mi supera, prende qualcosa da una mensola ed esce.
Ho il potere su tutte le Thesrals dell'ultimo anno. Mi seguono, mi ascoltano, fanno tutto quello che dico.
E come mai questa ragazza nemmeno mi parla?
Ho deciso. Butto tutte le divise nel bidone, me ne daranno di nuove. Torno nel dormitorio, dove le altre già hanno addosso il cappotto.
«Ragazze, io non vengo.»

MedeaReves
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«Aethereally Vìemeére

Sedici anni, cocciuta, testarda, caparbia,
egocentrica. E' orfana dall'età di quattro anni e non avendo nessun parente è stata adottata da una famiglia di Purosangue con la quale ha un ottimo
rapporto. E' stata viziata e spinta ad odiare i Mezzosangue e i Babbani.
Per la sua età è già molto alta, ha i capelli castani chiaro e occhi  azzurrissimi che tendono quasi all'azzurro ghiaccio.
Adora il Quidditch e i casini, ma non è il tipo che li crea, diciamo solo che vi partecipa. Al posto di un gufo ha un falco. E' stata smistata nei Thestrals e si è fatta rifare il tatuaggio di smistamento sulla spalla destra.

«Alannah Cairealláin

Grazia e nobiltà racchiusi per quindici anni in un esile corpo dalla pelle chiara e costellata di lentiggini. Alannah, di puro sangue Irlandese, ha gli occhi castani incorniciati da una cascata di capelli rosso fuoco. Si trasferì al secondo anno in Francia, a causa del lavoro dei suoi e, anche se da tre anni frequenta Beauxbatons, ancora pensa e parla in gaelico, quando ne ha la possibilità. Nobile e purosangue, è orgogliosa della discendenza della sua famiglia, e per questo finì pochi anni orsono nella casata Thestral. Adora le fiabe e le leggende della sua terra, che racconta solo alle persone a cui tiene veramente; ha uno splendido esemplare di gatto siamese chiamato féileacán, farfalla, dagli occhi azzurri e una grazia quasi irreale. Forse un po' troppo altezzosa, non si è mai trovata in situazioni sgradevoli come la maggior parte dei suoi compagni di Casata. Quando ancora era in Irlanda frequentò la Acadamh Ceoil, l'Accademia di Musica, come tutta la sua famiglia, ed ora ha la capacità di suonare sia l'arpa che il piccolo thin whistle.

«Domitille Petitclaire

Domittile. Sedici anni, ma crede di averne già diciannove. Appartenente alla casa dei Theastral. Ribelle e anticonformista. Pensa che il mondo sia migliore senza regole. Piccola, ma conosciuta già da tutta Beauxbatons come "quella che fa casino".
Non le piace andare a scuola. O meglio, non le piace andare lì. Lei vorrebbe essere a Hogwarts, o ancora meglio a Durmstrang. Domitille proviene da una famiglia purosangue e di Mangiamorte. Attualmente il padre è rinchiuso ad Azkaban, mentre la madre è riuscita a fuggire ed ora è nascosta in qualeche luogo asiatico. La ragazzina non ha alcun rapporto con i genitori anche se comincia a seguirne i passi dedicando il suo tempo libero alle arti oscure.
Ora vive con la zia Mathilde e le sue cinque cugine (due magonò, mentre le altre tre frequentano Beauxbatons).
Sola, quasi sempre, Domitille ha soltanto due amiche a scuola, mentre gli altri li definisce semplicemente conoscenti. Piccola, alta quasi un metro e sessanta, dalle linee morbide, Domitille non ha mai avuto particolari problemi con il suo fisico e con il suo viso. Adora i suoi occhi cerulei che trucca spesso con matita nera e mascara.

«Elodie Lylian Sinnous

Nata a Lille, nel Nord della Francia, in una famiglia di Purosangue sedici anni fa.  Trascorre una vita tranquilla, vivendo più con i governanti che con i Genitori, figure di spicco al Ministero della Magia Francese. Cresce viziata ed in mezzo al lusso, tra i giocattoli suoi e del fratello più grande, JeanBaptiste. Non conosce realtà al di fuori della sua, e per questo appena puo', si trasforma in una peste.

«Eugènie Amalie Renaissance

Eugènie Amalie nasce nella bellissima Avignon 16 anni fa. La sua antica famiglia fa parte della nobiltà del mondo della magia, ed ha sempre avuto come componenti maghi e streghe purosangue, cosa di cui va estremamente fiera. A tre anni Eugènie si trasferisce a Parigi con i suoi, imparando a conoscere il mondo dei babbani. Non ha una grande simpatia per loro, spesso e volentieri non li considera. Ha frequentato per un anno Hogwarts, a 11 anni, a causa di un viaggio improvviso in Inghilterra dei genitori, che però non le hanno mai spiegato il motivo. L'anno successivo la famiglia Renaissance torna a Parigi, ed iscrive la figlia a Beauxbatons. Ora Eugènie frequenta il sesto anno e fa parte della casata dei Thestrals. È arrogante, cattiva, opportunista, antipatica, ficcanaso, una snob in piena regola. È però anche molto intelligente, ambiziosa e non si tira mai indietro. A causa del suo carattere ha poche persone che le stiano davvero vicino, il resto si possono considerare amicizie di comodo. Sotto questa maschera Eugènie è però una ragazzina malinconica, che non si fida mai di nessuno, se non di se stessa, non riesce a perdonare ai genitori di avere dei segreti.

«Manon Bouringer

Nata un caldo 16 Agosto di 16 anni fa.
Una bella ragazza dal fisico esile e ben proporzionato.
Caratterialmente fredda e distaccata. Acida e ribelle, scontrosa. altezzosa e sfacciata. Ma con questo modo di fare cerca di mascherare il suo carattere timido. E’ un po’ snob e sempre attenta al look anche se non è fissatissima le piace essere sempre elegante e alla moda.
Ha passato un'infanzia serena, vivendo in una villa lussuosa di Parigi.
Manon è una purosangue ovviamente  e considera i mezzosangue feccia!
La sua è una ricca e benestante famiglia di maghi.
Una famiglia che ha avuto molte volte a che fare con Voldemort e con i Mangiamorte.
I suoi genitori sono entrambi in vita, ma lei con loro ha un brutto rapporto.. Legata al fratello Olivier.. e con lui litiga continuamente però in fondo gli vuole davvero tanto bene.. molto più che hai genitori.. Frequenta Beuxbaton ed è nella casa dei Thestrals al sesto anno. Ha un rapporto burrascoso con Dom e Aeth. Durante il sesto anno però si aprirà lentamente un po’ di più verso gli altri. Inizierà a sviluppare un carattere più socievole e a considerare il suo look meno sacro.

«Pierre Armstrong

Pierre Charles Armstrong ha sedici anni, è nato a Montréal, in Canada, da padre canadese e madre francese, entrambi di famiglia Purosangue. I genitori proabilmente erano entrambi Mangiamorte, fatto sta che vennero uccisi in uno scontro con degli Auror, quando Pierre aveva nove anni e mezzo. Quindi ha vissuto con dei lontani parenti inglesi a Londra, e proprio lì ha iniziato a frequentare Hogwarts, finendo nei Serpeverde. Nell'estate fra il primo e il secondo anno, però, è stato costretto a trasferirsi in Francia, e da allora frequenta Beuxbatons, dove è stato smistato nei Thestrals. Ribelle, acido ed egoista, ma anche ironico ed estroverso, è stato educato fin da piccolo al disprezzo verso i Mezzosangue, e non perde occasione per divertirsi prendendosi gioco di loro. Adora combinare casini, è il suo hobby preferito, insieme al suonare la sua chitarra elettrica, che si porta dappertutto.

Sfingi

« Aline McNamara

Aline ha sedici anni ed è olandese.
Grafomane sin da quando ha imparato a tenere una penna in mano, mette su carta ogni più suo criptico pensiero. Ha gli occhi grandi e blu ed una pelle diafana che ha ereditato da sua madre, vedova che è riuscita a crescere una bambina contando solo sulle proprie forze. Per questo Aline la adora, anche se hanno personalità diametricalmente opposte. Aline odia i capelli ricci o boccolati e, di conseguenza, odia i suoi capelli. Timida e fragile ma comunque socievole, ha una visione molto, forse troppo, utopica della realtà.

« eileen Andersson

«Su, non fare la vittimista, se ce l'ho fatta io perché non dovresti farcela anche tu?» Eileen è un'inguaribile ottimista. Eileen ha quindici anni e da quando frequenta la scuola di Magia e Stregoneria di Beauxbatons vive a Lille, in Francia. Non ha mai conosciuto il padre, un mago, nonostante abbia abitato per undici anni a Ribe, il suo paese natale. La madre, francese e babbana di nascita, acconsentì, seppur con riluttanza, a iscrivere la figlia all'accademia francese. Intelligente e modesta, Eileen fa parte della casa delle Sfingi. Nonostante la sua infanzia poco serena, è molto solare e fa amicizia facilmente, anche se si lega a poche persone, solitamente particolari e un po' strane. Eileen è piuttosto alta, un metro e settanta quasi. Non è magra, ma proporzionata. Fianchi e seni morbidi e pancia ben modellata. Il volto è leggermente tondo, gli occhi celesti e le labbra carnose molto chiare. I capelli sono biondo/rossicci e spesso li tiene sciolti con alcuni ciuffi che le incorniciano il volto.

« Elisewin Ricoeur

Elisewin è nata da genitori purosangue. È
particolarmente legata al padre, che le ha trasmesso la passione per i libri e la Legilimanzia, impartendole spesso lezioni private di ogni genere sin dalla più tenera età. Ha lunghi capelli rossi e occhi celesti, la carnagione chiara, un viso da bambola. Tratta chi non conosce con freddezza e alterigia, in realtà si rivela ben diversa quando comincia a fidarsi di più delle persone. Lunatica, spesso nervosa, tende a rispondere molto male e ad essere acida. Non ha molte amicizie, ma la cosa non sembra crearle troppi problemi. Le piace molto leggere e scrivere, e può passare intere ore nel parco di Beauxbatons a fare una di queste due cose, o in Biblioteca.

«Lorelei Orange

Lorelei Orange nasce quindici anni fa in un piccolo paesino fuori St. Etienne, nella grande casa di campagna che ospita, oltre alla sua famiglia, i nonni materni. Passa felice l'infanzia, giocando con le decine di cugini e frequentando la scuola del paese, finchè, cinque anni fa, ricevette la lettera di ammissione a Beauxbatons, che non giunse inaspettata. Fin dall'età di cinque anni infatti, Lorelei è in grado di modificare la fisionomia del suo corpo, dono che pare avesse, le ha raccontato il padre, anche la sua trisnonna. Non conosce i nonni paterni che lo rinnegarono quando egli sposò una babbana, ma ha comunque ottimi rapporti con i due fratelli del padre, che spesso vengono a trovare lei e la sua famiglia. Il suo unico cugino da parte paterna è Jacques Orange, che frequenta il terzo anno a Beauxbatons nelle Sfingi, come ogni Orange. Gioca nella squadra di Quidditch come cacciatrice.

«Martyl Flamine D'Arnaut 

Sta per compiere 15 anni. Nata da genitori francesi, è cresciuta a Francoforte sotto la sorveglianza di una rigida istitutrice. E’ stata successivamente iscritta all’accademia di Durmstrang, dove ha completato i primi quattro anni col massimo dei voti. E’ stata costretta a spostarsi a Beauxbatons dopo una repentina sospensione dalla scuola. ( aveva affatturato un paio di primini )
Di innegabile lunaticità. Fredda, rigida, taciturna. Difficilmente lascia trapelare le sue emozioni. Altezzosa e aristocratica, atteggiamento frutto di anni di lavoro da parte di chiunque venisse in contatto con lei. Di natura ribelle, detesta le regole quando ostacolano i suoi progetti. Attrice nata. Sarcastica, orgogliosa, permalosa, vendicativa. Sorride raramente, non ride mai. Snella, forme proporzionate. Carnagione color porcellana, viso ovale.  Lunghissimi capelli corvini, spesso acconciati con nastri neri; una frangia tenuta di lato copre completamente il lato sinistro della faccia. Occhi d’azzurro intenso, quasi turchese, profondi e freddi.

«rachel brody

Sedicenne dai capelli biondi a boccoli e dagli occhi azzuri/grigi cangianti in verde a seconda del tempo. Di media statura e dal fisico snello. Appartenente alla casa delle sfingi è arrivata alla scuola francese ad anno già iniziato. Ragazza inglese. Non conosce a perfezione il francese e spesso inventa parole o le pronuncia a modo suo. Passa davanti ai libri poco tempo perchè le basta l'apprendimento o in classe. Vivace e generosa, schietta e sincera. Selezionatrice nelle amicizie, sono pochi quelli a cui Rachel apre il cuore, ma è comunque disponibile con tutti. Ragazza alla moda, cura molto il suo aspetto fisico perchè crede fermamente che per stare bene con se stessi bisogna essere sereni sia interiormente che esteriormente. Ama stare all'aria aperta, lo shopping e leggere. Appartenente ad una famiglia benestante, vive sola con il padre. Non ha mai conosciuto la madre e non ama parlare del suo passato perchè pieno di punti di interrogativi. Frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi.

«Roxanne Lefebvre

Roxanne ha 16 anni e frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi. Ha intensi occhi azzurri e lunghi capelli castani che tinge spesso, di biondo o di rosso. Molto razionale, raramente si lascia andare e non manifesta quasi mai le sue emozioni, per questo viene considerata una ragazza difficile ed enigmatica. Odia il padre, che se ne è andato di casa quando Roxy aveva solo sei anni, lasciando lei e la sorella con la madre. A causa di questo 'trauma' considera tutti i ragazzi falsi e inaffidabili. Non lega facilmente e non ha molti amici, preferisce averne pochi ma fidati. Sa suonare la chitarra e adora leggere, passerebbe la vita in biblioteca se la sorella non la trascinasse via. Ha una sorella gemella, Eleanor, che frequenta Beauxbatons nei Centauri.

Bowtruckle

«Angelique Petitclaire

Angelique ha dodici anni, ed è al secondo anno. Sorella di Domitille, anche se probabilmente ne è l'esatto contrario. Bionda e mingherlina, difficilmente parla con chi non conosce. Ha sempre vissuto con la zia Mathilde con la sorella e le cugine, ed è timida e introversa. Fin da piccola ha ammirato la sorella, anche se lei non le ha mai quasi parlato. Smistata nella casa Bowtruckle, si trova abbastanza bene a scuola, anche se a rilento fa amicizia. Per quel poco che ha frequentato, le sue materie preferite sono trasfigurazione e divinazione.

«Axel Ayrton Lenhard

Silenzioso, taciturno, solitario, Axel non ama mettersi in mostra. Ha profondi occhi verdi e capelli castani, fisico
slanciato, ma nonostante tutto molto magro. Frequenta il quinto anno a Beauxbatones ed è stato smistato nella casa dei Bowtrukle, anche se il suo tatuaggio si confondeva con quello delle Sfingi, casa alla quale doveva appartenere per la sua intelligenza. Ama studiare e passa la maggior parte del suo tempo in Biblioteca, fatto eccezione per i momenti in cui si dedica al disegno sulle rive del lago. Originario dell'Olanda, ha vissuto in questo paese per metà della sua vita, fin quando per motivi di lavoro del padre, si è dovuto trasferire in Francia. Dall'età di sette anni vive nella magica Avignon con i genitori e
la sorellina più piccola di quattro anni alla quale è molto legato.

«Autumn Kayleigh Mathieu

Nata da famiglia di maghi purosangue, padre francese e madre irlandese, Autumn ha ereditato da quest'ultima i lunghi capelli rossi e la carnagione chiara spruzzata di efelidi. Non molto loquace nè estroversa, compensa con un viso espressivo e con un sorriso che nasce dal nulla anche se non sembra vi sia un motivo. Quindicenne dalla costituzione esile e dagli occhi verdi, è una Metamorfomagus che però preferisce non utilizzare spesso le proprie capacità, e tiene per sè questa sua caratteristica come un piccolo segreto.
Ama disegnare a matita, passione che la porta ad osservare con curiosità chi e cosa le sta attorno, per poi tratteggiare su carta ciò che la colpisce: spesso può essere vista mentre disegna, momento nel quale riesce anche a perdere completamente il senso del tempo, isolandosi temporaneamente dal mondo per concentrarsi unicamente sui suoi disegni.
Un'altra sua grande passione sono le puffole pigmee che alleva clandestinamente tra le mura di beauxbatons. Autumn tende ad essere introversa, se colta in imbarazzo anche goffa ed impacciata, ma è decisa ad affinare le sue conoscenze magiche, anche se riluttante a esibire la sua capacità innata di mutare aspetto a proprio piacimento.

«Benjamin LaBranche

Benjamin (o Benji per i familiari e gli amici stretti) è nato quindici anni fa a Marsiglia da una semplice famiglia di maghi non troppo poveri ma nemmeno troppo ricchi, ha vissuto in tranquillità la sua infanzia e fin da piccolo è sempre stato un po’ attratto da i Babbani e dal loro stile di vita.
E’ un ragazzino vivace e solare, ironico, amichevole e sempre protettivo nei confronti delle persone a cui vuole bene.. appena vede qualcuno fare un torto a un amico parte in quinta in modo impulsivo senza ragionare. Cosa che spesso e volentieri lo mette nei guai. E’ coraggioso e determinato e anche un po’ troppo testardo.  E’ intelligente  ma a scuola non ha bei voti perché è molto pigro e distratto, sempre tra le nuvole. Quest’anno frequenta il quinto anno nella casa dei Bowtruckle mentre la sua sorellina minore Josephine frequenta il quarto della stessa casa.

«Camille Monet

Camille ha 16 anni e mezzo, e frequenta da poco il 6° anno a Beauxbatons. Intensi occhi sfuggenti. E' meglio non osservarli perchè ti riempirebbero del dolore soffocante di chi è cresciuto troppo in fretta.

 

centauri

«Anja Gauthier

Anja Gauthier, sedici anni, studentessa a Beauxbatons, sesto anno, Centauri. Alta e slanciata, capelli biondi lunghi fino alle spalle, occhi grigi cangianti a seconda del tempo. Gentile con tutti, ma mantiene sempre un deciso distacco, non entra mai troppo nel personale. Alcuni attribuiscono questa glacialità al suo essere scadinava da parte di madre. Sono poche le persone a cui vuole veramente bene, ancora meno quelle che trova antipatiche, la maggior parte le sono semplicemente indifferenti. Ottima ascoltatrice, sa sempre consigliare la cosa giusta da fare. Compagna di stanza di Eleanor Lefebvre, condivide con l'amica la passione per il Quidditch; giocano entrambi da cacciatrici nella squadra della loro casa.

«Lucien Debeuckelaere

Nasce 16 anni fa a Mulhouse da genitori babbani, in una notte di 31 ottobre particolarmente freddo. Occhi grigi e capelli castano scuro, è asciutto e di media altezza. Padroneggia due lingue, infatti fin da piccolo ha parlato il francese a scuola e il tedesco a casa con i genitori, che hanno radici germaniche, e con il fratello Jaques di sei anni. Ha un cucciolo di husky siberiano, Freja, a cui è affezionatissimo: a settembre è costretto a separarsi da Freja lasciandola a casa, per questo ogni anno il suo ritorno a beauxbatons non è dei più felici. Un ragazzo tranquillo con una passione per le carte da gioco: da piccolo imparò a utilizzarle per diversi giochi di prestigio, e anche ora che ha scoperto di essere un mago gli piace misurarsi in questi giochi di abilità. Schietto e molte volte sarcastico, è però disponibile ad aiutare gli altri quando ne sente la necessità; lega con diverse persone ma con poche stringe un legame profondo. E' uno studente pigro e indisciplinato, si applica al pieno delle sue possibilità solo nelle poche materie che lo interessano veramente.

«Natasha Roses

Natasha Roses nasce a Londra quindici anni fa. Nata da genitori Purosangue, si vanta di quanto la sua famiglia, dell'altà nobiltà inglese, sia superiore al resto del mondo. I genitori preferirono mandarla a scuola a Beauxbatons, dove, a detta loro, l'ambiente era meno "plebeo", e sicuramente più all'altezza della loro splendida figlia. Egocentrica e superficiale, ha trovato fin dal primo anno l'amicizia delle sue amiche, nobili e feshon quanto lei. Centauro, frequenta ora il quarto anno a Beuaxbatons. Alta e magra, il suo hobby preferito è lo shopping, seguito dai ragazzi.

«Raz Apap-Bologna

Nasce il 2 giugno di 16 anni fa nella calda La Valletta da genitori babbani della buona società maltese. Infanzia tranquilla e serena, amato dai miei genitori e dalla sorella Alex, passa molto tempo al mare d’estate e alla scoperta della sua bella isola d’inverno. A dieci anni circa, quando i suoi poteri iniziano a manifestarsi, il suo mondo diventa di colpo molto più ampio: in un estate conosce il mondo della magia tramite la vecchia prozia Adeline, e viene catapultato a hogwarth; deve salutare i suoi vecchi amici, i suoi e Alex, ma per fortuna ogni estate tutto torna alla normalità. Quest’anno la prozia preoccupata dal clima cupo instauratosi in Gran Bretagna ha insistito per iscriverlo in Francia; arriva quindi a Beauxbaton con poco entusiasmo dove viene stranamente smistato nei centauri.
E’ uno studente interessato e serio, segue con interesse i corsi di Erbologia, Cura delle creature magiche e Storia della Magia sperando di occuparsi di draghi. Di carattere cortese ma diffidente ci mette molto per socializzare ma diventa un amico sincero. E’ profondamente legato alle sue radici babbane e ama quel mondo, soprattutto le tecnologie e gli sport, in primis quelli acquatici.

«Summer Roxeau

Summer, Summy, è nata sedici anni fa nella capitale francese da un'importante famiglia babbana, entrambi i genitori sono infatti famosi modisti. Sua madre ex modella, suo padre stilista. Fin da piccola la ragazza viene catapultata nel mondo Hollywoodiano e diventa una tra le modelle francesi più ricercata, nonostante la sua giovane età. Dimostra più della sua età. Alta e magra, senza però mancanza di forme; dagli occhi scuri, profondi, contornati sempre da una matita nera e capelli castani. Quando quel fatidico giorno le arrivò la lettera per beauxbatons si sentì sollevata di non dover più vivere la vita 'fuori dal mondo magico'. Summer voleva infatti godersi una vita semplice, da ragazza normale, senza tutte q uelle persone che la circondassero, essere amata per come è e non per cosa è. Simpatica, solare, curiosa generosa e senza peli sulla lingua. Non ama stare sui libri preferisce passare il suo tempo divertendosi e facendo casino.

«Vanille Zoélie Minuit

Magrissima, ai limiti dell'anoressia, Noëlle è piuttosto alta. Ha la carnagione bianca, i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Noëlle è sempre stata una ragazza strana, si è sempre tenuta in disparte. Non si sa con esattezza chi siano i suoi genitori, in quanto è stata trovata davanti ad un convento/orfanatrofio quando aveva appena tre mesi, senza segni di riconoscimento, a parte una lettera nella quale era stato scritto il suo nome. Fin da bambina ha dimostrato le sue doti divinatorie, che ora sta sviluppando grazie all'aiuto della professoressa Lacroix, convinta non a torto che possieda la Vista. Silenziosa e taciturna, è riuscita in fretta a padroneggiare gli Incantesimi Non Verbali.

Iscrizione

Attenzione! Le iscrizioni alla casa delle Sfingi e Thestral sono chiuse!

Volete iscrivervi? Bene, leggete le regole e mandatemi un e.mail a questo indirizzo: clicca qui con i seguenti dati:

- Nome:
- Email:
- Nome del Personaggio:
- Breve storia del personaggio:
- Casa scelta:
- Username con il quale ci si è registrati in splinder (deve essere quello del personaggio da voi scelto):
- Immagine scelta per il personaggio:
- Qual è l'erba preferita della Fed?:

Ricordo inoltre che quando mi manderete l'email di iscrizione dovrete già essere iscritti a splinder con il nick del vostro personaggio e dovrete inserire nella mail l'username attivo e funzionante.

Le case

Sfingi
Creatura dal viso umano e dal corpo felino, la sfinge è un essere molto intelligente, che ha l'abitudine di porre indovinelli. Gli studenti di questa casa amano lo studio, sono diligenti e seri.

Thestrals
Sono creature alate con la testa di drago e il corpo scheletrico e nero di un cavallo. Hanno occhi bianchi e lucenti, zanne e lunga coda. Si mostrano solo a coloro che hanno visto morire qualcuno e per questo, spesso il vero carattere degli appartenenti a questa casa è visibile a pochi. Spesso studenti provenienti da famiglie purosangue, spesso disprezzano le altre case. Hanno un comportamento spesso indisciplinato, e una forte voglia di avventura.

Centauri
Testa, torso e braccia da uomo su corpo di cavallo. Gli appartenenti a questa casa sono forse gli studenti con l'animo nobile. Spesso comunque, antepongono cose futili come lo sport alla scuola.

Bowtruckle
Creatura mite e pacifica, vive all'interno di un albero di cui è custode. Gli studenti di questa casa sono altruisti, offrono spesso la propria vita per gli altri.

lo smistamento

Gli studenti vengono smistati durante una cerimonia ufficiale il primo giorno di scuola. Gli alunni vengono chiamati in ordine alfabetico, e la preside pronuncia l'incantesimo "Subro". Dopo qualche secondo sulla pelle dello studente appare una piccola bruciatura, che indica l'animale della casa alla quale si è destinati: un pezzo di legno, una sfinge, un centaro o un cavallo con la testa di drago. A volte il segno va interpretato, quando lo studente oscilla tra due case. Dopo qualche giorno, la bruciatura scompare.

i fantasmi

Come ogni buon castello che si rispetti Beauxbatons ha alcuni spettri. I gemelli Planès, due fantasmi gemelli che passano la maggior parte del tempo a litigare su qualsiasi cosa. Il conte de Crayencour, un uomo severo di circa cinquant'anni, gira per il castello scuotendo la testa. Non gli va bene nulla del nostro tempo: il cibo, i ragazzi, gli insegnanti...nel lontano 1500 era preside della scuola. Il vecchio, così viene chiamato dagli alunni, è un vecchio fantasma che non ricorda chi è, cosa sta facendo e dove sta andando.

la scuola

Beauxbatons è una scuola molto bella rispetto a molte altre. E' un castello, ma molto più piccolo di hogwarts. Gli studenti sono circa 200, e frequentano sette anni di scuola. E' presente una Sala Grande, dove vengono fatte le riunioni e si mangia, la biblioteca e i dormitori delle case. Questi sono situati nelle torri del castello. All'esterno è presente un campo da quiddich e un grande giardino, oltre che a un recinto per gli animali e una serra.

beauxbatons in pillole

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Insegnanti

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Personaggi non giocanti

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Rules

Per riuscire a giocare in maniera bella, realistica, piacevole, temo che le quattro regolucce a lato siano un po' troppo timide, me ne sto accorgendo già da un pezzo. Perciò ora le regole sono più complesse, e chiederemmo a tutti di seguirle. Verrete avvisati una, due, tre volte, poi il vostro bel personaggio finirà accidentalmente annegato nel lago, e non sto scherzando.

I POST
1. i caratteri sono predefiniti. Pertanto, se non volete distruggere la spendida composizione cromatica del template della Fed, non alterate i colori. Basta non selezionarne nessuno nel momento in cui scrivete il post.
2. analogamente, anche il font è automatico, di conseguenza scrivete i vostri post o direttamente su splinder, o nel blocco note. NON in word o simili.
Ovviamente, se sbagliate basta comunicarlo a noi, che provvederemo a cambiare tutto.
3. evitate immagini, a meno che non siano parte integrante del post (ad esempio foto o disegni.)
4. nei dialogi utilizzate "" oppure «». Nient'altro.

COMPORTAMENTO E PERSONAGGI
1. come cita la regolina numero quattro, che ormai è morta e sepolta mi pare, i vostri personaggi NON SONO EROI. (non=avverbio di negazione, per chi eventualmente non l'avesse capito.)
Ergo: santa pazienza, il vostro personaggio non può salvare il mondo! O essere strafigo! Se vogliamo giocare divertendoci, non è possibile avere migliaia di pp (=power player, termine gentilmente fregato dai gdr). Questa è la regola più severa, occhio, ok?
2. non è obbligatorio che, la prima volta che postate, il vostro personaggio sia per forza appena arrivato a scuola.Magari gli hanno appena regalato il diario o chessoio...altrimenti sarebbe un po' irreale, no?
3. Vi prego in ginocchio, evitate i nomi di personaggi famosi!
4. Se potete evitate le immagini protette da copyright (il deviant per esempio).

IL BLOG
1. Beauxbatons è ambientata al settimo anno di Harry, in quanto continuazione di Mielandia. Harry, quindi, è nato nel 1987, tenetelo a mente nel caso (sarebbe meglio evitarlo) si dovesse citare Hogwarts.
2. Seguendo Mielandia, il sesto libro di Harry non esiste.
3. Nel caso un personaggio non posti per più di due mesi verrà automaticamente spostato nel Png. Il proprietario potrà ovviamente riprenderne la proprietà, se desidera. Se non volete più giocare prego comunicarcelo, nessuno vi picchia, promesso.
4. Nell'iscrizione alla domanda "Qual è l'erba preferita delle Fed?" dovete rispondere "L'erba pipa" per dimostrarci che avete letto le regole!

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Idea: Elensil e Fed
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