KatharinaKeith
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Intreccio le dita tra i capelli neri creando spirali con essi. Il mio unico vanto, una lunga chioma corvina. Quella che creava contasto con i suoi capelli rossi. Del mio tutto che ho lasciato ad Hogwarts. Un ciuffo mi copre gli occhi, così, distrattamente, lo sposto mettendolo dietro l'orecchio mentre mi sporgo per vedere nel giardino cosa stia succedendo. Un gruppo di ragazzi con la divisa viola argento sta discutendo animatamente. Due ragazze, una con i capelli fucsia e l'altra piuttosto bassa e rotondetta stanno urlando. Mi avvicino all'unica ragazza che conosco, che però se ne sta un po' in disparte visto che non è dei Thestral, Adore. Mi sorride, Adore, quella ragazza così carina, ma così strana.
«Cosa succede?»
Delle ragazzine dal quinto in su vogliono giocare a Quidditch.
«Io ero la cercatrice della mia casa quando frequentavo Hogwarts.»
Adore sorride e il suo sguardo si perde.
Mi avvicino alla ragazza con lo sguardo cattivo e cerco di chiederle qualche informazione.
«Ciao, Labelle.»
«Piacere di conoscerti, Labelle.» ma dal suo tono si capisce benissimo che non ha alcuna voglia e soprattutto piacere di conoscermi.
«In questo momento ho bel altro da fare che conoscere tutte quelle nuove, quindi a dopo.»
Se questo è il modo di fare amicizia qui, penso che non mi troverò molto bene. Ho fatto così fatica ad integrarmi ad Hogwarts ed ora devo ricominciare da capo.
«Io, mi chiedevo se..»
«Ancora qui? Se vuoi chiederti qualcosa, fallo da un'altra parte, la qui presente Morgana Virginia Holmes mi sta facendo dare fuori di matto!»
La ragazza dai capelli rosa ribatte qualcosa che però non riesco a capire, ma da come reagisce la mia interlocutrice non deve essere niente di buono.
«Io volevo giocare.»
«Ah. Penso che sia tutto esaurito qui, sarà per un'altra volta.»
Mormoro qualche parola di scusa, anche se questa stronzetta non se le meriterebbe e mi allontano, quando una ragazza stupenda dai lunghi capelli biondi si piazza davanti a Domitille, la ragazza con cui stavo parlando.
«Medea, cercati un altro posto.» le urla Domitille.
«Ragazzine. Domitille, voglio giocare.»
«Ho già abbastanza problemi senza che ti ci metti anche tu, Medea. Stiamo già discutendo io e Morgana su a chi toccherà il posto di cercatrice! Dato che IO sono la cacciatrice della squadra dei Thestral!»
«Ovviamente!» la interrompe Morgana «la cacciatrice entrata in squadra con l'inganno.»
«Almeno quello che voglio io lo ottengo!
«Zitte, ragazzine.» dice superiore Medea. Poi volta lo sguardo, verso di me. «Tu, sei l'amica della stramba?»
Mi giro verso Adore. I suoi occhi sono velati di lacrime, sa che Medea con cattiveria si sta rivolgendo a lei.
«Io sono amica di Adore, se è questo che intendi.»
«Adore, mica Adore, quella pazza che non parla.»
Cerco di stare calma. Non posso cominciare così male il mio primo anno qui. Continua a guardarmi aspettando una mia risposta che non riesce a non essere piuttosto antipatica.
«Lei non è pazza, a me i pazzi sembrate voi! Tu, bionda, per prima che dai della pazza a una ragazza che neanche conosci e che è un fiore di persona, e Domitille e Morgana che litigano per uno stupidissimo posto di Cercatrice e neanche mi ascoltano, perchè anche io voglio dire la mia, anche io voglio giocare questa partita come Cercatrice.»
Ebbene, l'ho fatta grossa, ovviamente non sarei riuscita a stare zitta, ed ecco che ho combinato il guaio.
Domitille e una sua amica dai capelli castani e gli occhi più belli che io abbia mai visto cominciano a ridacchiare, Morgana sbuffa e si attorciglia i capelli. Ma Medea, lei sì che comincia a farmi paura.
Mi si avvicina sempre di più con fare minaccioso.
«Secondo te io sono pazza?»
Arretro. Un passo, due passi.
Vado a sbattere contro un albero.
«Io non ho detto questo dico massaggiandomi la testa.»
«Ah sì e allora dimmi, cos'avresti detto?»
«Che voglio giocare a Quidditch e voglio essere la Cercatrice di questa partita.»
La guardo negli occhi, ma lei sembra non scomporsi.
«Tu pensi che soltanto perchè sei nuova io non ti farò nulla? Bè, ti sbagli. E ora levati di qui!»
«Non finisce qui, Medea, ti sbagli se pensi così.»
Ridacchia, mentre se ne va.
Cerco Adore, ma non la trovo, sarà già rientrata. Odio le ragazze della mia casa, non le posso soffrire. Quelle del quinto anno, poi.
Ma soprattutto Medea. Ma chi si crede di essere quella lì?
Mi allontano, sconsolata verso il lago. Quando ero a Hogwarts mi sedevo spesso sulle rive del lago a leggere poesie, spesso insieme a lui.
Mi siedo ,scostando il mantello, sotto una quercia, la quale ha impedito alla neve di posarsi su un pezzo di terreno.
Apro il libro di trasfigurazione, sono rimasta piuttosto indietro col programma, qui a Beauxbatons sono molto più avanti.
Un'ombra mi raggiunge alle spalle. Inizialmente mi spavento, ma quando mi accorgo che è solo un ragazzo e non il mostro del lago mi rilasso un po'.
«Posso?» dice e si siede accanto a me, sull'erba fredda.
Allungo una mano sperando che almeno lui non mi respinga come hanno fatto le altre ragazze Thestral.
«Labelle, Piton.»
«Alexander, Casteels, settimo anno, Sfingi. E così si conclude la mia biografia. »
«Settimo anno aussi, Thestral.»
«Ahi, Thestral, gran brutta razza.» dice passandosi una mano tra i capelli.
«Comincio a scoprirlo ora. Le mie compagne sono tutte così altezzose e.. per dirla semplicemente sono tutte davvero antipatiche!
«Non dirlo a me. Le Thestral non sono solo antipatiche, sono davvero cattive. Qualsiasi loro gesto è intriso di cattiveria allo stato puro. Il più dei ragazzi di quella casa sono diventati Mangiamorte o comunque potenti maghi oscuri.»
Tutto diventa sfocato. Gli occhi mi si stanno riempiendo di lacrime, di nuovo. No, non posso piangere, non davanti a un ragazzo che non conosco. Perchè devo essere così maledettamente sensibile?
Perchè ogni volta che penso a mio padre devo piangere?
«Ho.. ho detto qualcosa che non va?»
«No, è solo che.. Non so se vorresti che io te lo dicessi.»
«Sì invece, se c'è qualcosa che ti tormenta io sono qui, per te.»
«Grazie.» riesco a dire, singhiozzando.
«Giurami che non mi giudicherai dopo che ti dirò tutto quello che vorrei dirti.»
«E' una promessa.»
«Io sono qui perchè mio padre è un Mangiamorte.»
***
Aveva promesso e l'ha mantenuta, la promessa. Non mi ha detto niente se non 'grazie per esserti confidata con me, non so spiegarti bene quello che provo, ma il fatto che tu abbia deciso di raccontarmi tutte quelle cose mi ha fatto sentire, come dire, importante'
Io devo ringraziere lui, Alexander, il primo in questa scuola che mi ha fatto aprire il cuore, l'unico che ha anche sono accettato di ascoltare il mio nome oltre Adore. Già come posso dimenticarmi di lei? Quella ragazza così dolce, adorabile. Un nome così azzeccato.
Spero solo di riuscire a legare anche con qualcuno della mia casa, ma Alex ha detto che sono davvero cattive, devo crederci?
Aethereally
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Sono in piedi davanti allo specchio nel bagno di casa mia, perdendomi nei miei stessi occhi con la testa leggermente inclinata a destra. Mi accompagna ed avvolge una strana sensazione di alienazione, come se il mio corpo e la mia mente siano due realtà completamente separate ad autosufficienti ed io non appartenga a nessuna delle due; sono al centro, spiazzata, chiedendomi chi sono e per quanto tempo ancora sarà così. Distolgo lo sguardo e lo lascio cadere sulle più o meno piccole linee bianche di cicatrici sparse per il corpo, le braccia, la pancia, le gambe coperte per tre quarti da un paio di autoreggenti a righe viola e nere. La lametta è lì, davanti a me, ma decido di non prenderla.
Qualcuno bussa alla porta distogliendomi dai miei pensieri: è mio padre, che con i suoi soliti modi bruschi mi intima ad uscire dal bagno. Faccio come dice lui, percorro il corridoio in biancheria intima e mi vesto in fretta con una maglietta verde da bambina, una gonna corta con una cintura borchiata, gli anfibi con le punte di ferro sopra le calze a righe, la giacca pesante, sciarpa e guanti senza dita. Devo uscire per vedermi con Julien, il mio ex, al Jardin President Kennedy. Ho deciso di andarci perchè non mi va di rimanere a casa a studiare Trasfigurazione.
Lui è lì, sulla solita panchina dove ci incontravamo sempre l'estate scorsa, quando lui veniva quasi ogni giorno in autobus da Plouzané solo per vedermi. Alcuni ciuffi corti di capelli neri gli ricadono sul viso chinato mentre è intento a leggere un libro e lo riconosco immediatamente dalla sciarpa rossa che ha intorno al collo: gliel'ho regalata io l'inverno precedente, quando eravamo ancora solo amici. Lui solleva lo sguardo, mi vede e mi sorride; il suo sorriso bellissimo, caldo, ma triste allo stesso tempo. Così come i suoi occhi. Per un momento penso che mi piacerebbe correre da lui, abbracciarlo e baciarlo, ma fortunatamente mi rendo conto che non sarebbe una buona idea, dal momento che mi ha lasciata dopo avermi confessato di avermi tradita tre volte. Mi siedo di fianco a lui in silenzio, senza dire nulla.
"Ciao" mi saluta evidentemente spiazzato dalla mia freddezza. Lo ricambio con un cenno del capo e lo guardo negli occhi come a chiedergli cosa diavolo vuole ancora da me. Prendermi in giro? Umiliarmi più di quanto abbia fatto quando stavamo insieme? No, dice che aveva voglia di vedermi e di parlarmi.
"Parlare di cosa?"
"Di qualunque cosa. E' solo che mi manchi"
Facile. Facile per lui. Capisce che non ho intenzione di sbottonarmi troppo, quindi tira fuori dalla tasca della giacca una foto.
"Volevo anche darti questa"
La prendo e la guardo per un po', cercando di ricordare dove e quando era stata scattata. C'eravamo io e lui abbracciati, probabilmente d'estate a casa sua. Chiedo se la posso tenere e la metto in borsa...infondo è un bel ricordo. Ha altre foto di me, ma non mi interessano, poi mi ritrovo a squadrare con gli occhi lucidi altre foto di Julien e me: sempre noi due abbracciati, le mie mani sul suo collo, la sua testa appoggiata sulla mia pancia stesi sull'erba del parco, baci a stampo e baci sulle guance. In quel periodo stavo bene e pensavo la cosa fosse reciproca. Mi sbagliavo, mi sbagliavo di grosso. Gli lascio tutte le foto tranne due, le più belle, lo saluto con un bacio sulla guancia e me ne vado. Lui prova a chiamarmi, ma non mi volto. E' finita. E' finita definitivamente.
LaizeChambery
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Questo periodo è stato terribile. Il tempo è sembrato sparire, restringersi! Insomma, quando hai una marea di cose da fare tutto sembra scorrere così veloce.. Sono successe un sacco di cose.
Gabriel è molto strano. Quando siamo da soli è totalmente preso da me, mentre se c'è Juliet quasi non si accorge della mia presenza. Però, devo ammettere che ha fatto una cosa davvero carina. Mi ha invitata a passare una sera con lui, alla Città delle Rose. Inutile dire che è vietato agli studenti lasciare il castello dopo una certa ora. Ma quel ragazzo, devo riconoscerlo, è pieno di risorse! Inizialmente ero titubante, ma, il pomeriggio dopo, sono andata da lui e gli ho detto che accettavo. Era contento, mi ha fatto un largo sorriso ed è scappato via. Non mi sono vestita con cura particolare per l'occasione, dopotutto non sapevo in che buco mi avrebbe trascinato per arrivare in città.
Tralasciando i particolari, ci siamo davvero divertiti.. Ovviamente non siamo potuti andare in giro a farci notare, dopotutto era palese che fossimo due studenti! Siamo andati a bere qualcosa, e poi siamo tornati al castello. Era ancora relativamente presto.
"Perché non.. andiamo a sederci vicino al lago?"
Chiese Gabriel passandosi nervosamente una mano tra i capelli. Sembrava tremendamente impacciato. Sorrisi, ed acconsentii, prendendolo a braccetto. Probabilmente non si aspettava un gesto simile da parte mia, parve quasi spaventarsi. Ma presi in mano la situazione, e cominciai ad incamminarmi in direzione del lago, trascinando Gabriel per il braccio. Non so' dire quanto siamo stati in riva al lago. Guardando le acque scure, mi venivano in mente tante cose orribili. Tutte quelle brutte cose che erano capitate negli ultimi mesi. Forse per questi pensieri, forse per il freddo della sera, cominciai ad avere i brividi. Gabriel se ne accorse, e mi mise una mano intorno alle spalle. Nessuno dei due parlò per molto tempo.
"E' tardi.."
Fui io a parlare stavolta. Era tardi davvero in effetti. Lui si alzò, e mi tese la mano, per aiutarmi a fare altrettanto. Stavolta toccava a me. Mi avvicinai a lui, posandogli delicatamente le mani sulle spalle. I nostri visi erano così vicini ora.. era così strano. Mi alzai sulle punte dei piedi, avvicinando le labbra al suo orecchio.
"Grazie Gabriel.."
Sentii le sue braccia stringermi la vita, attirandomi verso di se. Non so' cosa mi capitò, ma allungai anch'io le braccia e mi aggrappai al suo collo.
Ho deciso di passare le vacanze a scuola. Non è stata una decisione semplice. Anche perché di solito per le vacanze andiamo nella tenuta della famiglia di mia madre, in Germania. È così bello laggiù. Soprattutto d'inverno. Ma ho avuto i miei buoni motivi. I miei due buoni motivi. Prima di tutto Mannie. Non pensavo che i rapporti con i suoi fossero così tesi. La settimana prima del ballo mi ha detto che, di solito, per le vacanze di Natale tornava insieme ad Olivier dai suoi genitori. Ma non le piaceva andare da loro. Li odiava. Era contenta che ora poteva passare il Natale con qualcuno a cui teneva davvero. Alludeva a me e Morg ovviamente. Ammetto che mi ha preso alla sprovvista, in realtà pensavo di tornare a casa, ma alla fine ho acconsentito, dopotutto non mi avrebbe cambiato la vita. Ci andrò qualche altra volta in Baviera. E poi Mannie ha bisogno di noi in questo momento, non posso lasciarla da sola.
L'altro motivo è.. Mio fratello. Jaques. Ha detto che verrà a trovarmi. Verrà qui, prenderà alloggio nella locanda giù alla Città delle Rose. Dovrebbe arrivare il primo dell'anno. Non vedo l'ora di vederlo. Nella sua ultima lettera ha scritto di una cosa che deve assolutamente dirmi. Conoscendolo, potrebbe essere qualsiasi cosa. Mi innervosisce tutto questo. Bhe, prepariamoci a festeggiare il Capodanno!
EugenieAmalie
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ElleLaRochelle
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SauvageTary
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LoreleiOrange
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L'incontro con la preside è stato difficile. Io ero seduta davanti a lei, con la testa bassa, mentre stringevo le maniche della divisa. "Keith, i docenti mi hanno riferito i vostri problemi scolastici" dice con freddezza, posso avvertirla. "Arrivo al punto della questione: sono intenzionata ad impedirle di frequentare ancora questa scuola se si ripetesse ancora una volta, una volta sola, tutto quello che lei ha fatto durante questi mesi... Oppure dobbiamo dire che non ha fatto?". Non ho fiatato. L'ho guardata negli occhi ed ho desiderato che prendesse fuoco davanti a me. Ho desiderato che bruciasse lentamente, che soffrisse. Avrei voluto sputarle in faccia. "Va bene, signora" ho risposto. Qualcosa dentro di me ha fatto si che mi sentissi inferiore a lei, che fossi falsa. Mi ha congedato ma sono rimasta seduta per un attimo. Poi mi sono alzata e correndo, sotto lo sguardo della professoressa di pozioni, ho raggiunto il dormitorio. Adesso sto piangendo. Lo sto facendo perchè niente va bene nella mia vita. Perchè sono arrabbiata, perchè voglio morte molte persone, perchè la mamma sta venendo a prendermi.
*******
Questa sera ci sarà la cena di Natale. Davanti allo specchio cerco inutilmente di domare la mia chioma bionda, ma sembra inutile... I capelli continuano a tornare davanti ai miei occhi, impedendomi di vedere in modo ottimale. Non avrò molto da vedere questa sera. Indosso una gonna che comprai a Londra poco prima di andare ad Hogwarts. Mi sento in imbarazzo, forse è un pò troppo corta, o forse non ho più la sfacciataggine di qualche anno fa. Non posso certo fare tardi, dico fra me e me. Non è vero. Voglio solo tornare a vivere come una volta, voglio convincere me stessa che posso ancora uscire vittoriosa dalle mie sfide. Mi trucco gli occhi ed infilo i guanti neri, quelli che adoro. Mi lasciano le dita scoperte. Mi siedo con le ragazze della mia casa. Butto la solita occhiata agli altri tavoli. Vedo Taranee, vedo Domitille ed una ragazza che avevo già notato più volte, una Thestrals. Ah, ora ricordo. La figlia di Piton. Ho assistito al suo smistamento.
La festa è davvero una noia. Non c'è nessun ballo, non posso nemmeno prendere in giro le coppiette che si sbaciucchiano. Incredibile, a volte vorrei davvero che accadesse qualcosa di diverso. Esco in giardino. Il paesaggio è stupendo, non posso certo negarlo; i bei paesaggi non mi mancano di certo da quando abito in Francia. Una coltre di neve ricopre il terreno; il lago ghiacciato riflette la luce della Luna. Questa sera c'è una Luna piena stupenda. Dalla tasca del giaccone nero sfilo una sigaretta. Mi guardo attorno e l'accendo con un piccolo incantesimo. Mi siedo su un muretto e tocco la neve. Scrivo messaggi e disegno piccoli cuori per il mio Jimmy. Mi avrà dimenticata?
Sento un tonfo. Alzo lo sguardo verso il lago. Due ragazzi si stanno abbracciando, forse baciando. Da qui non ci vedo molto, non saprei dire nemmeno chi siano. Mi alzo e me ne vado. Sono sempre inadeguata. Non trovo il mio piccolo spazio di pace. Il ragazzo butta un occhiata verso di me. Continuo a camminare ed accellero il passo. Non ho voglia di farmi riconoscere. Mentre sto chiudendo la porta, mi sento chiamare. "Keith!" giro il capo incuriosita. L'ultima persona con la quale avrei voluto parlare si sta rivolgendo proprio a me. "Keith! Maledizione!" No, la preside no. Non ancora lei. "c'è qualcuno che la sta aspettando" Si blocca il mio cuore. Il corpo sta gelando. Non sento più il calore del mio sangue.
"Kay!" è la mamma. "Kay! Diamine, dov'eri?" mi dice, con un espressione felice, un falso sorriso stampato in faccia. Mi accarezza la testa davanti alla preside. Non riesco a rispondere. Balbetto qualcosa di incomprensibile. "C'è anche papà fuori. Sei pronta? Andiamo dalla nonna" "Non ci penso proprio!" urlo. La gente del salone si volta verso di noi. "Katharina, tu vieni con noi" Il suo volto ora è serio. Mi prende per il braccio. "Lasciami stare mamma" Le dico, quasi con un sussurro. Lei non mi ascolta. Continua a tirare. Continua a farmi mare. La sua stretta si fa più forte ad ogni mia parola. Vicino al grande portone cadono dalla tasca le mie sigarette. Una ragazza mi guarda schifata. Io le faccio segno di stare zitta. Mi sento una bambina bastonata. Arrivate in giardino riesco a liberarmi. "mamma ascoltami, ti prego. Voglio rimanere a scuola. Voglio restare qui. Voglio recuperare le materie da studiare..." continuerei all'infinito con i miei 'voglio'. "Il tuo comportamento non mi piace, Kay. Non mi è mai piaciuto. Da oggi in poi segui le mie regole" "Io non seguo le regole di nessuno!" le dico, e mi incammino verso la scuola. "Katharina!" Mi urla dietro mamma. Lei spera di farmi girare. Io continuo imperterrita. Non sarà lei a farmi cambiare idea. Entro. Sono sicura che lei non tornarà indietro. Adesso desidererà il peggio per me. La vedo mentre si sfoga con papà. Poi scompaiono entrambi.
KatharinaKeith
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Stasera c’è la cena di Natale, dopodichè maggior parte degli studenti se ne tornerà a casa. Io ovviamente resterò a Beauxbatons, non ho nessun motivo per tornarmene in quel lurido posto che molti chiamano casa, ma che io non oserei mai chiamare così.
«Così rimarrai a scuola, Piè?» mi chiede Mike.
Siamo entrambi nel nostro dormitorio, davanti allo specchio. Lui sta cercando di pettinarsi i capelli, mentre io sono immobile, a fissare la mia figura riflessa. Non so cosa indossare per la cena, non voglio mettermi il ridicolo smoking che mi è toccato mettere al Ballo di Halloween, ma non credo che sia conveniente vestirmi come al solito.
«Sì, credo proprio di sì. Anzi, è sicuro.»
«Ma come mai? Non hai voglia di andare dai tuoi zii per rivedere i tuoi parenti?»
«Li odio, non vedo perchè dovrei andarci.»
Michael, così come tutti gli altri, non sanno veramente qual’è la mia situazione famigliare, non sanno che passo tre mesi all’anno, quando non c'è scuola, in un Orfanotrofio vicino a Parigi. Credono che io viva a casa dei miei nonni materni, da dove ogni anno puntualmente mi arriva l’invito per trascorrere il Natale da loro, e che io rifiuti semplicemente perchè li detesto. In parte è vero ciò che racconto, i miei nonni esistono veramente e quell’invito arriva realmente, ma la verità è che loro non sono i miei tutori, e per partecipare alla loro maledetta cena di Natale dovrei passare tutto il resto delle vacanze all’orfanotrofio, e io odio stare lì. E in più non ho il minimo desiderio di vedere quelli che sono miei parenti e che dovrebbero volermi bene e prendersi cura di me, invece che abbandonarmi in un posto così.
«Beh, come vuoi tu.» mi sorride brevemente, e si allontana verso il bagno.
Rimango lì fermo come un idiota per qualche minuto, finchè non mi decido a muovermi. Rischierei di fare tardi, e non voglio dare un’altra scusa alla Fleurdhiver per punirmi, nonostante a questa cena si possa decidere se andare o non andare. Prendo dal mio cassetto un paio di jeans neri, una camicia e una felpa, me li infilo distrattamente, e tento di appiattirmi i capelli con una mano, con scarso risultato.
***
La Sala Grande, quando io e Mike vi entriamo, è già gremita di studenti. Nell’aria è diffusa la musica che Madame Maxime tanto ama, e già dopo il primo secondo mi verrebbe voglia di fuggire da qui e rifugiarmi in giardino.
Mi siedo al tavolo dei Thestrals, accanto a Dan. Dall’altro lato del ragazzo è seduta Aeth, e accanto a lei Dom. Sono tutti vestiti abbastanza eleganti, io mi sento l’unico che si è messo addosso la prima cosa trovata. Al tavolo dei Centauri, vedo Aurelie guardarmi. Le faccio un breve sorriso, e nello stesso vedo Manon, seduta di fronte a me, guardarmi abbastanza male. Alzo le spalle in sua direzione, dopodichè abbasso lo sguardo sul piatto davanti a me, e inizio a mangiare qualcosina.
Intorno a me la conversazione passa da un argomento all’altro, senza che io vi partecipi troppo. Il mio sguardo ad un tratto si posa sulla nuova arrivata del settimo anno, Labelle, che viene da Hogwarts. Ma quando io frequentai lì il primo anno, lei non c’era ancora, mi hanno detto che fino al quinto anno rimase a Durmstrang, per poi passare a Hogwarts e ora a Beauxbatons. Si dice anche che sia la figlia di Severus Piton, che ai tempi insegnava Pozioni ad Hogwarts. Ora non so cosa insegni, e non so nemmeno perchè sia venuta qui la figlia, quest’anno. Ma non sono tipo da farmi gli affari degli altri, perchè da parte mia detesto chi si fa gli affari degli altri.
Prima che me ne accorga la cena è finita, ed è ora di ritirarsi nei dormitori, che sia per dormire o per finire di preparare i bagagli per la partenza. Mi alzo dal mio posto insieme agli altri, ma invece di prendere la via delle Sale Comuni come fanno tutti, mi dirigo verso la parte opposta, verso il portone. Voglio uscire all’aperto, ormai sta diventando un’abitudine.
Fuori è ormai buio pesto, una bianca coltre di neve scende silenziosamente dal cielo, imbiancando nuovamente le cime degli alberi, il terreno e le torri del castello, attibuendogli un’atmosfera ancora più magica di quello che già non sia. Rabbrividisco leggermente, mentre un rifolo di vento mi penetra tra i vestiti. Ma la sensazione di freddo è così piacevole che non ho voglia di rientrare, anzi mi viene ancora più voglia di starmene lì senza fare nulla. Avanzo di un passo tra la neve, prima di raggiungere la finestra più vicina, sul quale davanzale mi arrampico, sedendomici poi sopra. Non sono l’unico fuori, poco lontano da me c’è una coppia di Centauri che passeggiano, e accanto al lago altri due studenti, che però sono troppo lontani per riconoscere. Per riscaldarmi, accendo una sigaretta. Ormai sta diventando una brutta abitudine, quella del fumo. Ho iniziato qualche anno fa a fumarmene una ogni tanto, ma ultimamente lo faccio con sempre più frequenza. Chiudo gli occhi, e porto la gamba destra sul davanzale, mentre la sinistra resta a penzoloni.
«Ehi.» qualcuno si rivolge a me.
«Ciao, Man.» dico, senza aprire gli occhi. «Come ti va?»
«Bene, bene.» mi risponde seccamente. Un po’ troppo seccamente, in effetti.
Apro gli occhi, piego la testa in avanti e la scruto, per quanto si possa osservare qualcuno con il buio che regna ora intorno a noi. E’ ferma in piedi sui gradini, e mi fissa con una strana espressione seria.
«Che succede?» le chiedo.
«A me nulla, a te piuttosto.»
«Io sto benissimo...»
Scende gli scalini, si avvicina e senza dire nulla salta sul davanzale, sedendosi accanto a me. Mi sposto verso destra per farle spazio. Porta le gambe al petto, e rimane in silenzio a fissare per terra, con le soppracciglia corrugate.
«Sei sicura che vada tutto bene?»
«Certo.» risponde calma, ma ad un certo punto sbotta, come qualcuno che non riesce più a trattenersi. «Oh, senti, ma cosa ti sei fumato, da qualche giorno a questa parte?»
«Che intendi dire?»
«Non fare il finto tonto, Pierre, per favore. Sai benissimo a cosa mi riferisco.» dice irritata. «La Delacroix. Non hai visto come se la tira? Crede di essere la reginetta della scuola, con quella sua aria da principessa incompresa e da eterna ingenua! E tu l’assecondi pure, le dai un motivo in più per credersi migliore! Ma ti sei bevuto il cervello? Sei caduto veramente in basso, caro mio...»
«Ma dai, Mannie! Non è che si vanti! Chi si vanta in questa scuola sono la Fleurin, la Roses e la Kaisarov, non c’entrano molto con lei.»
«E poi è pure Mezzosangue!» Sembra che non abbia ascoltato una mia sola parola. «E’ feccia. I Mezzosangue sono feccia, dovrebbero essere cancellati dal mondo magico.»
«Così la pensa anche Voldemort, a quanto pare.» dico, appoggiando la testa al muro dietro di noi.
Lei si blocca. Sembra che non sappia come continuare.
«Non so quale sia l’opinione che tu hai di lui.» proseguo. «E non credo che lui ora c’entri in questo discorso, almeno non in parte, ma l’idea che ho nei suoi riguardi e le idee che ha lui stesso potrebbero iniziare a c’entrare in tutto ciò, prima o poi. Anzi, magari anche domani stesso.» Detto questo, salto giù dal davanzale, ma prima di rientrare nel castello mi giro.
«'Notte, Man.»

ManonBouringer
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Sistemo i capelli color cenere davanti allo specchio, allaccio il complicato abito.
«Stai benissimo Medea.» Sorride Marie accanto a me.
Lancio un'occhiata veloce alla mia immagine. Sì, forse ha ragione. Ma che importa?
La sala Grande è gremita di gente. Ci sono proprio tutti gli studenti, tutti vestiti elegantemente. Tutti qui per salutarsi prima di tornare a casa.
Sorrido ironica. Anche quest'anno mi aspetterà un Natale a casa dei vari parenti, e con tutti i cuginetti....che divertimento...
Siedo ad un tavolo non ancora pieno, e come al solito due ali di ragazze mi si siede accanto, ormai non ci faccio più caso.
Ma starebbero ancora con me, se sapessero come sono davvero? Ne dubito, loro conoscono solo una Medea sicura di sè, che combina un casino dopo l'altro, non quella che sono davvero, timida, che scrive addirittura un diario...
Le portate come al solito sono magnifiche, gli elfi domestici si sono davvero dati da fare quest'anno.
Guardo tutti i ragazzi davanti a me. Alcuni faccio fatica a riconoscerli, questa sera sono davvero splendidi. Tutti, anche i mezzosangue, mi dispiace un po' ammetterlo.
Una gomitata mi sveglia dai miei pensieri.
«Louise!» sibilo, massaggiandomi un fianco.
«Scusa Med, ma guarda là!»
La ragazza usa il fondo della forchetta per indicarmi il tavolo di fronte a noi.
«Sì, quindi?»
«Non la vedi la nuova? Sta parlando con la Nadége!»
Socchiudo gli occhi per vedere meglio. La ragazza appena arrivata da Hogwarts, quella con i capelli scuri e le lentiggini. L'ho vista qualche volta nel dormitorio, niente di più, anche se frequenta il mio stesso corso. Parla con la Nadège, quella tipa che non apre bocca, che sta sempre da sola, la Bowtruckle. Quante volte l'ho presa in giro, quante volte. Mi faccio schifo da sola.
Quella ragazza è...boh, mi sembra così triste. Se non fossi così stupida forse potrei fare amicizia con lei. Se non fossi così stupida.
«Che sfigata!» Ridacchio. «Si vede proprio che non sa con chi stare...»
Accanto a me cinque ragazze annuiscono all'unisono, pendono dalle mie labbra.
***
La festa è finita, tutti tornano nei dormitori. Quasi tutte le mie compagne di stanza stanno preparando le valigie.
Io sono seduta sul letto, ho ancora addosso il mio vestito azzurro, tanto inconsistente che sembra fatto di nebbia.
Penso. Il mio baule è ancora aperto, i vestiti sono sparsi nell'armadio. Non ho la forza di alzarmi e preparate tutto.
«Med, muoviti, altrimenti perdiamo la carrozza!» Sorride Noème accanto a me.
Mi alzo piano, raccolgo un libro da terra lanciandolo nel baule.
Un rumore di vetro infranto; il libro ha centrato in pieno una boccetta piena di chissà quale pozione.
«Porca...»
Raggiungo in fretta il baule e guardo dentro, dove un liquido verde chiaro si sta spandendo tra le mie divise. Per fortuna è una pozione che non dovrebbe avere reazioni parrticolari, ed era poca...ma tutte le mie divise ora sono coperte da un sottile strato di gelatina verdastra.
Le raccolgo e, tra una parolaccia e l'altra, entro nel bagno per pulirle.
La porta si spalanca in fretta, entra la ragazza nuova, Labelle. Mi fissa per una attimo, mi supera, prende qualcosa da una mensola ed esce.
Ho il potere su tutte le Thesrals dell'ultimo anno. Mi seguono, mi ascoltano, fanno tutto quello che dico.
E come mai questa ragazza nemmeno mi parla?
Ho deciso. Butto tutte le divise nel bidone, me ne daranno di nuove. Torno nel dormitorio, dove le altre già hanno addosso il cappotto.
«Ragazze, io non vengo.»
MedeaReves
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Beauxbatons is OnLine since September, 15th 2005
¤ Res: 1024x768
¤ Partecipanti: 25
¤ Counter: *loading*
¤ Right now:
online
Personaggi Occupati
Bowtruckle:
5
Centauri:
6
Sfingi: 7
Thestrals: 7
Sedici
anni,
cocciuta, testarda, caparbia,
egocentrica. E' orfana dall'età di quattro anni e non avendo nessun parente è
stata adottata da una famiglia di Purosangue con la quale ha un ottimo
rapporto. E' stata viziata e spinta ad odiare i Mezzosangue e i Babbani.
Per la sua età è già molto alta, ha i capelli castani chiaro e occhi
azzurrissimi che tendono quasi all'azzurro ghiaccio.
Adora il Quidditch e i casini, ma non è il tipo che li crea, diciamo solo
che vi partecipa.
Al posto di un gufo ha un falco.
E' stata smistata nei Thestrals e si è fatta rifare il tatuaggio di smistamento
sulla spalla destra.
Grazia e nobiltà racchiusi per quindici anni in un esile corpo dalla pelle chiara e costellata di lentiggini. Alannah, di puro sangue Irlandese, ha gli occhi castani incorniciati da una cascata di capelli rosso fuoco. Si trasferì al secondo anno in Francia, a causa del lavoro dei suoi e, anche se da tre anni frequenta Beauxbatons, ancora pensa e parla in gaelico, quando ne ha la possibilità.
Nobile e purosangue, è orgogliosa della discendenza della sua famiglia, e per questo finì pochi anni orsono nella casata Thestral. Adora le fiabe e le leggende della sua terra, che racconta solo alle persone a cui tiene veramente; ha uno splendido esemplare di gatto siamese chiamato féileacán, farfalla, dagli occhi azzurri e una grazia quasi irreale.
Forse un po' troppo altezzosa, non si è mai trovata in situazioni sgradevoli come la maggior parte dei suoi compagni di Casata.
Quando ancora era in Irlanda frequentò la Acadamh Ceoil, l'Accademia di Musica, come tutta la sua famiglia, ed ora ha la capacità di suonare sia l'arpa che il piccolo thin whistle.
Domittile.
Sedici anni, ma crede di averne già diciannove. Appartenente alla casa dei
Theastral. Ribelle e anticonformista. Pensa che il mondo sia migliore senza
regole. Piccola, ma conosciuta già da tutta Beauxbatons come "quella che fa
casino".
Non le piace andare a scuola. O meglio, non le piace andare lì. Lei vorrebbe
essere a Hogwarts, o ancora meglio a Durmstrang. Domitille proviene da una
famiglia purosangue e di Mangiamorte. Attualmente il padre è rinchiuso ad
Azkaban, mentre la madre è riuscita a fuggire ed ora è nascosta in qualeche
luogo asiatico. La ragazzina non ha alcun rapporto con i genitori anche se
comincia a seguirne i passi dedicando il suo tempo libero alle arti oscure.
Ora vive con la zia Mathilde e le sue cinque cugine (due magonò, mentre le altre
tre frequentano Beauxbatons).
Sola, quasi sempre, Domitille ha soltanto due amiche a scuola, mentre gli altri
li definisce semplicemente conoscenti. Piccola, alta quasi un metro e sessanta,
dalle linee morbide, Domitille non ha mai avuto particolari problemi con il suo
fisico e con il suo viso. Adora i suoi occhi cerulei che trucca spesso con
matita nera e mascara.
Nata
a Lille, nel Nord della Francia, in una famiglia di Purosangue sedici anni fa.
Trascorre una vita tranquilla, vivendo più con i governanti che con i Genitori,
figure di spicco al Ministero della Magia Francese. Cresce viziata ed in mezzo
al lusso, tra i giocattoli suoi e del fratello più grande, JeanBaptiste. Non
conosce realtà al di fuori della sua, e per questo appena puo', si trasforma in
una peste.
Eugènie Amalie nasce nella bellissima Avignon 16 anni fa. La sua antica famiglia
fa parte della nobiltà del mondo della magia, ed ha sempre avuto come componenti
maghi e streghe purosangue, cosa di cui va estremamente fiera. A tre anni
Eugènie si trasferisce a Parigi con i suoi, imparando a conoscere il mondo dei babbani. Non ha una grande simpatia per loro, spesso e volentieri non li
considera. Ha frequentato per un anno Hogwarts, a 11 anni, a causa di un viaggio
improvviso in Inghilterra dei genitori, che però non le hanno mai spiegato il
motivo. L'anno successivo la famiglia Renaissance torna a Parigi, ed iscrive la
figlia a Beauxbatons. Ora Eugènie frequenta il sesto anno e fa parte della
casata dei Thestrals. È arrogante, cattiva, opportunista, antipatica, ficcanaso,
una snob in piena regola. È però anche molto intelligente, ambiziosa e non si
tira mai indietro. A causa del suo carattere ha poche persone che le stiano
davvero vicino, il resto si possono considerare amicizie di comodo. Sotto questa
maschera Eugènie è però una ragazzina malinconica, che non si fida mai di
nessuno, se non di se stessa, non riesce a perdonare ai genitori di avere dei
segreti.
Nata
un caldo 16 Agosto di 16 anni fa.
Una bella ragazza dal fisico esile e ben proporzionato.
Caratterialmente fredda e distaccata. Acida e ribelle, scontrosa. altezzosa e
sfacciata. Ma con questo modo di fare cerca di mascherare il suo carattere
timido. E’ un po’ snob e sempre attenta al look anche se non è fissatissima le
piace essere sempre elegante e alla moda.
Ha passato un'infanzia serena, vivendo in una villa lussuosa di Parigi.
Manon è una purosangue ovviamente e considera i mezzosangue feccia!
La sua è una ricca e benestante famiglia di maghi.
Una famiglia che ha avuto molte volte a che fare con Voldemort e con i
Mangiamorte.
I suoi genitori sono entrambi in vita, ma lei con loro ha un brutto rapporto..
Legata al fratello Olivier.. e con lui litiga continuamente però in fondo gli
vuole davvero tanto bene.. molto più che hai genitori.. Frequenta Beuxbaton ed è
nella casa dei Thestrals al sesto anno. Ha un rapporto burrascoso con Dom e Aeth.
Durante il sesto anno però si aprirà lentamente un po’ di più verso gli altri.
Inizierà a sviluppare un carattere più socievole e a considerare il suo look
meno sacro.
Pierre
Charles Armstrong ha sedici anni, è nato a Montréal, in Canada, da
padre canadese e madre francese, entrambi di famiglia Purosangue. I genitori
proabilmente erano entrambi Mangiamorte, fatto sta che vennero uccisi in uno
scontro con degli Auror, quando Pierre aveva nove anni e mezzo. Quindi ha
vissuto con dei lontani parenti inglesi a Londra, e proprio lì ha iniziato a
frequentare Hogwarts, finendo nei Serpeverde. Nell'estate fra il primo e il
secondo anno, però, è stato costretto a trasferirsi in Francia, e da allora
frequenta Beuxbatons, dove è stato smistato nei Thestrals. Ribelle, acido ed
egoista, ma anche ironico ed estroverso, è stato educato fin da piccolo al
disprezzo verso i Mezzosangue, e non perde occasione per divertirsi prendendosi
gioco di loro. Adora combinare casini, è il suo hobby preferito, insieme al
suonare la sua chitarra elettrica, che si porta dappertutto.
Aline
ha sedici anni ed è olandese.
Grafomane sin da quando ha imparato a tenere una penna in mano, mette su carta
ogni più suo criptico pensiero. Ha gli occhi grandi e blu ed una pelle diafana
che ha ereditato da sua madre, vedova che è riuscita a crescere una bambina
contando solo sulle proprie forze. Per questo Aline la adora, anche se hanno
personalità diametricalmente opposte. Aline odia i capelli ricci o boccolati e,
di conseguenza, odia i suoi capelli. Timida e fragile ma comunque socievole, ha
una visione molto, forse troppo, utopica della realtà.
«Su,
non fare la vittimista, se ce l'ho fatta io perché non dovresti farcela anche
tu?» Eileen è un'inguaribile ottimista. Eileen ha quindici anni e da quando
frequenta la scuola di Magia e Stregoneria di Beauxbatons vive a Lille, in
Francia. Non ha mai conosciuto il padre, un mago, nonostante abbia abitato per
undici anni a Ribe, il suo paese natale. La madre, francese e babbana di
nascita, acconsentì, seppur con riluttanza, a iscrivere la figlia all'accademia
francese. Intelligente e modesta, Eileen fa parte della casa delle Sfingi.
Nonostante la sua infanzia poco serena, è molto solare e fa amicizia facilmente,
anche se si lega a poche persone, solitamente particolari e un po' strane.
Eileen è piuttosto alta, un metro e settanta quasi. Non è magra, ma
proporzionata. Fianchi e seni morbidi e pancia ben modellata. Il volto è
leggermente tondo, gli occhi celesti e le labbra carnose molto chiare. I capelli
sono biondo/rossicci e spesso li tiene sciolti con alcuni ciuffi che le
incorniciano il volto.
Elisewin
è nata da genitori purosangue. È
particolarmente legata al padre, che le ha trasmesso la passione per i libri e
la Legilimanzia, impartendole spesso lezioni private di ogni genere sin dalla
più tenera età. Ha lunghi capelli rossi e occhi celesti, la carnagione chiara,
un viso da bambola. Tratta chi non conosce con freddezza e alterigia, in realtà
si rivela ben diversa quando comincia a fidarsi di più delle persone. Lunatica,
spesso nervosa, tende a rispondere molto male e ad essere acida. Non ha molte
amicizie, ma la cosa non sembra crearle troppi problemi. Le piace molto leggere
e scrivere, e può passare intere ore nel parco di Beauxbatons a fare una di
queste due cose, o in Biblioteca.
Lorelei Orange nasce quindici anni fa in un piccolo paesino fuori St. Etienne, nella grande casa di campagna che ospita, oltre alla sua famiglia, i nonni materni. Passa felice l'infanzia, giocando con le decine di cugini e frequentando la scuola del paese, finchè, cinque anni fa, ricevette la lettera di ammissione a Beauxbatons, che non giunse inaspettata. Fin dall'età di cinque anni infatti, Lorelei è in grado di modificare la fisionomia del suo corpo, dono che pare avesse, le ha raccontato il padre, anche la sua trisnonna. Non conosce i nonni paterni che lo rinnegarono quando egli sposò una babbana, ma ha comunque ottimi rapporti con i due fratelli del padre, che spesso vengono a trovare lei e la sua famiglia. Il suo unico cugino da parte paterna è Jacques Orange, che frequenta il terzo anno a Beauxbatons nelle Sfingi, come ogni Orange. Gioca nella squadra di Quidditch come cacciatrice.
Sta per compiere 15 anni. Nata da genitori francesi,
è cresciuta a Francoforte sotto la sorveglianza di una rigida
istitutrice. E’ stata successivamente iscritta all’accademia di
Durmstrang, dove ha completato i primi quattro anni col massimo dei
voti. E’ stata costretta a spostarsi a Beauxbatons dopo una repentina
sospensione dalla scuola. ( aveva affatturato un paio di primini )
Di innegabile lunaticità. Fredda, rigida, taciturna. Difficilmente
lascia trapelare le sue emozioni. Altezzosa e aristocratica,
atteggiamento frutto di anni di lavoro da parte di chiunque venisse in
contatto con lei. Di natura ribelle, detesta le regole quando ostacolano
i suoi progetti. Attrice nata. Sarcastica, orgogliosa, permalosa,
vendicativa. Sorride raramente, non ride mai. Snella, forme
proporzionate. Carnagione color porcellana, viso ovale. Lunghissimi
capelli corvini, spesso acconciati con nastri neri; una frangia tenuta
di lato copre completamente il lato sinistro della faccia. Occhi
d’azzurro intenso, quasi turchese, profondi e freddi.
Sedicenne
dai capelli biondi a boccoli e dagli occhi azzuri/grigi cangianti in verde a
seconda del tempo. Di media statura e dal fisico snello. Appartenente alla casa
delle sfingi è arrivata alla scuola francese ad anno già iniziato. Ragazza
inglese. Non conosce a perfezione il francese e spesso inventa parole o le
pronuncia a modo suo. Passa davanti ai libri poco tempo perchè le basta
l'apprendimento o in classe. Vivace e generosa, schietta e sincera.
Selezionatrice nelle amicizie, sono pochi quelli a cui Rachel apre il cuore, ma
è comunque disponibile con tutti. Ragazza alla moda, cura molto il suo aspetto
fisico perchè crede fermamente che per stare bene con se stessi bisogna essere
sereni sia interiormente che esteriormente. Ama stare all'aria aperta, lo
shopping e leggere. Appartenente ad una famiglia benestante, vive sola con il
padre. Non ha mai conosciuto la madre e non ama parlare del suo passato perchè
pieno di punti di interrogativi. Frequenta il sesto anno nella casa delle
Sfingi.
Roxanne
ha 16 anni e frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi. Ha intensi occhi
azzurri e lunghi capelli castani che tinge spesso, di biondo o di rosso. Molto
razionale, raramente si lascia andare e non manifesta quasi mai le sue emozioni,
per questo viene considerata una ragazza difficile ed enigmatica. Odia il padre,
che se ne è andato di casa quando Roxy aveva solo sei anni, lasciando lei e la
sorella con la madre. A causa di questo 'trauma' considera tutti i ragazzi falsi
e inaffidabili. Non lega facilmente e non ha molti amici, preferisce averne
pochi ma fidati. Sa suonare la chitarra e adora leggere, passerebbe la vita in
biblioteca se la sorella non la trascinasse via. Ha una sorella gemella, Eleanor,
che frequenta Beauxbatons nei Centauri.
Angelique
ha dodici anni, ed è al secondo anno. Sorella di Domitille, anche se probabilmente
ne è l'esatto contrario. Bionda e mingherlina, difficilmente parla con chi non
conosce. Ha sempre vissuto con la zia Mathilde con la sorella e le cugine, ed è
timida e introversa. Fin da piccola ha ammirato la sorella, anche se lei non le
ha mai quasi parlato. Smistata nella casa Bowtruckle, si trova abbastanza bene a
scuola, anche se a rilento fa amicizia. Per quel poco che ha frequentato, le sue
materie preferite sono trasfigurazione e divinazione.
Silenzioso,
taciturno, solitario, Axel non ama
mettersi in mostra. Ha profondi occhi verdi e capelli castani, fisico
slanciato, ma nonostante tutto molto magro.
Frequenta il quinto anno a Beauxbatones ed è stato smistato nella casa dei
Bowtrukle, anche se il suo tatuaggio si confondeva con quello delle Sfingi,
casa alla quale doveva appartenere per la sua intelligenza.
Ama studiare e passa la maggior parte del suo tempo in Biblioteca, fatto
eccezione per i momenti in cui si dedica al disegno sulle rive del lago.
Originario dell'Olanda, ha vissuto in questo paese per metà della sua vita,
fin quando per motivi di lavoro del padre, si è dovuto trasferire in
Francia. Dall'età di sette anni vive nella magica Avignon con i genitori e
la sorellina più piccola di quattro anni alla quale è molto legato.
Nata
da famiglia di maghi purosangue, padre francese e madre irlandese, Autumn ha
ereditato da quest'ultima i lunghi capelli rossi e la carnagione chiara
spruzzata di efelidi. Non molto loquace nè estroversa, compensa con un viso
espressivo e con un sorriso che nasce dal nulla anche se non sembra vi sia un
motivo. Quindicenne dalla costituzione esile e dagli occhi verdi, è una
Metamorfomagus che però preferisce non utilizzare spesso le proprie capacità, e
tiene per sè questa sua caratteristica come un piccolo segreto.
Ama disegnare a matita, passione che la porta ad osservare con curiosità chi e
cosa le sta attorno, per poi tratteggiare su carta ciò che la colpisce: spesso
può essere vista mentre disegna, momento nel quale riesce anche a perdere
completamente il senso del tempo, isolandosi temporaneamente dal mondo per
concentrarsi unicamente sui suoi disegni.
Un'altra sua grande passione sono le puffole pigmee che alleva clandestinamente
tra le mura di beauxbatons. Autumn tende ad essere introversa, se colta in
imbarazzo anche goffa ed impacciata, ma è decisa ad affinare le sue conoscenze
magiche, anche se riluttante a esibire la sua capacità innata di mutare aspetto
a proprio piacimento.
Benjamin
(o Benji per i familiari e gli amici stretti) è nato quindici anni fa a
Marsiglia da una semplice famiglia di maghi non troppo poveri ma nemmeno troppo
ricchi, ha vissuto in tranquillità la sua infanzia e fin da piccolo è sempre
stato un po’ attratto da i Babbani e dal loro stile di vita.
E’ un ragazzino vivace e solare, ironico, amichevole e sempre protettivo nei
confronti delle persone a cui vuole bene.. appena vede qualcuno fare un torto a
un amico parte in quinta in modo impulsivo senza ragionare. Cosa che spesso e
volentieri lo mette nei guai. E’ coraggioso e determinato e anche un po’ troppo
testardo. E’ intelligente ma a scuola non ha bei voti perché è molto pigro e
distratto, sempre tra le nuvole. Quest’anno frequenta il quinto anno nella casa
dei Bowtruckle mentre la sua sorellina minore Josephine frequenta il quarto
della stessa casa.
Camille
ha 16 anni e mezzo, e frequenta da poco il 6° anno a Beauxbatons. Intensi occhi
sfuggenti. E' meglio non osservarli perchè ti riempirebbero del dolore
soffocante di chi è cresciuto troppo in fretta.
Anja
Gauthier, sedici anni, studentessa a Beauxbatons, sesto anno, Centauri. Alta e
slanciata, capelli biondi lunghi fino alle spalle, occhi grigi cangianti a
seconda del tempo. Gentile con tutti, ma mantiene sempre un deciso distacco, non
entra mai troppo nel personale. Alcuni attribuiscono questa glacialità al suo
essere scadinava da parte di madre. Sono poche le persone a cui vuole veramente
bene, ancora meno quelle che trova antipatiche, la maggior parte le sono
semplicemente indifferenti. Ottima ascoltatrice, sa sempre consigliare la cosa
giusta da fare. Compagna di stanza di Eleanor Lefebvre, condivide con l'amica la
passione per il Quidditch; giocano entrambi da cacciatrici nella squadra della
loro casa.
Nasce
16 anni fa a Mulhouse da genitori babbani, in una notte di 31 ottobre
particolarmente freddo. Occhi grigi e capelli castano scuro, è asciutto e di
media altezza. Padroneggia due lingue, infatti fin da piccolo ha parlato il
francese a scuola e il tedesco a casa con i genitori, che hanno radici
germaniche, e con il fratello Jaques di sei anni. Ha un cucciolo di husky
siberiano, Freja, a cui è affezionatissimo: a settembre è costretto a separarsi
da Freja lasciandola a casa, per questo ogni anno il suo ritorno a beauxbatons
non è dei più felici. Un ragazzo tranquillo con una passione per le carte da
gioco: da piccolo imparò a utilizzarle per diversi giochi di prestigio, e anche
ora che ha scoperto di essere un mago gli piace misurarsi in questi giochi di
abilità. Schietto e molte volte sarcastico, è però disponibile ad aiutare gli
altri quando ne sente la necessità; lega con diverse persone ma con poche
stringe un legame profondo. E' uno studente pigro e indisciplinato, si applica
al pieno delle sue possibilità solo nelle poche materie che lo interessano
veramente.
Natasha
Roses nasce a Londra quindici anni fa. Nata da genitori Purosangue, si vanta
di quanto la sua famiglia, dell'altà nobiltà inglese, sia superiore al resto del
mondo. I genitori preferirono mandarla a scuola a Beauxbatons, dove, a detta
loro, l'ambiente era meno "plebeo", e sicuramente più all'altezza della loro
splendida figlia. Egocentrica e superficiale, ha trovato fin dal primo anno
l'amicizia delle sue amiche, nobili e feshon quanto lei. Centauro, frequenta ora
il quarto anno a Beuaxbatons. Alta e magra, il suo hobby preferito è lo
shopping, seguito dai ragazzi.
Nasce
il 2 giugno di 16 anni fa nella calda La Valletta da genitori babbani della
buona società maltese. Infanzia tranquilla e serena, amato dai miei genitori e
dalla sorella Alex, passa molto tempo al mare d’estate e alla scoperta della sua
bella isola d’inverno. A dieci anni circa, quando i suoi poteri iniziano a
manifestarsi, il suo mondo diventa di colpo molto più ampio: in un estate
conosce il mondo della magia tramite la vecchia prozia Adeline, e viene
catapultato a hogwarth; deve salutare i suoi vecchi amici, i suoi e Alex, ma per
fortuna ogni estate tutto torna alla normalità. Quest’anno la prozia preoccupata
dal clima cupo instauratosi in Gran Bretagna ha insistito per iscriverlo in
Francia; arriva quindi a Beauxbaton con poco entusiasmo dove viene stranamente
smistato nei centauri.
E’ uno studente interessato e serio, segue con interesse i corsi di Erbologia,
Cura delle creature magiche e Storia della Magia sperando di occuparsi di
draghi. Di carattere cortese ma diffidente ci mette molto per socializzare ma
diventa un amico sincero. E’ profondamente legato alle sue radici babbane e ama
quel mondo, soprattutto le tecnologie e gli sport, in primis quelli acquatici.
Summer,
Summy, è nata sedici anni fa nella capitale francese da un'importante famiglia
babbana, entrambi i genitori sono infatti famosi modisti. Sua madre ex modella,
suo padre stilista. Fin da piccola la ragazza viene catapultata nel mondo
Hollywoodiano e diventa una tra le modelle francesi più ricercata, nonostante la
sua giovane età. Dimostra più della sua età. Alta e magra, senza però mancanza
di forme; dagli occhi scuri, profondi, contornati sempre da una matita nera e
capelli castani. Quando quel fatidico giorno le arrivò la lettera per
beauxbatons si sentì sollevata di non dover più vivere la vita 'fuori dal mondo
magico'. Summer voleva infatti godersi una vita semplice, da ragazza normale,
senza tutte q uelle persone che la circondassero, essere amata per come è e non
per cosa è. Simpatica, solare, curiosa generosa e senza peli sulla lingua. Non
ama stare sui libri preferisce passare il suo tempo divertendosi e facendo
casino.
Magrissima,
ai limiti dell'anoressia, Noëlle è piuttosto alta. Ha la carnagione bianca, i
capelli biondi e gli occhi azzurri.
Noëlle è sempre stata una ragazza strana, si è sempre tenuta in disparte. Non si
sa con esattezza chi siano i suoi genitori, in quanto è stata trovata davanti ad
un convento/orfanatrofio quando aveva appena tre mesi, senza segni di
riconoscimento, a parte una lettera nella quale era stato scritto il suo nome.
Fin da bambina ha dimostrato le sue doti divinatorie, che ora sta sviluppando
grazie all'aiuto della professoressa Lacroix, convinta non a torto che possieda
la Vista. Silenziosa e taciturna, è riuscita in fretta a padroneggiare gli
Incantesimi Non Verbali.
Attenzione! Le iscrizioni alla casa delle Sfingi e Thestral sono chiuse!
Volete iscrivervi? Bene,
leggete le regole e
mandatemi un e.mail a questo indirizzo:
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con i seguenti dati:
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personaggio da voi scelto):
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- Qual è l'erba preferita della Fed?:
Ricordo inoltre che quando mi manderete l'email di iscrizione dovrete già essere iscritti a splinder con il nick del vostro personaggio e dovrete inserire nella mail l'username attivo e funzionante.
Sfingi
Creatura dal viso umano e dal corpo felino, la sfinge è un essere molto
intelligente, che ha l'abitudine di porre indovinelli. Gli studenti di questa
casa amano lo studio, sono diligenti e seri.
Thestrals
Sono creature alate con la testa di drago e il corpo scheletrico e nero di un
cavallo. Hanno occhi bianchi e lucenti, zanne e lunga coda. Si mostrano solo a
coloro che hanno visto morire qualcuno e per questo,
spesso il vero carattere degli appartenenti a questa casa è visibile a pochi.
Spesso studenti provenienti da famiglie purosangue, spesso disprezzano le altre
case. Hanno un comportamento spesso
indisciplinato, e una forte voglia di avventura.
Centauri
Testa, torso e braccia da uomo su corpo di cavallo. Gli appartenenti a questa
casa sono forse gli studenti con l'animo nobile. Spesso comunque, antepongono
cose futili come lo sport alla scuola.
Bowtruckle
Creatura mite e pacifica, vive all'interno di un albero di cui è custode. Gli
studenti di questa casa sono altruisti, offrono spesso la propria vita per gli
altri.
Gli studenti vengono smistati durante una cerimonia ufficiale il primo giorno di scuola. Gli alunni vengono chiamati in ordine alfabetico, e la preside pronuncia l'incantesimo "Subro". Dopo qualche secondo sulla pelle dello studente appare una piccola bruciatura, che indica l'animale della casa alla quale si è destinati: un pezzo di legno, una sfinge, un centaro o un cavallo con la testa di drago. A volte il segno va interpretato, quando lo studente oscilla tra due case. Dopo qualche giorno, la bruciatura scompare.
Come ogni buon castello che si rispetti Beauxbatons ha alcuni spettri. I gemelli Planès, due fantasmi gemelli che passano la maggior parte del tempo a litigare su qualsiasi cosa. Il conte de Crayencour, un uomo severo di circa cinquant'anni, gira per il castello scuotendo la testa. Non gli va bene nulla del nostro tempo: il cibo, i ragazzi, gli insegnanti...nel lontano 1500 era preside della scuola. Il vecchio, così viene chiamato dagli alunni, è un vecchio fantasma che non ricorda chi è, cosa sta facendo e dove sta andando.
Beauxbatons è una scuola molto bella rispetto a molte altre. E' un castello, ma molto più piccolo di hogwarts. Gli studenti sono circa 200, e frequentano sette anni di scuola. E' presente una Sala Grande, dove vengono fatte le riunioni e si mangia, la biblioteca e i dormitori delle case. Questi sono situati nelle torri del castello. All'esterno è presente un campo da quiddich e un grande giardino, oltre che a un recinto per gli animali e una serra.
Per riuscire a giocare
in maniera bella, realistica, piacevole, temo che le quattro regolucce a lato
siano un po' troppo timide, me ne sto accorgendo già da un pezzo. Perciò ora le
regole sono più complesse, e chiederemmo a tutti di seguirle. Verrete avvisati
una, due, tre volte, poi il vostro bel personaggio finirà accidentalmente
annegato nel lago, e non sto scherzando.
I POST
1. i caratteri sono predefiniti. Pertanto, se non volete distruggere la spendida
composizione cromatica del template della Fed, non alterate i colori. Basta non
selezionarne nessuno nel momento in cui scrivete il post.
2. analogamente, anche il font è automatico, di conseguenza scrivete i vostri
post o direttamente su splinder, o nel blocco note. NON in word o simili.
Ovviamente, se sbagliate basta comunicarlo a noi, che provvederemo a cambiare
tutto.
3. evitate immagini, a meno che non siano parte integrante del post (ad esempio
foto o disegni.)
4. nei dialogi utilizzate "" oppure «». Nient'altro.
COMPORTAMENTO E PERSONAGGI
1. come cita la regolina numero quattro, che ormai è morta e sepolta mi pare, i
vostri personaggi NON SONO EROI. (non=avverbio di negazione, per chi
eventualmente non l'avesse capito.)
Ergo: santa pazienza, il vostro personaggio non può salvare il mondo! O essere
strafigo! Se vogliamo giocare divertendoci, non è possibile avere migliaia di pp
(=power player, termine gentilmente fregato dai gdr). Questa è la regola più
severa, occhio, ok?
2. non è obbligatorio che, la prima volta che postate, il vostro personaggio sia
per forza appena arrivato a scuola.Magari gli hanno appena regalato il diario o
chessoio...altrimenti sarebbe un po' irreale, no?
3. Vi prego in ginocchio, evitate i nomi di personaggi famosi!
4. Se potete evitate le immagini protette da copyright (il deviant per esempio).
IL BLOG
1. Beauxbatons è ambientata al settimo anno di Harry, in quanto continuazione di
Mielandia. Harry, quindi, è nato nel 1987, tenetelo a mente nel caso (sarebbe
meglio evitarlo) si dovesse citare Hogwarts.
2. Seguendo Mielandia, il sesto libro di Harry non esiste.
3. Nel caso un personaggio non posti per più di due mesi verrà automaticamente
spostato nel Png. Il proprietario potrà ovviamente riprenderne la proprietà, se
desidera. Se non volete più giocare prego comunicarcelo, nessuno vi picchia,
promesso.
4. Nell'iscrizione alla domanda "Qual è l'erba preferita delle Fed?"
dovete rispondere "L'erba pipa" per dimostrarci che avete letto le regole!
-
Aethereally Vìemeére
-
Angelique Petitclaire
- Anja Gauthier
-
Axel Ayrton Lenhard
-
Autumn Kayleigh
Mathieu
-
Camille Monet
-
Domitille Petitclaire
- Elisewin
Ricoeur
- Eileen Andersson
-
Eugenie Amalie
Renaissance
-
Lucien
Debeuckelaere
-
Manon
Bouringer
- Martyl D'Arnaut
-
Natasha Roses
- Raz
Apap-Bologna
- Roxanne Lefebre
Idea:
Elensil e
Fed
Image: found on
Google
Template: Fed