venerdì, 27 gennaio 2006 alle 09:31 

Socciudo gli occhi, mentre la luce biancastra dell'alba mi colpisce in pieno il viso.
E' sorto anche oggi, dunque.
Mi alzo in piedi in fretta per chiudere meglio le pesanti tende, facendo tornare la camera nel buio completo. Il pavimento gelido, a contatto con i miei piedi nudi, mi sveglia ancora di più, se possibile.
Mi siedo di nuovo sul letto, ascoltando i respiri regolari delle mie compagne di camera.
Un'altra notte in bianco, un'altra ancora.
Prendo il fiore bianco appoggiato sul comodino, e comincio a girarlo tra le mani.
Chissà cosa succederebbe se togliessi un petalo. La Fleurdhiver ha detto di trattarlo bene; ha detto che è legato a noi, che è parte della nostra anima.
Guardo il fiore albino tra le mie mani.
Se fosse parte di me, dovrebbe essere morto.
Fisso intensamente un petalo candido, dove è appena spuntata una macchiolina scura.
Continuo a guardarla mentre, piano piano, diventa sempre più grande, fino ad inglobare l'intero fiore, bruciandolo.
Sorrido mentre, tra le mie mani, il fiore brucia.
Forse dovrei parlarne con Madame Cecile, forse sto davvero diventando pazza.
Riappoggio sul comodino il fiore, ora di nuovo bianco, come appena colto.
La professoressa Lacroix dice di non preoccuparmi, dice che le mie capacità divinatorie si stanno sviluppando.
Certo, come no.
Almeno la metà delle cose che vedo non ha senso, e so per certo che sono solo frutto della mia mente, non previsioni del futuro.
Ma ho sempre avuto il buon gusto di non dirlo alla Lacroix, che mi crede ancora un genio della Divinazione. Chissà cosa direbbe, scoprendo che la sua allieva prediletta non è altro che una pazza con delle visioni.
Ormai anche le mie compagne di stanza si stanno svegliando, meglio far finta di aver passato una splendida notte gonfia di sogni.
Alzo un braccio come per stirarmi, mentre sento lo sguardo di Eleonore sulle mie spalle.
Cosa le importi poi di me, nessuno lo sa.
Credo di non averle mai parlato.
Come a nessuno, in questa scuola.
Mi alzo con grazia, infilando la divisa turchese. Apro le tende scure, facendo entrare la luce nella stanza, ed esco in fretta.
Buongiorno Beauxbatons.

VanilleMinuit
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giovedì, 19 gennaio 2006 alle 20:27 

Alzo leggermente lo sguardo verso Eugenie
"anche tu ti sei iscritta vero?" speranzosa anche se conosco già la risposta, i capelli di plattino mi cadono sulle spalle incrnicandomi un volto perfettamente truccato, senza la lieve traccia di sbavatureAnche gen alza lo sguardo dal libro di cura delle creartura magiche fissandomi perplessa
" parli del Les Printanières?" solo di poco si aprono le due labbra ma ne escono queste parole scandite perfettamente
annuisco arrossendo..
lo so, non è da me partecipare a cose così inutili come tornei.
Ma voglio farla vedere a quelle sceme di Medea e Aurelie.. e la loro compagnia..
"ehm.. si Man, mi sono iscritta!" dice improvvisamente Eugenuie tornando poia a leggere..
"coooosa???? davvero??? Mi sono iscritta anche io!!!!"
lei fa un sorrisona a 32 denti e sfoga la sua felicità con un esclamazione simile a "arci elfo sei una grande"
le sorride ridendo assieme a lei, quando Morgana ci raggiunge
"ragazzuole he fate di bello" sedendosi tra noi due
"parliamo del torneo"

Seduta in sala grande fisso Taranee chiacchierare con katharina e Juliet
stramente Ozon non è li...
Ozon??? da quando mi preoccupo per quell'inutile insetto di gabriel ozon???
Scuoto la testa vedendo Laize, la ragazza 8attualmente bionda) mi sorride lievemente
nota per essere riservata e diffidente, mi limito a salurala come si fa tra compagne di classe..
poi tutte e due ci immergiamo nei nostri pensieri fino a che la nostra attenzione non viene catturata da una pallina di pelo adorabile che Domtille tiene tra le mani
"una puffola pigmea" dice Laize notando il mio interessa, mi vedo in un cartone animato on gli occhia  cuoricino, quell'animaletto è troppo tenero.
annuisco silenziosa abbandonando il mio corpontamento freddo per un istante
"è adorabile" dico.. "dove potrei trovarne una uguale?" con espressione sognante
Laize fa un cenno aggiustandosi gli occhiali sul naso verso il tavolo delle sfingi
"Autumn Mathieu ne ha una scatola"
"laize?"
"si?"
"mi accompagni a prenderne una?"

Cammimo per il corridoio soddisfatta in mano una puffola, Laize cammina al mio fianco a braccia incrociate
"non mi sarei mai immaginata che un tipo come te stravedesse per gli animali Manon"
"il mondo ci riserva sempre mille sorprese"
continuo a giocare con il mio animaletto che emette degli adorabili versi..
"Manon?"
"si?" alzo lo sguardo
la ragazze socchiude la labbra e fa per parlare, ma poi ci ripensa, scuote la testa e si allontana dicendo
"ci vediamo a lezione"

ManonBouringer
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lunedì, 16 gennaio 2006 alle 16:32 

Non capiva come le era saltata in mente quell'idea tanto stupida, non era il tipo da competizioni. No per nulla, era la solita ragazza che se ne stava ferma in un angolo a pensare, lontano da tutti, senza far rumore, senza fiatare, immersa semplicemente nei suoi pensieri.
E invece ora era lì, davanti a quella porta, fissandola con sguardo insicuro. Indecisa sul da farsi.
«Ehy Syberia, guarda che quella porta non si aprirà mai da sola» qualcuno si insinuò nei suoi pensieri interrompendola, non si voltò nemmeno, sapendo già a chi apparteneva quella voce, Nicolaj Kasey, suo vicino di casa, figlio di purosangue, frequentante, per sua immensa sfortuna, Beauxbatons.
Non erano mai andati molto d'accordo, passavano la maggior parte del loro tempo a punzecchiarsi e lui aveva dato il via al suo soprannome a causa della sua carnagione smunta e pallida...."il fantasma vivente di Beauxbatons".
«Nicolaj tornatene da dove sei venuto, e smettila di chiamarmi Syberia» rispose fredda e distaccata lei.
«Bè, perchè non potrei è il tuo secondo nome, fantasmino»
Ma non gli diede peso, trovò il coraggio di bussare a quel portone, forse più per sparire dalla vista di quel ragazzo, una voce dal suo interno le diede il permesso di entrare e chiudendosi la grande porta alle spalle sentì distintamente le poche parole che gli rivolse il ragazzo.
«Ti ci volevo io eh?»

L'aveva fatto e ancora non ci credeva, aveva dato il suo nominativo alla professoressa Fleurdhiver per le Printanieres, in qualche modo, voleva dimostrare che anche lei esisteva, che era qualcuno e che...forse il padre avrebbe imparato ad accettarla, forse...
No, lui la odiava, e lei come una povera stupida cercava di ricostruire un rapporto che non sarebbe mai esistito, era quella la realtà, era nata dalla morte della madre e lui non l'avrebbe mai accettata, le aveva portato via la moglie e lei non contava nulla. Nulla.
Sentiva molti sguardi puntarsi su di lei, mentre attraversava quei corridoi, e molti che vociferavano su quel dannato nomignolo. Non lo sopportava.
Arrivò finalmente ad un corridoio del quarto piano e si appoggiò distrattamente ad una parete, lasciano che i pensieri che le affollavano la mente trovassero pace.
«Ehy!Torana qui!Ferma!» da un'aula poco distante una voce di ragazza stava urlando contro qualcuno.
Non le diede peso, ma all'improvviso le sembrò di aver visto qualcosa di un colore violaceo avvicinarsi a lei, pensò che fosse stata una semplice allucinazione dovuta alla stanchezza, ma dovette ricredersi. Quasi sobbalzò quando avvertì qualcosa di morbido poggiarsi contro le sue gambe.
Abbassò lentamente lo sguardo per vedere quella piccola palla di pelo nascosta dietro di lei con degli occhioni azzurri tenerissimi, e accovacciandosi prese ad accarezzarla.
Puffole Pigmee...ne aveva sentito parlare ma non pensava che a scuola ce ne fossero, evidentemente era sfuggita al proprietario.
«Ehy...» una ragazza affannata si fermò proprio avanti a lei.
Prendendo lentamente quell'animaletto peloso tra le mani si alzò tendendoglielo.
«Penso che questa sia tua!E' davvero tenerissima.» sorrise accarezzando con un dito la puffola.
«Mi piacerebbe davvero averne una.»
«Bè, basta chiedere!»

AlteaS
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lunedì, 16 gennaio 2006 alle 15:47 

Bene, è fatta. Non m'importa cosa dicono gli altri, non m'importa quello che dice mio fratello, e non m'importa quello che diranno i miei quando lo sapranno. Perché lo sapranno, purtroppo.
Quando la preside ha annunciato che questa primavera si svolgeranno le Printanieres, la cosa mi è entrata in un orecchio e mi è uscita dall'altra. In realtà io non sono tipo da gareggiare in stupide prove di abilità per far divertire i miei compagni di scuola. No, direi che non è nel mio carattere.

"Ti sei iscritta alle Printanieres!? Ma, Gen.."
Non faccio finire la frase ad Elias, mettendogli la mano davanti alla bocca.
"Non ci sono ma! Ho deciso di farlo, e lo farò."
Lui continua a fissarmi, mentre si lascia sprofondare nella morbida poltrona della sala comune. Io faccio lo stesso prendendo possesso della poltrona di fianco alla sua, sogghignando soddisfatta. Nonostante mi conosca meglio di chiunque altro, a volte riesco ancora a stupirlo.
"E perché lo vuoi fare?"
Resto un attimo in silenzio giocherellando con le dita. El ha ragione. Perché lo faccio? Nella mente mi appaiono i volti delle mie due migliori amiche, di Mannie e di Morg. Le amiche che non sono mai riuscita a difendere come avrei voluto.
"Perché ho bisogno di capire quanto valgo."
"Gen.. Non hai bisogno di partecipare ad un torneo del genere per capirlo!"
"Bhe, El, prima di tutto non è detto che mi scelgano."
"Appunto."
Mi volto verso di lui, con uno sguardo interrogativo. Appunto? Lui si rende conto che non capisco, e continua:
"Ti conosco Gen. So come ti sentiresti se non ti scegliessero. Sei abituata ad ottenere tutto, tutto quello che vuoi, ma in questo caso non puoi influenzare gli avvenimenti in nessun modo.."
".. Parli come se fossimo a Divinazione!"
"Non scherzare Gen, hai capito cosa intendo!"
"Sì, capisco benissimo El. Se non mi dovessero scegliere sarebbe uno smacco troppo grande. Ma se non mi iscrivessi sarebbe come ammettere che ho paura. Paura di perdere. E io non posso avere paura.. Capisci, vero?"
El annuisce, sospirando.
"Tu invece che farai? Scommetto che anche tu hai dato il tuo nome alla Fleurdhiver!"
"Pensavo di farlo, sì."
"E quando?"
"Ho cambiato idea qualche minuto fa'."
"Cosa?!"
"Bhe, mettiamola così, se ti scelgono ci vuole qualcuno che si prenda per bene cura di te."
Sorride, volgendo su di me gli occhi verdi. Io rimango spiazzata, Proprio non mi aspettavo una cosa del genere. Stavolta lui ha stupito me.
"E poi, pensandoci, io sono già abbastanza popolare grazie al quidditch, chi le vuole altre ragazzine che mi girano attono?!"
Elias si sporge dalla sua poltrona verso di me mi guarda per qualche secondo, senza dire nulla. Io ricambio lo sguardo, quando sento che mi prende la mano fra le sue. Sento il mio respiro fari sempre più affannoso, senza apparentemente nessun motivo.
"Vedrai, andrà tutto bene. Qualsiasi cosa accada, sai che ci sarò."
Gli sorrido, piena di gratitudine per le sue parole.

Mio fratello alla fine è riuscito ad ottenere il permesso di venire a trovarmi. In realtà, aldifuori degli insegnanti, degli studenti, e delle autorità, nessuno potrebbe entrare nel castello a meno di avvenimenti gravi. Ma mio fratello in queste cose ha sempre qualche asso nella manica. Quando me lo sono trovata davanti, nell'ufficio della preside, quasi non volevo crederci!
"Jaques!"
Lui era lì, in piedi davanti a Madame Maxime. Quando mi ha visto entrare sul suo volto è comparso un sorriso meraviglioso, un sorriso che non gli avevo mai visto. C'era qualcosa di diverso in lui. I suoi lineamenti non erano più quelli di un bel ragazzo francese, erano più marcati, più duri. Indossava un maglione verde scuro e un paio di jeans ultimo modello, tutto di famose marche babbane. Perfettamente in ordine, persino il taglio dei capelli sembrava quasi studiato. E nei suoi occhi blu c'era una nuova luce.. Era cambiato. Era.. un uomo.
Non so per quale motivo, ma mi venne una gran voglia di abbracciarlo, e così feci, correndogli fra le braccia, dimenticandomi del contegno che avevi sempre tenuto davanti a tutti, soprattutto alla Maxime. Lui contraccambiò la stretta, scompigliandomi i capelli.
La preside dopo un po' ci spedì in Sala Comune. Dal canto mio non ero molto felice di questa sua decisione. Come temevo infatti, in Sala Grande c'erano tutti quelli che erano rimasti al castello per le vacanze. Ovviamente mio fratello attirò subito l'attenzione. Soprattutto delle bambinette. Lo presi per mano, dirigendomi sgambettando peggio di una di quelle gattacce centaure. Lo portai in un angolo isolato del tavolo dei Thestrals, facendolo sedere.
"Mi fai morire quando fai così!" esordì lui
"Così come?"
"Quando ti senti gli occhi addosso "
"Lasciamo perdere.. Come vanno le cose al Ministero?"
"Mh.. Come vanno sempre.. In questo periodo poi c'è grande agitazione.."
Rispose lui facendo spallucce. Quando insistetti per capire cosa causasse l'agitazione, mi disse che non era una questione di cui poteva parlare in quel momento, ma che un giorno mi avrebbe spiegato tutto.
"Oh, insomma! Vuoi dirmi cosa fai al ministero di preciso??"
"No Gen, non posso. Non ancora. Appena possibile saprai tutto, te lo prometto."
"Mi spiegherai anche come mai hai voluto riallacciare i rapporti con tua sorella dopo essere praticamente scomparso per tutto questo tempo?"
Jaques abbassò lo sguardo, scuotendo il capo. Socchiuse le labbra, come se volesse rispondere, ma una voce alle mie spalle lo fece sobbalzare.
"Jaques!? Tu sei Jaques?!"
Elias si era avvicinato a noi e aveva riconosciuto mio fratello. Jaques si alzò in piedi, mettendo il braccio attorno alle spalle di El.
"Elias! Da quanto tempo! Come stai!?"
Sentivo che era giunta l'ora del solito scambio di opinioni sulle faccende maschili, succedeva sempre così.. Così vidi Morg e Mannie che entravano in Sala Grande. Inutile dire che ne approfittai per presentare anche a loro il caro fratellino! Si fermò con noi anche a cena, ma, dopo il dolce, ci comunicò che per lui era arrivato il momento di andare.. Lo accompagnai fino al portone e, proprio mentre lo stava varcando, lo fermai, prendendogli la mano.
"Senti.. prima che tu vada.. Prendi questo."
Dalla tasca interna del gilet tirai fuori una piccola, vecchia foto. L'aveva trovata per caso qualche giorno prima in un vecchio diario che da chissà quanto giaceva sul fondo del mio baule..
"Per ringraziarti del libro sai.."
Jaques non disse nulla. Sorrise, contemplando la foto che ci ritraeva, molti anni prima, nel nostro bel salotto parigino, mentre lui, prendendomi in braccio, mi faceva volteggiare. Mi abbracciò di nuovo, più forte.
"Domani riparto. Ti scriverò."

EugenieAmalie
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domenica, 15 gennaio 2006 alle 11:19 

Torno dall’ufficio della Fleurdhiver alla quale ho consegnato la mia iscrizione alle Printanieres alle quali ho deciso di partecipare pur sapendo che non sceglieranno mai me, ma la sola idea di competere con i ragazzi della altre squadre mi stimola alquanto.
Sono incazzatissima tanto per cambiare. Vago senza meta per i corridoi di Beauxbatons cercando di spaventare più ragazzini del primo anno che posso.
Mi sfogo spintonandoli e dicendo loro "Guarda dove vai la prossima volta!". Devo smetterla di essere così agitata e irritabile, ma è praticamente impossibile visto quello che Alex mi ha fatto.
Mi ha solo usata, me l'ha detto lui stesso. Aveva voglia di divertirsi! Non me lo sarei mai aspettata da uno come lui, una Sfinge.
Probabilmente è stata la compagnia di Ozon a renderlo così estremamente stronzo! No, non ho sofferto molto, non dopo quello che ho sofferto per Frankie. Me ne sono fatta una ragione.
Io un ragazzo che mi ama come Frankie non lo troverò mai. E l’unico ragazzo che mi ha mai amato me lo sono giocato. Ma non importa, io sto bene così. Ho ricominciato a fare i dispetti ai più piccoli e a rendermi insopportabile con i più grandi come quelle due, Medea e Labelle. Le odio entrambe indistintamente: la prima perché si crede sempre il capo di ogni situazione e la seconda perché è la nuova arrivata.
Prendo il corridoio che porta all’aula di pozioni, non so perché, ma ho voglia di entrarci e di sistemare un po’ il mio armadietto.
Vi entro silenziosamente cercando di non dare troppo nell’occhio. Chiudo lentamente la porta provando a fare meno rumore possibile.
Mi avvicino al mio armadietto in punta di piedi quando sento un gran frastuono dietro le mie spalle. Mi volto di scatto pensando che alla cattedra ci sia il professore Lacroix e certa di prendere l’ennesima punizione cerco di inventarmi una scusa sul momento.
«Io.. professore.. ho sbagliato stanza, sono stata presa da un lapsus momentaneo e ho dimenticato dove si trovava il dormitorio dei Thestrals .
Non sono mai stata brava ad inventare bugie così, su due piedi. Ho bisogno di ponderare quello che devo dire. Ma per mia enorme sorpresa non c’è alcun professore, ma due ragazzi chinati su qualcosa. Il primo tira su la testa.
«Pierre? Che ci fai qui? »
Pierre Armstrong mi guarda con aria di chi sta cercando di inventare una scusa.
«Io bè, niente Dom»
Cerco di capire chi si sta nascondendo dietro di lui. Autumn Mathieu prova a nascondere qualcosa, ma io sono più veloce e la raggiungo prima che riesca a mettere via quello che stavano guardando lei e Pierre.
Sono alle pelose di varie sfumature di rosa e viola che vorticano su sé stesse emettendo strilli acutissimi. Mi chiedo come abbia fatto a non sentire quelle urla quando sono entrata.
«La scatola è insonorizzata» mi dice Autumn
«Abile Legilimens, Autumn. »
Come fa una ragazzina di quindici anni ad essere già così brava in Legilimanzia?
«Allenamento, allenamento e ancora allenamento. »
Diamine! Dovrei imparare un po’ di Occlumanzia.
«Non è difficile, devi solo impegnarti! » dice sorridendo.
Mi sento un po’ in imbarazzo. Autumn continua a leggere nei miei pensieri e io non riesco a fermarla.
«Ehm.. cosa sono quelle cose pelose? »
«Puffole Pigmee» mi informa Pierre.
«Puffole che? »
«Puffole Pigmee ripete Autumn. Animaletti pelosi da compagnia. »
«E come mai sono qui? Nell’aula di pozioni? Chi li ha portati? »
Pierre e Autumn si scambiano un’occhiata. Probabilmente si sono capiti leggendosi nella mente.
«Li ho portati io» ammette Autumn «E’ un allevamento clandestino di cui mi occupo qui a Beauxbatons ormai da quando sono arrivata. »
Probabilmente Pierre le ha detto che di me si può fidare. Io adoro questi traffici loschi all’interno della scuola.
«E dimmi, Autumn, potrei averne una? »

Domitille
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venerdì, 13 gennaio 2006 alle 21:43 

Arrivo nell'aula di Storia della Magia, decisamente trafelata. Faccio giusto in tempo a sedermi in un banco relativamente vicino alla finestra, come sempre, e la lezione comincia. Controvoglia tiro fuori dalla borsa un pezzo di pergamena per prendere appunti, poi cerco la mia piuma; dopo aver rovistato vistosamente per alcuni minuti, un'occhiataccia da parte di una ragazza alla mia sinistra mi fa desistere e mi accontento della matita che porto sempre con me.
«Dev'essere rimasta sul letto» mi dico, prendendo la matita tra le dita e cominciando ad appuntare parole sul foglio, quasi meccanicamente, mentre mi sforzo di ricordare cosa ho fatto la sera prima «Ah sì, ho tirato fuori la piuma per far giocare Edwin e gli altri...»
Sorrido al pensiero di quelle palle puffolose che rotolano sul letto, lanciando strilletti gioiosi quando agito la piuma davanti a loro per farli giocare. Si divertono un mondo, anche se, dato che in questo periodo stanno cambiando il pelo, hanno lasciato ciuffi rosa-violacei dappertutto. Meno male che mi sono ricordata di pulire tutto prima che qualcuno lo notasse e si insospettisse... non credo che Madame Maxime la prenderebbe bene, sapendo che c'è un allevamento clandestino tra le mura di Beauxbatons.
Lancio un'occhiata al mio foglio e noto che, sovrappensiero, ho scritto puffole pigmee. Sorridendo di nuovo faccio uno schizzetto veloce della mia Edwin, nata da poco, ma subito dopo mi costringo a cercare di seguire la lezione. Più facile dirlo che farlo. Per quanto il professore sia bravo e preparato, non cattura la mia attenzione nemmeno per sbaglio. Forse è noioso l'argomento...
Quasi senza accorgermene comincio a tracciare linee sul foglio, variando la pressione della matita, sotto le poche righe scritte. Un paesaggio confuso comincia a prendere forma, quando... TUMP! Mi giro di scatto verso la finestra, come metà della classe - la metà non ancora addormentata. Un mormorio basso gira per i banchi, ma presto ci accorgiamo che era solo uno dei gufi della scuola, abbastanza vecchio, che ha cozzato contro la finestra. L'interruzione dura pochissimo e presto Dubois riprende a spiegare, facendo sprofondare nuovamente la classe nel silenzio abituale, quasi surreale. I pochi pennini che scrivono sul foglio sembrano intonare una melodia, simile a una ninna nanna, che di certo non riscuote dal torpore gli altri.
Spostando lo sguardo dalla finestra al mio banco noto il ragazzo seduto alla mia destra. Ha un'espressione persa, il mento appoggiato con noncuranza sulla mano e guarda fuori come se non vedesse l'ora di uscire. C'è un bel sole fuori, nonostante siamo ancora a gennaio.
La sua espressione rapita mi incuriosisce e comincio ad abbozzare un suo ritratto. Gli lancio delle occhiate discrete a intervalli regolari, per controllare qualche dettaglio che mi è sfuggito, e osservo come la sua espressione viene riprodotta sul foglio, lievemente imperfetta. Mentre le parole del professore si tramutano in un ronzio di sottofondo fino a svanire, comincio a sfumare la mina sulla pergamena ruvida, per riprodurre le ombre.
Alla fine soffio appena sul foglio per eliminare i residui di matita e guardo il disegno. Corruccio la fronte notando qualche imperfezione, ma la campanella suona proprio in quel momento e buttando tutto dentro la borsa corro fuori. Devo riuscire a dar da mangiare a quei batuffolini prima di scappare alla lezione successiva...

AutumnMathieu
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mercoledì, 11 gennaio 2006 alle 18:32 

Gli occhi lucidi, i brividi. Una sensazione di disagio m'ha attraversato l'anima. Stringo tra le mani una lettera color ambra, con un "Katharina" scritto frettolosamente, ed una macchia d'inchiostro semi-fresca. Resto immobile, catturata dalle parole. Non posso descrivere questo momento così intenso, sento mille emozioni riempire il cervello, le ossa sembrano fossilizzate. Dopo cinque anni di attesa è lei, la mia lettera, la lettera di Jimmy. Credevo che non avesse accettato il fatto ch'io fossi una strega. Pensavo mi avesse ripudiato. Invece eccole, quelle lettere grandi ed eleganti allo stesso tempo, speciali perchè caratterizzate dal suo stile. Una lacrima scende, fra i piccoli sussurri. Mi guardo intorno, poi asciugo la lacrima con la manica della divisa. Fra la felicità si fa strada il dolore, acuto ed insaziabile, che sopprime tutti i miei ormoni impazziti. Parole dolcissime, contrastate da l'odio che sento. Perchè non mi ha scritto prima? Mi ha lasciata da sola. Con quale coraggio, dopo tutti questi anni? Arriva Taranee. «Va tutto bene? Brutte notizie?»  mi sussurra. Evidentemente ha saputo dei miei guai con la mamma, o forse era presente alla scenata con Madame Maxime. «O, si, non devi preoccuparti per me, non è successo nulla le accenno un sorriso, ricambiato. «Andiamo a prendere una boccata d'aria» mi dice. Io la seguo, stringo ancora fra le mani la lettera, involontariamente. Il giardino è affollato di studenti spensierati, i soliti. Questa scuola è piena di gente schizzata, ma questa è un altra storia. Le porgo la lettera, «Questa è la fonte dei miei guai» le sussurro.  Il silenzio regna. «Ma è bellissima» mi dice «Era il tuo ragazzo?» vorrei urlare di rabbia. Vorrei che tutti guardassero quanto soffro. Che il lago si ghiacciasse alla mia vista. «No» mento «Solo un amico» «allora era infatuato di te, stando a queste parole» dice lei, scaltra. Io no nso proprio che risponderle, tendo le orecchie e godo i fischi del vento. Lei cerca di rompere il ghiaccio. «Cos'hai deciso di fare una volta finita Beauxbatons?» aspetto un attimo prima di rispondere. Lo so davvero?  «Io amo Difesa contro le Arti Oscure, o a dire la verità non lo so se la amo davvero... Vorrei spezzare la catena di Mangiamorte nella mia famiglia - Tary rabbrividisce - vorrei essere diversa dai miei. Sai che colpo avere una figlia Auror!» Lei si limita ad annuire. Sto per intimare un "Tu?" quando la campanella si fa sentire. Oh no, Storia della Magia. Inutile dire che non ho aperto libro durante le vacanze. Stavo solo cercando di mettermi alla pari con il programma di Pozioni, ultimamente non ho frequentato le lezioni di recupero. Sono sicura che non raggiungerò l'Accettabile. Cammino con la testa penzoloni, distrutta dalla vista della professoressa supplente alla soglia della classe. Sfoglio nervosamente le pagine del libro alla ricerca di uno straccio di schema logico. «Keith! Vieni, c'è l'interrogazione. O vorrai di nuovo farci aspettare?» Mi sento mancare. La professoressa accenna un sorrisino cinico, è evidente, mi vuole morta. «Parlaci delle steghe nel seicento». Accenno qualcosa, poi ricordo che quello è probabilmente l'unico capitolo che ho studiato dall'inizio dell'anno. Questa volta la prof ha fatto cilecca. Termino il discorso citando un paio di incantesimi del tempo, rendendo tutto perfetto. Sono soddisfatta, sembra davvero ch'abbia fatto una bella figura. Le mie compagne invidiose bisbigliano qualcosa fra loro, maledicendomi. «Non ci siamo, Keith. Comincia a studiare seriamente!» Resto a bocca aperta. «Ma professoressa, il mio discorso era completo! Ho citato qualsi tutti i nomi dei maghi e...» Anche le compagne sono stupite. Vorrei piangere, ma io sono forte. O mi sto convincendo d'essere tale. «Tu la pensi così, Keith, peccato che io non sia della tua stessa opinione!». Lancio alla professoressa uno sguardo deluso. Lei ha un espressione vacua. Giro i tacchi e me ne vado. Lei scatta in piedi. Mi sono fatta distruggere da una supplente del professore. Ridicolo! Sento che questa volta non andrà bene. Speriamo che non chiami la preside, non voglio vederla di nuovo. L'annuncio dei giochi è stato già troppo! Progetto la fuga dalla scuola, a fanculo i sogni da Auror.

KatharinaKeith
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mercoledì, 11 gennaio 2006 alle 16:24 

Sono seduta in Sala Grande tra una ragazza ed un ragazzo più grandi, ascoltando con poca attenzione le parole di Madame Maxime, la nostra preside. Les Printanières non fanno per me, non sono tipo a cui piace essere al centro dell'attenzione con i riflettori puntatti addosso...troppa pubblicità e anche troppo impegno e fatica sprecata. Quando il suo discorso è terminato e un chiacchiericcio eccitato si diffonde per tutta la Sala, io mi alzo e mi dirigo in giardino controllando prima di avere le sigarette nella tasca dei jeans. Indosso solo quelli e un'enorme felpa con apertura lampo e cappuccio di mio fratello, ma non mi importa del freddo...ci sono abituata, vivendo a Brest. Così esco, mi siedo sotto un albero e accendo una sigaretta con il mio accendino viola e rosa e faccio un lungo tiro, trattenendo il fumo per alcuni secondi prima di espellerlo. Fa freddo come previsto, forse anche di più, ma cerco di non pensarci e stringo le ginocchia al petto per scaldarmi un po' e ripararmi dal leggero venticello gelido che soffia questa sera. Apparentemente nel parco non c'è nessuno, o perlomeno nessuno che io possa notare, quindi posso tranquillamente osservare con attenzione il paesaggio nei paraggi. Il giardino di Beauxbatons mi piace e anche tanto, perchè è praticamente l'unico angolo del castello in cui è possibile starsene un po' per contro proprio senza nessuno intorno, rilassarsi e fumare. Non è un caso che io passi qui la maggior parte del mio tempo, quando sono a scuola. Già vorrei tornare a casa...bè, non che mi piaccia stare a casa, però voglio che i miei fratelli mi stiano vicini, voglio i miei dischi di musica babbana, voglio Julien. Non so perchè continuo a pensare a lui. Estraggo dalla tasca una delle foto che mi ha dato al Parc President Kennedy, di noi due abbracciati.

Eravamo carini insieme. Ma devo cercare di togliermelo dalla testa, dal momento che mi ha delusa e che a questo punto dovrei odiarlo. Forse dovrei trovarmi un nuovo ragazzo.
Piego in due la foto e la appoggio per terra di fianco a me. Ho deciso che la lascerò lì e domattina tornerò a vedere se c'è ancora o il vento l'ha portata via. No, non ho bisogno di segni, ma solo di capire cosa ne pensa il destino di questa faccenda. Vedrò che mi dice e poi farò tutto il contrario.

LaizeChambery
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martedì, 10 gennaio 2006 alle 21:23 

Siamo tutti in Sala Grande, stiamo aspettando che gli studenti tornati a casa per le vacanze arrivino, per iniziare a mangiare. Intorno a me, in tutta la Sala, vi è il solito chiacchiericcio, che oggi mi infastidisce parecchio, causa mal di testa.
All'improvviso le porte della Sala si spalancano, e ragazzi e ragazze entrano in fila indiana, andando a sedersi poi ai tavoli delle rispettive casate.
Mike compare al mio fianco, e subito balza nel posto accanto al mio con un gran fracasso. E' stranamente abbronzato, i suoi capelli castano chiarissimo si sono schiariti e gli occhi azzurri risaltano più che mai sul viso spigoloso.
«Armstrongggg!» urla.
«Ehi, Detiege.» lo saluto con una pacca sulla spalla, accennando un sorriso, per poi fare una smorfia. «Bentornato all'inferno.»
«Non vedevo l'ora di tornare, sai?» è ironico, molto ironico.
«Ma dimmi un po', Mike, dov'è che sei andato?»
«In Jamaica, bello mio. In Jamaica, non so se mi spiego! C'erano tante ragazze da farti perdere la testa, ed erano tutte una più bella dell'altra. Il paradiso!»
Non ho davvero intenzione di passare tutta la serata a sentire i discorsi di Mike sulle ragazze che ha conosciuto in quel paradiso tropicale. Così inserisco il Pierre-automatico, e faccio finta di ascoltare, annuendo di tanto in tanto per mostrarmi partecipe.
La testa mi pulsa forte, così forte che a momenti esploderà, me lo sento. Quanto vorrei essere fuori all'aria aperta, oppure nel dormitorio a suonare, o semplicemente ad ascoltare il silenzio e a pensare.
Mi passo una mano tra i capelli e appoggio la testa al palmo sinistro; mi incanto a fissare il mio bicchiere colmo di succo di zucca, mentre con la mano destra spilluzzico qualcosa dal piatto.
Sto per alzarmi per andarmene, quando Madame Maxime si alza di scatto, e fa un cenno con le mani per invitare tutti al silenzio. Mi risiedo con una smorfia, annoiato. Detesto quando la Preside si mette a fare i suoi discorsi annuali; e, in effetti, detesto proprio lei. Almeno ad Hogwarts, quando passai il mio primo anno lì, Silente era capace di tenere su l'umore generale con le sue battutine demenziali. Era un vecchiardo, però non era niente male, tutto sommato.
Ma ora non sono più a Hogwarts, per quanto ami quella scuola molto di più di questa. Vorrei tornare là, credo, anche se non sarebbe più la stessa cosa. Hogwarts non è più la stessa, io non sono più lo stesso, e per questo è meglio che rimanga qui, a vivere nel ricordo passato.
«Ragazze, ragazzi. Bentornati a scuola. Ho un annuncio da fare!» incomincia. «Non so quanti di voi sappiano cosa siano les Printanières....l'ultima volta avvennero esattamente sette anni fa.»
Les Printanières, certo...Non sapevo avvenissero quest'anno.
«Les Printanières» continua la Preside. «Sono un torneo che si svolge qui a scuola ogni sette anni, per far rivivere agli studenti gli avvenimenti salientii della storia di Beauxbatons! Ci saranno cinque prove, nel corso dell'anno e, a differenza del Torneo Tremaghi, al quale è permesso l'accesso agli studenti che hanno compiuto la maggiore età, a questo torneo potete partecipare, qualsiasi sia la vostra età!»
I bisbigli invadono la Sala Grande, ma la Preside riprende il discorso.
«Quattro squadre, una per Casa, si sfideranno in queste prove. Ogni squadra sarà composta da sette concorrenti, uno per anno. Chiunque voglia partecipare dia il proprio nominativo alla professoressa Fleurdhiver.» e indica la Fleurdhiver «Le squadre saranno annunciate il giorno della prima prova...Beh, quindi cominciate a ripassare, qualsiasi materia vi servirà!»
Detto questo ci congeda con un mano. Tutti si alzano simultaneamente, e iniziano a dirigersi verso i propri dormitori.
«Dico Piè, hai sentito?!» esclama eccitato Mike, saltellando di qua e di là.
«Certo che ho sentito, non sono sordo.» borbotto.
«Pensi di partecipare?» mi chiede, senza smettere di saltellare.
«Uhm, non credo, non è che la gloria mi interessi più di tanto. Tu che farai?»
«Io credo che mi limiterò a guardare. Lo studio non è il mio forte!»

PierreA
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martedì, 10 gennaio 2006 alle 16:26 

Uff, eccoci di nuovo qui, a scuola.
Siamo arrivati da poco, fuori piove forte.
Appena scesi dalle grandi carrozze scintillanti i nostri bauli sono stati spostati nelle nostre camere, e noi ci siamo avviati, gocciolanti come pulcini bagnati, verso la sala Grande, dove già tutti gli studenti rimasti a scuola ci stavano aspettando. Varcata la soglia della grande sala i nostri vestiti si sono asciugati di colpo, grazie ad uno splendido ed antico incantesimo fatto, presumo, sull'arco d'ingresso.
Ci sediamo in fretta, ognuno nel tavolo della propria Casa. Lancio uno sguardo veloce sulla tavola Bowtruckle, sorridendo ad Axel, che subito abbassa lo sguardo.
La cena è ottima, come al solito, e un chiacchiericcio tranquillo sale appena finito di mangiare, un ronzio che viene intrrotto dal tintinnare del bicchiere di madame Maxime.
«Ragazze, ragazzi.» Dice, con quel suo solito tono composto.
«Bentornati a scuola. Ho un annuncio da fare!» Si alza in piedi, in fretta. Parecchi studenti delle prime file si spostano leggermente indietro, spaventati.
«Non so quanti di voi sappiano cosa siano le Printanières....l'ultima volta avvennero esattamente sette anni fa.»
La preside aspetta qualche secondo, per permettere alle sue parole di penetrare a fondo nelle menti degli studenti attenti. Un bisbiglio eccitato si diffonde. Sì, credo che mio padre mi abbia accennato qualcosa...mi pare sia un torneo, o qualcosa di simile.
«le Printanières» Continua la donna. «Sono un torneo che si svolge qui a scuola ogni sette anni, per far rivivere agli studenti gli avvenimenti salienti della storia di Beauxbatons! Ci saranno cinque prove, nel corso dell'anno e, a differenza del torneo tremaghi al quale è permesso l'accesso agli studenti che hanno compiuto la maggiore età, a questo torneo potete partecipare, qualsiasi sia la vostra età!»
I bisbiglii aumentano.
«Quattro squadre -una per Casa- si sfideranno in queste prove...e dogni squadra sarà composta da sette concorrenti, uno per anno! Chiunque voglia partecipare dia il proprio nominativo alla professoressa Fleurdhiver» muove con grazia una mano verso la sua destra, dove la Fleurdhiver siede ritta «...le squadre saranno annunciate il giorno della prima prova quindi...beh, cominciate a ripassare, qualsiasi materia vi servirà!»
La preside sorrideamabilmente verso gli studenti attenti, e con un gesto ci congeda. In fretta ci muoviamo verso i dormitori, quattrocento e passa ragazzi, tutti parlano di una cosa sola: le Printanières.
«Voi credete di partecipare?» Accanto a me spunta Vinciene, che mi squadra preoccupata.
Alzo in fretta le spalle. «Boh...»
Mèlaine interviene con la sua solita voce squillante. «Beh...non dovrebbe essere pericoloso come il Tremaghi, no? Insomma...la preside ha detto che possono partecipare studenti di ogni età!»
«Non so, secondo me lo permette perchè è ogni sette anni, e non abbiamo nessun'altra possibilità di partecipare, se non questa...»
Vinciene annuisce, preoccupata. «Mia madre mi ha raccontato che alcuni anni fa...alle Printanières...è morto un ragazzo. Credeva che non si facesse più, da allora.»
«Beh, anche al Tremaghi tre anni fa è morto un ragazzo...e Gabrielle ha rischiato grosso» dico. «Ma se non sbaglio tra due anni si farà ancora, no?»
«Sì....e qui.»
«Uh, avremo un bel da fare...»
«Sì, ma mia cugina ha detto che a Hogwarts ci sono dei gran fighi...» Bisbiglia Mèlaine con uno sguardo perso «Non vedo l'ora!»
Sbuffo. «Mel...Ma te non pensi ad altro? Comunque, parteciperete alle Printanières o no?»
Le ragazze si guardano, poi fissano me. «direi di no...»
Sorrido, guardando a terra.

***

E' una mattina fredda, l'aria gelida entra dalla finestra socchiusa, nell'aula di Trasfigurazioni.
Io e caroline abbiamo passato due ore a confabulare tra noi: Printanières, sì o no?
La lezione finisce -finalmente- e in fretta trascino Caroline fino alla Fleurdhiver.
«Prof...?»
Lei mi guarda, seria.
«Lorelei, Caroline....eravate un po' inquiete oggi....dovete dirmi qualcosa?»
«Beh, noi....volevamo iscriverci alle Printanières.»
Ci guarda con uno sguardo interrogativo. «Ragazze...siete sicure? è un impegno grosso, se sarete scelte non potrete ritirarvi...»
Annuiamo. «Lo sappiamo prof, ci abbiamo pensato molto.» Borbotta Caroline.
«Se è così...Siete iscritte!» Sorride la donna, dando ad ognuna di noi un grosso fiore rosa.

LoreleiOrange
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lunedì, 09 gennaio 2006 alle 21:32 

Se ne stava rannicchiata su una di quelle stupide poltrone viola della sua sala comune, quella accanto alla finestra. Osservava l'intemperie del cielo e...aveva una gran voglia di urlare a squarciagola e squarciare tutto come quei violenti fulmini seguiti da quei tremendi boati. Non ne capiva realmente il motivo, sapeva solo che voleva farlo. Urlare....aveva qualcosa che la bloccava da un paio di giorni e non riusciva a capirne il motivo. L'ultima settimana di vacanze si era rintanata da tutto e tutti evitando persino Domitille. E con lei anche Daniel.
Aveva bisogno di stare sola. Sapeva di essere strana certe volte, assumeva degli atteggiamenti totalmente assurdi eppure, anche sapendolo, non faceva nulla per evitarlo.
La famosissima partita di Quidditch, per la quale era stato alzato un polverone era stata sospesa. Causa tempo. E diciamo che questo era un altro punto che la deprimeva. Aveva bisogno di salire su quella dannatissima scopa e sfogarsi sentendo il vento che le graffiava il viso. E la pioggia che le puliva l'anima.
Inoltre Dan, come capitano dellla squadra, aveva deciso che i Thestrals sarebbero stati divisi in due squadre,  in modo da poter far giocare tutti e non creare troppa confusione.
E aveva lasciato a lei l'incompenso di avvertire alcune persone, tra cui Labelle, quella del settimo.
Ma dopo sei giorni non si era ancora avvicinata a lei, e sapeva che questo non era il momento adatto. L'avrebbe trattata male, come stava facendo un pò con tutti e infondo le dispiaceva, già la maggior parte delle ragazze della casa l'avevano insultata, non aveva voglia di mettercisi anche lei.
E la cosa la stupì profondamente, non avrebbe mai fatto così. Dov'era finita la sua caparbietà e il senso di superiorità che l'avevano caratterizzata da sempre?Che fine avevano fatto?Sembrava che dopo l'incidente con Morgana, Daniel e Frankie, queste sue, diciamo, qualità, si erano affievolite, lasciando spazio ad una profonda desolazione, infondo era una parte di lei che momentaneamente si era sopita.
Con un rapido scatto si alzò dal suo piccolo rifugio sfrecciando per tutta la sala comune, non badando all'occhiataccia che le rivolse Domitille mentre parlava con Seline, uscì fuori, correndo per i lunghi corridoi fino ad arrivare al grande portone principale, che oltrepassò noncurante della pioggia fitta che la bagnava dirigendosi verso il campo di Quidditch.
Afferrò la sua scopa e senza nemmeno preoccuparsi di cambiarsi la cavalcò, sfrecciando in aria, seguita dopo poco dalle palle che aveva incantato per inscenare una semi partita, in modo da potersi allenare.
Era zuppa, il jeans e il maglione nero fradicio, i capelli divisi in lunghi fili che le ricadevano, azzeccandosi, sul viso in tutta la loro lunghezza. Ma continuava a stare lì. Non le importava di beccarsi una seria influenza, nulla aveva importanza ora. Era come se fosse caduta in trance, se tutto ciò che la circondava non esistesse. Solo lei e la scopa, niente vento, niente pioggia, nulla. Come in un'altra dimensione.
Non seppe per quanto tempo rimase lì, ma dal calare del sole constatò che erano passate sicuramente due buonissime ore, era quasi buio.
«Sei una stupida» una voce alle sue spalle la colse di sorpresa, facendola sbandare pericolosamente con la scopa.
«Cosa vuoi Dan.»
Il ragazzo le si piantò davanti in sella alla sua scopa, non permettendole nessun movimento, siccome, ogni volta che lei provava a spostarsi lui la placcava.
«Aeth, si può sapere che diavolo ti prende?Sono due ore che ti cerchiamo e guarda come sei conciata!Ti prenderai un accidenti» dovette urlare più forte le ultime parole a causa di un forte boato.
«Scendi»
Rimase in silenzio. Mentre leggere lacrime le solcavano il viso pallido e congelato. Perchè piangeva?Perchè quelle stupide lacrime avevano infranto ogni barriera?Piangere era segno di debolezza e lei non voleva sembrare debole e poi non aveva nulla per cui piangere, non era successo nulla.
Ma non riusciva a smettere, a frenare quella gocce d'acqua che si mischiavano alla pioggia.
Scese lentamente quasi senza accorgersene , seguita dal ragazzo. Quando atterrò aveva uno sguardo vacuo, spento. Perso nel vuoto.
Daniel la prese per mano conducendola negli spogliatoi, lei si lasciò trascinare e quando arrivarono lui gli poggiò sulle spalle tremanti il mantello che aveva lasciato lì poco prima, prendendogliele a frizziolare con le mani.
«Aeth, che ti succede?»
Continuò a non rispondere, appoggiandosi alla parete e lasciandosi scivolare fino a toccare terra, mentre quelle fastidiossissime lacrime continuavano imperterrite il loro tragitto.
«Io....non lo so. Non sono all'altezza di tutto ciò.»
Era possibile?Era concesso, a volte, abbattere le proprie difese e mostrarsi debole?Era possibile?
«Che cosa intendi?»
Ma questa volta, davvero, non ebbe risposta.

La scuola era ricominciata regolarmente, camminava con Domitille dopo un'estenuante lezione di trasfiguarazione con la professoressa che più odiava al mondo.
Poco dopo, la Petitclaire maggiore la lasciò sola per delle faccende che doveva sbrigare e si ritrovò, nuovamente a percorrere quei corridoi senza una meta precisa.
Era avanti alla porta della Biblioteca e decise di entrarci....infondo, non avendo nulla di meglio da fare, decise di inziiare a studiare per le lezioni successive, ma tutti i suoi buoni propositi andarono a monte quando intravide la sagoma di una ragazza dai lunghi capelli neri seduta ad un tavolo.
Era ora....o adesso o mai più.
«Posso?» chiese rivolta a Labelle.
«Fa come vuoi.»
Si sedette, restando per un minuto in silenzio.
«Senti, forse non sono la persona più adatta a dirtelo, ma stanno organizzando quella famosa partita di Quidditch alla quale volevi partecipare e, bè , il capitano della squadra ha deciso di dividerci in due gruppi, di modo che tu possa essere la Cercatrice di una delle due squadre, senza andare in conflitto con Domitille. Per le partite normali....bè....lì sarà più difficile, dato che le squadre sono già state formate da un pò e c'è voluto un bel pò per avere Dom in squadra, quindi non penso che cederà il posto»
«Non mi interessa.»
Aethereally la guardò stupita.
«Non mi interessa delle vostre stupide partite di Quidditch, di questa scuola e di voi.»
La ragazza dai freddi occhi azzurri chinò momentaneamente il capo.
«Non...infondo non siamo così cattive e perfide come ci dipingono»
In risposta l'altra ragazza la guardò con sguardo ancor più stupito, se possibile, mentre un leggero ghigno le si dipingeva sul volto.
«Ah no?»
«No....possiamo essere la peggiore casa che esista qui, ma abbiamo un cuore e a differenza di come credono molti, non è di pietra, e che ci creda o no, sappiamo essere accettabili, con tutti i nostri difetti. Ma infondo, chi è che non ha difetti?E poi....renditene conto, anche tu sei dei Thestrals e se sei stata smistata in questa casa c'è un motivo. Comunque, fa come vuoi, se ti interessa la partita si dovrebbe tenere sabato prossimo. Una semplice amichevole, giusto per allenarci un pò.»
E detto questo si allontanò prendendo alcuni libri da qualche scaffale e poggiandosi ad un tavolo poco lontano.


Aethereally
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domenica, 08 gennaio 2006 alle 17:56 

Inserisco nel baule senza un particolare ordine le ultime cose per il ritorno a Beauxbatons, nella silenziosa tristezza della mia casa vuota, almeno in quel momento. Probabilmente mio padre è ancora al lavoro...o meglio, a giudicare dal ritardo, con una delle tante ragazzine che prova ad abbordare, mio fratello maggiore è dalla ragazza e il minore è dalla nonna. Da domani non li vedrò più per altri mesi, i miei fratelli e mia nonna, e penso che probabilmente mi mancheranno. Anche Julien mi mancherà, specialmente dopo il bacio che ci siamo scambiati a Capodanno, quando, durante una festa a casa di amici, eravamo tutti e due sul balcone a fumare. Poi non ci siamo più sentiti e per me è decisamente meglio così.

Questa sera vorrei uscire, vedere qualcuno, salutare i miei amici babbani che non rivedrò prima dell'estate, ma se nessuno si è fatto sentire vuol dire che forse preferiscono ripassare le ultime cose per la scuola prima di domani e andare a letto presto, o forse si sono stancati di me, delle bugie che invento per far loro capire perchè sto via per diversi mesi all'anno senza la possibilità di avere contatti con gli altri. Io sono propensa a pensare che la risposta giusta sia la seconda, ma non mi pronuncio.

Sento la porta che si apre al piano di sotto, dei passi e le chiavi che vengono appoggiate sul tavolino all'ingresso; esco dalla mia stanza, mi affaccio per le scale per vedere chi sia e scopro che mio fratello maggiore è tornato prima del previsto e sta venendo verso di me con la sua solita aria rilassata ma nervosa allo stesso tempo, i capelli tinti di nero bagnati dalla pioggia e i vestiti zuppi. Fuori c'è il diluvio e lui non ha nemmeno pensato alla possibilità di prendere un ombrello o alzare il cappuccio della felpa che indossa sotto il giubbotto. Quando mi arriva vicino inizia a ridere e mi stringe a sé bagnandomi tutta mentre cerco di liberarmi dalla sua presa ridendo a mia volta.

"Dai, Jacques!" esclamo appena lui molla la presa.

"Scusa, sorellina, non ho potuto resistere"

Gli dò una spinta giocosa per poi fare marcia indietro e tornare in camera mia, dove lui mi segue. Io mi siedo a gambe incrociate sulla scrivania, mentre lui si siede sul bordo del letto sfilandosi il cappotto e le scarpe.

"E così domani riparti"

"Già" rispondo io con una punta di tristezza e delusione nella voce.

"Mi scrivi almeno una volta al mese?" mi chiede facendo gli occhioni dolci, ma sinceramente interessato alla cosa.

"Certo, almeno una volta alla settimana, a te e a François"

"E Julien? Come va con lui?"

Faccio spallucce e gli sorrido per rassicurarlo.

"Tra me e lui è finita da un pezzo, anche se un po' mi manca"

Jacques si alza dal letto, mi passa vicino per scompigliarmi con dolcezza i capelli e poi esce dalla stanza con un sorriso. Jacques, lui mi mancherà più di tutti.

LaizeChambery
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Beauxbaton's Status

Beauxbatons is OnLine since September, 15th 2005
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Personaggi Occupati

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Thestrals

«Aethereally Vìemeére

Sedici anni, cocciuta, testarda, caparbia,
egocentrica. E' orfana dall'età di quattro anni e non avendo nessun parente è stata adottata da una famiglia di Purosangue con la quale ha un ottimo
rapporto. E' stata viziata e spinta ad odiare i Mezzosangue e i Babbani.
Per la sua età è già molto alta, ha i capelli castani chiaro e occhi  azzurrissimi che tendono quasi all'azzurro ghiaccio.
Adora il Quidditch e i casini, ma non è il tipo che li crea, diciamo solo che vi partecipa. Al posto di un gufo ha un falco. E' stata smistata nei Thestrals e si è fatta rifare il tatuaggio di smistamento sulla spalla destra.

«Alannah Cairealláin

Grazia e nobiltà racchiusi per quindici anni in un esile corpo dalla pelle chiara e costellata di lentiggini. Alannah, di puro sangue Irlandese, ha gli occhi castani incorniciati da una cascata di capelli rosso fuoco. Si trasferì al secondo anno in Francia, a causa del lavoro dei suoi e, anche se da tre anni frequenta Beauxbatons, ancora pensa e parla in gaelico, quando ne ha la possibilità. Nobile e purosangue, è orgogliosa della discendenza della sua famiglia, e per questo finì pochi anni orsono nella casata Thestral. Adora le fiabe e le leggende della sua terra, che racconta solo alle persone a cui tiene veramente; ha uno splendido esemplare di gatto siamese chiamato féileacán, farfalla, dagli occhi azzurri e una grazia quasi irreale. Forse un po' troppo altezzosa, non si è mai trovata in situazioni sgradevoli come la maggior parte dei suoi compagni di Casata. Quando ancora era in Irlanda frequentò la Acadamh Ceoil, l'Accademia di Musica, come tutta la sua famiglia, ed ora ha la capacità di suonare sia l'arpa che il piccolo thin whistle.

«Domitille Petitclaire

Domittile. Sedici anni, ma crede di averne già diciannove. Appartenente alla casa dei Theastral. Ribelle e anticonformista. Pensa che il mondo sia migliore senza regole. Piccola, ma conosciuta già da tutta Beauxbatons come "quella che fa casino".
Non le piace andare a scuola. O meglio, non le piace andare lì. Lei vorrebbe essere a Hogwarts, o ancora meglio a Durmstrang. Domitille proviene da una famiglia purosangue e di Mangiamorte. Attualmente il padre è rinchiuso ad Azkaban, mentre la madre è riuscita a fuggire ed ora è nascosta in qualeche luogo asiatico. La ragazzina non ha alcun rapporto con i genitori anche se comincia a seguirne i passi dedicando il suo tempo libero alle arti oscure.
Ora vive con la zia Mathilde e le sue cinque cugine (due magonò, mentre le altre tre frequentano Beauxbatons).
Sola, quasi sempre, Domitille ha soltanto due amiche a scuola, mentre gli altri li definisce semplicemente conoscenti. Piccola, alta quasi un metro e sessanta, dalle linee morbide, Domitille non ha mai avuto particolari problemi con il suo fisico e con il suo viso. Adora i suoi occhi cerulei che trucca spesso con matita nera e mascara.

«Elodie Lylian Sinnous

Nata a Lille, nel Nord della Francia, in una famiglia di Purosangue sedici anni fa.  Trascorre una vita tranquilla, vivendo più con i governanti che con i Genitori, figure di spicco al Ministero della Magia Francese. Cresce viziata ed in mezzo al lusso, tra i giocattoli suoi e del fratello più grande, JeanBaptiste. Non conosce realtà al di fuori della sua, e per questo appena puo', si trasforma in una peste.

«Eugènie Amalie Renaissance

Eugènie Amalie nasce nella bellissima Avignon 16 anni fa. La sua antica famiglia fa parte della nobiltà del mondo della magia, ed ha sempre avuto come componenti maghi e streghe purosangue, cosa di cui va estremamente fiera. A tre anni Eugènie si trasferisce a Parigi con i suoi, imparando a conoscere il mondo dei babbani. Non ha una grande simpatia per loro, spesso e volentieri non li considera. Ha frequentato per un anno Hogwarts, a 11 anni, a causa di un viaggio improvviso in Inghilterra dei genitori, che però non le hanno mai spiegato il motivo. L'anno successivo la famiglia Renaissance torna a Parigi, ed iscrive la figlia a Beauxbatons. Ora Eugènie frequenta il sesto anno e fa parte della casata dei Thestrals. È arrogante, cattiva, opportunista, antipatica, ficcanaso, una snob in piena regola. È però anche molto intelligente, ambiziosa e non si tira mai indietro. A causa del suo carattere ha poche persone che le stiano davvero vicino, il resto si possono considerare amicizie di comodo. Sotto questa maschera Eugènie è però una ragazzina malinconica, che non si fida mai di nessuno, se non di se stessa, non riesce a perdonare ai genitori di avere dei segreti.

«Manon Bouringer

Nata un caldo 16 Agosto di 16 anni fa.
Una bella ragazza dal fisico esile e ben proporzionato.
Caratterialmente fredda e distaccata. Acida e ribelle, scontrosa. altezzosa e sfacciata. Ma con questo modo di fare cerca di mascherare il suo carattere timido. E’ un po’ snob e sempre attenta al look anche se non è fissatissima le piace essere sempre elegante e alla moda.
Ha passato un'infanzia serena, vivendo in una villa lussuosa di Parigi.
Manon è una purosangue ovviamente  e considera i mezzosangue feccia!
La sua è una ricca e benestante famiglia di maghi.
Una famiglia che ha avuto molte volte a che fare con Voldemort e con i Mangiamorte.
I suoi genitori sono entrambi in vita, ma lei con loro ha un brutto rapporto.. Legata al fratello Olivier.. e con lui litiga continuamente però in fondo gli vuole davvero tanto bene.. molto più che hai genitori.. Frequenta Beuxbaton ed è nella casa dei Thestrals al sesto anno. Ha un rapporto burrascoso con Dom e Aeth. Durante il sesto anno però si aprirà lentamente un po’ di più verso gli altri. Inizierà a sviluppare un carattere più socievole e a considerare il suo look meno sacro.

«Pierre Armstrong

Pierre Charles Armstrong ha sedici anni, è nato a Montréal, in Canada, da padre canadese e madre francese, entrambi di famiglia Purosangue. I genitori proabilmente erano entrambi Mangiamorte, fatto sta che vennero uccisi in uno scontro con degli Auror, quando Pierre aveva nove anni e mezzo. Quindi ha vissuto con dei lontani parenti inglesi a Londra, e proprio lì ha iniziato a frequentare Hogwarts, finendo nei Serpeverde. Nell'estate fra il primo e il secondo anno, però, è stato costretto a trasferirsi in Francia, e da allora frequenta Beuxbatons, dove è stato smistato nei Thestrals. Ribelle, acido ed egoista, ma anche ironico ed estroverso, è stato educato fin da piccolo al disprezzo verso i Mezzosangue, e non perde occasione per divertirsi prendendosi gioco di loro. Adora combinare casini, è il suo hobby preferito, insieme al suonare la sua chitarra elettrica, che si porta dappertutto.

Sfingi

« Aline McNamara

Aline ha sedici anni ed è olandese.
Grafomane sin da quando ha imparato a tenere una penna in mano, mette su carta ogni più suo criptico pensiero. Ha gli occhi grandi e blu ed una pelle diafana che ha ereditato da sua madre, vedova che è riuscita a crescere una bambina contando solo sulle proprie forze. Per questo Aline la adora, anche se hanno personalità diametricalmente opposte. Aline odia i capelli ricci o boccolati e, di conseguenza, odia i suoi capelli. Timida e fragile ma comunque socievole, ha una visione molto, forse troppo, utopica della realtà.

« eileen Andersson

«Su, non fare la vittimista, se ce l'ho fatta io perché non dovresti farcela anche tu?» Eileen è un'inguaribile ottimista. Eileen ha quindici anni e da quando frequenta la scuola di Magia e Stregoneria di Beauxbatons vive a Lille, in Francia. Non ha mai conosciuto il padre, un mago, nonostante abbia abitato per undici anni a Ribe, il suo paese natale. La madre, francese e babbana di nascita, acconsentì, seppur con riluttanza, a iscrivere la figlia all'accademia francese. Intelligente e modesta, Eileen fa parte della casa delle Sfingi. Nonostante la sua infanzia poco serena, è molto solare e fa amicizia facilmente, anche se si lega a poche persone, solitamente particolari e un po' strane. Eileen è piuttosto alta, un metro e settanta quasi. Non è magra, ma proporzionata. Fianchi e seni morbidi e pancia ben modellata. Il volto è leggermente tondo, gli occhi celesti e le labbra carnose molto chiare. I capelli sono biondo/rossicci e spesso li tiene sciolti con alcuni ciuffi che le incorniciano il volto.

« Elisewin Ricoeur

Elisewin è nata da genitori purosangue. È
particolarmente legata al padre, che le ha trasmesso la passione per i libri e la Legilimanzia, impartendole spesso lezioni private di ogni genere sin dalla più tenera età. Ha lunghi capelli rossi e occhi celesti, la carnagione chiara, un viso da bambola. Tratta chi non conosce con freddezza e alterigia, in realtà si rivela ben diversa quando comincia a fidarsi di più delle persone. Lunatica, spesso nervosa, tende a rispondere molto male e ad essere acida. Non ha molte amicizie, ma la cosa non sembra crearle troppi problemi. Le piace molto leggere e scrivere, e può passare intere ore nel parco di Beauxbatons a fare una di queste due cose, o in Biblioteca.

«Lorelei Orange

Lorelei Orange nasce quindici anni fa in un piccolo paesino fuori St. Etienne, nella grande casa di campagna che ospita, oltre alla sua famiglia, i nonni materni. Passa felice l'infanzia, giocando con le decine di cugini e frequentando la scuola del paese, finchè, cinque anni fa, ricevette la lettera di ammissione a Beauxbatons, che non giunse inaspettata. Fin dall'età di cinque anni infatti, Lorelei è in grado di modificare la fisionomia del suo corpo, dono che pare avesse, le ha raccontato il padre, anche la sua trisnonna. Non conosce i nonni paterni che lo rinnegarono quando egli sposò una babbana, ma ha comunque ottimi rapporti con i due fratelli del padre, che spesso vengono a trovare lei e la sua famiglia. Il suo unico cugino da parte paterna è Jacques Orange, che frequenta il terzo anno a Beauxbatons nelle Sfingi, come ogni Orange. Gioca nella squadra di Quidditch come cacciatrice.

«Martyl Flamine D'Arnaut 

Sta per compiere 15 anni. Nata da genitori francesi, è cresciuta a Francoforte sotto la sorveglianza di una rigida istitutrice. E’ stata successivamente iscritta all’accademia di Durmstrang, dove ha completato i primi quattro anni col massimo dei voti. E’ stata costretta a spostarsi a Beauxbatons dopo una repentina sospensione dalla scuola. ( aveva affatturato un paio di primini )
Di innegabile lunaticità. Fredda, rigida, taciturna. Difficilmente lascia trapelare le sue emozioni. Altezzosa e aristocratica, atteggiamento frutto di anni di lavoro da parte di chiunque venisse in contatto con lei. Di natura ribelle, detesta le regole quando ostacolano i suoi progetti. Attrice nata. Sarcastica, orgogliosa, permalosa, vendicativa. Sorride raramente, non ride mai. Snella, forme proporzionate. Carnagione color porcellana, viso ovale.  Lunghissimi capelli corvini, spesso acconciati con nastri neri; una frangia tenuta di lato copre completamente il lato sinistro della faccia. Occhi d’azzurro intenso, quasi turchese, profondi e freddi.

«rachel brody

Sedicenne dai capelli biondi a boccoli e dagli occhi azzuri/grigi cangianti in verde a seconda del tempo. Di media statura e dal fisico snello. Appartenente alla casa delle sfingi è arrivata alla scuola francese ad anno già iniziato. Ragazza inglese. Non conosce a perfezione il francese e spesso inventa parole o le pronuncia a modo suo. Passa davanti ai libri poco tempo perchè le basta l'apprendimento o in classe. Vivace e generosa, schietta e sincera. Selezionatrice nelle amicizie, sono pochi quelli a cui Rachel apre il cuore, ma è comunque disponibile con tutti. Ragazza alla moda, cura molto il suo aspetto fisico perchè crede fermamente che per stare bene con se stessi bisogna essere sereni sia interiormente che esteriormente. Ama stare all'aria aperta, lo shopping e leggere. Appartenente ad una famiglia benestante, vive sola con il padre. Non ha mai conosciuto la madre e non ama parlare del suo passato perchè pieno di punti di interrogativi. Frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi.

«Roxanne Lefebvre

Roxanne ha 16 anni e frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi. Ha intensi occhi azzurri e lunghi capelli castani che tinge spesso, di biondo o di rosso. Molto razionale, raramente si lascia andare e non manifesta quasi mai le sue emozioni, per questo viene considerata una ragazza difficile ed enigmatica. Odia il padre, che se ne è andato di casa quando Roxy aveva solo sei anni, lasciando lei e la sorella con la madre. A causa di questo 'trauma' considera tutti i ragazzi falsi e inaffidabili. Non lega facilmente e non ha molti amici, preferisce averne pochi ma fidati. Sa suonare la chitarra e adora leggere, passerebbe la vita in biblioteca se la sorella non la trascinasse via. Ha una sorella gemella, Eleanor, che frequenta Beauxbatons nei Centauri.

Bowtruckle

«Angelique Petitclaire

Angelique ha dodici anni, ed è al secondo anno. Sorella di Domitille, anche se probabilmente ne è l'esatto contrario. Bionda e mingherlina, difficilmente parla con chi non conosce. Ha sempre vissuto con la zia Mathilde con la sorella e le cugine, ed è timida e introversa. Fin da piccola ha ammirato la sorella, anche se lei non le ha mai quasi parlato. Smistata nella casa Bowtruckle, si trova abbastanza bene a scuola, anche se a rilento fa amicizia. Per quel poco che ha frequentato, le sue materie preferite sono trasfigurazione e divinazione.

«Axel Ayrton Lenhard

Silenzioso, taciturno, solitario, Axel non ama mettersi in mostra. Ha profondi occhi verdi e capelli castani, fisico
slanciato, ma nonostante tutto molto magro. Frequenta il quinto anno a Beauxbatones ed è stato smistato nella casa dei Bowtrukle, anche se il suo tatuaggio si confondeva con quello delle Sfingi, casa alla quale doveva appartenere per la sua intelligenza. Ama studiare e passa la maggior parte del suo tempo in Biblioteca, fatto eccezione per i momenti in cui si dedica al disegno sulle rive del lago. Originario dell'Olanda, ha vissuto in questo paese per metà della sua vita, fin quando per motivi di lavoro del padre, si è dovuto trasferire in Francia. Dall'età di sette anni vive nella magica Avignon con i genitori e
la sorellina più piccola di quattro anni alla quale è molto legato.

«Autumn Kayleigh Mathieu

Nata da famiglia di maghi purosangue, padre francese e madre irlandese, Autumn ha ereditato da quest'ultima i lunghi capelli rossi e la carnagione chiara spruzzata di efelidi. Non molto loquace nè estroversa, compensa con un viso espressivo e con un sorriso che nasce dal nulla anche se non sembra vi sia un motivo. Quindicenne dalla costituzione esile e dagli occhi verdi, è una Metamorfomagus che però preferisce non utilizzare spesso le proprie capacità, e tiene per sè questa sua caratteristica come un piccolo segreto.
Ama disegnare a matita, passione che la porta ad osservare con curiosità chi e cosa le sta attorno, per poi tratteggiare su carta ciò che la colpisce: spesso può essere vista mentre disegna, momento nel quale riesce anche a perdere completamente il senso del tempo, isolandosi temporaneamente dal mondo per concentrarsi unicamente sui suoi disegni.
Un'altra sua grande passione sono le puffole pigmee che alleva clandestinamente tra le mura di beauxbatons. Autumn tende ad essere introversa, se colta in imbarazzo anche goffa ed impacciata, ma è decisa ad affinare le sue conoscenze magiche, anche se riluttante a esibire la sua capacità innata di mutare aspetto a proprio piacimento.

«Benjamin LaBranche

Benjamin (o Benji per i familiari e gli amici stretti) è nato quindici anni fa a Marsiglia da una semplice famiglia di maghi non troppo poveri ma nemmeno troppo ricchi, ha vissuto in tranquillità la sua infanzia e fin da piccolo è sempre stato un po’ attratto da i Babbani e dal loro stile di vita.
E’ un ragazzino vivace e solare, ironico, amichevole e sempre protettivo nei confronti delle persone a cui vuole bene.. appena vede qualcuno fare un torto a un amico parte in quinta in modo impulsivo senza ragionare. Cosa che spesso e volentieri lo mette nei guai. E’ coraggioso e determinato e anche un po’ troppo testardo.  E’ intelligente  ma a scuola non ha bei voti perché è molto pigro e distratto, sempre tra le nuvole. Quest’anno frequenta il quinto anno nella casa dei Bowtruckle mentre la sua sorellina minore Josephine frequenta il quarto della stessa casa.

«Camille Monet

Camille ha 16 anni e mezzo, e frequenta da poco il 6° anno a Beauxbatons. Intensi occhi sfuggenti. E' meglio non osservarli perchè ti riempirebbero del dolore soffocante di chi è cresciuto troppo in fretta.

 

centauri

«Anja Gauthier

Anja Gauthier, sedici anni, studentessa a Beauxbatons, sesto anno, Centauri. Alta e slanciata, capelli biondi lunghi fino alle spalle, occhi grigi cangianti a seconda del tempo. Gentile con tutti, ma mantiene sempre un deciso distacco, non entra mai troppo nel personale. Alcuni attribuiscono questa glacialità al suo essere scadinava da parte di madre. Sono poche le persone a cui vuole veramente bene, ancora meno quelle che trova antipatiche, la maggior parte le sono semplicemente indifferenti. Ottima ascoltatrice, sa sempre consigliare la cosa giusta da fare. Compagna di stanza di Eleanor Lefebvre, condivide con l'amica la passione per il Quidditch; giocano entrambi da cacciatrici nella squadra della loro casa.

«Lucien Debeuckelaere

Nasce 16 anni fa a Mulhouse da genitori babbani, in una notte di 31 ottobre particolarmente freddo. Occhi grigi e capelli castano scuro, è asciutto e di media altezza. Padroneggia due lingue, infatti fin da piccolo ha parlato il francese a scuola e il tedesco a casa con i genitori, che hanno radici germaniche, e con il fratello Jaques di sei anni. Ha un cucciolo di husky siberiano, Freja, a cui è affezionatissimo: a settembre è costretto a separarsi da Freja lasciandola a casa, per questo ogni anno il suo ritorno a beauxbatons non è dei più felici. Un ragazzo tranquillo con una passione per le carte da gioco: da piccolo imparò a utilizzarle per diversi giochi di prestigio, e anche ora che ha scoperto di essere un mago gli piace misurarsi in questi giochi di abilità. Schietto e molte volte sarcastico, è però disponibile ad aiutare gli altri quando ne sente la necessità; lega con diverse persone ma con poche stringe un legame profondo. E' uno studente pigro e indisciplinato, si applica al pieno delle sue possibilità solo nelle poche materie che lo interessano veramente.

«Natasha Roses

Natasha Roses nasce a Londra quindici anni fa. Nata da genitori Purosangue, si vanta di quanto la sua famiglia, dell'altà nobiltà inglese, sia superiore al resto del mondo. I genitori preferirono mandarla a scuola a Beauxbatons, dove, a detta loro, l'ambiente era meno "plebeo", e sicuramente più all'altezza della loro splendida figlia. Egocentrica e superficiale, ha trovato fin dal primo anno l'amicizia delle sue amiche, nobili e feshon quanto lei. Centauro, frequenta ora il quarto anno a Beuaxbatons. Alta e magra, il suo hobby preferito è lo shopping, seguito dai ragazzi.

«Raz Apap-Bologna

Nasce il 2 giugno di 16 anni fa nella calda La Valletta da genitori babbani della buona società maltese. Infanzia tranquilla e serena, amato dai miei genitori e dalla sorella Alex, passa molto tempo al mare d’estate e alla scoperta della sua bella isola d’inverno. A dieci anni circa, quando i suoi poteri iniziano a manifestarsi, il suo mondo diventa di colpo molto più ampio: in un estate conosce il mondo della magia tramite la vecchia prozia Adeline, e viene catapultato a hogwarth; deve salutare i suoi vecchi amici, i suoi e Alex, ma per fortuna ogni estate tutto torna alla normalità. Quest’anno la prozia preoccupata dal clima cupo instauratosi in Gran Bretagna ha insistito per iscriverlo in Francia; arriva quindi a Beauxbaton con poco entusiasmo dove viene stranamente smistato nei centauri.
E’ uno studente interessato e serio, segue con interesse i corsi di Erbologia, Cura delle creature magiche e Storia della Magia sperando di occuparsi di draghi. Di carattere cortese ma diffidente ci mette molto per socializzare ma diventa un amico sincero. E’ profondamente legato alle sue radici babbane e ama quel mondo, soprattutto le tecnologie e gli sport, in primis quelli acquatici.

«Summer Roxeau

Summer, Summy, è nata sedici anni fa nella capitale francese da un'importante famiglia babbana, entrambi i genitori sono infatti famosi modisti. Sua madre ex modella, suo padre stilista. Fin da piccola la ragazza viene catapultata nel mondo Hollywoodiano e diventa una tra le modelle francesi più ricercata, nonostante la sua giovane età. Dimostra più della sua età. Alta e magra, senza però mancanza di forme; dagli occhi scuri, profondi, contornati sempre da una matita nera e capelli castani. Quando quel fatidico giorno le arrivò la lettera per beauxbatons si sentì sollevata di non dover più vivere la vita 'fuori dal mondo magico'. Summer voleva infatti godersi una vita semplice, da ragazza normale, senza tutte q uelle persone che la circondassero, essere amata per come è e non per cosa è. Simpatica, solare, curiosa generosa e senza peli sulla lingua. Non ama stare sui libri preferisce passare il suo tempo divertendosi e facendo casino.

«Vanille Zoélie Minuit

Magrissima, ai limiti dell'anoressia, Noëlle è piuttosto alta. Ha la carnagione bianca, i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Noëlle è sempre stata una ragazza strana, si è sempre tenuta in disparte. Non si sa con esattezza chi siano i suoi genitori, in quanto è stata trovata davanti ad un convento/orfanatrofio quando aveva appena tre mesi, senza segni di riconoscimento, a parte una lettera nella quale era stato scritto il suo nome. Fin da bambina ha dimostrato le sue doti divinatorie, che ora sta sviluppando grazie all'aiuto della professoressa Lacroix, convinta non a torto che possieda la Vista. Silenziosa e taciturna, è riuscita in fretta a padroneggiare gli Incantesimi Non Verbali.

Iscrizione

Attenzione! Le iscrizioni alla casa delle Sfingi e Thestral sono chiuse!

Volete iscrivervi? Bene, leggete le regole e mandatemi un e.mail a questo indirizzo: clicca qui con i seguenti dati:

- Nome:
- Email:
- Nome del Personaggio:
- Breve storia del personaggio:
- Casa scelta:
- Username con il quale ci si è registrati in splinder (deve essere quello del personaggio da voi scelto):
- Immagine scelta per il personaggio:
- Qual è l'erba preferita della Fed?:

Ricordo inoltre che quando mi manderete l'email di iscrizione dovrete già essere iscritti a splinder con il nick del vostro personaggio e dovrete inserire nella mail l'username attivo e funzionante.

Le case

Sfingi
Creatura dal viso umano e dal corpo felino, la sfinge è un essere molto intelligente, che ha l'abitudine di porre indovinelli. Gli studenti di questa casa amano lo studio, sono diligenti e seri.

Thestrals
Sono creature alate con la testa di drago e il corpo scheletrico e nero di un cavallo. Hanno occhi bianchi e lucenti, zanne e lunga coda. Si mostrano solo a coloro che hanno visto morire qualcuno e per questo, spesso il vero carattere degli appartenenti a questa casa è visibile a pochi. Spesso studenti provenienti da famiglie purosangue, spesso disprezzano le altre case. Hanno un comportamento spesso indisciplinato, e una forte voglia di avventura.

Centauri
Testa, torso e braccia da uomo su corpo di cavallo. Gli appartenenti a questa casa sono forse gli studenti con l'animo nobile. Spesso comunque, antepongono cose futili come lo sport alla scuola.

Bowtruckle
Creatura mite e pacifica, vive all'interno di un albero di cui è custode. Gli studenti di questa casa sono altruisti, offrono spesso la propria vita per gli altri.

lo smistamento

Gli studenti vengono smistati durante una cerimonia ufficiale il primo giorno di scuola. Gli alunni vengono chiamati in ordine alfabetico, e la preside pronuncia l'incantesimo "Subro". Dopo qualche secondo sulla pelle dello studente appare una piccola bruciatura, che indica l'animale della casa alla quale si è destinati: un pezzo di legno, una sfinge, un centaro o un cavallo con la testa di drago. A volte il segno va interpretato, quando lo studente oscilla tra due case. Dopo qualche giorno, la bruciatura scompare.

i fantasmi

Come ogni buon castello che si rispetti Beauxbatons ha alcuni spettri. I gemelli Planès, due fantasmi gemelli che passano la maggior parte del tempo a litigare su qualsiasi cosa. Il conte de Crayencour, un uomo severo di circa cinquant'anni, gira per il castello scuotendo la testa. Non gli va bene nulla del nostro tempo: il cibo, i ragazzi, gli insegnanti...nel lontano 1500 era preside della scuola. Il vecchio, così viene chiamato dagli alunni, è un vecchio fantasma che non ricorda chi è, cosa sta facendo e dove sta andando.

la scuola

Beauxbatons è una scuola molto bella rispetto a molte altre. E' un castello, ma molto più piccolo di hogwarts. Gli studenti sono circa 200, e frequentano sette anni di scuola. E' presente una Sala Grande, dove vengono fatte le riunioni e si mangia, la biblioteca e i dormitori delle case. Questi sono situati nelle torri del castello. All'esterno è presente un campo da quiddich e un grande giardino, oltre che a un recinto per gli animali e una serra.

beauxbatons in pillole

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Insegnanti

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Personaggi non giocanti

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Rules

Per riuscire a giocare in maniera bella, realistica, piacevole, temo che le quattro regolucce a lato siano un po' troppo timide, me ne sto accorgendo già da un pezzo. Perciò ora le regole sono più complesse, e chiederemmo a tutti di seguirle. Verrete avvisati una, due, tre volte, poi il vostro bel personaggio finirà accidentalmente annegato nel lago, e non sto scherzando.

I POST
1. i caratteri sono predefiniti. Pertanto, se non volete distruggere la spendida composizione cromatica del template della Fed, non alterate i colori. Basta non selezionarne nessuno nel momento in cui scrivete il post.
2. analogamente, anche il font è automatico, di conseguenza scrivete i vostri post o direttamente su splinder, o nel blocco note. NON in word o simili.
Ovviamente, se sbagliate basta comunicarlo a noi, che provvederemo a cambiare tutto.
3. evitate immagini, a meno che non siano parte integrante del post (ad esempio foto o disegni.)
4. nei dialogi utilizzate "" oppure «». Nient'altro.

COMPORTAMENTO E PERSONAGGI
1. come cita la regolina numero quattro, che ormai è morta e sepolta mi pare, i vostri personaggi NON SONO EROI. (non=avverbio di negazione, per chi eventualmente non l'avesse capito.)
Ergo: santa pazienza, il vostro personaggio non può salvare il mondo! O essere strafigo! Se vogliamo giocare divertendoci, non è possibile avere migliaia di pp (=power player, termine gentilmente fregato dai gdr). Questa è la regola più severa, occhio, ok?
2. non è obbligatorio che, la prima volta che postate, il vostro personaggio sia per forza appena arrivato a scuola.Magari gli hanno appena regalato il diario o chessoio...altrimenti sarebbe un po' irreale, no?
3. Vi prego in ginocchio, evitate i nomi di personaggi famosi!
4. Se potete evitate le immagini protette da copyright (il deviant per esempio).

IL BLOG
1. Beauxbatons è ambientata al settimo anno di Harry, in quanto continuazione di Mielandia. Harry, quindi, è nato nel 1987, tenetelo a mente nel caso (sarebbe meglio evitarlo) si dovesse citare Hogwarts.
2. Seguendo Mielandia, il sesto libro di Harry non esiste.
3. Nel caso un personaggio non posti per più di due mesi verrà automaticamente spostato nel Png. Il proprietario potrà ovviamente riprenderne la proprietà, se desidera. Se non volete più giocare prego comunicarcelo, nessuno vi picchia, promesso.
4. Nell'iscrizione alla domanda "Qual è l'erba preferita delle Fed?" dovete rispondere "L'erba pipa" per dimostrarci che avete letto le regole!

Diari Personali

- Aethereally Vìemeére
- Angelique Petitclaire
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Idea: Elensil e Fed
Image: found on Google
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