giovedì, 21 settembre 2006 alle 14:42 

Chris Delacour
R.I.P.

C’erano ancora i gigli bianchi che avevo lasciato il giorno prima, e visto che durante la notte aveva piovuto, erano un po’ bagnati. Tutti i giorni, ormai da due mesi, andavo a trovarlo la mattina presto, quando il cimitero era immerso nel silenzio, e i primi raggi del sole risplendevano sulla sua tomba con malinconia. Quella mattina sarebbe stata la mia ultima possibilità di dirgli addio; presto una carrozza mi avrebbe portato lontano, in un luogo impregnato di suoi ricordi, ma dove lui non sarebbe più tornato. Ancora non riesco a capire che non lo vedrò mai più. Mi sembra così assurdo, così finto..
E vorrei solo cadere in un sonno profondo, che non mi faccia più ricordare.

CamilleMonet
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mercoledì, 20 settembre 2006 alle 16:58 

«P-presto....cor-correte!» Gridai, appoggiandomi allo stipide del pesante portone che divide la sala comune Thestral dal resto della scuola. «un cadavere nell'aula di POZIONI!»

La piccola aula di pozioni era ora zona vietata agli studenti, come tutta l'ala dove essa si trovava.
Circolavano le ipotesi più assurde sulla morte della ragazza, Kyla O'Connor, credo si chiamasse. La classica sfigata, quella convinta di sentire le voci e che viveva per lo studio. Gironzolai per la sala Grande. I professori erano tutti nell'aula di pozioni, ed eravamo rimasti da soli con Ezius, le lezioni sospese chissà fino a quando.
«Secondo me era una mangiamorte.» Ipotesi interessante. Mi avvicinai alla ragazza dai capelli chiari che avanzava questa teoria, circondata da un gruppo di Sfingi del primo. «Che si è immolata per un qualche maleficio. Ora vedremo morire piano piano tutti i mezzosangue.»
«la o'Connor era una che sentiva le voci! Aveva amici immaginari...quella era completamente scema, te lo dico io.» Controbattè il ragazzo alla sua sinistra. «Scema, scema forte. Una così scema non è mica mangiamorte!»

Pare si sia uccisa, che abbia trovato del veleno esotico nell'armadietto e che l'abbia bevuto.
Mangiamorte e riti strani a parte, secondo me si sentiva solo...boh, triste.
Non mi è mai capitato, ma non credo sia bello essere sempre presa per il culo.
Vabbè, sentiremo con quale poetica giustificazione spiegherà la cosa la Maxime.
__

Era buio già da un pezzo, le giornate si stavano accorciando sempre di più.
Eravamo seduti al tavolo Thestral gustando lo splendido dolce che gli elfi domestici avevano preparato per noi, quando un lungo lamento zittì tutti, all'improvviso.
Pareva venisse dal parco, sembrava dicesse qualcosa. Non ne distinguevo le parole.
Tutti i quattrocento e passa studenti si guardavano intorno, non capivano. I professori non sapevano come comportarsi.
Socchiusi gli occhi, mi concentrai, tentai di percepire le parole.
Poi,
capii. la forchetta mi scivolò dalle mani. Gridai.
«A Dhia dhílis!»

Mi alzai e corsi, lungo i corridoi, fino al grande portone in mogano dell'ingresso. Lo aprii a fatica, sentendo i passi di qualche ragazzo dietro di me.
Guardai verso il lago, cercando di adattare i miei occhi a quel buio improvviso.
E le vidi.
Tre donne, vestite di bianco, con i lunghi capelli sparsi che ballavano nel vento.
Che piangevano, che gridavano.

Credo di aver tremato, di aver cominciato a singhiozzare e di essere svenuta, stando a quello che mi ha raccontato l'infermiera poco fa.
«Come si sente ora, signorina Cairealláin?»
Chiudo di scatto il diario, appoggiando la penna sul comodino.
«Abbastanza bene, grazie madame Cecile.»
«Non sa che paura ci siamo presi, ragazza mia. Prima la ragazzina morta, poi quelle specie di fantasmi che appaiono...»
Rabbrividisco, impallidendo di nuovo. Madame Cecile se ne accorge.
«...ne sa qualcosa, signorina Cairealláin?»
Annuisco piano, e sento accando a me la porta sbattere.
«Grazie mille madame Cecile, ma questo è compito mio.» La possente voce della preside irrompe nella stanza prima della sua enorme figura.
«Cosa sai, Alannah?»
«Ban Caointe, erano Ban...»
«Ban Caointe?»
«Me ne parlava sempre mia nonna io...non credevo esistessero, pensavo fosse una favola, come tutto il resto...»
«Ban Caointe?» La voce della preside si fa più impaziente.
«Ban Caointe.» Ripeto. «Le piangenti, le donne del colle fatato. Erano Banshee, Madame Maxime.»
«Le streghe maledette?»
Annuisco. «Le protettrici delle grandi famiglie, costrette a vigere su di loro per l'eternità. Non capisco, non comparivano più da un pezzo, stando a quello che mi raccontava mia nonna. E per quanto ne so, non sono mai uscite dall'Irlanda.»
Madame Maxime sorride. «Tutte fantasie, probabilmente è stato qualche studente burlone, che ha approfittato del clima cupo di queste giornate per fare una bravata. Anzi, appena me ne andrò da qui andrò a parlare con miss Petitclaire.»
«No Madame Maxime. Domitille non c'entra, ne sono certa. Quel grido, quel canto...»
«Qualche parola senza senso gettata al vento.»
«si chiama Caoineadh. Non ne avevo mai sentiti, ma ho compreso ogni singola parola. E' per quello che sono svenuta, credo. Mi sono sentita tanto triste da non trovare un senso più in niente.»
«Vuoi dire che le Banshee sono Dissennatori?»
«Forse l'effetto è lo stesso, sì, ma la tristezza era dentro le parole, dentro ogni nota e ogni verso.»
«Perchè dovrebbero essere comparse?»
«La O'Connor.»
«E ora Kyla cosa c'entra?» La Maxime scatta subito sulla difensiva. «non sarà un'altra delle migliaia di congetture fatta da voi studenti sulla presunta magia nera praticata da Kyla, vero? Lasciamola fuori, questa povera ragazza.»
Scuoto la testa. «Per quello che so le Banshee proteggono le cinque grandi famiglie nobili irlandesi, e cantavano per loro, secoli fa. Una di queste famiglie è la famiglia O'Connor. E ora, se non le dispiace signora preside, vorrei riposare. Non credo di essermi ancora ripresa.»
Madame Maxime lascia la stanza in silenzio, mentre io mi volto di lato facendo finta di dormire.
Cosa ci fanno tre Ban Caointe tanto lontane dall'Irlanda?
E perchè ho colto della gioia, nel loro lugubre canto?

AlannahCaire
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domenica, 17 settembre 2006 alle 17:38 

Ed eccoci di nuovo qui. Bentornata Aeth. Anno nuovo e circa un milione di raccomandazioni sulle spalle. Julianne mi ha fatto una ramanzina chilometrica prima di lasciarmi salire sulla carrozza con ancora velata negli occhi la rabbia per la sospensione ricevuta a fine anno scorso.
Già, la sospensione a causa di ciò che accadde alle Primaverili. L' unica volta in cui, per davvero, io e la Dom non avevamo fatto nulla.
Ma logicamente la colpa per tutto ciò che accade in questa scuola và a noi. Come sempre, e a causa della mia sospensione mi sono giocata le vacanze con la Dom con l'aggiunta di una bella litigata con mia madre e tre mesi di reclusione.
La litigata con Julienne è stata davvero tremenda: urlarle contro che lei e Daniel non sono i miei veri genitori e che di conseguenza non avevano il diritto di punirmi è stata la più grande stronzata che potessi fare. Brava, un grande applauso Aeth, gran bella sparata.
Avanzo verso il piccolo ed elegante castello che si erge davanti a me, mentre con lo sguardo cerco gli unici due volti amici tra la folla di ragazzi che si riuniscono intorno al portone principale.
Vedo la Dom impegnata a parlare con Madama Maxime e mi blocco, aspettando che la grande donnona vada via, non ho voglia di ascoltare ancora le sue ramanzine, non ora almeno.
Poco dopo la preside và via ed io corro incontro alla mia amica abbracciandola di slancio.
«Aeth, ma che cazzo piangi?» solo in quel momento mi accorgo che sto piangendo.
«Ehy Dom!Mi sei mancata così tanto!» mi sciolgo dal nostro abbraccio mentre intravediamo anche Seline che ci viene incontro con un gran sorriso stampato sul volto!

Sbatto con forza la porta dello studio della preside.
Rabbia, cieca e tremenda rabbia.
Dico, da dove sono uscite queste disposizioni a coppia per le stanze? Dove sono finite le grandi camerate dell' anno scorso?
E poi perchè proprio lei mi doveva capitare? Avrei accettato tutti ma non lei, non la Bouringer.
Finiremo col prenderci a capelli.
«Sarà meglio così, colmerete le vostre divergenze»
Divergenze? Me le chiama semplici e banali "divergenze"?
Per la barba di Merlino, che rabbia.
Spintono un primino che sta entrando nella nostra sala comune, guadagnandomi un' occhiataccia da parte della Fleurdhiver che passa proprio in quel momento là davanti. Non le dò il tempo di parlare, entro dentro e mi lascio cadere pesantemente sul divano di tessuto viola affianco alla Dom che mi guarda male. 
«Che cazzo hai Aeth?»
«Niente, la Bouringer, non la sopporto non mi và di averla in stanza. Un modo ci deve pur essere per tornare in stanza insieme.»
«Può...»
La voce della Dom viene interrotta dall'arrivo di una ragazza del quinto dai capelli rossi. Sembra sconvolta.
Si ferma giusto il tempo di riprendere fiato poi tra un sospiro e l'altro riesce a mormorare:
«P-presto....cor-correte!» le ultime parole furono chiare a tutti «un cadavere nell'aula di POZIONI!»

Aethereally
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sabato, 16 settembre 2006 alle 15:54 

Mi lascio cadere sulla poltrona imbottita di velluto rosso nella Sala Comune delle Sfingi ancora decorata a festa dopo le Primaverili. Sono stravolta, la giornata di oggi è stata veramente dura. Doppia lezione di pozioni con il professor Lacroix è davvero estenuante. Cerco la mia borsa contenente i libri che mia madre mi ha mandato i primi giorni di scuola. Storie di ordinaria follia di Charles Bukowski. Mia madre non si smentisce proprio mai. Sfoglio le prime pagine e decido di non continuare la lettura; il libro mi pare troppo spinto per i miei gusti, dopo tutto ho soltanto quindici anni, anzi, quindici non ancora compiuti, manca più di un mese al mio compleanno.
Sono immersa nei miei pensieri quando uno strano odore dolciastro mi giunge alle narici.
«Immersa nelle tue letture babbane, ma chère? »
«Come sempre, Ozon. Mia madre seguita a spedirmi romanzi babbani anche piuttosto indecorosi in verità. »
«Mia cara, non crescerai mai, rimarrai quell’eterna bambina che sei sempre stata sin da quando ti conosco. »
«Ozon non provocarmi. »
«Se no cosa potresti farmi? Leggermi alcune pagine dei libri sconvenienti che ti manda tua madre? »
Ridacchio silenziosamente. Com’è affascinante Ozon quando fa lo sbruffone.
Comincio a giocherellare con la mia lunga treccia e accavallo le gambe.
«E così io sarei un’eterna bambina?
«Non te ne accorgi? Guardati un attimo.. Non appena ti capita sottomano un libro ‘indecoroso’ lo allontani dalla tua vista e lo ritieni sconveniente, i tuoi capelli sono raccolti 365 giorni all’anno in una treccia e poi.. dai dimmi la verità, non hai mai avuto un ragazzo. »
Ma bravo Ozon, tocchiamo il tasto dolente. Prendo il libro di Bukowski e lo rincorro per tutta la Sala Comune tentando di lanciarglielo addosso.
«Io potrei avere tutti i ragazzi che voglio, Grabriel, solo che sono un donna indipendente e poi voi uomini siete tutti uguali! »
Alla fine riesco a raggiungerlo e gli tiro in testa il volume. Mi piego sulle ginocchia e cominciamo a ridere senza riuscire a fermarci, quando entra sconvolta una ragazzina del primo anno urlando:
«Un.. un cadavere! Nell’aula di pozioni, presto correte! »

EileenAndersson
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venerdì, 15 settembre 2006 alle 21:07 

«Finalmente se n'è andata!»
Sbuffo, buttandomi pesantemente sullo scuro divano della sala comune. La odio, giuro che la odio. Florencia, la mia compagna di stanza, la persona più appiccicosa della terra, credo. La cosa più irritante è che è sempre allegra, sempre saltellante, così maledettamente Biancaneve, accidenti.
Domitille, la ragazza del sesto seduta di fronte a me, segue con lo sguardo Florencia che esce canticchiando. «Ma è sempre così?»
Alzo gli occhi al cielo. «Laethúil.» Mi guarda interrogativa. «Oh sì, scusa. Volevo dire, sempre. Mi dimentico di parlare in francese, quando sono stanca.»
«Figurati. Cos'era, latino?»
«Sì, aramaico. Era gaelico, da tre anni sono qui e ancora qualche parola mi scappa.»
Annuisce e fruga nella tasca alla ricerca di chissà cosa. «Senti ma...Puffetta, là, quella tipa saltellante...»
«Florencia.»
«Ecco lei. Maaa...è in camera con te?»
«Certo, lei e il suo topo puzzolente. Dio, voglio già tornare a casa.»
«Quest'anno hanno fatto proprio delle camere del cazzo, bisogna ammetterlo. La Maxime ha dato il meglio di sè. Sigaretta?» mi chiede, porgendomi un pacchetto finito a metà.
«Ma non si può fumare dentro la scuola.» Dico, sorridendo. Quando mai Domitille ha seguito le regole?
Scrolla la spalle e si accende una sigaretta. «che vengano a spegnermela, allora.»
Butta fuori il fumo e ci giocherella con la bacchetta, trasformandolo ora in anelli, ora in farfalle. Ha delle capacità enormi, se solo si impegnasse a svilupparle diventerebbe una grande strega. «Come sono maleducata...Tu ti chiami?»
«Alannah, sono del quinto.»
«E io sono...»
«Domitille Petitclaire, come se ci fosse qualcuno di questa scuola che non ti conosce.»
«Già...»
Rimaniamo in silenzio per qualche minuto, l'una a giocherellare con la bacchetta, l'altra ad accarezzare il suo gatto.
Sospiro, e trovo il coraggio per fare quella domanda che non mi ero ancora azzardata a fare. «Senti, posso chiederti una cosa?»
«M-mh.»
«Tu sai cos'è successo alle Primaverili?»
Abbassa la bacchetta, mi fissa.
Beep, domanda sbagliata Alannah, ora ti schianterà e game over.
E invece, dice, con una voce che non le avevo mai sentito: «Io non lo so, questa volta davvero.»
«Scusa.»
Scuote la testa, guarda in basso. «Io non c'entro, seriamente.» Le trema la voce.
«Ti credo, Domitille.»
«Ma tutti gli altri no! E neanche tu, scommetto, è inutile che fai tanto la comprensiva. Qui è sempre colpa della Petitclaire, qualsiasi cosa succeda. Oh si è allagato un bagno, mettiamo in punizione la Petitclaire. Oh hanno rubato dall'armadio di pozioni, la Petitclaire non giocherà più in squadra! Dio mio, se mi espellessero una volta per tutte!»
Si alza di scatto ed esce, lasciando il suo anche le sigarette sul divano. Féileacán, il mio gatto, dal grembo in cui era appallottolato mi sale su una spalla, e salta sul pavimento. E io simango lì, come impietrita. Che idiota che sono!

La porta della sala Comune si apre di scatto. Sussulto, spero sia Domitille, mi voglio scusare.
E invece, entra Florencia. «Senti Ally, ti devo chiedere un favore.» Squittisce.
«Mi chiamo Alannah.»
«Dai Ally, non fare la difficile. Senti, come si dice "nonna" in gaelico? Perchè stavo finendo di scrivere una lettera alla mia bisnonna, e dato che lei è mezza irlandese le farà di sicuro piacere che le scriva in quella lingua!»
Ci penso un attimo, le faccio un grande sorriso. Essere gentili non costa nulla, no? «Bitseach.» Le rispondo, mettendo in tasca le sigarette di Domitille e uscendo dalla sala Comune per andarla a cercare.

Ma essere stronzi è tremendamente più divertente.
Chissà come reagirà la nonnina di Florecia, a sentirsi chiamare puttana?

AlannahCaire
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mercoledì, 13 settembre 2006 alle 17:25 

«Buon anno, Lorelei!» Sento gridare, venti metri più in basso di me.
Mi sporgo dalla piccola finestrella dorata della carrozza per salutare di nuovo i nonni, come se non l'avessi già fatto! Mia madre si appoggia una mano sulle labbra, per poi lasciarla volare verso l'alto, e sento il suo bacio che mi si stampa sulla guancia, fa odore di buono e di muschio bianco e di mamma.
«E voi non preoccupatevi troppo!» Grido a mia volta, ma ormai la terra è già lontana.
l'ultimo sole d'estate mi accarezza lievemente il viso, entra in silenzio dal finestrino aperto e scivola tra i miei capelli. Sembra strano, ma sono felice. Mi sporgo l'ennesima volta, le nuvole sotto di me creano una soffice superficie che sembra moquette azzurra.
Chissà come sarebbe fare una capriola lì sopra, penso, e intanto i miei orecchini cantano mossi dal vento. Beauxbatons. Quanto m'è mancata?
Con il suo lago nero, con le sue stanze segrete. Con le sue noiose lezioni di Storia della Magia e con le sue abbondanti colazioni...Sorrido, e saluto una rondine che mi vola accanto, e questa subito plana verso il basso. «Scusa, non volevo spaventarti!» Ma ormai è già lontana, sognando della sua Africa e delle sue piramidi, come il rondinotto di quel libro che lessi da piccola.
Frugo nella borsa cercando il piccolo lettore Mp3 che i miei cugnini mi hanno regalato per il compleanno, -geniali questi attrezzi babbani- lo accendo sulla prima canzone.
E mentre la voce di Tori Amos mi raggiunge le orecchie lenta come una goccia d'acqua sulla finestra, ritorno indietro all'anno scorso, alla gioia per la vincita delle Primaverili, alle nuove amicizie, a tutto quanto; e penso a quanto adoro i miei compagni di Casata, i miei amici, i professori; tutto chiò che, per me, nel mio cuore, significa Beauxbatons.
Whenever I'm alone with you, you make me feel like I am home again.
La portiera della Carrozza si apre di colpo, senza che me ne accorgessi è atterrata. Dopo pochi secondi entra Caroline di corsa.
«Loreleei!»  Ma poi si blocca subito, fissandomi. «Oh ma che fai, piangi?»
«N-nono» Balbetto, asciugandomi la guancia con la manica della maglietta. Maledetta Tori Amos.
Intanto Caroline già è salita, ha caricato il bagaglio e si è seduta di fronte a me.
Spengo il lettore e lo lancio in borsa, con gli occhi ancora umidi. «Ma che è quel coso?»
«Serve per ascoltare la musica.» Sorrido. «Che mi venisse un colpo! 'Sti babbani ne inventano una più del diavolo!» Ridacchia Caroline, saltandomi addosso. «Loreleeeei! Mi sei mancata un sacco! Ma come stai? Cos'hai fatto? Chi hai conosciuto? E cosa...oddiosanto, i capelli!!»
Sorrido passandomi le mani fra i capelli viola scuro.
«Beh, cos'hanno?»
«Niente. Diciamo solo che hai fatto bene a non scendere mentre c'erano i miei, prima.»
Ridiamo insieme, mentre il sole si alza piano e sembra che ci segua.
Arriviamo dopo un'ora nel prato di Beauxbatons, un prato verde che mi è tanto mancato.
Il lago accanto a noi, scuro, sorregge tra le sue onde dei piccoli loti rosa che sembrano occhi.
Socchiudo le palpebre, e subito le mie iridi diventano dello stesso colore.
«Cosa credi di fare Petitclaire?» La voce della preside rimbomba alla mia destra, vedo la sua figura stagliarsi su quella, forse quasi più mingherlina dell'anno scorso, della sorella di Angelique.
«Io.. sto solo.. »
«Vedi di tenerti fuori dai guai almeno quest’anno, o ne andrà del tuo posto di cacciatrice. Hai visto le conseguenze di quello che hai combinato l’anno scorso alle Primaverili, vero?»
«Certo che le ho viste. »
«La casa dei Thestrals deve ringraziare te e la tua amica Aeth per la sconfitta. Non che io non sia contenta che abbiano vinto le Sfingi, ovviamente.» Si gira di scatto, come se sapesse che siamo lì, dietro di lei. Ci sorride con amore, e io e Marie, che ci ha appena raggiunto, guardiamo per terra.
Sento lo sguardo della Petitclaire su di me, ma quando alzo gli occhi, già se n'è andata. Marie mi trascina per un braccio, mentre Caroline ci saluta e raggiunge le sue compagne di Casata.
«la prima che arriva in camera si prende il letto vicino alla finestra!» Grida, e già sta correndo verso il castello, mentre i nostri bauli scompaiono per poi ricomparire magicamente accanto ai nostri letti.
Sorrido, raccolgo una margherita e comincio a correre, i miei braccialetti tintinnano come piccole fate.
«Tanto arrivo prima io Marie!»

 

gdr off: lo so che Lovesong è dei Cure, ma Lorelei sta ascoltando la cover cantata da Tori Amos!

LoreleiOrange
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martedì, 12 settembre 2006 alle 11:55 

Manon =3Bentornata alla scuola Manon!
beh devo dire che non è cambiato per niente il castello, è lo stesso di sempre..
Così come sono sempre uguali ogni anni quei mocciosi schifosi che la gente chiama Primini!
Li odio,, non fanno altro che urlare.. poi parlano se conoscessero da sempre la scuola e fossero esprti di tutto!
Eugene ride quando sfogo questo mio odio.
"Anche io li odio" dice "ma pultroppo dobbiamo sopportarli"
Stiamo passeggiando per i corridoi della scuola chiacchierando sfruttando questa libertà dei primi giorni!
Per fortuna la mia divisa mi calza ancora a pennello, carezza le mie curve liscia e delicata di quell'azzurro candido che fa spiccare molto i miei occhi!
"sai qualcosa di Morgana?" chiedo infine mentre sbuchiamo da un angolo dirette nella sala principale del castello.
Lei scuote la testa lasciando ondeggiare quei suoi capelli biondi "no.. non ho sue notizie da giugno" mormora con lieve dispiacere nel tono.
Incrocio le braccia al petto sospirando tristemente...
"Manon?" sento dire da Eug, porto quindi lo sguardo su di lei "con chi sei in camera?" m chiede con lo stesso tono che si ha quando si tocca un argomento scottante.
Porto una mano ulla fronte sospirando "oh signore.. sono in camera con la Viemeer" mormoro affranta..
Io proprio non so come riusciremo a convivere nove mesi!
"oh beh io con la Petitclaire"
Sospiriamo affrante all'unisono.
Ci passa affianco una centara che èprima nojn avevo notato.. ma non sembra del 1° anno.. chissà chi è..
Beh poco mi importa.
A volte mi ritrovo a pensare A daniel, Al ballo dell'anno scorso.. e come mi abbia scaricato per quell'essere con cui adesso mi ritrovo in camera.
La cosa bella e soprendente è che ormai non mi importa più niente di lui.. si cioè.. è pur sempre un'amico.. ma per lui non provo nulla di più grande del semplice 'ti voglio un pochino di bene'.
Mah.. meglio così..
SOno contenta di averti ritirato fuori diario, a volta fa bene scrivere.. ti sgombra la mente come un pensatoio.
Entro in camera, non c'è Aeth, ma la sua roba è messa ai piedi del letto ordinata.. Sospiro amareggiata avvicinandomi al mio letto e stendendomi.

"Non sei ancora morto Ozon?" questo è il saluto più gentile che posso riservargli.
Il ragazzo si volta squadrandomi da capo a piedi "bouringer!" esclama "ti sei fatta più alta?" dice con un tono di strafottenza.
Inarco un sopracciglio incrociando le braccia al petto sotto il seno, un lieve ghignetto in volto.
"beh .. vedo che sei felice di vedermi.." dice con il solito tono ironico,
"oh si.. tantissimo" nonostante si senta l'ironia nel mio tono non vi è niente di cattivo.
Anzi.. credo di non avere mai avuto un tono migliore con lui.
"Buon inizio anno Bouringer"
"Anche a te ozon"

ManonBouringer
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lunedì, 11 settembre 2006 alle 15:09 

E un nuovo anno ha inizio, anche per Domitille Petitclaire. Anno nuovo, vita nuova? Ma direi proprio di no. Come al solito parto da casa piena di buoni propositi: devo studiare di più, fare meno cazzate, passare più tempo con mia sorella e molti altri. Ovviamente quanti riesco ad esaudirne? Neanche uno. Io e Angie lasciamo la casa della zia con i nostri bauli strapieni di vestiti e cianfrusaglie stamattina, attorno alle 5:30 di mattina, cercando di caricarli sulla zucca senza usare la magia. La zia che ci saluta dandoci due baci sulle guance, io che cerco di non guardarla negli occhi. Non posso sopportarla. Non vedo l'ora di compiere diciassette anni per potermene andare da qui. E per potermene andare da Beauxbatons e dalla Francia. Sì, penso proprio di trasferirmi assieme ad Aeth da qualche parte, nell'est. Tra qualche mese compirò sedici anni, e allora mancherà solo un anno. Sinceramente stamattina, come ieri mattina, come all'inzio di giugno, come ora, non avevo molta voglia di rivedere alcune facce, come per esempio la Bouringer, Morgana, ma soprattutto Frankie. Io e mia sorella durante il viaggio non ci rivolgiamo neanche la parola, lei, assorta nei suoi libri di pozioni, io che leggo un libro di poesie inviatomi da Gabriel durante le vacanze.
Ogni tanto scosto con la mano le tendine di pizzo che impediscono la visuale per poter scorgere qualche particolare che mi ricordi il luogo in cui ci troviamo. Dopo qualche ora le carrozze planano lentamente sulla terraferma, nel cortile della scuola, dove l’ imponente figura di Madame Maxime, circondata da ragazzi di tutte le età, ci dà il benvenuto; non che in molti siano contenti che io sia tornata a scuola, ovviamente, dopo quello che è successo l’anno scorso.
Il piccolo castello di Beauxbatons è sempre lo stesso, il giardino invece è adorno di meli e ciliegi alti pochi metri, fatti piantare da Gonni e altri Elfi Domestici quest’estate, quasi non lo riconosco più. Gli alberi sono ancora ricoperti di foglie, che però vanno ingiallendosi piano piano. E poi lì, alla fine del parco, il lago proibito davanti al quale ora svetta un cartello che riporta la seguente scritta: ‘Attenzione, vietato immergersi nelle acque del lago’. Trovo il cartello di poco gusto, ma credo che Madame Maxime abbia fatto bene ad affiggerlo visto gli episodi dell’anno scorso. Ancora a volte lo sogno, quel lago; sogno Morgana insanguinata, appena ferita dal mostro del lago e Frankie che non riesce a svegliarsi. Quasi non mi sembra vero che sono stata io la responsabile dell’incidente. Non faccio in tempo a fare due passi in direzione delle acque del lago che Madame Maxime con uno sguardo accigliato mi blocca.
«Cosa credi di fare Petitclaire? »
«Io.. sto solo.. »
«Vedi di tenerti fuori dai guai almeno quest’anno, o ne andrà del tuo posto di cacciatrice.
Hai visto le conseguenze di quello che hai combinato l’anno scorso alle Primaverili, vero?
«Certo che le ho viste. »
«La casa dei Thestrals deve ringraziare te e la tua amica Aeth per la sconfitta. Non che io non sia contenta che abbiano vinto le Sfingi, ovviamente. » si gira, rivolgendo un sorriso ipocrita a delle ragazze del quinto anno delle Sfingi.
Ma questa volta Madame Maxime si sbaglia, io e Aeth con il disastro delle Primaverili non c’entriamo assolutamente niente, anzi, a dirla tutta, neanche so ancora bene quello che è successo, ma tanto è inutile parlarne: quando qualcosa non va, la colpa è sempre di Domitille e Aethereally. Dopo la predica cerco di avvicinarmi al gruppo dei Thestrals, anche se ancora non vedo nessuno di mia conoscenza. Per lo più ragazzini del primo e del secondo anno, con i quali non ho nulla a che fare. Mi siedo su un gradino del giardino incrociando le gambe coperte da un paio di calze a maglia ben pesanti considerato che qui, al nord della Francia, a inizio settembre le temperature sono già piuttosto rigide. E’ stato un piacere tirare fuori dall’armadio la mia vecchia e calda divisa, così da potermici ingolfare dentro le mie curve morbide, e la mia cravatta di seta viola-argentea. Rimango sempre del parere che la mia casa abbia i colori migliori, e che il castello avrebbe dovuto essere decorato di quel colori, piuttosto che di arancione-giallo, colore delle Sfingi, i vincitori delle scorse Primaverili.
Mentre elaboro questi pensieri intravedo Frankie passarmi di fianco, che ridacchia con un ragazza dai capelli colorati: Morgana. Vederli insieme mi fa ancora uno strano effetto, come un peso sullo stomaco, nonostante Frankie mi abbia lasciato oramai più di un anno fa. Li saluto, o meglio li saluto con un sorriso sbieco e un leggero gesto della mano. Faccio per voltarmi dall’altra parte quando un urlo di gioia mi assale. E’ arrivata anche Aeth! Finalmente, dopo almeno tre mesi in cui non ci siamo viste (sua madre la mise in punizione per la sua sospensione, ottenuta alla fine dell’anno scorso) riuciamo a rincontrarci. Ci abbracciamo e lei piange.
«Aeth, ma che cazzo piangi? »
«Eh Dom mi sei mancata così tanto! »
«Colpa di tua madre, comunque. » e ricomincio a ridere per la gioia.
In quel momento arriva anche Séline che si aggiunge all’abbraccio di gruppo. Ebbene sì, il gruppo si è ricomposto, nonostante manchino sempre Dan e Frankie, come da due anni a questa parte.
«Ragazze, vero che quest’anno cercheremo di studiare di più e fare meno cazzate? »
Silenzio imbarazzante. Ci guardiamo e non riusciamo a trattenere le risate.
«Aaah ragazzine urlanti! Cosa mi tocca vedere! »
E’ lui, è Gabriel, anche quest’anno è tornato. Nonostante minacci ogni anno di abbandonare la scuola, di andare a vivere tra i babbani insieme ai suoi sigari e i suoi libri di poesia babbana, eccolo qui, quel ragazzo così affascinante, alto quanto basta, dagli occhi azzurri e il sorriso malandrino perennemente stampato sulle labbra.
«Ozon, anche quest’anno avevo scommesso su di te, mi devi nuovamente dieci galeoni. Come mai sei tornato? »
«Ma ovviamente per vederti, ma chérie. »
Fingo imbarazzo e l’abbraccio forte, lui, che mi è stato vicino quando l’intera Beauxbatons non mi rivolgeva la parola. Mi stacco dall’abbraccio e lo guardo sorridere, quant’è bello quando sorride. Fa due passi indietro e mi dice che deve andare a pagare tutti gli altri che hanno scommesso che se ne sarebbe andato, almeno quest’anno. Appena si allontana dal giardino arrivano a salutarmi anche Pierre e gli altri ragazzi Thestrals. Mi fa piacere rivederli tutti e scoprire che non ce l’hanno con me come l’anno scorso. Quest’anno è il sesto, per noi ci saranno degli esami, devo cercare di partire con uno spirito migliore se voglio superarli.
Entro in Sala Grande assieme agli altri Thestrals, il nostro tavolo è quello in fondo a destra, come è sempre stato.
Il discorso della preside è sempre lo stesso, però marca soprattutto la parte in cui ribadisce di non avvicinarsi alle rive del lago e che è vietato sperimentare pozioni e incantesimi su compagni di scuola al di fuori delle attività scolastiche, guardando prima me e poi Aeth.
Dopo cena mi alzo dal tavolo Thestrals e mi avvio verso il nostro dormitorio. Quest’anno le compagne di stanza sono cambiate, chi sa chi mi aspetta quest’anno a parte Aeth e Séline?
Salgo le scale a chiocciola di pietra della torre dei Thestrals e scosto le pesanti tende di velluto viola che portano ai letti.
«Buonasera Domitille»
Ma proprio Eugenie doveva essere la nostra nuova compagna di stanza?

Domitille
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domenica, 10 settembre 2006 alle 19:04 

Anno nuovo, diario nuovo, sperando che non finisca anche questo in fondo all'oceano. (no, non è una battuta, stavo scrivendo seduta sulla scogliera, e una bambina mi è saltata addosso. Risultato? Diario in fondo all'oceano, appunto.)
E' strano pensare di essere al settimo anno, è passato tutto così in fretta...lo smistamento, il tatuaggio inpresso a fuoco, le classi, le compagne.
Mi sento strana a pensare che fra qualche mese sarà tutto finito, che non dovrò più sorbire Camille che mi guarda storto ogni volta che le passo di fianco, che potrò occuparmi 24 ore su 24 alle mie simil-visioni schizofreniche. Eh sì, perchè la Lacroix me l'ha già detto, "Quest'anno, Vanille, possiamo fare delle lezioni private un paio d'orette a settimana? Se ci lavoriamo, sono certa che svilupperai la Vista in maniera perfetta!", sì, come no.
In Sala Grande c'è un gran casino, i pargoletti neo-smistati mostrano con orgoglio il loro tatuaggio di fuoco ai compagni di casata, che sorridono pensando al prurito tremendo che li assalirà non appena quello comincerà a svanire, e i professori ci guardano con lo stesso sguardo che devono avere le chiocce nei riguardi dei loro piccoli pulcini gialli. A parte la Dufrais, ovviamente, quella ha sempre lo sguardo perso nel vuoto, ed è l'unica persona della scuola che non abbassa lo sguardo quando la si fissa, è per questo che l'ammiro. Ma solo un po'.
Un brivido che mi scende per la schiena mi annuncia l'entrata in sala di un fantasma. E' buffo, sette anni che sono qui e ancora non mi sono abituata a queste "presente". Mi volto verso destra per vedere chi è.
Ma il fantasma che vedo non è un di quelli che conosco. E' una giovane donna, con i capelli scuri sciolti sulle spalle, bagnata da capo a piedi.
Tipico, ora abbiamo anche la giovane studentessa annegata in circostanze misteriose, oltre al vecchio con l'Alzheimer, tra i fantasmi. Perchè questa scuola è sempre così prevedibile?
«Abbiamo un nuovo fantasma.» Dico, indicando la donna. La ragazza seduta accanto a me guarda il punto indicato dal mio dito, poi mi fissa. «Vanille, là non c'è mica niente.» Dice, mentre la donna fantasma mi sorride.
«Hai ragione, dev'essere stato un gioco di luci.» Dico, e la ragazza si folta ridendo sottovoce.

Buon inizio anno Vanille. Penso, scuotendo la testa, mentre il fantasma scompare all'improvviso. Buon inizio anno.

VanilleMinuit
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Thestrals

«Aethereally Vìemeére

Sedici anni, cocciuta, testarda, caparbia,
egocentrica. E' orfana dall'età di quattro anni e non avendo nessun parente è stata adottata da una famiglia di Purosangue con la quale ha un ottimo
rapporto. E' stata viziata e spinta ad odiare i Mezzosangue e i Babbani.
Per la sua età è già molto alta, ha i capelli castani chiaro e occhi  azzurrissimi che tendono quasi all'azzurro ghiaccio.
Adora il Quidditch e i casini, ma non è il tipo che li crea, diciamo solo che vi partecipa. Al posto di un gufo ha un falco. E' stata smistata nei Thestrals e si è fatta rifare il tatuaggio di smistamento sulla spalla destra.

«Alannah Cairealláin

Grazia e nobiltà racchiusi per quindici anni in un esile corpo dalla pelle chiara e costellata di lentiggini. Alannah, di puro sangue Irlandese, ha gli occhi castani incorniciati da una cascata di capelli rosso fuoco. Si trasferì al secondo anno in Francia, a causa del lavoro dei suoi e, anche se da tre anni frequenta Beauxbatons, ancora pensa e parla in gaelico, quando ne ha la possibilità. Nobile e purosangue, è orgogliosa della discendenza della sua famiglia, e per questo finì pochi anni orsono nella casata Thestral. Adora le fiabe e le leggende della sua terra, che racconta solo alle persone a cui tiene veramente; ha uno splendido esemplare di gatto siamese chiamato féileacán, farfalla, dagli occhi azzurri e una grazia quasi irreale. Forse un po' troppo altezzosa, non si è mai trovata in situazioni sgradevoli come la maggior parte dei suoi compagni di Casata. Quando ancora era in Irlanda frequentò la Acadamh Ceoil, l'Accademia di Musica, come tutta la sua famiglia, ed ora ha la capacità di suonare sia l'arpa che il piccolo thin whistle.

«Domitille Petitclaire

Domittile. Sedici anni, ma crede di averne già diciannove. Appartenente alla casa dei Theastral. Ribelle e anticonformista. Pensa che il mondo sia migliore senza regole. Piccola, ma conosciuta già da tutta Beauxbatons come "quella che fa casino".
Non le piace andare a scuola. O meglio, non le piace andare lì. Lei vorrebbe essere a Hogwarts, o ancora meglio a Durmstrang. Domitille proviene da una famiglia purosangue e di Mangiamorte. Attualmente il padre è rinchiuso ad Azkaban, mentre la madre è riuscita a fuggire ed ora è nascosta in qualeche luogo asiatico. La ragazzina non ha alcun rapporto con i genitori anche se comincia a seguirne i passi dedicando il suo tempo libero alle arti oscure.
Ora vive con la zia Mathilde e le sue cinque cugine (due magonò, mentre le altre tre frequentano Beauxbatons).
Sola, quasi sempre, Domitille ha soltanto due amiche a scuola, mentre gli altri li definisce semplicemente conoscenti. Piccola, alta quasi un metro e sessanta, dalle linee morbide, Domitille non ha mai avuto particolari problemi con il suo fisico e con il suo viso. Adora i suoi occhi cerulei che trucca spesso con matita nera e mascara.

«Elodie Lylian Sinnous

Nata a Lille, nel Nord della Francia, in una famiglia di Purosangue sedici anni fa.  Trascorre una vita tranquilla, vivendo più con i governanti che con i Genitori, figure di spicco al Ministero della Magia Francese. Cresce viziata ed in mezzo al lusso, tra i giocattoli suoi e del fratello più grande, JeanBaptiste. Non conosce realtà al di fuori della sua, e per questo appena puo', si trasforma in una peste.

«Eugènie Amalie Renaissance

Eugènie Amalie nasce nella bellissima Avignon 16 anni fa. La sua antica famiglia fa parte della nobiltà del mondo della magia, ed ha sempre avuto come componenti maghi e streghe purosangue, cosa di cui va estremamente fiera. A tre anni Eugènie si trasferisce a Parigi con i suoi, imparando a conoscere il mondo dei babbani. Non ha una grande simpatia per loro, spesso e volentieri non li considera. Ha frequentato per un anno Hogwarts, a 11 anni, a causa di un viaggio improvviso in Inghilterra dei genitori, che però non le hanno mai spiegato il motivo. L'anno successivo la famiglia Renaissance torna a Parigi, ed iscrive la figlia a Beauxbatons. Ora Eugènie frequenta il sesto anno e fa parte della casata dei Thestrals. È arrogante, cattiva, opportunista, antipatica, ficcanaso, una snob in piena regola. È però anche molto intelligente, ambiziosa e non si tira mai indietro. A causa del suo carattere ha poche persone che le stiano davvero vicino, il resto si possono considerare amicizie di comodo. Sotto questa maschera Eugènie è però una ragazzina malinconica, che non si fida mai di nessuno, se non di se stessa, non riesce a perdonare ai genitori di avere dei segreti.

«Manon Bouringer

Nata un caldo 16 Agosto di 16 anni fa.
Una bella ragazza dal fisico esile e ben proporzionato.
Caratterialmente fredda e distaccata. Acida e ribelle, scontrosa. altezzosa e sfacciata. Ma con questo modo di fare cerca di mascherare il suo carattere timido. E’ un po’ snob e sempre attenta al look anche se non è fissatissima le piace essere sempre elegante e alla moda.
Ha passato un'infanzia serena, vivendo in una villa lussuosa di Parigi.
Manon è una purosangue ovviamente  e considera i mezzosangue feccia!
La sua è una ricca e benestante famiglia di maghi.
Una famiglia che ha avuto molte volte a che fare con Voldemort e con i Mangiamorte.
I suoi genitori sono entrambi in vita, ma lei con loro ha un brutto rapporto.. Legata al fratello Olivier.. e con lui litiga continuamente però in fondo gli vuole davvero tanto bene.. molto più che hai genitori.. Frequenta Beuxbaton ed è nella casa dei Thestrals al sesto anno. Ha un rapporto burrascoso con Dom e Aeth. Durante il sesto anno però si aprirà lentamente un po’ di più verso gli altri. Inizierà a sviluppare un carattere più socievole e a considerare il suo look meno sacro.

«Pierre Armstrong

Pierre Charles Armstrong ha sedici anni, è nato a Montréal, in Canada, da padre canadese e madre francese, entrambi di famiglia Purosangue. I genitori proabilmente erano entrambi Mangiamorte, fatto sta che vennero uccisi in uno scontro con degli Auror, quando Pierre aveva nove anni e mezzo. Quindi ha vissuto con dei lontani parenti inglesi a Londra, e proprio lì ha iniziato a frequentare Hogwarts, finendo nei Serpeverde. Nell'estate fra il primo e il secondo anno, però, è stato costretto a trasferirsi in Francia, e da allora frequenta Beuxbatons, dove è stato smistato nei Thestrals. Ribelle, acido ed egoista, ma anche ironico ed estroverso, è stato educato fin da piccolo al disprezzo verso i Mezzosangue, e non perde occasione per divertirsi prendendosi gioco di loro. Adora combinare casini, è il suo hobby preferito, insieme al suonare la sua chitarra elettrica, che si porta dappertutto.

Sfingi

« Aline McNamara

Aline ha sedici anni ed è olandese.
Grafomane sin da quando ha imparato a tenere una penna in mano, mette su carta ogni più suo criptico pensiero. Ha gli occhi grandi e blu ed una pelle diafana che ha ereditato da sua madre, vedova che è riuscita a crescere una bambina contando solo sulle proprie forze. Per questo Aline la adora, anche se hanno personalità diametricalmente opposte. Aline odia i capelli ricci o boccolati e, di conseguenza, odia i suoi capelli. Timida e fragile ma comunque socievole, ha una visione molto, forse troppo, utopica della realtà.

« eileen Andersson

«Su, non fare la vittimista, se ce l'ho fatta io perché non dovresti farcela anche tu?» Eileen è un'inguaribile ottimista. Eileen ha quindici anni e da quando frequenta la scuola di Magia e Stregoneria di Beauxbatons vive a Lille, in Francia. Non ha mai conosciuto il padre, un mago, nonostante abbia abitato per undici anni a Ribe, il suo paese natale. La madre, francese e babbana di nascita, acconsentì, seppur con riluttanza, a iscrivere la figlia all'accademia francese. Intelligente e modesta, Eileen fa parte della casa delle Sfingi. Nonostante la sua infanzia poco serena, è molto solare e fa amicizia facilmente, anche se si lega a poche persone, solitamente particolari e un po' strane. Eileen è piuttosto alta, un metro e settanta quasi. Non è magra, ma proporzionata. Fianchi e seni morbidi e pancia ben modellata. Il volto è leggermente tondo, gli occhi celesti e le labbra carnose molto chiare. I capelli sono biondo/rossicci e spesso li tiene sciolti con alcuni ciuffi che le incorniciano il volto.

« Elisewin Ricoeur

Elisewin è nata da genitori purosangue. È
particolarmente legata al padre, che le ha trasmesso la passione per i libri e la Legilimanzia, impartendole spesso lezioni private di ogni genere sin dalla più tenera età. Ha lunghi capelli rossi e occhi celesti, la carnagione chiara, un viso da bambola. Tratta chi non conosce con freddezza e alterigia, in realtà si rivela ben diversa quando comincia a fidarsi di più delle persone. Lunatica, spesso nervosa, tende a rispondere molto male e ad essere acida. Non ha molte amicizie, ma la cosa non sembra crearle troppi problemi. Le piace molto leggere e scrivere, e può passare intere ore nel parco di Beauxbatons a fare una di queste due cose, o in Biblioteca.

«Lorelei Orange

Lorelei Orange nasce quindici anni fa in un piccolo paesino fuori St. Etienne, nella grande casa di campagna che ospita, oltre alla sua famiglia, i nonni materni. Passa felice l'infanzia, giocando con le decine di cugini e frequentando la scuola del paese, finchè, cinque anni fa, ricevette la lettera di ammissione a Beauxbatons, che non giunse inaspettata. Fin dall'età di cinque anni infatti, Lorelei è in grado di modificare la fisionomia del suo corpo, dono che pare avesse, le ha raccontato il padre, anche la sua trisnonna. Non conosce i nonni paterni che lo rinnegarono quando egli sposò una babbana, ma ha comunque ottimi rapporti con i due fratelli del padre, che spesso vengono a trovare lei e la sua famiglia. Il suo unico cugino da parte paterna è Jacques Orange, che frequenta il terzo anno a Beauxbatons nelle Sfingi, come ogni Orange. Gioca nella squadra di Quidditch come cacciatrice.

«Martyl Flamine D'Arnaut 

Sta per compiere 15 anni. Nata da genitori francesi, è cresciuta a Francoforte sotto la sorveglianza di una rigida istitutrice. E’ stata successivamente iscritta all’accademia di Durmstrang, dove ha completato i primi quattro anni col massimo dei voti. E’ stata costretta a spostarsi a Beauxbatons dopo una repentina sospensione dalla scuola. ( aveva affatturato un paio di primini )
Di innegabile lunaticità. Fredda, rigida, taciturna. Difficilmente lascia trapelare le sue emozioni. Altezzosa e aristocratica, atteggiamento frutto di anni di lavoro da parte di chiunque venisse in contatto con lei. Di natura ribelle, detesta le regole quando ostacolano i suoi progetti. Attrice nata. Sarcastica, orgogliosa, permalosa, vendicativa. Sorride raramente, non ride mai. Snella, forme proporzionate. Carnagione color porcellana, viso ovale.  Lunghissimi capelli corvini, spesso acconciati con nastri neri; una frangia tenuta di lato copre completamente il lato sinistro della faccia. Occhi d’azzurro intenso, quasi turchese, profondi e freddi.

«rachel brody

Sedicenne dai capelli biondi a boccoli e dagli occhi azzuri/grigi cangianti in verde a seconda del tempo. Di media statura e dal fisico snello. Appartenente alla casa delle sfingi è arrivata alla scuola francese ad anno già iniziato. Ragazza inglese. Non conosce a perfezione il francese e spesso inventa parole o le pronuncia a modo suo. Passa davanti ai libri poco tempo perchè le basta l'apprendimento o in classe. Vivace e generosa, schietta e sincera. Selezionatrice nelle amicizie, sono pochi quelli a cui Rachel apre il cuore, ma è comunque disponibile con tutti. Ragazza alla moda, cura molto il suo aspetto fisico perchè crede fermamente che per stare bene con se stessi bisogna essere sereni sia interiormente che esteriormente. Ama stare all'aria aperta, lo shopping e leggere. Appartenente ad una famiglia benestante, vive sola con il padre. Non ha mai conosciuto la madre e non ama parlare del suo passato perchè pieno di punti di interrogativi. Frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi.

«Roxanne Lefebvre

Roxanne ha 16 anni e frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi. Ha intensi occhi azzurri e lunghi capelli castani che tinge spesso, di biondo o di rosso. Molto razionale, raramente si lascia andare e non manifesta quasi mai le sue emozioni, per questo viene considerata una ragazza difficile ed enigmatica. Odia il padre, che se ne è andato di casa quando Roxy aveva solo sei anni, lasciando lei e la sorella con la madre. A causa di questo 'trauma' considera tutti i ragazzi falsi e inaffidabili. Non lega facilmente e non ha molti amici, preferisce averne pochi ma fidati. Sa suonare la chitarra e adora leggere, passerebbe la vita in biblioteca se la sorella non la trascinasse via. Ha una sorella gemella, Eleanor, che frequenta Beauxbatons nei Centauri.

Bowtruckle

«Angelique Petitclaire

Angelique ha dodici anni, ed è al secondo anno. Sorella di Domitille, anche se probabilmente ne è l'esatto contrario. Bionda e mingherlina, difficilmente parla con chi non conosce. Ha sempre vissuto con la zia Mathilde con la sorella e le cugine, ed è timida e introversa. Fin da piccola ha ammirato la sorella, anche se lei non le ha mai quasi parlato. Smistata nella casa Bowtruckle, si trova abbastanza bene a scuola, anche se a rilento fa amicizia. Per quel poco che ha frequentato, le sue materie preferite sono trasfigurazione e divinazione.

«Axel Ayrton Lenhard

Silenzioso, taciturno, solitario, Axel non ama mettersi in mostra. Ha profondi occhi verdi e capelli castani, fisico
slanciato, ma nonostante tutto molto magro. Frequenta il quinto anno a Beauxbatones ed è stato smistato nella casa dei Bowtrukle, anche se il suo tatuaggio si confondeva con quello delle Sfingi, casa alla quale doveva appartenere per la sua intelligenza. Ama studiare e passa la maggior parte del suo tempo in Biblioteca, fatto eccezione per i momenti in cui si dedica al disegno sulle rive del lago. Originario dell'Olanda, ha vissuto in questo paese per metà della sua vita, fin quando per motivi di lavoro del padre, si è dovuto trasferire in Francia. Dall'età di sette anni vive nella magica Avignon con i genitori e
la sorellina più piccola di quattro anni alla quale è molto legato.

«Autumn Kayleigh Mathieu

Nata da famiglia di maghi purosangue, padre francese e madre irlandese, Autumn ha ereditato da quest'ultima i lunghi capelli rossi e la carnagione chiara spruzzata di efelidi. Non molto loquace nè estroversa, compensa con un viso espressivo e con un sorriso che nasce dal nulla anche se non sembra vi sia un motivo. Quindicenne dalla costituzione esile e dagli occhi verdi, è una Metamorfomagus che però preferisce non utilizzare spesso le proprie capacità, e tiene per sè questa sua caratteristica come un piccolo segreto.
Ama disegnare a matita, passione che la porta ad osservare con curiosità chi e cosa le sta attorno, per poi tratteggiare su carta ciò che la colpisce: spesso può essere vista mentre disegna, momento nel quale riesce anche a perdere completamente il senso del tempo, isolandosi temporaneamente dal mondo per concentrarsi unicamente sui suoi disegni.
Un'altra sua grande passione sono le puffole pigmee che alleva clandestinamente tra le mura di beauxbatons. Autumn tende ad essere introversa, se colta in imbarazzo anche goffa ed impacciata, ma è decisa ad affinare le sue conoscenze magiche, anche se riluttante a esibire la sua capacità innata di mutare aspetto a proprio piacimento.

«Benjamin LaBranche

Benjamin (o Benji per i familiari e gli amici stretti) è nato quindici anni fa a Marsiglia da una semplice famiglia di maghi non troppo poveri ma nemmeno troppo ricchi, ha vissuto in tranquillità la sua infanzia e fin da piccolo è sempre stato un po’ attratto da i Babbani e dal loro stile di vita.
E’ un ragazzino vivace e solare, ironico, amichevole e sempre protettivo nei confronti delle persone a cui vuole bene.. appena vede qualcuno fare un torto a un amico parte in quinta in modo impulsivo senza ragionare. Cosa che spesso e volentieri lo mette nei guai. E’ coraggioso e determinato e anche un po’ troppo testardo.  E’ intelligente  ma a scuola non ha bei voti perché è molto pigro e distratto, sempre tra le nuvole. Quest’anno frequenta il quinto anno nella casa dei Bowtruckle mentre la sua sorellina minore Josephine frequenta il quarto della stessa casa.

«Camille Monet

Camille ha 16 anni e mezzo, e frequenta da poco il 6° anno a Beauxbatons. Intensi occhi sfuggenti. E' meglio non osservarli perchè ti riempirebbero del dolore soffocante di chi è cresciuto troppo in fretta.

 

centauri

«Anja Gauthier

Anja Gauthier, sedici anni, studentessa a Beauxbatons, sesto anno, Centauri. Alta e slanciata, capelli biondi lunghi fino alle spalle, occhi grigi cangianti a seconda del tempo. Gentile con tutti, ma mantiene sempre un deciso distacco, non entra mai troppo nel personale. Alcuni attribuiscono questa glacialità al suo essere scadinava da parte di madre. Sono poche le persone a cui vuole veramente bene, ancora meno quelle che trova antipatiche, la maggior parte le sono semplicemente indifferenti. Ottima ascoltatrice, sa sempre consigliare la cosa giusta da fare. Compagna di stanza di Eleanor Lefebvre, condivide con l'amica la passione per il Quidditch; giocano entrambi da cacciatrici nella squadra della loro casa.

«Lucien Debeuckelaere

Nasce 16 anni fa a Mulhouse da genitori babbani, in una notte di 31 ottobre particolarmente freddo. Occhi grigi e capelli castano scuro, è asciutto e di media altezza. Padroneggia due lingue, infatti fin da piccolo ha parlato il francese a scuola e il tedesco a casa con i genitori, che hanno radici germaniche, e con il fratello Jaques di sei anni. Ha un cucciolo di husky siberiano, Freja, a cui è affezionatissimo: a settembre è costretto a separarsi da Freja lasciandola a casa, per questo ogni anno il suo ritorno a beauxbatons non è dei più felici. Un ragazzo tranquillo con una passione per le carte da gioco: da piccolo imparò a utilizzarle per diversi giochi di prestigio, e anche ora che ha scoperto di essere un mago gli piace misurarsi in questi giochi di abilità. Schietto e molte volte sarcastico, è però disponibile ad aiutare gli altri quando ne sente la necessità; lega con diverse persone ma con poche stringe un legame profondo. E' uno studente pigro e indisciplinato, si applica al pieno delle sue possibilità solo nelle poche materie che lo interessano veramente.

«Natasha Roses

Natasha Roses nasce a Londra quindici anni fa. Nata da genitori Purosangue, si vanta di quanto la sua famiglia, dell'altà nobiltà inglese, sia superiore al resto del mondo. I genitori preferirono mandarla a scuola a Beauxbatons, dove, a detta loro, l'ambiente era meno "plebeo", e sicuramente più all'altezza della loro splendida figlia. Egocentrica e superficiale, ha trovato fin dal primo anno l'amicizia delle sue amiche, nobili e feshon quanto lei. Centauro, frequenta ora il quarto anno a Beuaxbatons. Alta e magra, il suo hobby preferito è lo shopping, seguito dai ragazzi.

«Raz Apap-Bologna

Nasce il 2 giugno di 16 anni fa nella calda La Valletta da genitori babbani della buona società maltese. Infanzia tranquilla e serena, amato dai miei genitori e dalla sorella Alex, passa molto tempo al mare d’estate e alla scoperta della sua bella isola d’inverno. A dieci anni circa, quando i suoi poteri iniziano a manifestarsi, il suo mondo diventa di colpo molto più ampio: in un estate conosce il mondo della magia tramite la vecchia prozia Adeline, e viene catapultato a hogwarth; deve salutare i suoi vecchi amici, i suoi e Alex, ma per fortuna ogni estate tutto torna alla normalità. Quest’anno la prozia preoccupata dal clima cupo instauratosi in Gran Bretagna ha insistito per iscriverlo in Francia; arriva quindi a Beauxbaton con poco entusiasmo dove viene stranamente smistato nei centauri.
E’ uno studente interessato e serio, segue con interesse i corsi di Erbologia, Cura delle creature magiche e Storia della Magia sperando di occuparsi di draghi. Di carattere cortese ma diffidente ci mette molto per socializzare ma diventa un amico sincero. E’ profondamente legato alle sue radici babbane e ama quel mondo, soprattutto le tecnologie e gli sport, in primis quelli acquatici.

«Summer Roxeau

Summer, Summy, è nata sedici anni fa nella capitale francese da un'importante famiglia babbana, entrambi i genitori sono infatti famosi modisti. Sua madre ex modella, suo padre stilista. Fin da piccola la ragazza viene catapultata nel mondo Hollywoodiano e diventa una tra le modelle francesi più ricercata, nonostante la sua giovane età. Dimostra più della sua età. Alta e magra, senza però mancanza di forme; dagli occhi scuri, profondi, contornati sempre da una matita nera e capelli castani. Quando quel fatidico giorno le arrivò la lettera per beauxbatons si sentì sollevata di non dover più vivere la vita 'fuori dal mondo magico'. Summer voleva infatti godersi una vita semplice, da ragazza normale, senza tutte q uelle persone che la circondassero, essere amata per come è e non per cosa è. Simpatica, solare, curiosa generosa e senza peli sulla lingua. Non ama stare sui libri preferisce passare il suo tempo divertendosi e facendo casino.

«Vanille Zoélie Minuit

Magrissima, ai limiti dell'anoressia, Noëlle è piuttosto alta. Ha la carnagione bianca, i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Noëlle è sempre stata una ragazza strana, si è sempre tenuta in disparte. Non si sa con esattezza chi siano i suoi genitori, in quanto è stata trovata davanti ad un convento/orfanatrofio quando aveva appena tre mesi, senza segni di riconoscimento, a parte una lettera nella quale era stato scritto il suo nome. Fin da bambina ha dimostrato le sue doti divinatorie, che ora sta sviluppando grazie all'aiuto della professoressa Lacroix, convinta non a torto che possieda la Vista. Silenziosa e taciturna, è riuscita in fretta a padroneggiare gli Incantesimi Non Verbali.

Iscrizione

Attenzione! Le iscrizioni alla casa delle Sfingi e Thestral sono chiuse!

Volete iscrivervi? Bene, leggete le regole e mandatemi un e.mail a questo indirizzo: clicca qui con i seguenti dati:

- Nome:
- Email:
- Nome del Personaggio:
- Breve storia del personaggio:
- Casa scelta:
- Username con il quale ci si è registrati in splinder (deve essere quello del personaggio da voi scelto):
- Immagine scelta per il personaggio:
- Qual è l'erba preferita della Fed?:

Ricordo inoltre che quando mi manderete l'email di iscrizione dovrete già essere iscritti a splinder con il nick del vostro personaggio e dovrete inserire nella mail l'username attivo e funzionante.

Le case

Sfingi
Creatura dal viso umano e dal corpo felino, la sfinge è un essere molto intelligente, che ha l'abitudine di porre indovinelli. Gli studenti di questa casa amano lo studio, sono diligenti e seri.

Thestrals
Sono creature alate con la testa di drago e il corpo scheletrico e nero di un cavallo. Hanno occhi bianchi e lucenti, zanne e lunga coda. Si mostrano solo a coloro che hanno visto morire qualcuno e per questo, spesso il vero carattere degli appartenenti a questa casa è visibile a pochi. Spesso studenti provenienti da famiglie purosangue, spesso disprezzano le altre case. Hanno un comportamento spesso indisciplinato, e una forte voglia di avventura.

Centauri
Testa, torso e braccia da uomo su corpo di cavallo. Gli appartenenti a questa casa sono forse gli studenti con l'animo nobile. Spesso comunque, antepongono cose futili come lo sport alla scuola.

Bowtruckle
Creatura mite e pacifica, vive all'interno di un albero di cui è custode. Gli studenti di questa casa sono altruisti, offrono spesso la propria vita per gli altri.

lo smistamento

Gli studenti vengono smistati durante una cerimonia ufficiale il primo giorno di scuola. Gli alunni vengono chiamati in ordine alfabetico, e la preside pronuncia l'incantesimo "Subro". Dopo qualche secondo sulla pelle dello studente appare una piccola bruciatura, che indica l'animale della casa alla quale si è destinati: un pezzo di legno, una sfinge, un centaro o un cavallo con la testa di drago. A volte il segno va interpretato, quando lo studente oscilla tra due case. Dopo qualche giorno, la bruciatura scompare.

i fantasmi

Come ogni buon castello che si rispetti Beauxbatons ha alcuni spettri. I gemelli Planès, due fantasmi gemelli che passano la maggior parte del tempo a litigare su qualsiasi cosa. Il conte de Crayencour, un uomo severo di circa cinquant'anni, gira per il castello scuotendo la testa. Non gli va bene nulla del nostro tempo: il cibo, i ragazzi, gli insegnanti...nel lontano 1500 era preside della scuola. Il vecchio, così viene chiamato dagli alunni, è un vecchio fantasma che non ricorda chi è, cosa sta facendo e dove sta andando.

la scuola

Beauxbatons è una scuola molto bella rispetto a molte altre. E' un castello, ma molto più piccolo di hogwarts. Gli studenti sono circa 200, e frequentano sette anni di scuola. E' presente una Sala Grande, dove vengono fatte le riunioni e si mangia, la biblioteca e i dormitori delle case. Questi sono situati nelle torri del castello. All'esterno è presente un campo da quiddich e un grande giardino, oltre che a un recinto per gli animali e una serra.

beauxbatons in pillole

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Insegnanti

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Personaggi non giocanti

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Rules

Per riuscire a giocare in maniera bella, realistica, piacevole, temo che le quattro regolucce a lato siano un po' troppo timide, me ne sto accorgendo già da un pezzo. Perciò ora le regole sono più complesse, e chiederemmo a tutti di seguirle. Verrete avvisati una, due, tre volte, poi il vostro bel personaggio finirà accidentalmente annegato nel lago, e non sto scherzando.

I POST
1. i caratteri sono predefiniti. Pertanto, se non volete distruggere la spendida composizione cromatica del template della Fed, non alterate i colori. Basta non selezionarne nessuno nel momento in cui scrivete il post.
2. analogamente, anche il font è automatico, di conseguenza scrivete i vostri post o direttamente su splinder, o nel blocco note. NON in word o simili.
Ovviamente, se sbagliate basta comunicarlo a noi, che provvederemo a cambiare tutto.
3. evitate immagini, a meno che non siano parte integrante del post (ad esempio foto o disegni.)
4. nei dialogi utilizzate "" oppure «». Nient'altro.

COMPORTAMENTO E PERSONAGGI
1. come cita la regolina numero quattro, che ormai è morta e sepolta mi pare, i vostri personaggi NON SONO EROI. (non=avverbio di negazione, per chi eventualmente non l'avesse capito.)
Ergo: santa pazienza, il vostro personaggio non può salvare il mondo! O essere strafigo! Se vogliamo giocare divertendoci, non è possibile avere migliaia di pp (=power player, termine gentilmente fregato dai gdr). Questa è la regola più severa, occhio, ok?
2. non è obbligatorio che, la prima volta che postate, il vostro personaggio sia per forza appena arrivato a scuola.Magari gli hanno appena regalato il diario o chessoio...altrimenti sarebbe un po' irreale, no?
3. Vi prego in ginocchio, evitate i nomi di personaggi famosi!
4. Se potete evitate le immagini protette da copyright (il deviant per esempio).

IL BLOG
1. Beauxbatons è ambientata al settimo anno di Harry, in quanto continuazione di Mielandia. Harry, quindi, è nato nel 1987, tenetelo a mente nel caso (sarebbe meglio evitarlo) si dovesse citare Hogwarts.
2. Seguendo Mielandia, il sesto libro di Harry non esiste.
3. Nel caso un personaggio non posti per più di due mesi verrà automaticamente spostato nel Png. Il proprietario potrà ovviamente riprenderne la proprietà, se desidera. Se non volete più giocare prego comunicarcelo, nessuno vi picchia, promesso.
4. Nell'iscrizione alla domanda "Qual è l'erba preferita delle Fed?" dovete rispondere "L'erba pipa" per dimostrarci che avete letto le regole!

Diari Personali

- Aethereally Vìemeére
- Angelique Petitclaire
- Anja Gauthier
- Axel Ayrton Lenhard
- Autumn Kayleigh Mathieu
- Camille Monet
- Domitille Petitclaire
- Elisewin Ricoeur
- Eileen Andersson
- Eugenie Amalie Renaissance
- Lucien Debeuckelaere
- Manon Bouringer
- Martyl D'Arnaut
- Natasha Roses
- Raz Apap-Bologna
- Roxanne Lefebre

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