mercoledì, 29 novembre 2006 alle 18:07 

I tacchetti bassi delle scarpe di lacca della divisa fanno un rumore caldo e stranamente accogliente, mentre cammino per i corridoi silenziosi.
Le visioni si stanno facendo sempre più frequenti, inutile dire che mi sento trementamente preoccupata.
Suppongo dovrei parlarne con qualcuno.
Ma con chi? Con la Lacroix è escluso, quella mi crede un piccolo prodigio della divinazione e non sarebbe facile farle cambiare idea.
Con la mia compagna di stanza? Con una coetanea?
E' da sette anni che cerco di escludermi dal mondo, è un po' troppo tardi per cercare di cambiare idea.
Sento il gomito di Raz che mi sfiora la spalla. Ha continuato a camminare accanto a me, come gli avevo chiesto.
Sorrido. E' strano, essere così vicino a qualcuno. Anche se con un ragazzo che nemmeno conosco, anche se stiamo semplicemente camminando in un corridoio vuoto. E' strano. Sentire il calore, la presenza di qualcuno, altro da se stessi.
E' una prensenza talmente estranea che mi fa girare la testa.
«Vanille, posso chiederti una cosa?» Le parole del ragazzo esplodono nel silenzio come tuoni, sebbene il tono della sua voce sia molto basso.
Rimbombano nella mia cassa toracica e escono dal cuore.
Resto in un silenzio che Raz interpreta come una risposta affermativa.
«Ecco, mi chiedevo...come mai fuggi qualsiasi genere di rapporto con chiunque? Ti vedo sempre lì da sola, in sala comune...»
Aggrotto le sopracciglia. Che domanda complicata. Che risposta dovrei dare? Non mi sono mai posta nemmeno il problema.
«Perchè non mi piacciono le persone.» Rispondo. La mia voce è un borbottio, più vicina al rumore di una caffettiera che a quello di un essere umano.
«Non ti piacciono le persone! E tu cosa sei?» Il ragazzo è incredulo. E così ingenuo.
«Io non sono niente di interessante. Una diciassettenne psicopatica.»
«Ma una persona.»
«Sì, e non mi piacciono le persone.»
Alza le spalle. Non capisce. Non mi capisce e non capisce cosa sento. Perchè abbiamo iniziato questo discorso? Non sono brava con le parole.
«Cosa fai dalla Lacroix, di solito?» Non riesce a sostenere il peso del silenzio.
Sbuffo, e rispondo, cosa che in molti altri frangenti non avrei fatto. Ma Raz è stato tanto gentile da accompagnarmi, non sarei riuscita a venire da sola, non ora, non in seguito a tutte queste visioni che mi perseguitano. E' strano, ma sto cominciando ad avere paura per me, per la mia persona. Ho paura che capiti qualcosa di brutto, durante una visione.
«Lezioni extra di Divinazione.»
«Uuh, una materia che non riesco a sopportare. Tu sei brava?»
Mi blocco di scatto. Raz, che prosegue per qualche metro, si volta, guardandomi con aria interrogativa.
 Un rumore. Una sorta di squittio, proveniva dalla mia destra.
«L'hai sentito?» bisbiglio. Il ragazzo mi guarda, socchiude gli occhi, cerca di sentire ciò che non esiste.

Un grido, tante luchi chiare e tremendamente invadenti. Mi penetrano nella retina, cercano di uscire ma restano intrappolate nell'iride.
Scoppio a ridere. Una risata fredda che non è la mia.
Un rumore di passi davanti a me, suppongo sia Raz che mi corre incontro, ma le luci sono talmente abbaglianti che non vedo niente.
Delle voci Vanille, ti senti male? Qualcuno mi prende in braccio, l'aria mi fa ballare i capelli come fili d'erba.
«Professoressa, ha qualcosa, io...» la voce di Raz che si spezza, le mani gelide della Lacroix sulla fronte.
«E' nel baule.» Bisbiglio, e, un attimo dopo, una luce mi scalza via l'anima dalla testa. E svengo.

VanilleMinuit
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lunedì, 27 novembre 2006 alle 21:41 

razapapavatarLa mattina è decisamente fresca. Finché rovisto nel baule alla ricerca di un berretto di lana penso che sono qui alla scuola ormai da parecchie settimane e facendo il punto della situazione direi che non me la passo poi così male. Tra lezioni ed attività extrascolastiche posso dire di conoscere un po' tutti, almeno di vista. La cosa migliore è che per il momento non ci sono persone che mi abbian preso di mira, in fondo anche la disavventura di Halloween è stata una fatalità... Il coperchio mi scivola dalle mani e si chiude di scatto. Una voce roca mugugna "Dai bestione, ributtati sotto le coperte, dove vuoi andare con questo freddo?". "Scusa Chase non volevo svegliarti, solo un attimo ed esco, ci vediamo dopo a lezione".

La sala comune è vuota, ancora avvolta nella luce fredda ed incerta dell'alba. Il caminetto emana un bagliore rossastro, probabilmente gli elfi domestici devono ancora riaccenderlo per il mattino. Un sonoro starnuto mi sorprende mentre sto per uscire. "A tes souhaits" faccio distrattamente. "Grazie" mi risponde una voce femminile assonnata. "Sei Vanille vero?", la ragazza pallida accoccolata su una poltrona rivolta verso il fuoco mi risponde gentilemnte "Sì, e tu sei Apap-Bologna, o vuoi che ti chiami bestione come fanno di solito i tuoi amici?", "Puoi chiamarmi anche per nome, Raz andrà benissimo. Che ci fai qui? Non riuscivi a dormire?", "In realtà sto cercando di restare sveglia... penso sia meglio non addormentarsi".

"Vado giù in cucina a sentire se gli elfi ti passano qualcosa di caldo per rimetterti in sesto, aspettami", "Non serve" batendo sulla colonna destra del caminetto fa apparire due grandi occhi dorati tra le fiamme, e una voce dice "Si sente male signorina? Bisogno del servizio in camera? Verifico subito" una polverina argentata soffia dal camino verso noi, addosso a me si colora di arancio, su Vanille diviene lilla. "Mmmh raffreddore vedo, le invio qualcosa di caldo e chiamo l'infermeria". All'istante appare una tazza di cioccomalva fumante, che Vanille prende tra le mani e inizia a sorseggiare.

"Beh se è tutto ok io vado", "Aspetta dovrei chiederti una cosa...so che il martedì vai a lezione dalla Nuitnoire che ha l'ufficio vicino alla Delacroix dove vado io... mi accompagneresti, non me la sento più di andare in giro da sola in quella zona del castello?". "Mmmh, dovrei farmi spostare l'appuntamanto, ma se alla prof va bene...OK!"

In quel momento alle nostre spalle si sente un chiachiericcio "Dai Sam o non faremo in tempo a provare i nuovi profumi che sono arrivati via gufo!". "Ihhh, guarda Natasha, vicino al fuoco il moldu e la piccola Vanille: due teneri piccioncini!" "Beh tra sfigati ci si trova no? Su ragazze!". La più esile si attarda un attimo "Ciao Raz, ti ricordi vero del ripasso di astronomia...ci conto eh?" poi corre via dietro alle altre "Aspettatemi!"

Vanille starnutisce ancora, ma ha ripreso un po' di colore. "C'è sempre qualcuno che sta peggio, non è vero?" Sorride con il naso sporco di liquido bluastro.

RazApapBologna
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lunedì, 27 novembre 2006 alle 19:35 

Gerard mi prende per mano, allontanandomi da Camille e facendomi arretrare dietro la sua schiena. Non ho nemmeno il tempo di meravigliarmi per quel contatto improvviso, che il Thestral punta la bacchetta contro la mia compagna di stanza. Lei si addormenta all'istante, scivolando sul pavimento.
Ritiro la mano, guardandolo interdetta.
Il ragazzo fa un sospiro: «Meglio parlare tra noi di questa storia. In questo modo non sentirà nulla, e noi potremo sorvegliarla.»
«Ma avrebbe potuto dirci qualcosa! Cioè... non dirci...» mi mordo le labbra, rivolgendo lo sguardo alla ragazza che sembra serenamente addormentata. «Non capisco perchè non è riuscita a dirci nulla...» mormoro, avvicinandomi a lei.
Sollevo la ragazza da terra e Gerard mi aiuta a sistemarla sul letto. Il sollievo di poco prima, per il risveglio di Camille, è durato solo qualche secondo, fino a quando l'ho vista spalancare gli occhi nel tentativo di trovare le parole. O forse solamente di parlare, di dire qualcosa. Aveva uno sguardo terrorizzato.
«Non ci avrebbe potuto dire nulla, si sarebbe solo spaventata di più.»
«Oh, lo so anch'io» sbotto, mentre lui la copre con una coperta. Lo so anch'io che la scelta di addormentarla è stata la più sensata. Lo so anch'io che la scelta di parlarne tra noi per poi tranquillizzare lei può essere una buona soluzione per evitare un'attacco di panico a tre... Ma è questa situazione che mi  rende così insicura e scombussolata. Qualche ora prima Camille se l'era filata dalla nostra stanza facendo finta di andare a farsi una doccia, e quando me n'ero accorta... beh, mi ero leggermente arrabbiata. Se voleva andarsene in giro senza di me avrebbe potuto dirmelo, non c'era bisogno di farlo di nascosto. Se poi l'avessi lasciata andare da sola, quella era un'altra storia. Però dopo averla ritrovata nello stanzino, svenuta, la rabbia di prima era svanita, lasciando il posto alla preoccupazione. E ora, di nuovo uno svenimento e la sensazione che mi stia sfuggendo qualcosa.
Mi siedo sulla poltrona nell'angolo della stanza, rannicchiando le gambe e circordandole con le braccia. Vorrei usare un Incantesimo di Congelamento su tutto, ora, per dare a me stessa il tempo di capire. Che diavolo sta succedendo in questa maledettissima scuola?!
Gerard interrompe il flusso dei miei pensieri: «Te la senti di provare di nuovo con la legilimanzia?»
Me l'aspettavo. Mi alzo e vado a sedermi a fianco del Thestral, sul letto dove sta riposando Camille.
«Non so se... con una persona che sta dormendo...»
«Non riesci a leggerle nella mente?»
«E' appunto questo. Una persona che dorme dovrebbe sognare, sempre che il tuo incantesimo non provochi un sonno senza sogni. Attraverso i sogni si può scoprire qualcosa, ma ci sono emozioni e ricordi alla rinfusa, potrebbe anche condurci su una pista sbagliata. Posso provare, comunque...»
In quel momento la porta si apre di scatto e una voce maschile interrompe il nostro discorso, facendoci voltare in quella direzione.
«Ehi Gerard, grazie per quest...»
E' Pierre. Si blocca quando vede che nella stanza ci sono anch'io.
«Autumn... che ci fai qui?» mi chiede, guardando prima me e poi il ragazzo al mio fianco. Io getto un'occhiata sopra la mia spalla, in direzione di Camille: Gerard ed io copriamo il viso della ragazza, probabilmente Pierre dalla porta non l'ha notata. Non mi lascia il tempo di rispondere e forza un sorriso: «Guarda chi becco nel dormitorio maschile dei Thestrals... la prossima volta passa almeno a farmi un saluto, ok?»
Lancia un cd sul letto più vicino; Gerard accenna un grazie e io mi alzo in piedi cominciando a dirgli qualcosa, ma lui con un cenno di saluto si defila e chiude la porta con troppa forza, facendola sbattere, e senza lasciarmi proferire parola.
Rimango in silenzio per qualche minuto, fissando la porta. Mi sa che Pierre ha frainteso tutto quello che era possibile fraintendere. Nervosa, oltrepasso Gerard senza dirgli una parola e mi accoccolo sui talloni a fianco del letto, all'altezza della testa di Camille. Devo concentrarmi e non pensare a Pierre. Ma cazzo, proprio in quel momento doveva entrare?
Sospiro lentamente, per calmarmi.
«Se vuoi vado a parlargli io, mentre tu...» mormora il ragazzo, quasi si sentisse in dovere di dirlo.
«No.»
E mi concentro su Camille, tentando di aprire le porte della sua mente. Sembra che stia rivivendo dei ricordi nel sonno. Intravedo una figura dai lunghi capelli bianchi, quasi argentei. Una banshee? Non capisco, forse è un ricordo di quando, di fronte a lei, ho perso per qualche attimo il controllo dei miei poteri da metamorfomagus. No, il posto è troppo scuro, noi eravamo sotto il portico quella volta. Oppure... questa è una visione, una vera banshee?

AutumnMathieu
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lunedì, 27 novembre 2006 alle 13:55 

 Sento del vento leggero che mi accarezza la faccia. Cerco di aprire gli occhi, ma sono molto pesanti. Qualcuno mi sta tenendo in braccio.
- ..E allora dove la portiamo??
- In qualsiasi posto, ma per l'amor del cielo non la facciamo tornare in infermeria!! Lei odia quel posto..
No, in infermeria no vi prego!! Ma non riesco a parlare. Ho così sonno..

Il calore di una coperta mi soffoca. Sgrano gli occhi così all'improvviso che Aut si spaventa e sobbalza all'indietro urtando Gerard, a cui per poco non cade la tazza di tea.
- Sei sveglia, sei sveglia!!
Autumn mi salta addosso raggiante, devono essere passate molte ore da quando ho perso i sensi, perchè fuori è già buio.
- Come stai?
Gee si china su di me e mi bacia la fronte per sentire se ho la febbre.
- Sei caldissima..
- ...
Tossisco. Non so perchè ma non sono riuscita a rispondere.
- ...
I ragazzi mi guardano preoccupati.
- ............
Non esce niente, continuo a tossicchiare per riacquistare la voce.
- ............
Il viso mi sta diventando rosso per lo sforzo, gli occhi pieni di lacrime, mi guardo in giro terrorizzata, cercando di trovare conforto nei miei amici, ma anche loro sono piuttosto impauriti.
Gerard prende la mano di Aut e la spinge dietro di se, poi, guardandomi negli occhi con dolore, mi punta contro la bacchetta e sussurra un incantesimo che non conosco.
Cado in terra.

CamilleMonet
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lunedì, 27 novembre 2006 alle 01:44 

« Dom tu sei completamente rincoglionita, lo sai? »
« Dio, Frankie sei un rompicoglioni assurdo, dai non ho fatto apposta e lo sai. » sbotto gettando i miei libri di pozioni sul tavolo della biblioteca. Gelsomina esce dal suo piccolo ufficio decorato con arazzi raffiguranti i vecchi presidi della scuola inveendo contro di noi e le nostre urla.
« Avete finito di urlare? Qui c’è gente che sta cercando di lavorare! » dice indicando delle ragazzine del quinto anno delle Sfingi che stanno facendo delle ricerche con dei libri che sembrano antichissimi.
Fisso Frankie con aria scocciata tenendo le mani su fianchi.
« Senti, se stai cercando di sbatterci fuori dalla squadra, bè, non ci riuscirai tanto facilmente. Anzi, stai facendo di tutto per autosbatterti fuori dalla squadra, ma non lo capisci? »
« Io farò di tutto per non avervi più in squadra, te e Morgana. Perché non me ne fotte niente se state insieme, sai? Non me ne fotte assolutamente niente. Ma voi, nella mia squadra, insieme, non ci state. »
« Nella tua squadra? Ma ti sta dando di volta il cervello? »
Gelsomina esce nuovamente dalla porta guardandoci male, cosicché propongo a Frank di uscire dalla biblioteca per recarci del campo da Quidditch.
Mentre scendiamo le scale non ci rivolgiamo la parola. Urto per sbaglio una ragazzina del primo anno di non so che casa la quale si arrabbia. Mi giro lentamente gettandole un’occhiata di fuoco che la fa girare dall’altra parte senza riuscire a proferire parola.
« E’ così che ti accaparrata il posto in squadra? Spaventando i tuoi avversari, Petitclaire? »
« No, ho fatto di peggio e ormai dovresti sapere come sono fatta. »
Incrocio le braccia sul petto. Raggiungiamo il campo da Quidditch dove le Sfingi stanno svolgendo i loro allenamenti.
« Senti non ho assolutamente voglia di parlare con te in questo momento » mi dice.
« E allora perché mi hai seguito fino a qui? » apro le braccia sconsolata.
Si passa una mano tra i capelli e fa un passo verso di me spintonandomi contro le scalinate del campo facendomi sbattere la testa contro un gradino. Fortunatamente non mi faccio molto male, rimango stordita per qualche secondo, ma riesco a riprendermi immediatamente. Mi rialzo con un po’ di fatica sistemandomi la gonna che nella caduta si era leggermente alzata scoprendomi metà coscia. Mi tocco il punto in cui la mia testa ha colpito il gradino urlando qualsiasi cosa mi venisse in mente contro Frankie.
« Dio santo, Frank, tu sei uno squilibrato! Ma che cosa ti è venuto in mente di fare? Pazzo, idiota che non sei altro. Avrei potuto farmi male. »
« Perché tu l’anno scorso non potevi farmi male? No, tu sei Domitille Petitclaire e tu puoi permettere di gettare la voce di una povera ragazza rinchiusa in una scatolina nel Lago Nero, rischiando di ucciderci tutti e tre, Dom! Tutti e tre, io, Morgana e Daniel. »
Mi tornano le lacrime agli occhi pensando all’anno scorso. E sì che credevo che fosse passato tutto, che fossero riusciti a dimenticare. Lui mi aveva detto che ci era riuscito, che non mi riteneva completamente responsabile della cosa. Come aveva fatto a cambiare idea così facilmente? Così improvvisamente? Così in fretta?
« Cazzo Frankie, Morgana di deve aver fatto proprio un bell’incantesimo per farti cambiare idea in questo modo. L’anno scorso dopo l’accaduto non la pensavi così, o sbaglio? » gli urlo singhiozzando.
« No, non mi ha fatto nessun incantesimo, Dom. Semplicemente mi ha fatto capire di che pasta sei fatta realmente. Non esiteresti a vendere tua sorella per raggiungere un tuo scopo. Come hai fatto l’anno scorso facendola cantare nei Black Roses. »
« Lascia fuori la mia famiglia da questo discorso, riguarda solo me e te. Come abbiamo fatto ad arrivare a parlare di mia sorella partendo da un manico di scopa nelle palle! »
Mentre gli urlo queste ultime parole mi plana una scopa di fianco.
« Ehi, laggiù, va tutto bene? »
È Gabriel che probabilmente ha sentito le urla che provenivano da in fondo al campo; l’allenamento delle Sfingi è finito da qualche minuto, presumo, difatti appena scende dalla scopa si passa la manica della divisa sulla fronte madida di sudore.
Mi passa un braccio attorno alle spalle. « E’ tutto ok, Dom? »
« Ehm, sì non ti preoccupare. » Guardo Frank con aria di sfida; lo sfido a dire tutto quello che mi stava urlando contro a Gabriel. Frankie ha terribilmente paura di Gab, anche se ancora non riesco a capire il perché. È come se nutrisse una specie di rispetto nei suoi confronti, infatti non osa dirgli niente.
« Quindi, Frank, io e Dom possiamo andarcene o hai qualcos’altro da dirci? »
« Andate pure, per quel che me ne può fregare. »
« Perfetto, alla prossima Frank. »
Il mio ex-ragazzo lo saluta, sfuggente.

---

Anche quando Gab mi porta nella Sala Comune delle Sfingi non mi riesco a calmare, continuo a singhiozzare.
Conosco il perché del mio pianto, ma non è quello che si immagina Gabriel, dato che mi chiede se mi manca tanto, Frank.
No, non mi manca tanto, non mi manca per niente. Ma aveva detto che non ce l’aveva con me per quello che era successo l’anno scorso e ora vengo a scoprire che invece, sì, ce l’ha con me per quello che è successo l’anno scorso.
« Io non so più cosa fare, prima mi dice che non è successo niente, poi mi dice che mi odia perché potevo ucciderlo. Io mi sento quasi come l’anno scorso, quando c’eri solo tu, solo tu e Aeth. »
Abbassa gli occhi e mi prende le mani.
« Dom, anche se lui pensa quello che pensa a te non dovrebbe fregartene niente. Hai il tuo Quidditch, hai le tue amiche, hai me! »
« Ho te? »
Si mette a ridere. « Ma che domande del cazzo, chérie! Certo che io ci sono. »
Rido anche io mentre mi asciugo le lacrime con la sciarpa che ho stretta al collo.
« E’ un vero peccato che non sia riuscito ad essere nella tu casa, tra i Thestral. Avremmo potuto far parte della stella squadra di Quidditch, pensa. Senza Frank e Morgane varie a rompere i coglioni. »
Rido di nuovo.
Ci guardiamo negli occhi per qualche istante, fino a che Gab non mi stringe forte a sé.
Dopo qualche istante mi allontana dal suo petto e mi prende la faccia tra le mani, sorridendo e guardandomi come se fossi la cosa più preziosa di questa terra. Mi trattiene di nuovo a sé e sento un formicolio che parte dal cuore e si estende per tutto il corpo fino ad arrivare alla punta delle dita dei piedi. Alzo velocemente il volto per arrivare il più velocemente possibile alle sue labbra. Una situazione del genere potrebbe non ripresentarsi mai più. Sento la sua bocca schiudersi nella mia, e quel formicolio si trasforma in calore e in quella sensazione di peso sullo stomaco che mi fa venire le lacrime agli occhi. Dalla felicità.

Domitille
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domenica, 26 novembre 2006 alle 20:58 

Sono in stanza, c'è anche Celine, la mia compagna che mi guarda storto.
"Che c'è Celine?"
"No no niente" risponde. Quando mi sono rivolta a lei ha iniziato a tremare.
"Cosè successo ti ho detto?" Mi altera non avere risposta dato che qualcosa c'è.
"Senti io NON LO SO!" grida lei, continua a tremare e gli occhi le vanno fuori dalle orbite "sei strana! ecco tutto"
"Sono strana?! Cosa stai dicendo, tu sei matta!" che dice questa, io non gli ho mai fatto niente non ci siamo neanche quasi mai rivolte la parola nonostante sia la mia compagna di stanza.
"Io non sono matta, tu piuttosto lo sei!" deglutisce "tutti quegli scatti la notte, ti alzi, parli una lingua strana! Sembra..sembri posseduta!"

Sto impazzendo? La notte mi sta diventando quasi impossibile dormire oppure mi addormento nel letto e mi risveglio in sala comune senza accorgermi di neinte, Sto diventando sonnambula? Ho anche continui sogni, inquietanti. Devo spaventarmi seriamente? Devo parlarne con qualcuno? no, meglio di no, poi mi prenderebbero per una matta.
Eppure sono così belle quelle creature nei miei sogni, inquietanti perchè esprimono gelo, ma bellissime. Sembrano quasi angeli, tutte bianche con quell'aurea quasi accecante intorno e quei capelli setati.

Celine è andata via dalla stanza. Io sono rimasta impalata a pensare alle sue parole.
"Rachel! avevamo detto di trovarci alle otto giù, sono le otto e un quarto!" o cavolo, è Roxanne, ieri ci avevo parlato e avevamo fissato per andare a lezione insieme!
"Scusa oddio mi sono dimenticata!"
"Niente, su però adesso vieni!" mi dice trascinandomi fuori dalla stanza.
Siamo a lezione di Pozioni e il professore Lacroix sta strillando con un ragazzo per la pozione che ha creato, io sono nei miei pensieri, cado in un leggero sonno.
Rivedo una di quelle creature, mi porge la mano e io cerco di prenderla, allungo la mia mano verso la sua: "Vieni" mi dice la creatura sottovoce, io le rispondo con un eccomi quando un rumore di cocci infrati mi riporta alla realtà.
"Stai bene?! Hai una brutta cera, hai sussurrato qualcosa in una lingua strana e hai rotto la boccetta" mi dice Roxanne preoccupata indicando il lago e i vetri rotti per terra.
"Io? probabilmente pensavo tra me e me e poi sono un pò stanc" non riesco a finire la frase che..
"Signorina Brody! esca subito dalla classe se deve fare solo casino con chiacchiere e rompere le cose" il rpofessore è veramente alterato e io preoccupata per me stessa mi dirigo verso la porta, per i corridoi e poi in sala comune, sù per le scale e nel dormitorio. Mi lancio verso il baule, spinta da qualcosa, non è il mio volere però a farmi agire così, ma l'impulso. Scavo tra le mie cose, volo tutto all'aria, cerco cerco cerco fino a trovare la cosa ambita, il pettine d'argento raccolto qualche tempo prima in riva al lago.
Io l'ho già visto, oltre a quel giorno al lago, è un oggetto ben presente nella mia testa, è il pettine che usano quelle ragazze nel mio sogno, un pettine che desidero tenere con me e che desidero utilizzare, E' MIO.

RachelBrody
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domenica, 26 novembre 2006 alle 12:29 

 Autumn è completamente concentrata a disegnare le stelline nere sulle pareti della nostra camera, che ho appena finito di pitturare di lilla.
- Ehm.. Io ho fatto, vado a farmi una doccia..
In risposta ricevo solo un breve muguglio, adesso è il momento: posso finalmente uscire dal dormitorio.
Indossando ancora la salopette bianca da muratore, comincio a girare per la scuola senza una meta precisa, sperando di ritrovare il pettinino di Halloween. Purtroppo non sono riuscita a cercarlo prima d'ora, perchè sia Aut che Gee mi sono sempre stati appiccicati e non mi hanno mai lasciato un attimo da sola. La mia amica è riuscita persino a farmi pitturare la stanza senza l'uso della magia, per tenermi occupata. Eppure io non ho detto a nessuno del pettinino..
Immersa nei miei pensieri mi ritrovo nei corridoi dei dormitori dei professori, luogo da evitare come la peste. Mi blocco, faccio un mezzogiro su di un piede e marcio verso le scale, intenta ad allontanarmi il prima possibile da lì. Finora sono riuscita a non incontrare Andrea, ed è meglio continuare così.
Non mi va di stare in un luogo affollato, perciò la Sala grande è da evitare. Vorrei andare in giardino, ma piove. Che faccio? Mah si, quasi quasi me ne vado nello stanzino dove ho incontrato Gerard la prima volta, ci dovrebbe anche essere l'attrezzatura per fare il tea..

Con la schiena appoggiata al muro, mi immergo nei cuscini che avevamo portato per rendere un pò più confortevole il luogo. Ho un pò fame, quindi cerco i biscotti nell'armadietto, dovrebbero essere nascosti dietro un bricco gigantesco di una pozione celeste pastello. In quel momento la porta si apre e, pensando che fosse Gee, mi giro di scatto, ma una sagoma ben più alta della sua entra nello stanzino cercando di trovare l'interrutore della luce, che avevamo furbamente distrutto. Per paura mi chiudo nell'armadio e trattengo il respiro. Chi può essere? Chi è che la domenica mattina non rimane a dormire, ma va in uno stanzino dimenticato anche dall'Enzus Paul?! Non sarà mica Andrea??! Non dovrebbe conoscere questo posto, sono sicura che non mi ha vista quando, scappando da lui, sono entrata qui dentro per la prima volta. Cedo alla curiosità e apro uno spiraglietto dell'armadio per dare un'occhiata. Non vedo nessuno, forse me lo sono solo immaginata, così, lentamente, continuo ad aprire l'anta e, sicura di essere da sola, esco dall'armadio.
Ma non sono da sola, c'è qualcosa davanti a me che mi guarda e sogghigna. Quasi incantata cerco di toccarla, per riuscire a capire chi o cosa sia. Tendo la mano e un attimo prima di toccare quel corpo un gelo irresistibile mi blocca. E' una banshee.

CamilleMonet
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mercoledì, 22 novembre 2006 alle 20:30 

 Piove. Me ne sto, come al solito, rintanata in Biblioteca. Devo finire il tema di Incantesimi, ma non riesco a trovare la concentrazione adatta. Mordicchio distratta la penna, guardando fuori dalla finestra.
Sento un rumore di passi accanto a me. Alzo lo sguardo e vedo Axel sedersi al mio tavolo con un sorriso. Non mi sorprende più di tanto: lo incontro spesso qui in Biblioteca, anche se raramente nel resto del castello; qualche volta l’ho visto camminare accanto ad una mia compagna di casa del quinto, la D’Arnaut. Credo stiano insieme.
«Ciao!» mormoro, sorridendo a mia volta.
«Occlumanzia?» mi chiede. Faccio una smorfia.
«Magari. Incantesimi, devo consegnare il tema alla Yeuxdesperles entro domani.»
«Capisco. Se hai bisogno di una mano chiedi pure.»
«Oh. Beh, grazie.» Chino la testa sul foglio. «Vedo se riesco a sbrigarmela da sola, però.» Aggiungo, senza guardarlo in faccia.
«Come vuoi.» Sorrido. Quando rialzo lo sguardo è già chino sul libro, il solito ciuffo davanti agli occhi, l’espressione lievemente accigliata.
Guardo distratta l’ora. È tardi e avevo promesso a Jack di scrivergli. Raccolgo in fretta le mie cose e saluto Axel, promettendogli di vederci ogni tanto per insegnargli qualcosa in più sull’Occlumanzia. Lui alza la testa dai libri e mi guarda, facendo un lieve cenno col capo.

Uscendo fuori dalla Biblioteca mi scontro con una ragazza. Mi urta un fianco con il gomito e la mia borsa cade a terra, una boccetta di inchiostro si rovescia sul pavimento e i libri si sparpagliano un po’ ovunque.
«Stai più attenta, la prossima volta.» Sibilo, stizzita.
«Stai più attenta tu, la prossima volta.» Mi risponde, acida. «Non sono io ad esserti venuta addosso.» Alzo lo sguardo e trovo due occhi azzurri, glaciali, a fissarmi sprezzanti. È la D’Arnaut.
«Idiota.» Mormoro tra i denti.
«Che cosa hai detto scusa?»
«Ho detto: idiota.»
Lei sbotta in una risata sarcastica. «Era rivolto a te stessa l'idiota, vero?». Non rispondo, ma la guardo dritta negli occhi, la bocca piegata in una smorfia. Mi si avvicina, ancora sorridendo. Ha estratto la bacchetta, e io nemmeno me ne sono accorta. Me la punta contro. «Ti consiglio,»  dice, premendomi la bacchetta con più forza contro il petto, «di non chiamarmi più idiota.»
Adesso sono io a ridere. «Come vuole, signorina Martyl Flamine D'Arnaut» Replico, il tono fortemente derisorio, poi raccolgo le mie cose e me ne vado.
Non so perché sono stata così scontrosa. Ok, non ho un carattere facile, ma di solito non tratto le persone così male. È che il suo modo di comportarsi, quella sua aria superiore mi irritano profondamente. Mi dirigo verso i dormitori. Appena arrivo in camera mi butto sul letto, levandomi scarpe e calze. Roxanne non c’è. Mi viene in mente che devo scrivere a Jack. Mi dirigo verso la scrivania e comincio la lettera. Gli racconto delle ultime cose che sono successe qui: la morte della O’Connor, Halloween, le Banshee; di quanto mi manca, e di quanto, spesso, avrei bisogno di poter parlare con lui. Non mi accorgo nemmeno del tempo che passa, mi dimentico del mio tema per Incantesimi, di tutto, e finisco per addormentarmi sulla pergamena.

ElisewinRicoeur
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martedì, 21 novembre 2006 alle 22:29 

«Ehi!» un'allegra voce femminile richiama la mia attenzione poco prima che io varchi la porta degli spogliatoi «Allora hanno preso anche te!»
La ragazza mi rivolge un ampio sorriso, affiancandomi. E' la stessa che durante i provini ha attaccato bottone con me: era tesissima e aveva passato tutto il tempo in cui aspettavamo di entrare in campo parlando di tutto quello che le veniva in mente.
«Lucien, giusto?»
Annuisco «Tu invece... Cendrillon, se ricordo bene»
«Sì. Ma non osare chiamarmi così, fa troppo cenerentola. Piuttosto chiamami Cybele.»
Le lancio un'occhiata interrogativa.
«Il mio secondo nome» spiega «Molto meno sdolcinato. E scusami per averti annoiato il giorno dei provini, dovevo distrarmi o a vedere tutti quei centauri che svolazzavano sopra di noi avrei sclerato»
«Desiderio impellente di giocare?»
«Non sai quanto!»
Mi metto a ridere «Non eri l'unica, te l'assicuro. Hai distratto anche me.»
Entriamo nello spogliatoio, noto qualche ragazzo del mio stesso anno. In un paio di minuti ci cambiamo e facciamo le presentazioni, poi Adrian Theriault, cacciatore e capitano, si schiarisce la voce preparandosi per il primo discorso serio alla squadra, ma viene interrotto da una ragazza dai capelli lisci e il viso imbronciato.
«Nessun discorso adesso, eh. Rimanda al dopo partita quando saremo tutti troppo stanchi per opporre resistenza.»
Appoggia la sua mazza sulla spalla, e io afferro la mia scopa: «Qui stiamo tutti morendo dalla voglia di giocare, Adrian»
Cybele spinge fuori dallo spogliatoio il nostro capitano e noi li seguiamo ridendo. Colgo la faccia del centauro, la sua espressione è un misto di sorpresa e delusione, credo per non aver potuto fare il suo discorso, ma si lascia guidare fino al campo.
Poco dopo mi libro all'altezza delle porte, aspettando che i miei compagni si avvicinino per tentare di segnare. Il boccino mi sfreccia accanto, ronzando, e Cybele lo segue a ruota, quasi sdraiata sulla scopa per avere meno attrito possibile con l'aria. E' piccola e veloce, si muove molto bene. La vedo andare a tutta velocità verso gli spalti ma vira bruscamente verso l'alto a pochi metri dalle gradinate, per poi volare circolarmente, lasciando spaziare lo sguardo per il campo da gioco. Ha perso il boccino. Poco distante dal punto della sua virata c'è un centauro del mio stesso anno, il ragazzo maltese che è arrivato quest'anno. L'ho visto sugli spalti anche durante gli allenamenti dei Thestrals, forse ha una passione per il Quidditch anche lui.
«Scheisse!» impreco a mezza voce. Mi sono distratto e Eleanor ha avuto campo libero per fare punto.
«Lucien!» mi urla Adrian da non molto distante «Non ti distrarre, concentrati sulla pluffa!»
Annuisco. "wie dumm!", mi dico, il mio primo errore e così stupido... deve essere anche l'ultimo. Voglio tenermi il mio posto in squadra. So di essere un bravo portiere, ed è l'ora di dimostrarlo.
Anja ha la pluffa, sta tornando verso la zona del punteggio. Si avvicina all'anello destro.
Ma stavolta sono pronto. E' troppo avanti per passarla ad altri, deve andare necessariamente a segnare. Scatto di lato, pronto a parare.


gdr off// traduzione
«Scheisse!» = Merda
"wie dumm!" = che stupido!

LucienD
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martedì, 21 novembre 2006 alle 18:01 

Novembre è alla fine. E' impossibile non accorgersene, penso mentre mi affretto a raggiungere l'aula di storia della magia per ripararmi dagli spifferi gelidi che attraversano i corridoi.

"Sicura di stare bene?" chiedo a mia sorella. E' pallida e ha l'aria molto stanca.
"Ma sì, sto bene è solo questo maledetto mal di testa che non mi lascia tregua..."

Sto diventando paranoica, penso. Mia sorella ha mal di testa e io penso che sia qualcosa grave, solo perchè non ne ha mai sofferto prima. Ma in fondo può essere colpa dello stress, quest'anno abbiamo gli esami e i prof ci riempiono di compiti... E forse mi sono fatta suggestionare da tutta questa storia delle banshee...
Prendo posto in una delle ultime file, come al solito. Sono i posti più ambiti. Rachel si avvicina a me.
"Scusa... questo posto è libero?"
Annuisco gettando un'occhiata veloce alla ragazza.
"Tutto ok?" chiede. Evidentemente non ho una bella cera.
"Sì, tutto ok, non ti preoccupare..." a quante altre persone ho già risposto così ultimamente? Ormai ho perso il conto. Non mi va di parlare. Non mi va proprio. O forse vorrei, ma non saprei con chi farlo. Alannah, forse? La ragazza che sembra saperla lunga più di qualcuno altro su ciò che sta accadendo?
Rachel fa per dire qualcosa, ma si blocca vedendo il prof entrare in aula. Sbuffo. Due ore di noia mortale... che però gli studenti hanno imparato a sfruttare al meglio. Non appena inizia a spiegare io incanto la piuma con un incantesimo e questa inizia a scrivere per me gli appunti sulla lezione. Tiro fuori dalla borsa un volume sulle creature magiche e inizio a leggere. Non spero certo di trovare qui le risposte che cerco, ma da qualche parte dovrò pure iniziare...
"Ma come... come hai fatto?" mi chiede Rachel. Fissa la mia penna che continua a tracciare parole sul foglio.
"Non è poi così difficile..."
Le mostro il movimento della bacchetta. Lei prova a ripeterlo. Al primo tentativo la piuma si rizza in aria per poi ricadere subito. Al secondo invece inizia a scrivere ciò che il prof sta dicendo, seppur con una scrittura un po' tremolante.
"Grazie mille!!" mi ringrazia.
"Di nulla..." riprendo la lettura del mio libro.
"Roxy?"
"Mh?" faccio, senza alzare gli occhi dal libro
"Se vuoi saperne di più sulle Banshee..." alzo la testa e la fisso. Ha colto nel segno. "Lorelai e Eileen stanno facendo delle ricerche..."
"Grazie mille Rachel, parlerò con loro più tardi."

Biblioteca. Sempre biblioteca. Fuori è nuvoloso, probabilmente sta per piovere. Giocherello con la piuma. Non ho alcuna voglia di finire il tema di erbologia sui molteplici usi della mandragola. Sbuffo. Non sono riuscita a trovare Lor e Eileen da nessuna parte. E non trovo neanche mia sorella. Anja, sua compagna di stanza, mi ha detto che oggi non è andata a lezione perchè non stava bene. Ma credo che l'abbia fatto per saltare le lezioni, non sarebbe la prima volta...
Scorgo la figura di Eileen passare davanti alla porta della biblioteca. Raccolgo tutto e mi precipito fuori.
"Eileen, devo parlarti!"

RoxanneLefebvre
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domenica, 19 novembre 2006 alle 20:55 

Mi piace essere tenuta per mano. Volgo uno sguardo alle dita di Axel intrecciate con le mie, poi alla sua faccia orgoglosa. E'stato difficile fermarlo in mezzo alla biblioteca dopo essermi sentita i suoi sguardi d'odio addosso per tre giorni. E' stato difficile mettergli una mano sul braccio e dirgli dritto in faccia « Ora basta con le cazzate. » e vederlo improvvisamente sorridere, e alzarmi in punta di piedi per raggiungere le sue labbra. E' stato dannatamente difficile, come ogni cosa gratificante, del resto. Non so se ufficialmente stiamo insieme, ma io con lui sto proprio bene. Anche se non capisce le battute cattive. Anche se gli piace studiare insieme e io invece amo stare da sola. Siamo una bella coppia, per quanto mi faccia strano non poter fare la carina con gli altri ragazzi.
« Guten Morgen, Martyl! » Mi sembra ancora terribilmente strano sentir parlare tedesco qui. Mi volto verso il punto da cui proviene la voce, e rivolgo un ampio sorriso al grazioso ragazzo coi capelli scuri che si sbraccia in mia direzione.
« Hallo Lucien! » rispondo gentilmente; nello stesso istante la mano di Axel si serra attorno alla mia; le sue nocche si sbiancano, sento quasi male ma mi trattengo. Deglutisco: non sarà geloso fino a questo punto! Ci fermiamo davanti alla porta dell'aula di trasfigurazione.
« Ci vediamo più tardi ... » Mormora piegandosi in avanti, le sue braccia mi cingono la vita. Sono costretta a ritrarmi; la voce della professoressa Fleurdhiver trilla dietro le mie spalle.
« Madamoiselle D'Arnaut! »
« Ci vediamo più tardi ... » gli sussurro mentre mi dirigo verso la classe.
« Il suo compito è il migliore della classe ! »  Esclama la donna mentre vedo Axel scomparire dietro l'angolo.

***

Oggi ho conquistato diverse E, e tutto ciò risulta incredibilmente gratificante. Procedo a passo spedito lungo il corridoio, propensa a liberarmi della pesantissima tracolla il prima possibile. Mi sento le braccia a pezzi, e la mia caviglia sinistra risente ancora della forte botta che ho preso inciampando nello scendiletto qualche giorno fa. Ormai vedo il quadro che nasconde la sala comune delle Sfingi, quando sento una voce alle mie spalle.
« D'Arnaut, cazzo, vuoi fermarti? » Riconosco la voce di Gabriel. Mi volto, lanciandogli un'occhiata in tralice.
« Mi sto spezzando una spalla, Gabriel.  » Lo scruto per un istante, puntando il mio sguardo direttamente nei suoi occhi chiari; do poca attenzione a David, il tipo piuttosto alto che gioca nella squadra di Quidditch e che sta un paio di passi dietro a Gabriel.
« Sììììì?! » dico fissandolo con disinteresse.
« Devo farti una comunicazione ufficiale, Martyl. » Lo fisso, come per dirgli di proseguire. « Sei nella squadra. » Non realizzo subito; lo fisso con perplessità, arricciando le labbra.
« AAh! Grazie! » proferisco con voce strozzata, gettandogli le braccia al collo. « Grazie grazie grazie! »
« Probabilmente anche lui vuole farti i complimenti ... » dice Gabriel indicando un punto che non posso vedere. Mi giro, e vedo Axel insieme ad un ragazzo con i capelli biondissimi che mi fissa dall'alto in basso. Anche il mio ragazzo non sembra essere molto contento; mi volta le spalle e si allontana a passo di marcia.  « Porca puttana! » Sbotto lasciando la tracolla a terra, vicino ai piedi di Gabriel, e correndo dietro ai due.  

MartylDArnaut
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domenica, 19 novembre 2006 alle 13:21 

Seduta poco distante dal lago, abbozzo il paesaggio lacustre su un foglio. E' da un po' che non mi ritaglio del tempo per il disegno, con tutti gli avvenimenti successi e i compiti assegnati di tempo libero ne ho trovato poco. Il mio sguardo passa veloce dal foglio allo scenario che mi si apre davanti, e viceversa. Il freddo però si fa sentire e sono costretta a interrompermi per soffiare sulle dita, tentando di scaldarle. Forse non è la giornata adatta per dipingere an plein air.
Sento un rumore di passi che si avvicina, attutito dall'erba. Qualcuno si avvicina alla mia destra. Lo sento schiarirsi la voce.
«Autumn?» mi chiama, discreto. Mi giro verso il ragazzo dai capelli neri. Sembra combattuto tra il desiderio di non disturbare e l'urgenza di parlarmi.
E' Gerard. Dalla sera di halloween l'ho visto spesso con Camille, e un paio di volte siamo restati assieme a parlare. Lo saluto e gli faccio cenno di sedersi sull'erba.
«Dipingi all'aperto?» mi chiede, stupito. Pensa al freddo di questa domenica e guarda le mie mani senza guanti, arrossate.
«Sì, senza protezioni dal freddo, altrimenti non riesco a tenere bene la matita» rispondo con un sorriso, intercettando i suoi pensieri.
Restiamo in silenzio per qualche attimo, poi il Thestral prende fiato preparandosi per il discorso che l'ha portato qui.
«Ti devo parlare.»
Annuisco, in attesa.
«E' per Camille. In queste ultime due settimane è strana, come se qualcosa la turbasse.»
«Anch'io ho avuto l'impressione che qualcosa non andasse» annuisco di nuovo, mentre mi infilo la matita dietro l'orecchio e chiudo il blocco da disegno «quando ho provato a chiederle qualcosa è restata sul vago, così ho pensato di essermi sbagliata. Ma ora siamo in due a pensarlo.»
«Quindi nemmeno tu sai cos'ha», commenta deluso.
Scuoto la testa.
«E' da...»
«...Halloween», concludo io.
«So che tu sei una legilimens, Autumn. Non so bene come funzioni questo meccanismo, voglio dire, questa capacità» si corregge, vedendo che al termine meccanismo faccio una smorfia «per la legilimanzia sono negato, ma in questo modo potresti scoprire cos'ha Cam? Io vorrei... vorrei davvero che stesse meglio, e si liberasse da questa preoccupazione. Ma finchè non so cos'ha, non so nemmeno cosa potrei fare per aiutarla.»

*

Gerard e io siamo nella sala dei Bowtruckle con Camille. Parliamo del più e del meno finchè Gerard le chiede, con molto tatto, se c'è qualcosa che non va, qualcosa che la preoccupa.
La ragazza scuote lentamente la testa, e abbassa gli occhi sfuggendo ai nostri sguardi. «Sono scossa per la storia della Banshee, come tutti. Voi... che ne pensate?» Ma ci mette troppo tempo a rispondere, e nel frattempo ripensa a quella sera, ad Halloween, a cosa ha tentato di fare Andrea. E in pochi secondi so tutto quello che avevo bisogno di sapere, che avrei preferito non sapere.
Gerard è veloce a capire che deve distrarre Cam perchè non si accorga della mia espressione, così le risponde tenendola occupata.
La mia mano corre alla bacchetta nella tasca, stringendola, così forte che le nocche sbiancano. Sono scioccata, allibita, impietrita. Quel verme, come ha potuto comportarsi così? Mi viene in mente quando l'ho schiantato da dietro l'angolo, mentre lui camminava ignaro e pomposo come sempre, con quel sorriso malizioso che lo contraddistingue. Perchè quella volta non è rotolato giù dalla scalinata?
Avremmo dovuto pensare subito a lui. Avrei dovuto pensarci subito.

*

Manca qualche minuto a mezzanotte. Camille, nel letto di fianco al mio, è immersa nel sonno, mentre io sono rimasta sveglia, anche se con difficoltà. Il caldo delle coperte ricamate mi invita a restare, a chiudere gli occhi: ma stanotte dormirò qualche ora in meno. Silenziosamente mi alzo e prendo mantello e scarpe; infagotto il letto in modo che sembri che io vi stia dormendo, prima di sgusciare fuori dalla porta controllando che la mia compagna di stanza dorma ancora. Tutto tace: chiudo la porta senza spezzare il silenzio.
Sono d'accordo con Gerard di trovarci nell'aula inutilizzata al secondo piano: la distanza dai nostri dormitori è poca. Per un colpo di fortuna non incontro nessuno. Dopo qualche minuto sono arrivata, lui è già lì.
Prendo fiato. Non so come spiegargli le sensazioni di Camille, i suoi pensieri, ma comincio. La sua espressione durante il mio racconto si indurisce, cammina avanti e indietro davanti a me, le mani strette a pugno. E' un ragazzo talmente calmo e compassato che a vederlo in quello stato lo si direbbe un'altra persona.
Lascio che continui così fino a calmarsi. Poi lo guardo, decisa.
«Gerard, dobbiamo fare in modo che Andrea Sourirenocturne senta l'impellente bisogno di andarsene da Beauxbatons per non tornarci mai più.»

AutumnMathieu
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Thestrals

«Aethereally Vìemeére

Sedici anni, cocciuta, testarda, caparbia,
egocentrica. E' orfana dall'età di quattro anni e non avendo nessun parente è stata adottata da una famiglia di Purosangue con la quale ha un ottimo
rapporto. E' stata viziata e spinta ad odiare i Mezzosangue e i Babbani.
Per la sua età è già molto alta, ha i capelli castani chiaro e occhi  azzurrissimi che tendono quasi all'azzurro ghiaccio.
Adora il Quidditch e i casini, ma non è il tipo che li crea, diciamo solo che vi partecipa. Al posto di un gufo ha un falco. E' stata smistata nei Thestrals e si è fatta rifare il tatuaggio di smistamento sulla spalla destra.

«Alannah Cairealláin

Grazia e nobiltà racchiusi per quindici anni in un esile corpo dalla pelle chiara e costellata di lentiggini. Alannah, di puro sangue Irlandese, ha gli occhi castani incorniciati da una cascata di capelli rosso fuoco. Si trasferì al secondo anno in Francia, a causa del lavoro dei suoi e, anche se da tre anni frequenta Beauxbatons, ancora pensa e parla in gaelico, quando ne ha la possibilità. Nobile e purosangue, è orgogliosa della discendenza della sua famiglia, e per questo finì pochi anni orsono nella casata Thestral. Adora le fiabe e le leggende della sua terra, che racconta solo alle persone a cui tiene veramente; ha uno splendido esemplare di gatto siamese chiamato féileacán, farfalla, dagli occhi azzurri e una grazia quasi irreale. Forse un po' troppo altezzosa, non si è mai trovata in situazioni sgradevoli come la maggior parte dei suoi compagni di Casata. Quando ancora era in Irlanda frequentò la Acadamh Ceoil, l'Accademia di Musica, come tutta la sua famiglia, ed ora ha la capacità di suonare sia l'arpa che il piccolo thin whistle.

«Domitille Petitclaire

Domittile. Sedici anni, ma crede di averne già diciannove. Appartenente alla casa dei Theastral. Ribelle e anticonformista. Pensa che il mondo sia migliore senza regole. Piccola, ma conosciuta già da tutta Beauxbatons come "quella che fa casino".
Non le piace andare a scuola. O meglio, non le piace andare lì. Lei vorrebbe essere a Hogwarts, o ancora meglio a Durmstrang. Domitille proviene da una famiglia purosangue e di Mangiamorte. Attualmente il padre è rinchiuso ad Azkaban, mentre la madre è riuscita a fuggire ed ora è nascosta in qualeche luogo asiatico. La ragazzina non ha alcun rapporto con i genitori anche se comincia a seguirne i passi dedicando il suo tempo libero alle arti oscure.
Ora vive con la zia Mathilde e le sue cinque cugine (due magonò, mentre le altre tre frequentano Beauxbatons).
Sola, quasi sempre, Domitille ha soltanto due amiche a scuola, mentre gli altri li definisce semplicemente conoscenti. Piccola, alta quasi un metro e sessanta, dalle linee morbide, Domitille non ha mai avuto particolari problemi con il suo fisico e con il suo viso. Adora i suoi occhi cerulei che trucca spesso con matita nera e mascara.

«Elodie Lylian Sinnous

Nata a Lille, nel Nord della Francia, in una famiglia di Purosangue sedici anni fa.  Trascorre una vita tranquilla, vivendo più con i governanti che con i Genitori, figure di spicco al Ministero della Magia Francese. Cresce viziata ed in mezzo al lusso, tra i giocattoli suoi e del fratello più grande, JeanBaptiste. Non conosce realtà al di fuori della sua, e per questo appena puo', si trasforma in una peste.

«Eugènie Amalie Renaissance

Eugènie Amalie nasce nella bellissima Avignon 16 anni fa. La sua antica famiglia fa parte della nobiltà del mondo della magia, ed ha sempre avuto come componenti maghi e streghe purosangue, cosa di cui va estremamente fiera. A tre anni Eugènie si trasferisce a Parigi con i suoi, imparando a conoscere il mondo dei babbani. Non ha una grande simpatia per loro, spesso e volentieri non li considera. Ha frequentato per un anno Hogwarts, a 11 anni, a causa di un viaggio improvviso in Inghilterra dei genitori, che però non le hanno mai spiegato il motivo. L'anno successivo la famiglia Renaissance torna a Parigi, ed iscrive la figlia a Beauxbatons. Ora Eugènie frequenta il sesto anno e fa parte della casata dei Thestrals. È arrogante, cattiva, opportunista, antipatica, ficcanaso, una snob in piena regola. È però anche molto intelligente, ambiziosa e non si tira mai indietro. A causa del suo carattere ha poche persone che le stiano davvero vicino, il resto si possono considerare amicizie di comodo. Sotto questa maschera Eugènie è però una ragazzina malinconica, che non si fida mai di nessuno, se non di se stessa, non riesce a perdonare ai genitori di avere dei segreti.

«Manon Bouringer

Nata un caldo 16 Agosto di 16 anni fa.
Una bella ragazza dal fisico esile e ben proporzionato.
Caratterialmente fredda e distaccata. Acida e ribelle, scontrosa. altezzosa e sfacciata. Ma con questo modo di fare cerca di mascherare il suo carattere timido. E’ un po’ snob e sempre attenta al look anche se non è fissatissima le piace essere sempre elegante e alla moda.
Ha passato un'infanzia serena, vivendo in una villa lussuosa di Parigi.
Manon è una purosangue ovviamente  e considera i mezzosangue feccia!
La sua è una ricca e benestante famiglia di maghi.
Una famiglia che ha avuto molte volte a che fare con Voldemort e con i Mangiamorte.
I suoi genitori sono entrambi in vita, ma lei con loro ha un brutto rapporto.. Legata al fratello Olivier.. e con lui litiga continuamente però in fondo gli vuole davvero tanto bene.. molto più che hai genitori.. Frequenta Beuxbaton ed è nella casa dei Thestrals al sesto anno. Ha un rapporto burrascoso con Dom e Aeth. Durante il sesto anno però si aprirà lentamente un po’ di più verso gli altri. Inizierà a sviluppare un carattere più socievole e a considerare il suo look meno sacro.

«Pierre Armstrong

Pierre Charles Armstrong ha sedici anni, è nato a Montréal, in Canada, da padre canadese e madre francese, entrambi di famiglia Purosangue. I genitori proabilmente erano entrambi Mangiamorte, fatto sta che vennero uccisi in uno scontro con degli Auror, quando Pierre aveva nove anni e mezzo. Quindi ha vissuto con dei lontani parenti inglesi a Londra, e proprio lì ha iniziato a frequentare Hogwarts, finendo nei Serpeverde. Nell'estate fra il primo e il secondo anno, però, è stato costretto a trasferirsi in Francia, e da allora frequenta Beuxbatons, dove è stato smistato nei Thestrals. Ribelle, acido ed egoista, ma anche ironico ed estroverso, è stato educato fin da piccolo al disprezzo verso i Mezzosangue, e non perde occasione per divertirsi prendendosi gioco di loro. Adora combinare casini, è il suo hobby preferito, insieme al suonare la sua chitarra elettrica, che si porta dappertutto.

Sfingi

« Aline McNamara

Aline ha sedici anni ed è olandese.
Grafomane sin da quando ha imparato a tenere una penna in mano, mette su carta ogni più suo criptico pensiero. Ha gli occhi grandi e blu ed una pelle diafana che ha ereditato da sua madre, vedova che è riuscita a crescere una bambina contando solo sulle proprie forze. Per questo Aline la adora, anche se hanno personalità diametricalmente opposte. Aline odia i capelli ricci o boccolati e, di conseguenza, odia i suoi capelli. Timida e fragile ma comunque socievole, ha una visione molto, forse troppo, utopica della realtà.

« eileen Andersson

«Su, non fare la vittimista, se ce l'ho fatta io perché non dovresti farcela anche tu?» Eileen è un'inguaribile ottimista. Eileen ha quindici anni e da quando frequenta la scuola di Magia e Stregoneria di Beauxbatons vive a Lille, in Francia. Non ha mai conosciuto il padre, un mago, nonostante abbia abitato per undici anni a Ribe, il suo paese natale. La madre, francese e babbana di nascita, acconsentì, seppur con riluttanza, a iscrivere la figlia all'accademia francese. Intelligente e modesta, Eileen fa parte della casa delle Sfingi. Nonostante la sua infanzia poco serena, è molto solare e fa amicizia facilmente, anche se si lega a poche persone, solitamente particolari e un po' strane. Eileen è piuttosto alta, un metro e settanta quasi. Non è magra, ma proporzionata. Fianchi e seni morbidi e pancia ben modellata. Il volto è leggermente tondo, gli occhi celesti e le labbra carnose molto chiare. I capelli sono biondo/rossicci e spesso li tiene sciolti con alcuni ciuffi che le incorniciano il volto.

« Elisewin Ricoeur

Elisewin è nata da genitori purosangue. È
particolarmente legata al padre, che le ha trasmesso la passione per i libri e la Legilimanzia, impartendole spesso lezioni private di ogni genere sin dalla più tenera età. Ha lunghi capelli rossi e occhi celesti, la carnagione chiara, un viso da bambola. Tratta chi non conosce con freddezza e alterigia, in realtà si rivela ben diversa quando comincia a fidarsi di più delle persone. Lunatica, spesso nervosa, tende a rispondere molto male e ad essere acida. Non ha molte amicizie, ma la cosa non sembra crearle troppi problemi. Le piace molto leggere e scrivere, e può passare intere ore nel parco di Beauxbatons a fare una di queste due cose, o in Biblioteca.

«Lorelei Orange

Lorelei Orange nasce quindici anni fa in un piccolo paesino fuori St. Etienne, nella grande casa di campagna che ospita, oltre alla sua famiglia, i nonni materni. Passa felice l'infanzia, giocando con le decine di cugini e frequentando la scuola del paese, finchè, cinque anni fa, ricevette la lettera di ammissione a Beauxbatons, che non giunse inaspettata. Fin dall'età di cinque anni infatti, Lorelei è in grado di modificare la fisionomia del suo corpo, dono che pare avesse, le ha raccontato il padre, anche la sua trisnonna. Non conosce i nonni paterni che lo rinnegarono quando egli sposò una babbana, ma ha comunque ottimi rapporti con i due fratelli del padre, che spesso vengono a trovare lei e la sua famiglia. Il suo unico cugino da parte paterna è Jacques Orange, che frequenta il terzo anno a Beauxbatons nelle Sfingi, come ogni Orange. Gioca nella squadra di Quidditch come cacciatrice.

«Martyl Flamine D'Arnaut 

Sta per compiere 15 anni. Nata da genitori francesi, è cresciuta a Francoforte sotto la sorveglianza di una rigida istitutrice. E’ stata successivamente iscritta all’accademia di Durmstrang, dove ha completato i primi quattro anni col massimo dei voti. E’ stata costretta a spostarsi a Beauxbatons dopo una repentina sospensione dalla scuola. ( aveva affatturato un paio di primini )
Di innegabile lunaticità. Fredda, rigida, taciturna. Difficilmente lascia trapelare le sue emozioni. Altezzosa e aristocratica, atteggiamento frutto di anni di lavoro da parte di chiunque venisse in contatto con lei. Di natura ribelle, detesta le regole quando ostacolano i suoi progetti. Attrice nata. Sarcastica, orgogliosa, permalosa, vendicativa. Sorride raramente, non ride mai. Snella, forme proporzionate. Carnagione color porcellana, viso ovale.  Lunghissimi capelli corvini, spesso acconciati con nastri neri; una frangia tenuta di lato copre completamente il lato sinistro della faccia. Occhi d’azzurro intenso, quasi turchese, profondi e freddi.

«rachel brody

Sedicenne dai capelli biondi a boccoli e dagli occhi azzuri/grigi cangianti in verde a seconda del tempo. Di media statura e dal fisico snello. Appartenente alla casa delle sfingi è arrivata alla scuola francese ad anno già iniziato. Ragazza inglese. Non conosce a perfezione il francese e spesso inventa parole o le pronuncia a modo suo. Passa davanti ai libri poco tempo perchè le basta l'apprendimento o in classe. Vivace e generosa, schietta e sincera. Selezionatrice nelle amicizie, sono pochi quelli a cui Rachel apre il cuore, ma è comunque disponibile con tutti. Ragazza alla moda, cura molto il suo aspetto fisico perchè crede fermamente che per stare bene con se stessi bisogna essere sereni sia interiormente che esteriormente. Ama stare all'aria aperta, lo shopping e leggere. Appartenente ad una famiglia benestante, vive sola con il padre. Non ha mai conosciuto la madre e non ama parlare del suo passato perchè pieno di punti di interrogativi. Frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi.

«Roxanne Lefebvre

Roxanne ha 16 anni e frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi. Ha intensi occhi azzurri e lunghi capelli castani che tinge spesso, di biondo o di rosso. Molto razionale, raramente si lascia andare e non manifesta quasi mai le sue emozioni, per questo viene considerata una ragazza difficile ed enigmatica. Odia il padre, che se ne è andato di casa quando Roxy aveva solo sei anni, lasciando lei e la sorella con la madre. A causa di questo 'trauma' considera tutti i ragazzi falsi e inaffidabili. Non lega facilmente e non ha molti amici, preferisce averne pochi ma fidati. Sa suonare la chitarra e adora leggere, passerebbe la vita in biblioteca se la sorella non la trascinasse via. Ha una sorella gemella, Eleanor, che frequenta Beauxbatons nei Centauri.

Bowtruckle

«Angelique Petitclaire

Angelique ha dodici anni, ed è al secondo anno. Sorella di Domitille, anche se probabilmente ne è l'esatto contrario. Bionda e mingherlina, difficilmente parla con chi non conosce. Ha sempre vissuto con la zia Mathilde con la sorella e le cugine, ed è timida e introversa. Fin da piccola ha ammirato la sorella, anche se lei non le ha mai quasi parlato. Smistata nella casa Bowtruckle, si trova abbastanza bene a scuola, anche se a rilento fa amicizia. Per quel poco che ha frequentato, le sue materie preferite sono trasfigurazione e divinazione.

«Axel Ayrton Lenhard

Silenzioso, taciturno, solitario, Axel non ama mettersi in mostra. Ha profondi occhi verdi e capelli castani, fisico
slanciato, ma nonostante tutto molto magro. Frequenta il quinto anno a Beauxbatones ed è stato smistato nella casa dei Bowtrukle, anche se il suo tatuaggio si confondeva con quello delle Sfingi, casa alla quale doveva appartenere per la sua intelligenza. Ama studiare e passa la maggior parte del suo tempo in Biblioteca, fatto eccezione per i momenti in cui si dedica al disegno sulle rive del lago. Originario dell'Olanda, ha vissuto in questo paese per metà della sua vita, fin quando per motivi di lavoro del padre, si è dovuto trasferire in Francia. Dall'età di sette anni vive nella magica Avignon con i genitori e
la sorellina più piccola di quattro anni alla quale è molto legato.

«Autumn Kayleigh Mathieu

Nata da famiglia di maghi purosangue, padre francese e madre irlandese, Autumn ha ereditato da quest'ultima i lunghi capelli rossi e la carnagione chiara spruzzata di efelidi. Non molto loquace nè estroversa, compensa con un viso espressivo e con un sorriso che nasce dal nulla anche se non sembra vi sia un motivo. Quindicenne dalla costituzione esile e dagli occhi verdi, è una Metamorfomagus che però preferisce non utilizzare spesso le proprie capacità, e tiene per sè questa sua caratteristica come un piccolo segreto.
Ama disegnare a matita, passione che la porta ad osservare con curiosità chi e cosa le sta attorno, per poi tratteggiare su carta ciò che la colpisce: spesso può essere vista mentre disegna, momento nel quale riesce anche a perdere completamente il senso del tempo, isolandosi temporaneamente dal mondo per concentrarsi unicamente sui suoi disegni.
Un'altra sua grande passione sono le puffole pigmee che alleva clandestinamente tra le mura di beauxbatons. Autumn tende ad essere introversa, se colta in imbarazzo anche goffa ed impacciata, ma è decisa ad affinare le sue conoscenze magiche, anche se riluttante a esibire la sua capacità innata di mutare aspetto a proprio piacimento.

«Benjamin LaBranche

Benjamin (o Benji per i familiari e gli amici stretti) è nato quindici anni fa a Marsiglia da una semplice famiglia di maghi non troppo poveri ma nemmeno troppo ricchi, ha vissuto in tranquillità la sua infanzia e fin da piccolo è sempre stato un po’ attratto da i Babbani e dal loro stile di vita.
E’ un ragazzino vivace e solare, ironico, amichevole e sempre protettivo nei confronti delle persone a cui vuole bene.. appena vede qualcuno fare un torto a un amico parte in quinta in modo impulsivo senza ragionare. Cosa che spesso e volentieri lo mette nei guai. E’ coraggioso e determinato e anche un po’ troppo testardo.  E’ intelligente  ma a scuola non ha bei voti perché è molto pigro e distratto, sempre tra le nuvole. Quest’anno frequenta il quinto anno nella casa dei Bowtruckle mentre la sua sorellina minore Josephine frequenta il quarto della stessa casa.

«Camille Monet

Camille ha 16 anni e mezzo, e frequenta da poco il 6° anno a Beauxbatons. Intensi occhi sfuggenti. E' meglio non osservarli perchè ti riempirebbero del dolore soffocante di chi è cresciuto troppo in fretta.

 

centauri

«Anja Gauthier

Anja Gauthier, sedici anni, studentessa a Beauxbatons, sesto anno, Centauri. Alta e slanciata, capelli biondi lunghi fino alle spalle, occhi grigi cangianti a seconda del tempo. Gentile con tutti, ma mantiene sempre un deciso distacco, non entra mai troppo nel personale. Alcuni attribuiscono questa glacialità al suo essere scadinava da parte di madre. Sono poche le persone a cui vuole veramente bene, ancora meno quelle che trova antipatiche, la maggior parte le sono semplicemente indifferenti. Ottima ascoltatrice, sa sempre consigliare la cosa giusta da fare. Compagna di stanza di Eleanor Lefebvre, condivide con l'amica la passione per il Quidditch; giocano entrambi da cacciatrici nella squadra della loro casa.

«Lucien Debeuckelaere

Nasce 16 anni fa a Mulhouse da genitori babbani, in una notte di 31 ottobre particolarmente freddo. Occhi grigi e capelli castano scuro, è asciutto e di media altezza. Padroneggia due lingue, infatti fin da piccolo ha parlato il francese a scuola e il tedesco a casa con i genitori, che hanno radici germaniche, e con il fratello Jaques di sei anni. Ha un cucciolo di husky siberiano, Freja, a cui è affezionatissimo: a settembre è costretto a separarsi da Freja lasciandola a casa, per questo ogni anno il suo ritorno a beauxbatons non è dei più felici. Un ragazzo tranquillo con una passione per le carte da gioco: da piccolo imparò a utilizzarle per diversi giochi di prestigio, e anche ora che ha scoperto di essere un mago gli piace misurarsi in questi giochi di abilità. Schietto e molte volte sarcastico, è però disponibile ad aiutare gli altri quando ne sente la necessità; lega con diverse persone ma con poche stringe un legame profondo. E' uno studente pigro e indisciplinato, si applica al pieno delle sue possibilità solo nelle poche materie che lo interessano veramente.

«Natasha Roses

Natasha Roses nasce a Londra quindici anni fa. Nata da genitori Purosangue, si vanta di quanto la sua famiglia, dell'altà nobiltà inglese, sia superiore al resto del mondo. I genitori preferirono mandarla a scuola a Beauxbatons, dove, a detta loro, l'ambiente era meno "plebeo", e sicuramente più all'altezza della loro splendida figlia. Egocentrica e superficiale, ha trovato fin dal primo anno l'amicizia delle sue amiche, nobili e feshon quanto lei. Centauro, frequenta ora il quarto anno a Beuaxbatons. Alta e magra, il suo hobby preferito è lo shopping, seguito dai ragazzi.

«Raz Apap-Bologna

Nasce il 2 giugno di 16 anni fa nella calda La Valletta da genitori babbani della buona società maltese. Infanzia tranquilla e serena, amato dai miei genitori e dalla sorella Alex, passa molto tempo al mare d’estate e alla scoperta della sua bella isola d’inverno. A dieci anni circa, quando i suoi poteri iniziano a manifestarsi, il suo mondo diventa di colpo molto più ampio: in un estate conosce il mondo della magia tramite la vecchia prozia Adeline, e viene catapultato a hogwarth; deve salutare i suoi vecchi amici, i suoi e Alex, ma per fortuna ogni estate tutto torna alla normalità. Quest’anno la prozia preoccupata dal clima cupo instauratosi in Gran Bretagna ha insistito per iscriverlo in Francia; arriva quindi a Beauxbaton con poco entusiasmo dove viene stranamente smistato nei centauri.
E’ uno studente interessato e serio, segue con interesse i corsi di Erbologia, Cura delle creature magiche e Storia della Magia sperando di occuparsi di draghi. Di carattere cortese ma diffidente ci mette molto per socializzare ma diventa un amico sincero. E’ profondamente legato alle sue radici babbane e ama quel mondo, soprattutto le tecnologie e gli sport, in primis quelli acquatici.

«Summer Roxeau

Summer, Summy, è nata sedici anni fa nella capitale francese da un'importante famiglia babbana, entrambi i genitori sono infatti famosi modisti. Sua madre ex modella, suo padre stilista. Fin da piccola la ragazza viene catapultata nel mondo Hollywoodiano e diventa una tra le modelle francesi più ricercata, nonostante la sua giovane età. Dimostra più della sua età. Alta e magra, senza però mancanza di forme; dagli occhi scuri, profondi, contornati sempre da una matita nera e capelli castani. Quando quel fatidico giorno le arrivò la lettera per beauxbatons si sentì sollevata di non dover più vivere la vita 'fuori dal mondo magico'. Summer voleva infatti godersi una vita semplice, da ragazza normale, senza tutte q uelle persone che la circondassero, essere amata per come è e non per cosa è. Simpatica, solare, curiosa generosa e senza peli sulla lingua. Non ama stare sui libri preferisce passare il suo tempo divertendosi e facendo casino.

«Vanille Zoélie Minuit

Magrissima, ai limiti dell'anoressia, Noëlle è piuttosto alta. Ha la carnagione bianca, i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Noëlle è sempre stata una ragazza strana, si è sempre tenuta in disparte. Non si sa con esattezza chi siano i suoi genitori, in quanto è stata trovata davanti ad un convento/orfanatrofio quando aveva appena tre mesi, senza segni di riconoscimento, a parte una lettera nella quale era stato scritto il suo nome. Fin da bambina ha dimostrato le sue doti divinatorie, che ora sta sviluppando grazie all'aiuto della professoressa Lacroix, convinta non a torto che possieda la Vista. Silenziosa e taciturna, è riuscita in fretta a padroneggiare gli Incantesimi Non Verbali.

Iscrizione

Attenzione! Le iscrizioni alla casa delle Sfingi e Thestral sono chiuse!

Volete iscrivervi? Bene, leggete le regole e mandatemi un e.mail a questo indirizzo: clicca qui con i seguenti dati:

- Nome:
- Email:
- Nome del Personaggio:
- Breve storia del personaggio:
- Casa scelta:
- Username con il quale ci si è registrati in splinder (deve essere quello del personaggio da voi scelto):
- Immagine scelta per il personaggio:
- Qual è l'erba preferita della Fed?:

Ricordo inoltre che quando mi manderete l'email di iscrizione dovrete già essere iscritti a splinder con il nick del vostro personaggio e dovrete inserire nella mail l'username attivo e funzionante.

Le case

Sfingi
Creatura dal viso umano e dal corpo felino, la sfinge è un essere molto intelligente, che ha l'abitudine di porre indovinelli. Gli studenti di questa casa amano lo studio, sono diligenti e seri.

Thestrals
Sono creature alate con la testa di drago e il corpo scheletrico e nero di un cavallo. Hanno occhi bianchi e lucenti, zanne e lunga coda. Si mostrano solo a coloro che hanno visto morire qualcuno e per questo, spesso il vero carattere degli appartenenti a questa casa è visibile a pochi. Spesso studenti provenienti da famiglie purosangue, spesso disprezzano le altre case. Hanno un comportamento spesso indisciplinato, e una forte voglia di avventura.

Centauri
Testa, torso e braccia da uomo su corpo di cavallo. Gli appartenenti a questa casa sono forse gli studenti con l'animo nobile. Spesso comunque, antepongono cose futili come lo sport alla scuola.

Bowtruckle
Creatura mite e pacifica, vive all'interno di un albero di cui è custode. Gli studenti di questa casa sono altruisti, offrono spesso la propria vita per gli altri.

lo smistamento

Gli studenti vengono smistati durante una cerimonia ufficiale il primo giorno di scuola. Gli alunni vengono chiamati in ordine alfabetico, e la preside pronuncia l'incantesimo "Subro". Dopo qualche secondo sulla pelle dello studente appare una piccola bruciatura, che indica l'animale della casa alla quale si è destinati: un pezzo di legno, una sfinge, un centaro o un cavallo con la testa di drago. A volte il segno va interpretato, quando lo studente oscilla tra due case. Dopo qualche giorno, la bruciatura scompare.

i fantasmi

Come ogni buon castello che si rispetti Beauxbatons ha alcuni spettri. I gemelli Planès, due fantasmi gemelli che passano la maggior parte del tempo a litigare su qualsiasi cosa. Il conte de Crayencour, un uomo severo di circa cinquant'anni, gira per il castello scuotendo la testa. Non gli va bene nulla del nostro tempo: il cibo, i ragazzi, gli insegnanti...nel lontano 1500 era preside della scuola. Il vecchio, così viene chiamato dagli alunni, è un vecchio fantasma che non ricorda chi è, cosa sta facendo e dove sta andando.

la scuola

Beauxbatons è una scuola molto bella rispetto a molte altre. E' un castello, ma molto più piccolo di hogwarts. Gli studenti sono circa 200, e frequentano sette anni di scuola. E' presente una Sala Grande, dove vengono fatte le riunioni e si mangia, la biblioteca e i dormitori delle case. Questi sono situati nelle torri del castello. All'esterno è presente un campo da quiddich e un grande giardino, oltre che a un recinto per gli animali e una serra.

beauxbatons in pillole

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Insegnanti

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Personaggi non giocanti

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Rules

Per riuscire a giocare in maniera bella, realistica, piacevole, temo che le quattro regolucce a lato siano un po' troppo timide, me ne sto accorgendo già da un pezzo. Perciò ora le regole sono più complesse, e chiederemmo a tutti di seguirle. Verrete avvisati una, due, tre volte, poi il vostro bel personaggio finirà accidentalmente annegato nel lago, e non sto scherzando.

I POST
1. i caratteri sono predefiniti. Pertanto, se non volete distruggere la spendida composizione cromatica del template della Fed, non alterate i colori. Basta non selezionarne nessuno nel momento in cui scrivete il post.
2. analogamente, anche il font è automatico, di conseguenza scrivete i vostri post o direttamente su splinder, o nel blocco note. NON in word o simili.
Ovviamente, se sbagliate basta comunicarlo a noi, che provvederemo a cambiare tutto.
3. evitate immagini, a meno che non siano parte integrante del post (ad esempio foto o disegni.)
4. nei dialogi utilizzate "" oppure «». Nient'altro.

COMPORTAMENTO E PERSONAGGI
1. come cita la regolina numero quattro, che ormai è morta e sepolta mi pare, i vostri personaggi NON SONO EROI. (non=avverbio di negazione, per chi eventualmente non l'avesse capito.)
Ergo: santa pazienza, il vostro personaggio non può salvare il mondo! O essere strafigo! Se vogliamo giocare divertendoci, non è possibile avere migliaia di pp (=power player, termine gentilmente fregato dai gdr). Questa è la regola più severa, occhio, ok?
2. non è obbligatorio che, la prima volta che postate, il vostro personaggio sia per forza appena arrivato a scuola.Magari gli hanno appena regalato il diario o chessoio...altrimenti sarebbe un po' irreale, no?
3. Vi prego in ginocchio, evitate i nomi di personaggi famosi!
4. Se potete evitate le immagini protette da copyright (il deviant per esempio).

IL BLOG
1. Beauxbatons è ambientata al settimo anno di Harry, in quanto continuazione di Mielandia. Harry, quindi, è nato nel 1987, tenetelo a mente nel caso (sarebbe meglio evitarlo) si dovesse citare Hogwarts.
2. Seguendo Mielandia, il sesto libro di Harry non esiste.
3. Nel caso un personaggio non posti per più di due mesi verrà automaticamente spostato nel Png. Il proprietario potrà ovviamente riprenderne la proprietà, se desidera. Se non volete più giocare prego comunicarcelo, nessuno vi picchia, promesso.
4. Nell'iscrizione alla domanda "Qual è l'erba preferita delle Fed?" dovete rispondere "L'erba pipa" per dimostrarci che avete letto le regole!

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Idea: Elensil e Fed
Image: found on Google
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