lunedì, 25 dicembre 2006 alle 20:05 

18 dicembre 
Al suono della campanella comincio con lentezza a riporre i libri nella borsa, ancora assonnato. Nonostante sia una delle poche materie che studio volentieri, oggi quell'ora di trasfigurazione non passava più. Max mi precede uscendo dall'aula, mentre parla con Raz. Capto parole come "rivincita" e "nuovo gioco". Probabilmente il mio amico vuole un'altra partita per rifarsi della sconfitta dell'altro giorno: il ragazzo maltese sembrava stranamente desideroso di scaricare delusione o altro nel gioco e, nonostante fosse la sua prima partita a Jass, lo aveva stracciato.
La borsa a tracolla, avanzo nel corridoio tra i banchi, gli occhi fissi sulla porta... troppo fissi: non mi accorgo che anche una ragazza rossa delle Sfingi, che si è attardata a sistemare appunti e libri, sta seguendo il mio stesso percorso; finiamo per urtarci a vicenda.
Il piccolo incidente riesce a scrollarmi il sonno di dosso. Mi affretto a mormorare uno "scusami", vedendo che la ragazza mi rivolge uno sguardo irritato, dopo avermi squadrato con una certa sorpresa mista a esasperazione.
«Ma il tuo è proprio un vizio, -- » si interrompe, cercando come d'abitudine un nome, che però non conosce.
«Lucien.» dico meccanicamente. Tanto vale farmi insultare per nome, senza un tu generico. In quel momento mi ricordo di averla già vista, una... no, due volte. Sempre in biblioteca, quei capelli rossi e lisci e la sua espressione seccata sono inconfondibili. E' la ragazza che l'ultima volta mi aveva criticato, non a torto, e le avevo risposto male. Ludmille mi aveva fatto saltare i nervi, e essere ripreso come un bambino anche da questa studentessa sconosciuta era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.
«Non sei l'unico studente di Beauxbatons, dovresti calcolare anche gli altri.» Il tono della ragazza è glaciale, lo sguardo non è da meno.
Questa storia sta degenerando. «Senti, io...» comincio, imbarazzato. Mi tornano in mente tutte le cazzate che ho fatto quel giorno, quanto ero alterato. Quanto casino ho fatto in biblioteca... credo di aver esasperato tutti. «Mi dispiace per come mi sono comportato in biblioteca. Era una giornata no, avevo bisogno di sfogarmi ma sono andato nel posto sbagliato. Un po' cretino ed egoista da parte mia. Comunque, scusami.»
La Sfinge resta ad ascoltarmi, quasi attonita. Alla fine del mio discorso distoglie lo sguardo, stringendo le labbra con un'espressione che mi colpisce: come se avesse seguito i miei pensieri, se conoscesse cosa ho solo accennato. Sembra quasi che si senta in colpa.
«Beh, spero che accetterai le mie scuse.» concludo per alleggerire l'atmosfera nell'aula, diventata pesante. Accenno un saluto con la mano e mi giro verso la porta, attento a non provocare altri rimproveri da parte sua. Ma lei allunga una mano per fermarmi. Mi volto verso di lei che aggiunge, sbrigativa: «...scusa anche da parte mia. Ho esagerato, in biblioteca.» Ora è lei a prendermi alla sprovvista. «Credo che se non fossi intervenuta tu, qualcun'altro mi avrebbe tirato un libro in testa poco dopo» replico. Abbozzo un sorriso ed usciamo dall'aula.

LucienD
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sabato, 16 dicembre 2006 alle 21:22 

1 2 D I C E M B R E : « Stai facendo un errore, Petitclaire. » mormoro frugando nel pesante mantello foderato. Ora la mia mano, coperta da un guanto di grossa lana violacea, stringe la bacchetta puntata su Domitille. Sento gli occhi di Axel, alcuni metri più indietro, puntati sulla mia schiena. Mi volto un istante verso di lui e incrocio il suo sguardo preoccupato. Si allontana la sciarpa – la mia sciarpa – dal volto, e mi sussurra di stare attenta. O almeno, leggo questo nel suo labiale.
« Allora? Hai paura? » ringhia rabbiosamente la sedicenne. Il mio piede striscia sull'erba brinosa finché non assumo la posizione da schermidrice che uso nei duelli.
« Martyl! Dom! Non fate cazzate! » Gabriel si piazza tra di noi, fissandoci con nervosismo.
« E' ora di risolvere la faccenda una volta per tutte. » sibiliamo contemporaneamente io e la sua ragazza, fulminandoci a vicenda. Improvvisamente il silenzio. Appena riesco a raggiungere il livello minimo di concentrazione, comincio a pronunciare la lunga formula dell'Incantesimo Scudo insegnatomi dalla nonna, muovendo impercettibilmente le labbra. Domitille tende il braccio in una posizione che riconosco. Sento un ghigno comparirmi automaticamente sul viso. Tattica prevedibile, Petitclaire.
« Expelliarmus! » alzo il braccio coprendomi il viso, mentre una forte luce scarlatta rimbalza sullo scudo. Punto alle sue gambe: una fattura Gambemolli, tanto per cominciare. Ma lei compie un balzello all'indietro, lasciando che l'incantesimo si infranga al suolo poco distante dai suoi piedi. Le sue labbra si contraggono, in parte per la soddisfazione e in parte per la tensione.
« Incendio! » un diversivo. Bella idea. La guardo lanciare l'incanto sopra le nostre teste; il cielo si riempie di piccoli puntini luminescenti che si spengono sul terreno umido dopo essere ricaduti. « Plaga! » Dritto verso il mio stomaco. Mi fletto.
« Expelliarmus! » Mi è difficile scagliare la fattura da questa posizione, ma il tiro non riesce male. La colpisco di striscio al braccio destro, quello che regge la bacchetta. Evidentemente ho sottovalutato Domitille Petitclaire quasi quanto lei ha sottovalutato me. Faccio un respiro profondo, mentre stringe la bacchetta con più energia. Poi una voce acuta ci interrompe.
« Cosa state facendo? » Una tipa bionda del terzo ci fissa con gli occhi sgranati. « Lo dirò ai professori! » balbetta con voce tremante, poi corre verso il castello. Axel si ferma prima di farle un incanto; probabilmente si è ricordato che ci sono i consigli degli insegnanti: sarà impossibile contattarli prima dell'ora di cena. Vedo che Gabriel e lui si sono avvicinati e confabulano. Guardo di nuovo verso la mia avversaria, cercando di capire le sue intenzioni. I suoi occhi cerulei mi squadrano con disattenzione: probabilmente è assorta nei miei medesimi ragionamenti.
« Flagelli ictus! » tre strisce luminose compaiono sul viso di Domitille. Colpita e affondata – le ferite spunteranno solo più tardi. Mi fissa con gli occhi sgranati e boccheggia. oltraggiata.
« Alapam! » incurvo la schiena all'indietro. L'incantesimo mi colpisce di striscio – ma mi colpisce, e sento la guancia bruciare come se qualcuno mi avesse tirato una forte sberla. La Petitclaire è furiosa. Avanza a passo di marcia verso di me, brandendo la bacchetta come una spada. Indietreggio lentamente.
« Impedimenta! » cade in avanti, sbattendo il mento a terra, come se le avessi fatto lo sgambetto. Si rialza con estrema lentezza, come se fosse immersa in un liquido. L'incantesimo ha funzionato. Cammino rapidamente verso il folto del bosco, dove mi sarà più facile nascondermi. Scatto verso il tronco di una grosssa quercia non lontana da me. La mia schiena aderisce alla corteccia spessa, i miei respiri affannosi si fanno più lenti. Stringo la bacchetta finché le dita non si intorpidiscono.
« D'Arnaut! Vieni fuori! Hai paura ?! » la voce di Domitille si avvicina sempre di più; le sue ciance mi stanno facendo inaspettatamente agitare. Mi sento strana, quasi divertita da questa situazione al limite della legalità. Anzi, illegale e basta.
« Oh – oh, ho capito dove sei ... BUH! » Il suo viso appare improvvisamente di fronte a me. Poco furbamente, non tiene la bacchetta in avanti, e io riesco appena a connettere. Stupida, con chi crede di avere a che fare.
« Pietrificus Totalus! » Le braccia della mia avversaria si irrigidiscono, poi il busto, e le gambe. Cade scompostamente a terra davanti ai miei occhi. La fisso con soddisfazione, facendo oscillare la bacchetta davanti al suo naso.
« Oh, ma guarda un po' qui. Una Petitclaire a terra, una D'Arnaut in piedi. » sibilo fissandola con aria di scherno. « E ora, completiamo l'opera. » Alzo la bacchetta puntandola contro il viso della ragazza che giace immobile sulle foglie rinsecchite. Indugio un istante, godendo dell'espressione di terrore dei suoi occhi.
« Mai mettersi contro uno della mia casata ... Avada K - »
« NO! FERMA! » la voce di Gabriel mi arriva con chiarezza alle orecchie insieme al crepitio del fogliame calpestato.
« Martyl, non farlo. » Axel mi guarda con angoscia. Allento la presa sulla bacchetta, fissandolo dritto negli occhi. Mi scosto dal corpo della Thestral.
« Tenetemi questa stronza fuori dai piedi. » sussurro scontrosamente evitando lo sguardo dei due ragazzi. Mi dirigo rapidamente verso il castello, affondando il mento nella sciarpa a righe verdi di Axel.

***

1 6 D I C E M B R E : Mi infilo distrattamente il maglione rosso. Osservo Axel che si allaccia le scarpe e poi si volta verso di me. Mi bacia lievemente, poi salta sul letto e mi stringe a se. Le sue mani mi cingono i fianchi.
« E' ora di pranzo, Axel. Ora basta. » gli sussurro accarezzandogli i capelli. Sbuffa sonoramente,
« Hai ragione ... e mentre scendiamo ti devo chiedere una cosa. » Lo guardo in tralice mentre mi prende per mano e mi trascina in corridoio.
« Allora dimmi ... » sono intrigata e contemporaneamente nervosa. Non sono sicura di cosa voglia dirmi.
« Senti ... volevi davvero ucciderla ? » COSA? Fisso dritta nei suoi meravigliosi occhi verdi. Socchiudo la bocca, non so che dire. Sì, volevo ucciderla, perdiana!
« Io ... non lo so. » Rispondo abbassando lo sguardo. Deve aver capito che mi ha imbarazzata. Mi attira a se, poso la testa sulla sua spalla.
« Mi sono tanto spaventato. » mormora arrotolando una ciocca dei miei capelli attorno al suo dito. « E lei è rimasta sotto shock. Me l'ha detto Ozon, l'ho incontrato in corridoio. »
« Ti giuro, non succederà più. E ora non parliamone. » Sorride, mi apre la porta della Sala Grande. E mi sento addosso lo sguardo di Domitille. 

MartylDArnaut
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sabato, 16 dicembre 2006 alle 00:45 

razapapavatarQuesta mattina dopo un bel sonno tranquillo mi ero preparato, messe scarpe e tuta ero sceso al pianterreno ed ero uscito per il riscaldamento. Anche l'aria fresca mi aveva messo di buon umore. Dopo il quarto giro del castello mi stavo godendo a passi lenti i primi raggi di sole mentre mi dirigevo verso l'ingresso di servizio, quando alzando lo sguardo avevo notato Haytham, diretto verso la guferia. Senza pensarci due volte mi ero diretto lì ansioso di leggere le notizie che sicuramente mi aveva portato. Il respiro già affannato si era bloccato del tutto riconoscendo la grafia di Devon sulla busta. Non vedevo l’ora di aprirla; ma in quel momento il signor Enzus mi aveva salutato; quello in effetti non era il posto giusto per cose così personali, avevo quindi deciso di leggerla con calma più tardi. Certo che con la testa persa altrove non me la sentivo più di terminare gli allenamenti, così avevo optato per una doccia rilassante, e mi ero diretto con la calma a colazione.


A fine della lezione di trasfigurazione Elodie dei Thestrals mi avicina: "Ciao centauro, dovresti farmi un favore: devo riconsegnare degli appunti ad una ragazza della mia casa, ma preferirei non darglieli di persona, ho scordato il suo nome... te ne occupi tu?", "Tranqui", dico pensando che o si stanno sulle scatole come tre quarti dei Thestrals, o veramente Elodie è svampita come dicono. "Dimmi dov'è quando pranziamo in sala grande", "Ma no, è del nostro anno eccola lì in fondo è la mora con i capelli lunghi". Non riesco a trattenere un esclamazione "Naaaa" pensando che in realtà anch'io non scherzo in quanto a svampitaggine: la mora in questione è quella che mi ha cercato di aiutare ad Halloween! Mi avicino con gli appunti e li consegno alla mora accennando un saluto imbarazzato. Lei dice con un certo puntiglio: "Alla buon'ora: si vede che tra i mezzosangue la buona educazione non si usa... mi aspettavo almeno un grazie dopo la faccenda del lago."

Dopo il pranzo ormai ero teso come una corda, da due mesi non avevo sue notizie. Eravamo sicuri di riuscire a stare distanti per un po’ fino alle vacanze di Natale. “Guarda il sole all’alba ogni mattina, se so che lo guardi anche tu ti sentirò comunque vicino”. Mi sembravano romanticherie un po’ melense eppure dalla mia partenza avevo sempre rispettato quel tacito patto, che in effetti mi faceva sentire un po’ meno solo. Non sapeva nulla della mia natura magica ed io avevo fatto di tutto per tenere questo segreto ben nascosto per tutta l’estate. Ora era arrivato l’autunno e non potevamo certo sentirci ogni sera come teneri fidanzatini! Così avevo inventato la scusa del collegio molto riservato che vieta comunicazioni con l’esterno eccetto i familiari stretti. Ma Devon non era tipo da arrendersi. Dopo aver tartassato Alex, l’aveva convinta a consegnarmi una sua lettera, che grazie alle celeri poste italiane ed al vecchio falco di zia Adéline arrivava solo ora.


"Ma cos'è non sopporti le festività? Anche ad Halloween avevi un muso lungo un chilometro" dico a Lucien mentre in sala comune cerca di spiegarmi come si gioca a Jass. "Donne" mi fa laconico, Max aggiunge "Ludmille lo sta facendo andare via di testa" indicando una brunetta che chiacchiera al centro della sala. Chase mi fa cenno di camabiare discorso. Alla faccia dello spirito natalizio: ma che cavolo succede alle ragazze in questi giorni? Per fortuna io non ho di questi problemi penso... Saluto i ragazzi e decido di leggere con calma la lettera al tepore delle serre. Trovato un angolo tranquillo nel roseto, apro nervoso la busta. Contiene più fogli bianchi scritti fittamente che leggo tutti d’un fiato fino alla fine. Fino all’ultima frase: “Mi hai chiesto di avere fiducia e pazienza, ma non posso convivere con questo segreto, non dopo tutto quello che ho fatto per avere una vita normale; non ce la faccio a continuare così: tu ad agosto hai fatto una scelta andando via, ora tocca a me scegliere. Addio, Devon”.

RazApapBologna
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martedì, 12 dicembre 2006 alle 21:14 

Spengo la sigaretta ancora fumante sull’erba dei bordi del lago mentre Aeth mi dice che dovrei smettere di fumare, come d’altronde fa da quando ho cominciato a fumare, praticamente. Ultimamente per lei le cose con Daniel non vanno molto bene, soprattutto se non si decide a smettere di difendere in ogni caso il suo migliore amico.
« Deve capire che io non è che ti difendo perché sei la mia migliore amica, io ti difendo perché non ce la faccio più a vedere quei due appiccicati a mo’ di sanguisuga durante gli allenamenti di Quidditch. Io non voglio neanche pensare a come andrà la prima partita con quelli in squadra. »
« Aeth non so che dirti. A me sembra, come dice anche Manon, che lo stiano facendo apposta. Ma ti pare normale?
E poi dicono a me, che sono infantile ». La mia amica scuote la testa in segno di dissenso.
« Ecco, vedi, soltanto il fatto che anche Manon lo pensi fa di noi due persone normali e non due pazze visionarie come in molti ci reputano. Facciamo un nome a caso. » Sospira. « Daniel Reeves, per esempio ».
« Dai Aeth, tranquilla, che passerà anche questo. »
L’abbraccio mentre la prima lacrima comincia a scorrere sulle guance di Aeth.
« Su, è ora di pranzo. Andiamo a gustare le leccornie che la moglie dell’Enzus Paul ha deciso di prepararci » dico ironica prendendo la mia amica per un braccio e issandola.
« Dio Dom! Questo di certo non mi farà tornare il buon umore! » e scoppia a ridere.

---

Vedo Gabriel con ancora addosso la divisa di Quidditch, gli corro incontro stampandogli un bacio sulle labbra.
« Ti sono mancata, vero? »
« Sìsìsì tantissimo mi prende sulla vita e mi fa girare. « Cherie, ma quanto hai mangiato a pranzo?
Prima non pesavi così tanto. »
« Ora capisco perché sei rimasto single per così tanto tempo eh. »
Faccio l’offesa incrociando le braccia al petto. Mi bacia sul collo per cercare di farmi girare verso di lui.
Riesce nel suo intento. Mi prende per mano e ci dirigiamo verso il giardino così, per parlare un po’ dopo i suoi allenamenti.
Mi avvolgo la sciarpa viola-argentea al collo. Le temperature sono scese vertiginosamente e è caduta la prima neve. Cerchiamo un posto sotto il nocciolo che ombreggia le rive del lago senza cumuli di neve.
Mi siedo sfregandomi le mani contro le cosce per cercare di attenuare un po’ il freddo che però sembra non volersene andare.
« Hai sentito quello che è successo a Rachel Brody? » riesce a dirmi tra un bacio e l’altro.
« Rachel chi? Chi è Rachel Brody? »
« Ma, quella biondina delle Sfingi compagna di stanza di Lorelei, credo. »
« Chi? »
« Dai, quella a cui cambia il colore dei capelli che gioca nella mia squadra! »
« Ah, ho capito! Quella col nasone! Potevi anche dirlo prima. »
« Sì, proprio quella col nasone. Ad ogni modo, hai sentito cosa le è successo o no? »
« Ma sinceramente.. no. »
« Le si è praticamente infranto un vetro addosso. »
« E come può essere successo? »
« Ancora non si sa, però si dice in giro che sia colpa delle Banshees. »
« Le Banshees? Quelle irlandesi? »
« Esatto. Proprio loro. »
Ridacchio.
« Dai, Gab! Come fai a credere a queste cose? »
« Non ho detto che ci credo. » Mi da un buffetto su una guancia. «Ti sto semplicemente riportando quello che si dice in giro. »
« Secondo me sono tutte cazzate. Come fanno le Banshees Irlandesi ad esserci anche in Francia? »
« Bè, è capitato, dopo tutto la ragazza morta a inizio anno era Irlandese. »
« Secondo me esistono anche qui » dice una voce che riconosco essere quella di Martyl D’Arnaut.
« Che vuoi D’Arnaut? »
« Niente, stavo semplicemente dicendo la mia. Ciao Gab. »
« Potresti evitare di parlare con il mio ragazzo? »
« Cazzo Petitclaire, non stavo parlando con il tuo ragazzo, stavo soltanto esprimendo la mia opinione riguardo questa storia. »
Gabriel abbassa la voce. « Dom, guarda che ha ragione, non mi stava dicendo niente. »
Tiro fuori la bacchetta dalla tasca della divisa.
« Vediamo se anche lei la pensa così. Pronta per un duello? »
« Ma cosa stai dicendo? Tu sei pazza. »
« Ho detto. Pronta per un duello? »


Domitille
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sabato, 09 dicembre 2006 alle 17:22 

Sono sul letto della camera, sdraiata, a fissare il muro mentre gioco distratta con una ciocca di capelli, osservando il contrasto tra il rosso scuro e l’azzurro vivace del mio maglione.
Sento qualcosa picchiettare alla finestra. Riconosco il manto grigio perla del maestoso gufo del mio migliore amico.
«Ciao, Aeglos.» L’animale mi becca le mani, affettuoso. Gli afferro con delicatezza una zampa, sciogliendo il nodo del fiocco rosso a cui è attaccata la pergamena, poi frugo nel mio baule, provocando un gran casino ovunque, finché non trovo quello che mi interessa: un pacco di biscottini gufici. Ne prendo uno dalla confezione e lo porgo ad Aeglos, che ne è entusiasta.
Leggo la lettera di risposta di Jack. Mi sembra quasi di poter percepire il suo tono giocoso, l’allegria, la sua incredibile forza d’animo quando passa a parlare di argomenti più seri. Mi racconta di cosa sta succedendo ad Hogwarts, delle punizioni che ha ricevuto dagli insegnanti, delle ultime discussioni con i suoi genitori. Promette di vederci durante le vacanze di Natale, ma so già che se non fa pace con suo padre, ho ben poche speranze di rincontrare il mio migliore amico. Scarabocchio una risposta, ma non mi viene niente di decente da dire.
«Vorrà dire che ci penserò dopo, eh Aeglos?» Dico, rivolta all’animale, che mi fissa con i suoi enormi occhi ambrati. Gli porgo un altro biscotto, che sgranocchia entusiasta.
Roxanne entra in camera, ha lo sguardo preoccupato e un po’ stanco. Getta un’occhiata al mare di roba che ho sparso ovunque per la stanza, abbozzando un sorrisetto. Non ho bisogno di ricorrere alla Legilimanzia per capire che starà ridendo del mio inguaribile disordine.
Si sdraia sul suo letto, senza dire una parola; la stanza si riempie di un silenzio strano, che mi mette a disagio. Dopo qualche minuto si alza e va in bagno. Sono un po’ preoccupata per lei, in questo periodo. La sorella è finita in Infermeria, e Roxanne ha sempre un’aria un po’ inquieta.
Mi sollevo a mia volta dal letto, riempiendo la borsa di libri, qualche rotolo di pergamena, una boccetta d’inchiostro e una penna. Mi cambio velocemente, buttando il maglione e la gonna della divisa sul letto, pescando dall’armadio una maglia nera, stretta, molto semplice e una gonna ampia, di varie tonalità di blu e con i bordi in raso. Distrattamente recupero una sciarpa bianca di lana, dimenticata sul baule insieme ad indumenti ed oggetti di ogni genere, e l’avvolgo intorno al collo.
«Roxy, io scappo in Biblioteca, ci vediamo tra un paio d’ore, va bene?»
«Ok, a dopo!» Mi strilla di rimando dal bagno.
Afferro la borsa e mi dirigo correndo in Biblioteca, gettando un’ultima occhiata al gufo che ora si è appollaiato in tutta tranquillità sulla spalliera del mio letto.

***

Non c’è molta gente a quest’ora. Riconosco un paio di ragazzi del mio anno, per il resto sono tutti studenti del settimo, probabilmente già ansiosi per l’esame finale, sparpagliati tra i tavoli, le teste chine su tomi alti e polverosi.
Mi dirigo ad un tavolo vicino alla finestra, estraendo i libri dalla borsa e cercandone altri tra gli scaffali dedicati alle Pozioni e alle Erbe.
“Indica  modo di preparazione, aspetto ed effetti della Corrente della Tranquillità, chiamata più comunemente Distillato (o Bevanda) della Pace.”
Ricordo la voce del professor Lacroix durante l’ultima lezione con i Centauri ammonirci su quanto questa pozione fosse difficile e pericolosa, ricordandoci anche che spesso capita come prova di esame per gli alunni del sesto e del settimo anno.
Afferro la penna e comincio a scrivere sicura, iniziando ad elencare gli ingredienti necessari, il corretto dosaggio e il tempo occorrente per una corretta preparazione del Distillato. Sto per passare a descrivere l’utilità della Bevanda della Pace e gli eventuali effetti collaterali, ma qualcosa disturba bruscamente la mia attenzione. Un ragazzo è appena entrato in Biblioteca, spalancando con foga il pesante portone della Sala, provocando di conseguenza uno sgradevole tonfo. Alzo lo sguardo dal libro, arrabbiata.
Chi è questo? Mi sembra vagamente familiare.
Il ragazzo prende posto all’altra estremità del lungo tavolo a cui sono seduta, facendo un gran fracasso e sbattendo con noncuranza una borsa sul tavolo di legno lucido e scuro.
Gli lancio un’occhiata di disappunto, ma sembra che nemmeno mi veda. Capisco, con la Legilimanzia – anche se devo dire che ce l’avrebbe fatta chiunque – che è molto arrabbiato.
Mi concentro di più. Un brutto incontro. Una ragazza. Uno scatto di rabbia da parte di lui. Sento brandelli di conversazione “Oh, andiamo. Ci credevi davvero?”, “Prima di essere fidanzati eravamo amici”, “Sapevi quanto eri importante per me” e “Non mi ha tenuto in nessun conto, Fräulein Rousseau”,  altre frasi in una lingua che non conosco, sembra Tedesco. Percepisco, oltre alla collera, anche una punta di dolore per quello che si sono detti, e della confusione.
Distolgo l’attenzione, turbata, avendo compreso di essermi intromessa in qualcosa di molto privato. Continuo a guardare il ragazzo, che intanto si sta slacciando la sciarpa – è azzurra e blu, i colori dei Centauri – e srotola un lungo foglio di pergamena. Improvvisamente alza lo sguardo verso di me, probabilmente ha capito che cosa stavo facendo. Mi guarda stupito, confuso.
Io abbasso nuovamente gli occhi verso la mia pergamena, sforzandomi di recuperare la concentrazione, un po’ imbarazzata. Riprendo a scrivere, più distrattamente: “il Distillato della Pace è generalmente  adoperato per calmare l’ansia e l’agitazione, grazie alle proprietà ottenute dalla  particolare combinazione della pietra lunare con lo sciroppo di elleboro, di cui ho elencato le proprietà in precedenza. Spesso però chi abusa di  questa pozione -”.
Sono nuovamente interrotta dal ragazzo, che borbotta qualcosa ad alta voce nella stessa lingua che ho sentito prima, scuotendo il capo con veemenza. Sollevo un sopracciglio, decisamente scocciata.
Gli lancio un’occhiata eloquente, tossicchiando per mostrare il mio disappunto. Che lui non sembra assolutamente intuire.
Improvvisamente ricordo dov’è che l’ho visto: circa un mese fa, sempre qui in Biblioteca. Continuava a parlottare con un suo amico. Ah, ma allora è proprio un vizio, penso tra me e me.

«Ma insomma, come si permette?» sbotta il Centauro ad un certo punto, richiamando l’attenzione di una buona parte dei presenti.
«Senti, scusa, condoglianze per i tuoi drammi personali, ma qui c’è gente che sta cercando di concentrarsi» gli dico, calcando il tono sull’ultima parola. «Probabilmente per te il concetto è un tantino difficile, capisco.» proseguo poi, con il tono accondiscendente con cui ci si potrebbe rivolgere ad un bambino un po’ stupido.
Chiude di scatto i libri, ficcandoli alla rinfusa dentro la sua borsa. Riconosco molti dei titoli di Pozioni e capisco che probabilmente stava lavorando al mio stesso tema. Si alza, rimettendosi la sciarpa. Poi mi viene vicino, con un’aria strafottente, di sfida. Ha degli occhi grigi bellissimi, penetranti. Adesso mi stanno fissando arrabbiati. Li sento quasi bruciare sulla pelle.
«Non si preoccupi, signorina, tolgo subito il disturbo, ho gli allenamenti di Quidditch.»

ElisewinRicoeur
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sabato, 09 dicembre 2006 alle 15:17 

Banshee. Non faccio che pensare alle banshee. Che Elle sia posseduta? Lorelei ha compiuto delle ricerche in biblioteca, secondo le quali le banshee usano delle cose per possedere le persone...
"Roxy, ma come fai a credere a queste cose? Ti credevo più furba!"
Incredibile. Elle non crede a questa storia. Nonostante tutto quello che sta succedendo.
"Siamo in Francia, Roxanne, non in Irlanda." mi dice seria "Qua non ci sono banshee." conclude con un tono che non ammette repliche.
Sospiro. Che sia il caso che mi dia una calmata?
Rachel è in infermeria. Penso che andrò a trovarla.

Sera. Passeggio con mia sorella lungo il corridoio. Lei si ferma un attimo a fissar il lago dalla finestra. Lo guarda rapita, assorta.
"Elle?"
"Si avvicina piano piano alla finestra, come attrata da un forte richiamo.
"Elle?" faccio un passo nella sua direzione.
Lei si appoggia al bordo della finestra. Poi si sporge e perde l'equilibrio.
"Elle!"
Riesco ad afferrarla prima che cada giù.
"Ma sei pazza?! Avresti potuto romperti l'osso del collo!"
"Il lago..." è l'unica cosa che mi dice.
"Eleanor, finalmente ti ho trovato, ti ho cercato dappertutto!"
Da dietro l'angolo sbuca la Gauthier, la compagna di stanza di mia sorella.
"Pensavi fossi scappata via?" fa lei sorridendo e rialzandosi.
La osservo stupita. Alterna momenti in cui è cosciente a momenti in cui non sembra capire quello che fa.
"Io vado Roxy"
Annuisco e la saluto con un cenno.
"Anja?"
La ragazza bionda si volta a guardarmi.
"Potresti... potresti tenere d'occhio Elle, per favore?"
Mi fissa interrogativa.
"Il fatto è che... ultimamente... si comporta..."
"... in modo strano?" termina lei.
Allora non sono l'unica a pensarlo. Faccio per dire qualcosa ma un urlo ci fa gelare il sangue.
"Elle!" esclamiamo all'unisono. E ci precipitiamo nel punto da cui è venuto il grido.
Rimango paralizzata dalla scena a cui assisto. Elle in piedi con la schiena contro il muro, gli occhi sbarrati. Ad un certo punto inizia a divincolarsi e a graffiarsi le braccia. Indietreggio terrorizzata, sia per il terrore che per la vista del sangue.
"Oh no, di nuovo..." mormora Anja, mordendosi il labbro.
"Di nuovo?"
"Sì, è già successa una cosa simile..."
Faccio per dirle qualcosa, ma un nuovo urlo di Elle ci riporta a concentrarci su di lei. Anja sospira e estrae la bacchetta. Prima che io possa dire o fare qualsiasi cosa schianta Elle.
"Non guardarmi così, era l'unica cosa da fare..." dice in risposta al mio sguardo scandalizzato. "Aiutami a portarla in infermeria."

L'infermeria è stranamente piena in questo periodo. Di fronte al letto di Elle c'è una ragazza mora, la Monet, che dorme. Seduto accanto a lei un ragazzo, un Threstal a giudicare dalla sciarpa. A volte viene a trovarla anche una ragazza rossa dei Bowtruckle, Autumn credo si chiami.
Un ragazzo biondo attira l'attenzione di Anja. Dev'essere uno nuovo, non lo mai visto. Un centauro. La ragazza lo raggiunge. Parlano, probabilmente di Elle, visto che entrambi si voltano a guardare il letto dove riposa mia sorella. Sospiro. Ma cosa diavolo succede in questa scuola?
Autumn si avvicina al letto della Monet. Mi saluta, poi fissa mia sorella.
"Che cos'ha?"
Sorrido amara "Vorrei tanto saperlo..."

RoxanneLefebvre
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venerdì, 08 dicembre 2006 alle 11:51 

Sala comune Thestrals, immersa in un mega libro sulla Trasfigurazione, la mia materia preferita. Eccomi, completamente distesa sulla poltroncina davanti al camino, i capelli trattenuti tra loro in uno Chignon,fermato con la Bacchetta. Naturalmente anche oggi senza divisa, bensì con un paio di Pantaloni di velluto neri, maglioncino viola, intonato con le Ballerine regalatemi da Jean per l'inizio anno, o per un qualsiasi giorno di Settembre, boh. Libro appoggiato alle gambe, qualche frase letta, quà e là. Beh, non che fossi effettivamente attenta, diciamo che facevo finta di fissare qualche concetto, ecco. Ma, in assenza d'altro, si puo' fare pure quello, si. Live trambusto oggi, in sala comune. Tutti a parlare dell'Ultimo allenamento di quidditch, della Sfuriata di una certa ragazza ad una certa altra. Bah, che casino. Per quello che decisi di non fare i Provini, di non tentar neppure di Entrarci. Io li odio, i giochi di squadra. O forse, semplicemente, evito di trovarmi in mezzo a gente che possa giudicarmi. O, più semplicemente, in mezzo alla gente.  Anche per questo, conosco pochissima gente qui. Difficoltà di integrazione, la chiama la Maxime. Bah, cazzate. Semplicemente, devo trovare qualcuno con cui divertirmi, oh. Ed è difficile, tremendamente difficile. A volte mi ritrovo stupidamente a guardarmi intorno, cercando qualcuno che possa vagamente assomigliarmi. Caratterialmente, ovvio. Proprio come ora, che mi trovo a fissare una brunetta, seduta nell'altra poltroncina, qui vicino. L'Ho già vista di sicuro. Forse c'ho anche parlato, ma la mia memoria del cazzo non si ricorda il nome. Dovrò prendere qualche farmaco.
Mi sento chiamare. Cazzo, se n'è accorta.

 

<<Ehm. Tutto bene?>> Si, tutto bene, cara. Solo, mi sono incantata. Maledetta me.
<<Oh, ehm. Si, tutto bene. Elodie, comunque. Mi chiamano così..>> Faccio la vaga, come sempre. Potrei anche sembrale stronza, alle volte. Ma, abituata a parlar così ai governanti che giravano per casa, non posso evitarlo, proprio no. Sorride, guardandomi. Che lo sapesse già? Boh.
<<Elodie. Si, già sentita. Manon, in ogni caso.>> Sorride ancora, quasi ridendo. Ecco, mi avrà preso per una cretina che non si ricorda nulla. Sorrido, a mio rimando. Strano, mai stata così educata, in una presentazione. Sempre che questa lo sia, eh. Chiudo il librone, posandolo a terra, per poi tornare a guardare la ragazza. Conversazione, Elo, conversazione. Possibile che non ti venga in mente niente di cui parlare? Ma certo. Una cosa di cui parlare c'era. E ne parlava tutta la sala comune, meglio sfruttare la notizia. Sempre un bene farsi vedere informati. Bèh, quasi sempre, okay.
<<Sentito della Sfuriata al Campo di Quidditch? Chissà che è successo..>> Lascio in sospeso la frase. In effetti, non ne so assolutamente un cazzo, di quello che è successo. Vivo nella speranza lei lo sappia. Così, potrò alimentare il mio sapere in campo di Pettegolezzi. Sempre che ce ne sia bisogno..
<<Oh. Si, visto che l'ho fatta io. >> Mi guarda leggermente storto. Cazzo, che figura. Fantastica, proprio. E adesso, come cazzo ne vengo fuori? Elodie, sei una scema. Terribilmente Scema. MI mordicchio il labbro, a quanto pare penso troppo, perchè Lei (come si chiamava poi?) si mette a ridere.
<<Girano veloci le notizie, pero'. Chissà che cazzate hanno messo in giro, come al solito.>> Sembra lievemente infastidita. Beh, si, forse lo sarei anche io. Ma tanto non succederà mai, quindi, posso anche starmene tranquilla.
<<Si, io mi sarei già incazzata di Brutto se circolassero voci che mi riguardano..>>Bugiarda. Non ti incazzeresti di Brutto. Faresti l'infastidita. Ma ti piacerebbe, infondo. C'è una pausa, orribile. Nessuna parla più, lei è tornata sul suo libro. Cazzo, una buona volta che potevo parlare con qualcuno che non fosse l'insopportabile-sempre-sorridente Maeva, e la butto via così. Cretina.
<<Bei capelli, comunque. Naturali?>> Discorso buttato a caso. Una cosa che mi piacerebbe sentir dire dei miei.
<<No, veramente i miei sarebbero Biondi, più dei tuoi>> Non continua il discorso, tornando al libro. Cazzo, ancora? Sono negata,si. Una ragazza si avvicina, non conosco manco lei, ma pare chiamare la ragazza qui vicino a me.
<<Man, vieni?>> Oh. Man? Sarà un soprannome di...Ehm. Il nome. Cazzo.
<<Oh. Si. Ciao Elodie, ci si vede.>> Alzo la manina, salutandola. Magari, potevo pure parlarle, qualche altra volta. Iniziando a non essere più così asociale. Infondo, dovrò pur iniziare a vivere senza Jean.
<<Ciao..ehm, Man!>> Bene, salvata la faccia. Dovrò farmi un appunto. Quella mora - in realtà bionda -, è chiamata Man. Il nome vero, boh. Non lo ricordo. Torno a prendere il noiosissimo librone, lo riappoggio sulle gambe, e fisso qualche lettera. Che palle.

 

ElodieS
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giovedì, 07 dicembre 2006 alle 23:28 

Sto vagabondando sotto il porticato, aspettando che arrivi l'ora per l'allenamento di Quidditch. Cendrillon mi ha riferito che Eleanor è stata in infermeria, chissà se verrà stasera. Potrei anche passare a vedere se è ancora ricoverata, finchè aspetto, o magari si può proporre alla squadra di andarci, se Elle non viene ad allenamento.
Un rumore di tacchi richiama l'attenzione alla mia sinistra: vedo avanzare verso di me una studentessa dei Centauri che cammina spedita, sistemandosi la sciarpa blu e azzurra attorno al collo. Soffoco uno sbadiglio e mi appoggio ad una colonna, lasciandole libero il passaggio.
«Lucien.»
La mia ex ragazza si ferma di fronte a me e mi sorride, con il solito sguardo malizioso di sempre. Dopo qualche attimo aggiunge: «Ora ti metti a fare il galante?»
«Ludmille. Non ti avevo riconosciuta.»
Lascio cadere la sua domanda nel vuoto, le sue solite provocazioni. Mi stacco dalla colonna e faccio per allontanarmi con una scusa, ma lei mi trattiene cominciando a farmi domande.
«Stai aspettando qualcuno?»
«Sto aspettando che inizi il mio allenamento di quidditch.»
«Tu, giochi a Quidditch?» dice esagerando la reazione di sorpresa, forse per controbilanciare la mia mancanza di entusiasmo per la conversazione.
«Mi hanno preso come portiere.»
«Non avrei mai immaginato, io ti penso sempre come il solito pigrone...»
«Avevo bisogno di fare qualcosa durante l'anno»
Silenzio. Poi la ragazza si volta nuovamente verso di me, inclinando la testa da un lato.
«Sei un po' freddo, e dire che ci conosciamo da secoli...»
«Mi stai prendendo in giro, Ludmille?» ribatto, irritato. «Mi eviti da un mese. Non sono a tua disposizione quando decidi che è l'ora di tornare a parlarmi.»
«Sei offeso perchè ti ho mollato il giorno del tuo compleanno, lo so, ma non pensavo che fossi così infantile!»
Mi prendo il tempo di fare un respiro profondo e calmarmi. Mi sta facendo saltare i nervi. Comincio a osservarla, mentre prima le avevo solo dato qualche occhiata fugace. E' sempre la stessa, con le mani sui fianchi, l'espressione decisa, sempre con quel naso impertinente, leggermente all'insù, e quel ciuffo troppo corto di capelli che continua a caderle sugli occhi nero pece.
«Oh, andiamo. Ci credevi davvero? Lucien & Ludmille, anzi, Lu&Lu forever and ever and ever...?» continua lei, approfittando del mio silenzio.
«Lud, anche se ti senti in colpa, non ti ho chiesto di giustificarti» commento, sarcastico.
Lei si blocca per un attimo.
«Io non ho nessuna colpa! Sei tu che ti comporti come se ci conoscessimo appena, questo tuo comportamento mi irrita! Prima di essere fidanzati eravamo amici, non capisco perchè ora che io ho fatto il primo passo, non puoi metterci una pietra sopra anche tu. Cambi discorso solo perchè ho detto la verità... tu eri convinto che sarei stata la tua ragazza per non so quanto altro ancora, e adesso che--»
«jetzt Schluss.»
Sbatto i palmi di entrambe le mani sulla parete, bloccandola tra me e il muro. Sono a due centimetri dalle sue labbra, è così vicina che potrei anche baciarla. Le mie parole sono poco più di un sussurro, mentre la guardo capisco che non sa che cosa pensare.
«Qui l'infantile sei tu. La tua sembra un'apologia non richiesta. Sapevi quanto eri importante per me» calco la voce sul verbo all'imperfetto, mentre lei scuote impercettibilmente la testa «ma te ne sei fregata. Mi hai liquidato senza spiegazioni. Ho insistito talmente tanto per cavarti qualcosa di bocca, perchè volevo capire che diavolo fosse successo da un giorno all'altro, che ti ho strappato un adesso mi vedo con un altro. Non mi ha tenuto in nessun conto, Fräulein Rousseau, non come dovrebbe fare un'amica. Ma a parte questo, sì, Ludmille, non hai nessuna colpa. Vai pure tranquilla. Dov'è questo nuovo ragazzo? Vai a rompere a lui. Io ho da fare.»
Me ne vado ignorando ciò che cerca di ribattere, pensando da quant'era che non facevo l'impulsivo a quel modo.

gdr off// jetzt Schluss = adesso basta. Fräulein = signorina. Quando Lucien si incazz parla in tedesco, essendo la sua lingua madre.

LucienD
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mercoledì, 06 dicembre 2006 alle 22:11 

 E' strano non poter parlare, la vita sembra un film.
All'inizio mi ero veramente preoccupata perchè non capivo cosa mi stesse succedendo, ma piano piano ci ho fatto l'abitudine.
Si comincia a non pensare più a se stessi, quasi ad annullarsi, e si passa il tempo concentrandosi solo su ciò che ci circonda. A dir la verità è anche rilassante, perchè la gente non si aspetta niente da te. Comincia a considerarti quasi come un oggetto d'arredamento.
Però a me va bene così, finchè ci saranno Aut e Gerard riuscirò a continuare per questa strada. Ora vorrei solo guarire per non vedere più quelle espressioni apprensive e stanche. Mi sento terribilmente in colpa.

Sento un tintinnio ripetuto accanto al mio letto. Cerco di mantenere la calma, ma il mio pensiero corre veloce ad una Banshee. Sbarro gli occhi e mi ritrovo da sola nel buio dell'infermeria. Guardo ai piedi del letto e distinguo delle palline colorate vivacemente, tra cui una più grossa e rosa.
Che si muove.
Mi stropiccio gli occhi assonnati e scendo dal letto per verificare da vicino: come sospettavo, è Sid, la puffola pigmea che mi ha lasciato Chris, che cerca disperatamente di abbuffarsi di gelatine tuttigusti+1.
Mi siedo ai piedi del letto e distendo le gambe accarezzandolo. Noto che il mio fisico sembra decisamente deperito ultimamente, così decido di mangiare qualche cioccorana che era rimasta sul comodino.
Deve essere stata per forza Autumn a portare qui l'animaletto, probabilmente per farmi distrarre un pò.
Ancora quel maledetto senso di colpa che mi stringe il cuore. Eppure lo so che se sto male non ci posso fare niente, ma vedere i miei amici soffrire per colpa mia, mi fa stare ancora più male. Mi sento impotente..


 E' l'ora di pranzo e aspetto Gerard, che solitamente trafuga per me qualche cosa dalla mensa della sala grande per non farmi mangiare gli omogenizati che prepara Madame Cecile.
L'infermeria si sta svuotando pian piano negli ultimi giorni, ma alcuni ragazzi rimangono fissi. Davanti a me, per esempio, c'è una ragazza bionda con l'aria un pò assente, che continua a fissarmi. E' un pò inquietante ma credo che neanche la mia espressione sia molto tranquilla o riposata.
Finalmente arriva Gee, che interrompe il mio contatto visivo con la ragazza bionda. Tiene tra le braccia due vocabolari dall'aria stranamente leggera, rivelatesi in seguito delle semplici trasfigurazioni di lasagne e arrosticini, direttamente dal tavolo dei Thestrals. Sorride lievemente ma non mi guarda negli occhi per tutto il tempo, e si tiene continuamente occupato: rimbocca le coperte, gioca con Sid, conversa del più e del meno sistemando gli oggetti sul comodino..
Io, in silenzio, attendo di incrociare il suo sguardo, ma senza nessun risultato: non capisco il motivo di questo atteggiamento, forse sono ancora più deperita di quello che pensavo di essere?
Dopo circa una ventina di minuti arriva Aut, e Gerard sollevato si defila, pronunciando qualcosa all'orecchio della mia amica mentre raccoglie i "vocabolari". Di ciò che dice il ragazzo riesco a carpire solo un "Andrea", e mi basta e avanza.
Ora è il turno di Autumn, oggi più affettuosa e sorridente di Gee: mi racconta di Pierre e le si illuminano gli occhi. Sono molto contenta per lei e la vorrei ringraziare dell'aiuto che mi sta dando, ma riesco solo a sorridere debolmente.

Verso le due e mezza Gerard torna in infermeria, mi saluta senza guardarmi in viso e si porta via Aut, dicendo che una ragazza della sua casa la stava cercando. Suona decisamente come una bugia, ma non posso fare altro che annuire e salutare con la mano.
Sbuffo e prendo Sid in grembo, cominciando ad accarezzarlo. La ragazza bionda ha visite in questo momento, ma sembra comunque assente. L'ospite le somiglia molto, nonostante il colore rosso dei capelli, e sembra anche lei molto preoccupata. Continua a parlarle, ma non riceve grandi rivelazioni, così scoraggiata si siede sul letto e inizia a farle una treccia. Molto premurosamente, come una mamma.
Guardo Sid che si sta addormentando, e mi sento un pò sola: Aut è stata dolcissima, ma non riesco a spiegarmi il comportamento di Gee..
Perchè ha voluto portar via la mia amica? E che le stava sussurrando a proposito di Andrea?

CamilleMonet
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mercoledì, 06 dicembre 2006 alle 18:36 

Gli allenamenti di Quiddich sono appena e terminati e Daniel sta facendo l’ennesima ramanzina.
Sono seduta sulla panchina e soffoco uno sbadiglio, le parole sono sempre le stesse.
Aeth ha colpito Morgana con la pluffa, mentre la ragazza era distratta.
Dentro di me qualcosa, come un meccanismo lentamente si sta attivando, però nella direzione inversa… Sospiro guardando corrucciata Morgana che fissa altezzosa Aeth e Dom, come d’altronde fanno anche Frankie e Daniel.
Improvvisamente Danielle lascia il luogo, mentre Daniel parla e il capitano le va dietro.
nello spogliatoio cade il silenzio. Dom sospira, ma vedo benissimo che sotto i baffi ha nascosto un ghignetto.
”beh, quando la smetterete di comportarvi da bimbette?” E’ Frankie a parlare, il suo tono è rigido e velenoso e guarda Domitille nello stesso modo.
La ragazza si limita a lanciargli un’occhiataccia.
”beh quando voi la smetterete di distrarvi in continuazione in campo” dice pacata la Petitclarie.
”sei solo gelosa!” sbotta con una voce nasale e acida morgana. Mi volto di scatto verso di lei, mentre sento qualcosa salirmi dallo stomaco, un forte calore, come se un fuoco mi ardesse dentro.
Dom inarca un sopraciglio scettica “questo lo dici te” borbotta poi tranquilla.
”si vede lontano un miglio! Dovete smetterla di darci fastidio solo per gelosia, siete delle bimbette!” esclama Morgana.
Dom fa per ribattere ma io scatto in piedi. Avevo paura ad aprire bocca, paura di laciar uscire dalle fauci tutto il fuoco accumulato dentro. Ma sai cosa..? non me ne importa.
Morgana non era così una volta. E’ immatura e frivola e non la sopporto. La cosa che mi preoccupa è che vedo Domitille e Aeth le persone nel giusto per la prima volta.
Tutti mi guardano mentre i miei occhi scaturiscono scintille. Guardo Morgana.
”la vuoi finire?” sbotto fredda. La ragazza spalanca gli occhi., come tutti del resto..
Io Manon Bouringer la migliore amica di Morgana Holmes che le va contro.
”sei te la bimbetta! Il gesto di Aeth oggi mi ha fatto capire quanto poco voi due siate degni di stare in squadra!” esclamo ad alta voce puntando il dito contro la coppietta che si stringe per mano troppo stupita per parlare.
Quando Frankie cerca di dire qualcosa lo interrompo.
”sempre a tenervi per mano e a sbaciucchiarvi in campo, sempre distratti e alla fin fine credo lo facciate solo per far stare male la Petitclarie! Cosa che vi rende ancora più vermi e anche più immaturi!” arrivo quasi ad urlare in faccia ai due, a quella che una volta era la mia migliore amica.
”Non me ne frega un cazzo sinceramente il perché Daniel vi tenga in squadra” mormoro poi con tono più lieve.
Vedi Frankie ghignare. “eccola.. la terza invidiosa!” esclama “dici così solo per sei gelosa di Morgana che ha qualcuno che la ama e che le sta vicino” dice credendo di ferirmi. In fondo ci riesce, ma mai e poi mai glielo farò notare.
”preferisco essere sola che con un tipo come te” sbotto.
”manon..” mormora Morgana
”senti..” sbuffo alla ragazza “mi hai dimostrato benissimo di che pasta sei fatta e per un anno credo di aver avuto gli occhi foderati di non so cosa.. qualcosa di veramente spesso” faccio una brevissimo pausa “l’unica cosa che vi chiedo, anzi vi ordino è di finirla di giocare ai bambini dispettosi e iniziare un po’ a maturare anche perché se quest’anno perdiamo la coppa delle case non dovrete subire solo me ma anche tutta la squadra compreso Daniel!”
”senti..” si alza morgana “non ti credevo così infame da abbandonare la tua migliore amica”
Scoppio a ridere “morgana.. non sei più da un bel po’ la mia migliore amica” nelle mie parola c’è una vena cinica di cui non mi curo, anzi.
”bene…” esclama altezzosa, si rivolge a me con lo stesso tono con cui di solito si rivolge a Dom e a Aeth “continua così,mi raccomando. Così crescerai, invecchierai e morirai completamente sola come un cane, senza amici e senza persone che ti amano”.
Scoppio a ridere “forse non hai capito  (e anche io ci ho messo parecchio a capirlo) che nel modo in cui mi comportavo e ragionavo prima sarei finita in quel modo” dico per poi voltarmi di scatto e uscire dallo spogliatoio sotto gli occhi increduli di tutti.

”Ciao Aline” mormoro sedendomi vicino a lei in cortile.
L’aria è fredda e da poco ha smesso di nevicare. Ma il sole debole rende sopportabile la giornata.
”ciao Manon!” la ragazza dai capelli boccolosi di volta verso di me sorridendo  con dolcezza.
Mi siedo vicino a lei sul moretto stringendomi al collo la sciarpa grigia e viola.
”come va?” le chiedo “sembri pensierosa.
Sorride “pensavo”
”A David?” chiedo con fare distratto guardando il cielo grigio.
Aline annuisce delicata.
”beh..” faccio spallucce “conosco per fama Brunet e il suo gruppetto e devo dire… non sono proprio dei gentiluomini…” mormoro pacata cercando di essere delicata.
”lui dice che le voci che girano sono tutte stronzate” mormora la Sfinge.
”capisco bene che lui ti piace e so bene che quando provi un sentimento così grande per qualcuno si diventa ciechi…” faccio una sosta ”ma può darsi anche che tu gli piaccia davvero.. nessuno può saperlo.. tranne un legilmens” mormoro guardandola. Mi sento strana…
Lei mi sorride ma è un sorriso debole “e come faccio secondo te?”
”boh tu prova a ok frequentarlo ma non ti ci affezionare troppo.. so che è difficile. Potrai affezionarti davvero a lui quando ti darà una prova concreta e stabile che non ti prende in giro.. mi capisci.”
Aline mi ascolta in silenzio poi sorride “capisco.”

entro nella camera pacata e silenziosa. ormai temo di averci fatto l'abitudine a cooabitare con Aeth e ammetto che è peggio di quello che pensavo. Ci rivolgiamo la parola poco o niente.
La ragazza è seduta sul suo letto e sfoglia un libricino, sembra un diario.
"ho saputo della strigliata che hai fatto a Morgana" dice senza staccare lo sguardo dal volume che sfoglia.
Mi blocco di fronte al mio letto poggiandovi sopra la mia cartella con i libri portndo lo sguardo su Aeth.
"eh si.." sospiro. Cosa dire? mi sento lievemente in imbarazzo e cerco di tutto i modi di non darlo a vedere.

ManonBouringer
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martedì, 05 dicembre 2006 alle 23:42 

La ragazza seduta accanto a me nella sala comune si chiama Manon, ha la mia età ma purtroppo non è nella mia casa.
« Manon », mi dice con una voce distaccata, come se qualcuno la costringesse a presentarsi. A sentire il suo nome mi giro verso di lei, è oggettivamente una persona interessante.
« Aline ».
« sfinge, vero? » chiede senza staccare gli occhi dal libro.
« sì » poso il mento sui palmi aperti « e tu, invece? »
« thestrals. Ti frequenti col portiere, Brunet mi pare, è così? » il suo tono ora mi è più vicino, mi volto e noto che sorride curiosa.
« le voci girano qui, eh? » ricambio il sorriso « corrono » aggiunge lei « se non vuoi dirmelo non ti crucciare. In fondo mi conosci da cinque minuti scarsi ». Torna con lo sguardo sulle pagine, apparentemente delusa. « no, figurati. E' che .. » mi soffermo, concludendo che neanche io so cosa ci sia tra di noi. Un bacio può significare tanto o nulla. « .. è una situazione un pò confusa, sai com'è » ammetto poi, cercando di non darle l'impressione di voler nascondere qualcosa.
« capisco » sorride « nel caso tu voglia parlare.. ». E' gentile, Manon. « scusa, ma non si vedeva con quella bassina del quinto anno? Mireille, vero? » domanda incuriosita. « Mireille »,ripeto. Cos'è, un'altra vittima del portiere? Ma non eravamo rimasti a Cat? penso tra me e me « credo siano solo voci » . « speriamo » risponde lei.
La guardo allontanarsi dopo avermi fatto un'occhiolino di complicità per poi ritornare ai miei libri, ai miei noiosissimi libri.
                                                                                   **********

« ti ha presa proprio, il portiere » mi dice Taranee sorridendo mentre è intenta a disegnare qualcosa. Riesce a proiettare immagini incredibili adoperando solo una matita.. ed una gomma, qualche volta.
« voglio andarci piano, Tara», rispondo mentre sistemo alcuni golfini nell'armadio. « se questo vuol dire andarci piano, immagino cosa significhi per te andare veloce » poi scoppia in una risata ed io la seguo. Le tiro un cuscino, mancandola, che va a finire sul pavimento. « ci vediamo dopo, vado in libreria a cercare un testo » le dico mentre chiudo la porta alle mie spalle.

                                                                                  ***********

« salve, cerco questo libro » dico alla ragazza dietro al bancone porgendole un post-it sul quale è appuntato un titolo.
« certo, guarda, lo ha appena riportato quella signorina che è seduta lì, accanto ai libri sugli incantesimi » risponde pacata, la ringrazio e mi dirigo verso Manon.
« ciao, Manon » . « heilà, Aline, cercavi questo? ho sentito ciò che hai detto alla segretaria » risponde porgendomi un libro di circa, hum, ottocento pagine.
« cazzo! » affermo a voce forse un pò troppo alza, Manon ride divertita. « ottocentosessantadue pagine di pura noia » nel frattempo prende in spalla lo zaino « io vado, ma quello non è il tuo bel portiere? » sorride, mi da una pacca sulla spalla e va via.
La saluto con un gesto con la mano e, noncurante della presenza di David, mi siedo per sfogliare un pò il libro.
« il gatto ci ha mangiato la lingua, signorina McNamara? » alzo lo sguardo, oddio, è sempre più bello.
« magari, avrei una scusa per evitare l'interrogazione » gli sorrido, ma poi ad un tratto mi tornano in mente le parole di Manon, le parole su Mireille, quella del quinto anno.
« ti va di andare a fare un giro? » . « adesso? non credo sia possibile, ho tanto da studiare » rispondo evasiva « e se anche tu sei qui, significa che dovrai pur ripetere qualcosa, o sbaglio ? » concludo così la frase, riflettendo la mia curiosità in poche parole.
« in realtà ho incontrato la tua compagna di stanza che mi ha detto che ti avrei trovata qui » ha abbassato il tono, forse per non farsi sentire, o forse per provocarmi.
« Tara » sorrido pensando a quanto dovrei ringraziarla « andiamo »

                                                                                       ************

« eppure non volevi venire con me, altrimenti avresti accettato subito la mia proposta » le sue labbra stringono un ago di pino, i suoi denti lo stuzzicano ed io mi sforzo di non osservare i suoi movimenti più del dovuto.
« avrei davvero da studiare » . « c'è tempo per farlo » adesso è fermo di fronte a me, porta le mani in tasca e sorride « alcune cose hanno la priorità su altre, o sbaglio ?». Provoca,  provoca e continua a provocare. Lo odio, no, non è vero. Non lo odio affatto.
Lo vedo prendere un fiore da un cespuglio, spezzare il gambo a metà e posizionarlo in una delle asole della mia divisa.
« credi che a Caterine abbia mai appuntato un fiore in questo modo ? » mi sussurra all'orecchio, ed io vorrei solo sciogliermi all'istante.
« ho sentito altre » non so se sia giusto dirglielo « altre voci, su te e un'altra, Mirelle » riprendo a camminare.
« cosa ti ho detto in merito a tutto ciò ? » lui si immobilizza di nuovo ed io lo emulo. « sono stronzate, Aline, s t r o n z a t e » scandisce bene le lettere, quasi a volermele stampare meglio in mente.
« ma io ti cred.. » . « che motivo avrei di prenderti in giro, di cercarti per tutto il castello, di saltare le lezioni per trovarmi davanti alla tua aula prima del suono della campana.. » non mi permette di terminare ciò che avevo cominciato a dire « .. dimmelo, che motivo avrei? Perchè guarda, io proprio non lo so » sembra infastidito, un pò lo capisco e cerco di tranquillizzarlo, ma ancora una volta lui mi anticipa « cosa devo fare per farti capire che mi piaci, dimmelo, cazzo, dimmelo! » ha alzato il tono della voce e la cosa mi infastidisce un pò. « non è una sola la persona che mi ha riferito.. » mi rendo conto di dire una cazzata ma ormai non posso tirarmi indietro  « ..che mi ha riferito quelle cose ». Io ti credo David, ti credo sul serio ma le infamie bruciano, bruciano dentro e fanno male, tanto male.
« non so più cosa dirti, Aline. Ci ho provato, ti ho detto che nulla di ciò che hai sentito è vero, che a te ci tengo sul serio. Ma a questo punto.. » stringe i pugni e fa spallucce, disilluso « a questo punto, non credo ci sia altro da aggiungere » si volta per procedere in direzione del campo, lasciandomi lì, sola, pentita di aver detto qualcosa che non penso, qualcosa che ha rovinato tutto.

AlineMcNamara
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martedì, 05 dicembre 2006 alle 20:11 

razapapavatar"Dai Raz, non stare lì a guardare come un pesce lesso: dammi una mano a portarla da Madame Cecile!" La voce della professoressa Lacroix mi da uno scossone. Vanille è leggera come un batuffolo, non ho certo bisogno dell'aiuto della prof per prenderla in braccio. Seguo la prof che con passo deciso va verso l'infermeria dicendo "Mi spiace coinvolgerti, ma ora è meglio non usare incantesimi su di lei...", distesa sul letto Vanille mi hanno costretto ad andarmene: "Non è il caso tu resti qui, ti farò sapere qualcosa il prima possibile". Invece la serata è passata, senza sapere nulla. Un paio di giorni dopo ho rivisto Vanille in sala comune. "Tutto bene ora?" le faccio simulando un sorriso. Lei distoglie lo sguardo dalla finestra che da sul lago. "Come al solito" fa con aria apatica, poi come imbarazzata si allontana senza una parola e si dirige verso il dormitorio delle ragazze. Non so che pensare...

E'  sera e sono solo in palestra  quando si avvicinano chiachierando David e Shane. "E' decismente molto carina! E così pensi di mettere le corna alla piccola Bowtuckle?", "Piantala idiota io Mireille siamo solo amici di vecchia data...con lei parlo quasi esclusivamante di quidditch!", "Seee, questo lo dici tu, ma a me sembra che lei si aspetti qualcos'altro" dice indicando con un cenno le parti basse di David. "O forse pensi di passartele tutte e due?", "Se non fossi tu ti avrei già ridotto a poltiglia, cazzo ti dico che ho conosciuto una ragazza che trovo interessante e tu la butti come al solito sul banale...Mi piace sul serio...o almeno penso, comunque per un po' evita sti commenti ok?". Shane si allontana e con un mezzo sorriso si avvicina alla panca dove sto facendo esercizio.  "E tu pivellino cosa ci combini con Vanille? L'hai ripassata a tal punto da farla finire in infermeria?". " Vanille stava male..." faccio per mettere fine a sta conversazione del cavolo.   "Un vero stallone! O forse la ragazza è restata shockata quando a visto che razza di frocetto sei?"... Sto zitto cercando di concentrarmi sugli esercizi, ma Shane insiste, si vede che ha voglia di attacar briga, forse è ancora incazzato per essere stato zittito da David. "No hai ragione, in fondo Vanille è matta come una cavalla, nessun ragazzo ha mai voluto avvicinarla e quindi tu sei manna dal cielo per lei". "Chiudi quella fogna Shane e pensa ai cazzi tuoi una volta tanto! L'unico fuori di testa qui sei tu". Non aspettava altro... con un gesto fluido estrae una bacchetta di betulla grigiastra. "Sei fortunato che sono di buon umore, ti darò modo di difenderti. En garde!". Mi alzo dalla panca e recupero la mia, pensando a una fattura da scagliargli contro... Due secondi dopo sono a terra, le gambe collassate sotto il mio peso e dalla bocca inizio a vomitare grosse lumache arancioni: il mio incanto è tornato indietro paratto da un perfetto sortilegio scudo di Shane che poi ha infierito con qualcosa che mi ha fatto crollare a terra. Shane si avvicina e spezza la mia bacchetta, la vecchia bacchetta di zia Adeline. Poi dice a David "Dai portiamo questo mollusco in infermeria".

A Madame Cecile dice "Pare che accidentalmente abbia spezzato la sua bacchetta sotto i pesi e siano partite un paio di fatture". Andandosene con Brunet mi fa "Rimetiti in  sesto" fa ghignando. L'infermiera mi dice "Peccato per la tua bacchetta, cipresso e squame di sirena, sembra un modello piuttosto vecchio. Ma per un ragazzone così è impossibile maneggiare una cosina così piccola, forse è un bene che si sia rotta...ti comprerai qualcosa di più adatto." poi aggiunge "Rissa vero?, tranquillo non dirò nulla a Madame Maxime, almeno ti eviterai la punizione. Domani starai benissimo Raz". E' la mia seconda volta qui in infermeria nel giro di poco più di una settimana. "Mi conosce bene, quasi sono di casa oramai vero?". In effetti però l'ambiente a qualcosa di poco familiare, come se fosse la sala grande... ci sono parecchie persone di varie case a letto. Riconsco Anja di spalle e cerco di attirare la sua attenzione. "Che ci fai tu qui?" le chiedo quando si è avvicinata. Ha un aria da funerale. "Elle" mi dice.

RazApapBologna
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Beauxbaton's Status

Beauxbatons is OnLine since September, 15th 2005
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Personaggi Occupati

Bowtruckle: 5
Centauri: 6
Sfingi: 7
Thestrals: 7

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Thestrals

«Aethereally Vìemeére

Sedici anni, cocciuta, testarda, caparbia,
egocentrica. E' orfana dall'età di quattro anni e non avendo nessun parente è stata adottata da una famiglia di Purosangue con la quale ha un ottimo
rapporto. E' stata viziata e spinta ad odiare i Mezzosangue e i Babbani.
Per la sua età è già molto alta, ha i capelli castani chiaro e occhi  azzurrissimi che tendono quasi all'azzurro ghiaccio.
Adora il Quidditch e i casini, ma non è il tipo che li crea, diciamo solo che vi partecipa. Al posto di un gufo ha un falco. E' stata smistata nei Thestrals e si è fatta rifare il tatuaggio di smistamento sulla spalla destra.

«Alannah Cairealláin

Grazia e nobiltà racchiusi per quindici anni in un esile corpo dalla pelle chiara e costellata di lentiggini. Alannah, di puro sangue Irlandese, ha gli occhi castani incorniciati da una cascata di capelli rosso fuoco. Si trasferì al secondo anno in Francia, a causa del lavoro dei suoi e, anche se da tre anni frequenta Beauxbatons, ancora pensa e parla in gaelico, quando ne ha la possibilità. Nobile e purosangue, è orgogliosa della discendenza della sua famiglia, e per questo finì pochi anni orsono nella casata Thestral. Adora le fiabe e le leggende della sua terra, che racconta solo alle persone a cui tiene veramente; ha uno splendido esemplare di gatto siamese chiamato féileacán, farfalla, dagli occhi azzurri e una grazia quasi irreale. Forse un po' troppo altezzosa, non si è mai trovata in situazioni sgradevoli come la maggior parte dei suoi compagni di Casata. Quando ancora era in Irlanda frequentò la Acadamh Ceoil, l'Accademia di Musica, come tutta la sua famiglia, ed ora ha la capacità di suonare sia l'arpa che il piccolo thin whistle.

«Domitille Petitclaire

Domittile. Sedici anni, ma crede di averne già diciannove. Appartenente alla casa dei Theastral. Ribelle e anticonformista. Pensa che il mondo sia migliore senza regole. Piccola, ma conosciuta già da tutta Beauxbatons come "quella che fa casino".
Non le piace andare a scuola. O meglio, non le piace andare lì. Lei vorrebbe essere a Hogwarts, o ancora meglio a Durmstrang. Domitille proviene da una famiglia purosangue e di Mangiamorte. Attualmente il padre è rinchiuso ad Azkaban, mentre la madre è riuscita a fuggire ed ora è nascosta in qualeche luogo asiatico. La ragazzina non ha alcun rapporto con i genitori anche se comincia a seguirne i passi dedicando il suo tempo libero alle arti oscure.
Ora vive con la zia Mathilde e le sue cinque cugine (due magonò, mentre le altre tre frequentano Beauxbatons).
Sola, quasi sempre, Domitille ha soltanto due amiche a scuola, mentre gli altri li definisce semplicemente conoscenti. Piccola, alta quasi un metro e sessanta, dalle linee morbide, Domitille non ha mai avuto particolari problemi con il suo fisico e con il suo viso. Adora i suoi occhi cerulei che trucca spesso con matita nera e mascara.

«Elodie Lylian Sinnous

Nata a Lille, nel Nord della Francia, in una famiglia di Purosangue sedici anni fa.  Trascorre una vita tranquilla, vivendo più con i governanti che con i Genitori, figure di spicco al Ministero della Magia Francese. Cresce viziata ed in mezzo al lusso, tra i giocattoli suoi e del fratello più grande, JeanBaptiste. Non conosce realtà al di fuori della sua, e per questo appena puo', si trasforma in una peste.

«Eugènie Amalie Renaissance

Eugènie Amalie nasce nella bellissima Avignon 16 anni fa. La sua antica famiglia fa parte della nobiltà del mondo della magia, ed ha sempre avuto come componenti maghi e streghe purosangue, cosa di cui va estremamente fiera. A tre anni Eugènie si trasferisce a Parigi con i suoi, imparando a conoscere il mondo dei babbani. Non ha una grande simpatia per loro, spesso e volentieri non li considera. Ha frequentato per un anno Hogwarts, a 11 anni, a causa di un viaggio improvviso in Inghilterra dei genitori, che però non le hanno mai spiegato il motivo. L'anno successivo la famiglia Renaissance torna a Parigi, ed iscrive la figlia a Beauxbatons. Ora Eugènie frequenta il sesto anno e fa parte della casata dei Thestrals. È arrogante, cattiva, opportunista, antipatica, ficcanaso, una snob in piena regola. È però anche molto intelligente, ambiziosa e non si tira mai indietro. A causa del suo carattere ha poche persone che le stiano davvero vicino, il resto si possono considerare amicizie di comodo. Sotto questa maschera Eugènie è però una ragazzina malinconica, che non si fida mai di nessuno, se non di se stessa, non riesce a perdonare ai genitori di avere dei segreti.

«Manon Bouringer

Nata un caldo 16 Agosto di 16 anni fa.
Una bella ragazza dal fisico esile e ben proporzionato.
Caratterialmente fredda e distaccata. Acida e ribelle, scontrosa. altezzosa e sfacciata. Ma con questo modo di fare cerca di mascherare il suo carattere timido. E’ un po’ snob e sempre attenta al look anche se non è fissatissima le piace essere sempre elegante e alla moda.
Ha passato un'infanzia serena, vivendo in una villa lussuosa di Parigi.
Manon è una purosangue ovviamente  e considera i mezzosangue feccia!
La sua è una ricca e benestante famiglia di maghi.
Una famiglia che ha avuto molte volte a che fare con Voldemort e con i Mangiamorte.
I suoi genitori sono entrambi in vita, ma lei con loro ha un brutto rapporto.. Legata al fratello Olivier.. e con lui litiga continuamente però in fondo gli vuole davvero tanto bene.. molto più che hai genitori.. Frequenta Beuxbaton ed è nella casa dei Thestrals al sesto anno. Ha un rapporto burrascoso con Dom e Aeth. Durante il sesto anno però si aprirà lentamente un po’ di più verso gli altri. Inizierà a sviluppare un carattere più socievole e a considerare il suo look meno sacro.

«Pierre Armstrong

Pierre Charles Armstrong ha sedici anni, è nato a Montréal, in Canada, da padre canadese e madre francese, entrambi di famiglia Purosangue. I genitori proabilmente erano entrambi Mangiamorte, fatto sta che vennero uccisi in uno scontro con degli Auror, quando Pierre aveva nove anni e mezzo. Quindi ha vissuto con dei lontani parenti inglesi a Londra, e proprio lì ha iniziato a frequentare Hogwarts, finendo nei Serpeverde. Nell'estate fra il primo e il secondo anno, però, è stato costretto a trasferirsi in Francia, e da allora frequenta Beuxbatons, dove è stato smistato nei Thestrals. Ribelle, acido ed egoista, ma anche ironico ed estroverso, è stato educato fin da piccolo al disprezzo verso i Mezzosangue, e non perde occasione per divertirsi prendendosi gioco di loro. Adora combinare casini, è il suo hobby preferito, insieme al suonare la sua chitarra elettrica, che si porta dappertutto.

Sfingi

« Aline McNamara

Aline ha sedici anni ed è olandese.
Grafomane sin da quando ha imparato a tenere una penna in mano, mette su carta ogni più suo criptico pensiero. Ha gli occhi grandi e blu ed una pelle diafana che ha ereditato da sua madre, vedova che è riuscita a crescere una bambina contando solo sulle proprie forze. Per questo Aline la adora, anche se hanno personalità diametricalmente opposte. Aline odia i capelli ricci o boccolati e, di conseguenza, odia i suoi capelli. Timida e fragile ma comunque socievole, ha una visione molto, forse troppo, utopica della realtà.

« eileen Andersson

«Su, non fare la vittimista, se ce l'ho fatta io perché non dovresti farcela anche tu?» Eileen è un'inguaribile ottimista. Eileen ha quindici anni e da quando frequenta la scuola di Magia e Stregoneria di Beauxbatons vive a Lille, in Francia. Non ha mai conosciuto il padre, un mago, nonostante abbia abitato per undici anni a Ribe, il suo paese natale. La madre, francese e babbana di nascita, acconsentì, seppur con riluttanza, a iscrivere la figlia all'accademia francese. Intelligente e modesta, Eileen fa parte della casa delle Sfingi. Nonostante la sua infanzia poco serena, è molto solare e fa amicizia facilmente, anche se si lega a poche persone, solitamente particolari e un po' strane. Eileen è piuttosto alta, un metro e settanta quasi. Non è magra, ma proporzionata. Fianchi e seni morbidi e pancia ben modellata. Il volto è leggermente tondo, gli occhi celesti e le labbra carnose molto chiare. I capelli sono biondo/rossicci e spesso li tiene sciolti con alcuni ciuffi che le incorniciano il volto.

« Elisewin Ricoeur

Elisewin è nata da genitori purosangue. È
particolarmente legata al padre, che le ha trasmesso la passione per i libri e la Legilimanzia, impartendole spesso lezioni private di ogni genere sin dalla più tenera età. Ha lunghi capelli rossi e occhi celesti, la carnagione chiara, un viso da bambola. Tratta chi non conosce con freddezza e alterigia, in realtà si rivela ben diversa quando comincia a fidarsi di più delle persone. Lunatica, spesso nervosa, tende a rispondere molto male e ad essere acida. Non ha molte amicizie, ma la cosa non sembra crearle troppi problemi. Le piace molto leggere e scrivere, e può passare intere ore nel parco di Beauxbatons a fare una di queste due cose, o in Biblioteca.

«Lorelei Orange

Lorelei Orange nasce quindici anni fa in un piccolo paesino fuori St. Etienne, nella grande casa di campagna che ospita, oltre alla sua famiglia, i nonni materni. Passa felice l'infanzia, giocando con le decine di cugini e frequentando la scuola del paese, finchè, cinque anni fa, ricevette la lettera di ammissione a Beauxbatons, che non giunse inaspettata. Fin dall'età di cinque anni infatti, Lorelei è in grado di modificare la fisionomia del suo corpo, dono che pare avesse, le ha raccontato il padre, anche la sua trisnonna. Non conosce i nonni paterni che lo rinnegarono quando egli sposò una babbana, ma ha comunque ottimi rapporti con i due fratelli del padre, che spesso vengono a trovare lei e la sua famiglia. Il suo unico cugino da parte paterna è Jacques Orange, che frequenta il terzo anno a Beauxbatons nelle Sfingi, come ogni Orange. Gioca nella squadra di Quidditch come cacciatrice.

«Martyl Flamine D'Arnaut 

Sta per compiere 15 anni. Nata da genitori francesi, è cresciuta a Francoforte sotto la sorveglianza di una rigida istitutrice. E’ stata successivamente iscritta all’accademia di Durmstrang, dove ha completato i primi quattro anni col massimo dei voti. E’ stata costretta a spostarsi a Beauxbatons dopo una repentina sospensione dalla scuola. ( aveva affatturato un paio di primini )
Di innegabile lunaticità. Fredda, rigida, taciturna. Difficilmente lascia trapelare le sue emozioni. Altezzosa e aristocratica, atteggiamento frutto di anni di lavoro da parte di chiunque venisse in contatto con lei. Di natura ribelle, detesta le regole quando ostacolano i suoi progetti. Attrice nata. Sarcastica, orgogliosa, permalosa, vendicativa. Sorride raramente, non ride mai. Snella, forme proporzionate. Carnagione color porcellana, viso ovale.  Lunghissimi capelli corvini, spesso acconciati con nastri neri; una frangia tenuta di lato copre completamente il lato sinistro della faccia. Occhi d’azzurro intenso, quasi turchese, profondi e freddi.

«rachel brody

Sedicenne dai capelli biondi a boccoli e dagli occhi azzuri/grigi cangianti in verde a seconda del tempo. Di media statura e dal fisico snello. Appartenente alla casa delle sfingi è arrivata alla scuola francese ad anno già iniziato. Ragazza inglese. Non conosce a perfezione il francese e spesso inventa parole o le pronuncia a modo suo. Passa davanti ai libri poco tempo perchè le basta l'apprendimento o in classe. Vivace e generosa, schietta e sincera. Selezionatrice nelle amicizie, sono pochi quelli a cui Rachel apre il cuore, ma è comunque disponibile con tutti. Ragazza alla moda, cura molto il suo aspetto fisico perchè crede fermamente che per stare bene con se stessi bisogna essere sereni sia interiormente che esteriormente. Ama stare all'aria aperta, lo shopping e leggere. Appartenente ad una famiglia benestante, vive sola con il padre. Non ha mai conosciuto la madre e non ama parlare del suo passato perchè pieno di punti di interrogativi. Frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi.

«Roxanne Lefebvre

Roxanne ha 16 anni e frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi. Ha intensi occhi azzurri e lunghi capelli castani che tinge spesso, di biondo o di rosso. Molto razionale, raramente si lascia andare e non manifesta quasi mai le sue emozioni, per questo viene considerata una ragazza difficile ed enigmatica. Odia il padre, che se ne è andato di casa quando Roxy aveva solo sei anni, lasciando lei e la sorella con la madre. A causa di questo 'trauma' considera tutti i ragazzi falsi e inaffidabili. Non lega facilmente e non ha molti amici, preferisce averne pochi ma fidati. Sa suonare la chitarra e adora leggere, passerebbe la vita in biblioteca se la sorella non la trascinasse via. Ha una sorella gemella, Eleanor, che frequenta Beauxbatons nei Centauri.

Bowtruckle

«Angelique Petitclaire

Angelique ha dodici anni, ed è al secondo anno. Sorella di Domitille, anche se probabilmente ne è l'esatto contrario. Bionda e mingherlina, difficilmente parla con chi non conosce. Ha sempre vissuto con la zia Mathilde con la sorella e le cugine, ed è timida e introversa. Fin da piccola ha ammirato la sorella, anche se lei non le ha mai quasi parlato. Smistata nella casa Bowtruckle, si trova abbastanza bene a scuola, anche se a rilento fa amicizia. Per quel poco che ha frequentato, le sue materie preferite sono trasfigurazione e divinazione.

«Axel Ayrton Lenhard

Silenzioso, taciturno, solitario, Axel non ama mettersi in mostra. Ha profondi occhi verdi e capelli castani, fisico
slanciato, ma nonostante tutto molto magro. Frequenta il quinto anno a Beauxbatones ed è stato smistato nella casa dei Bowtrukle, anche se il suo tatuaggio si confondeva con quello delle Sfingi, casa alla quale doveva appartenere per la sua intelligenza. Ama studiare e passa la maggior parte del suo tempo in Biblioteca, fatto eccezione per i momenti in cui si dedica al disegno sulle rive del lago. Originario dell'Olanda, ha vissuto in questo paese per metà della sua vita, fin quando per motivi di lavoro del padre, si è dovuto trasferire in Francia. Dall'età di sette anni vive nella magica Avignon con i genitori e
la sorellina più piccola di quattro anni alla quale è molto legato.

«Autumn Kayleigh Mathieu

Nata da famiglia di maghi purosangue, padre francese e madre irlandese, Autumn ha ereditato da quest'ultima i lunghi capelli rossi e la carnagione chiara spruzzata di efelidi. Non molto loquace nè estroversa, compensa con un viso espressivo e con un sorriso che nasce dal nulla anche se non sembra vi sia un motivo. Quindicenne dalla costituzione esile e dagli occhi verdi, è una Metamorfomagus che però preferisce non utilizzare spesso le proprie capacità, e tiene per sè questa sua caratteristica come un piccolo segreto.
Ama disegnare a matita, passione che la porta ad osservare con curiosità chi e cosa le sta attorno, per poi tratteggiare su carta ciò che la colpisce: spesso può essere vista mentre disegna, momento nel quale riesce anche a perdere completamente il senso del tempo, isolandosi temporaneamente dal mondo per concentrarsi unicamente sui suoi disegni.
Un'altra sua grande passione sono le puffole pigmee che alleva clandestinamente tra le mura di beauxbatons. Autumn tende ad essere introversa, se colta in imbarazzo anche goffa ed impacciata, ma è decisa ad affinare le sue conoscenze magiche, anche se riluttante a esibire la sua capacità innata di mutare aspetto a proprio piacimento.

«Benjamin LaBranche

Benjamin (o Benji per i familiari e gli amici stretti) è nato quindici anni fa a Marsiglia da una semplice famiglia di maghi non troppo poveri ma nemmeno troppo ricchi, ha vissuto in tranquillità la sua infanzia e fin da piccolo è sempre stato un po’ attratto da i Babbani e dal loro stile di vita.
E’ un ragazzino vivace e solare, ironico, amichevole e sempre protettivo nei confronti delle persone a cui vuole bene.. appena vede qualcuno fare un torto a un amico parte in quinta in modo impulsivo senza ragionare. Cosa che spesso e volentieri lo mette nei guai. E’ coraggioso e determinato e anche un po’ troppo testardo.  E’ intelligente  ma a scuola non ha bei voti perché è molto pigro e distratto, sempre tra le nuvole. Quest’anno frequenta il quinto anno nella casa dei Bowtruckle mentre la sua sorellina minore Josephine frequenta il quarto della stessa casa.

«Camille Monet

Camille ha 16 anni e mezzo, e frequenta da poco il 6° anno a Beauxbatons. Intensi occhi sfuggenti. E' meglio non osservarli perchè ti riempirebbero del dolore soffocante di chi è cresciuto troppo in fretta.

 

centauri

«Anja Gauthier

Anja Gauthier, sedici anni, studentessa a Beauxbatons, sesto anno, Centauri. Alta e slanciata, capelli biondi lunghi fino alle spalle, occhi grigi cangianti a seconda del tempo. Gentile con tutti, ma mantiene sempre un deciso distacco, non entra mai troppo nel personale. Alcuni attribuiscono questa glacialità al suo essere scadinava da parte di madre. Sono poche le persone a cui vuole veramente bene, ancora meno quelle che trova antipatiche, la maggior parte le sono semplicemente indifferenti. Ottima ascoltatrice, sa sempre consigliare la cosa giusta da fare. Compagna di stanza di Eleanor Lefebvre, condivide con l'amica la passione per il Quidditch; giocano entrambi da cacciatrici nella squadra della loro casa.

«Lucien Debeuckelaere

Nasce 16 anni fa a Mulhouse da genitori babbani, in una notte di 31 ottobre particolarmente freddo. Occhi grigi e capelli castano scuro, è asciutto e di media altezza. Padroneggia due lingue, infatti fin da piccolo ha parlato il francese a scuola e il tedesco a casa con i genitori, che hanno radici germaniche, e con il fratello Jaques di sei anni. Ha un cucciolo di husky siberiano, Freja, a cui è affezionatissimo: a settembre è costretto a separarsi da Freja lasciandola a casa, per questo ogni anno il suo ritorno a beauxbatons non è dei più felici. Un ragazzo tranquillo con una passione per le carte da gioco: da piccolo imparò a utilizzarle per diversi giochi di prestigio, e anche ora che ha scoperto di essere un mago gli piace misurarsi in questi giochi di abilità. Schietto e molte volte sarcastico, è però disponibile ad aiutare gli altri quando ne sente la necessità; lega con diverse persone ma con poche stringe un legame profondo. E' uno studente pigro e indisciplinato, si applica al pieno delle sue possibilità solo nelle poche materie che lo interessano veramente.

«Natasha Roses

Natasha Roses nasce a Londra quindici anni fa. Nata da genitori Purosangue, si vanta di quanto la sua famiglia, dell'altà nobiltà inglese, sia superiore al resto del mondo. I genitori preferirono mandarla a scuola a Beauxbatons, dove, a detta loro, l'ambiente era meno "plebeo", e sicuramente più all'altezza della loro splendida figlia. Egocentrica e superficiale, ha trovato fin dal primo anno l'amicizia delle sue amiche, nobili e feshon quanto lei. Centauro, frequenta ora il quarto anno a Beuaxbatons. Alta e magra, il suo hobby preferito è lo shopping, seguito dai ragazzi.

«Raz Apap-Bologna

Nasce il 2 giugno di 16 anni fa nella calda La Valletta da genitori babbani della buona società maltese. Infanzia tranquilla e serena, amato dai miei genitori e dalla sorella Alex, passa molto tempo al mare d’estate e alla scoperta della sua bella isola d’inverno. A dieci anni circa, quando i suoi poteri iniziano a manifestarsi, il suo mondo diventa di colpo molto più ampio: in un estate conosce il mondo della magia tramite la vecchia prozia Adeline, e viene catapultato a hogwarth; deve salutare i suoi vecchi amici, i suoi e Alex, ma per fortuna ogni estate tutto torna alla normalità. Quest’anno la prozia preoccupata dal clima cupo instauratosi in Gran Bretagna ha insistito per iscriverlo in Francia; arriva quindi a Beauxbaton con poco entusiasmo dove viene stranamente smistato nei centauri.
E’ uno studente interessato e serio, segue con interesse i corsi di Erbologia, Cura delle creature magiche e Storia della Magia sperando di occuparsi di draghi. Di carattere cortese ma diffidente ci mette molto per socializzare ma diventa un amico sincero. E’ profondamente legato alle sue radici babbane e ama quel mondo, soprattutto le tecnologie e gli sport, in primis quelli acquatici.

«Summer Roxeau

Summer, Summy, è nata sedici anni fa nella capitale francese da un'importante famiglia babbana, entrambi i genitori sono infatti famosi modisti. Sua madre ex modella, suo padre stilista. Fin da piccola la ragazza viene catapultata nel mondo Hollywoodiano e diventa una tra le modelle francesi più ricercata, nonostante la sua giovane età. Dimostra più della sua età. Alta e magra, senza però mancanza di forme; dagli occhi scuri, profondi, contornati sempre da una matita nera e capelli castani. Quando quel fatidico giorno le arrivò la lettera per beauxbatons si sentì sollevata di non dover più vivere la vita 'fuori dal mondo magico'. Summer voleva infatti godersi una vita semplice, da ragazza normale, senza tutte q uelle persone che la circondassero, essere amata per come è e non per cosa è. Simpatica, solare, curiosa generosa e senza peli sulla lingua. Non ama stare sui libri preferisce passare il suo tempo divertendosi e facendo casino.

«Vanille Zoélie Minuit

Magrissima, ai limiti dell'anoressia, Noëlle è piuttosto alta. Ha la carnagione bianca, i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Noëlle è sempre stata una ragazza strana, si è sempre tenuta in disparte. Non si sa con esattezza chi siano i suoi genitori, in quanto è stata trovata davanti ad un convento/orfanatrofio quando aveva appena tre mesi, senza segni di riconoscimento, a parte una lettera nella quale era stato scritto il suo nome. Fin da bambina ha dimostrato le sue doti divinatorie, che ora sta sviluppando grazie all'aiuto della professoressa Lacroix, convinta non a torto che possieda la Vista. Silenziosa e taciturna, è riuscita in fretta a padroneggiare gli Incantesimi Non Verbali.

Iscrizione

Attenzione! Le iscrizioni alla casa delle Sfingi e Thestral sono chiuse!

Volete iscrivervi? Bene, leggete le regole e mandatemi un e.mail a questo indirizzo: clicca qui con i seguenti dati:

- Nome:
- Email:
- Nome del Personaggio:
- Breve storia del personaggio:
- Casa scelta:
- Username con il quale ci si è registrati in splinder (deve essere quello del personaggio da voi scelto):
- Immagine scelta per il personaggio:
- Qual è l'erba preferita della Fed?:

Ricordo inoltre che quando mi manderete l'email di iscrizione dovrete già essere iscritti a splinder con il nick del vostro personaggio e dovrete inserire nella mail l'username attivo e funzionante.

Le case

Sfingi
Creatura dal viso umano e dal corpo felino, la sfinge è un essere molto intelligente, che ha l'abitudine di porre indovinelli. Gli studenti di questa casa amano lo studio, sono diligenti e seri.

Thestrals
Sono creature alate con la testa di drago e il corpo scheletrico e nero di un cavallo. Hanno occhi bianchi e lucenti, zanne e lunga coda. Si mostrano solo a coloro che hanno visto morire qualcuno e per questo, spesso il vero carattere degli appartenenti a questa casa è visibile a pochi. Spesso studenti provenienti da famiglie purosangue, spesso disprezzano le altre case. Hanno un comportamento spesso indisciplinato, e una forte voglia di avventura.

Centauri
Testa, torso e braccia da uomo su corpo di cavallo. Gli appartenenti a questa casa sono forse gli studenti con l'animo nobile. Spesso comunque, antepongono cose futili come lo sport alla scuola.

Bowtruckle
Creatura mite e pacifica, vive all'interno di un albero di cui è custode. Gli studenti di questa casa sono altruisti, offrono spesso la propria vita per gli altri.

lo smistamento

Gli studenti vengono smistati durante una cerimonia ufficiale il primo giorno di scuola. Gli alunni vengono chiamati in ordine alfabetico, e la preside pronuncia l'incantesimo "Subro". Dopo qualche secondo sulla pelle dello studente appare una piccola bruciatura, che indica l'animale della casa alla quale si è destinati: un pezzo di legno, una sfinge, un centaro o un cavallo con la testa di drago. A volte il segno va interpretato, quando lo studente oscilla tra due case. Dopo qualche giorno, la bruciatura scompare.

i fantasmi

Come ogni buon castello che si rispetti Beauxbatons ha alcuni spettri. I gemelli Planès, due fantasmi gemelli che passano la maggior parte del tempo a litigare su qualsiasi cosa. Il conte de Crayencour, un uomo severo di circa cinquant'anni, gira per il castello scuotendo la testa. Non gli va bene nulla del nostro tempo: il cibo, i ragazzi, gli insegnanti...nel lontano 1500 era preside della scuola. Il vecchio, così viene chiamato dagli alunni, è un vecchio fantasma che non ricorda chi è, cosa sta facendo e dove sta andando.

la scuola

Beauxbatons è una scuola molto bella rispetto a molte altre. E' un castello, ma molto più piccolo di hogwarts. Gli studenti sono circa 200, e frequentano sette anni di scuola. E' presente una Sala Grande, dove vengono fatte le riunioni e si mangia, la biblioteca e i dormitori delle case. Questi sono situati nelle torri del castello. All'esterno è presente un campo da quiddich e un grande giardino, oltre che a un recinto per gli animali e una serra.

beauxbatons in pillole

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Insegnanti

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Personaggi non giocanti

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Rules

Per riuscire a giocare in maniera bella, realistica, piacevole, temo che le quattro regolucce a lato siano un po' troppo timide, me ne sto accorgendo già da un pezzo. Perciò ora le regole sono più complesse, e chiederemmo a tutti di seguirle. Verrete avvisati una, due, tre volte, poi il vostro bel personaggio finirà accidentalmente annegato nel lago, e non sto scherzando.

I POST
1. i caratteri sono predefiniti. Pertanto, se non volete distruggere la spendida composizione cromatica del template della Fed, non alterate i colori. Basta non selezionarne nessuno nel momento in cui scrivete il post.
2. analogamente, anche il font è automatico, di conseguenza scrivete i vostri post o direttamente su splinder, o nel blocco note. NON in word o simili.
Ovviamente, se sbagliate basta comunicarlo a noi, che provvederemo a cambiare tutto.
3. evitate immagini, a meno che non siano parte integrante del post (ad esempio foto o disegni.)
4. nei dialogi utilizzate "" oppure «». Nient'altro.

COMPORTAMENTO E PERSONAGGI
1. come cita la regolina numero quattro, che ormai è morta e sepolta mi pare, i vostri personaggi NON SONO EROI. (non=avverbio di negazione, per chi eventualmente non l'avesse capito.)
Ergo: santa pazienza, il vostro personaggio non può salvare il mondo! O essere strafigo! Se vogliamo giocare divertendoci, non è possibile avere migliaia di pp (=power player, termine gentilmente fregato dai gdr). Questa è la regola più severa, occhio, ok?
2. non è obbligatorio che, la prima volta che postate, il vostro personaggio sia per forza appena arrivato a scuola.Magari gli hanno appena regalato il diario o chessoio...altrimenti sarebbe un po' irreale, no?
3. Vi prego in ginocchio, evitate i nomi di personaggi famosi!
4. Se potete evitate le immagini protette da copyright (il deviant per esempio).

IL BLOG
1. Beauxbatons è ambientata al settimo anno di Harry, in quanto continuazione di Mielandia. Harry, quindi, è nato nel 1987, tenetelo a mente nel caso (sarebbe meglio evitarlo) si dovesse citare Hogwarts.
2. Seguendo Mielandia, il sesto libro di Harry non esiste.
3. Nel caso un personaggio non posti per più di due mesi verrà automaticamente spostato nel Png. Il proprietario potrà ovviamente riprenderne la proprietà, se desidera. Se non volete più giocare prego comunicarcelo, nessuno vi picchia, promesso.
4. Nell'iscrizione alla domanda "Qual è l'erba preferita delle Fed?" dovete rispondere "L'erba pipa" per dimostrarci che avete letto le regole!

Diari Personali

- Aethereally Vìemeére
- Angelique Petitclaire
- Anja Gauthier
- Axel Ayrton Lenhard
- Autumn Kayleigh Mathieu
- Camille Monet
- Domitille Petitclaire
- Elisewin Ricoeur
- Eileen Andersson
- Eugenie Amalie Renaissance
- Lucien Debeuckelaere
- Manon Bouringer
- Martyl D'Arnaut
- Natasha Roses
- Raz Apap-Bologna
- Roxanne Lefebre

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Idea: Elensil e Fed
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