lunedì, 22 gennaio 2007 alle 15:13 

 4 gennaio
Notte travagliata e occhi rossi di mattina.
Il sole è sorto da poco. Aut dorme pesantemente accanto a me, ha cercato di consolarmi fino a tardi, ieri sera.
Solo a ripensarci mi si stringe il cuore..
Decido di andare a fare una passeggiata in giardino prima di tornare in infermeria, sperando che nessuno si sia accorto della mia assenza sta notte.
L'aria è di un freddo pungente che ti penetra dentro, ma un ragazzo temerario si allena tutto concentrato.
Cerco di pensare, e di riprendere il controllo su me stessa. La mia vita ultimamente è stata abbastanza difficile e non ho avuto molto tempo per cercare di mettere a posto le cose..
A Gerard non voglio pensare ora, e decido di metterlo in un angoletto dimenticato insieme a Chris, sapendo che prima o poi dovrò smetterla di scappare dai miei problemi.
Una nota positiva è stata la vittoria contro Andrea e il ritorno della mia voce, cosa che mi causava molto stress.
Stress. E' proprio questo il motivo che avevo attribuito alle mie visioni. Ma giusto ieri sera ho sentito la loro presenza nel dormiveglia. Ero sicura che ci fosse una Banshee nei dintorni, ma ho avuto troppa paura per aprire gli occhi e alla fine mi sono riaddormentata. E' decisamente strano..
Tempo fa in infermeria era stata ricoverata una ragazza bionda dei centauri, parlandole ho scoperto che anche lei aveva avuto delle visioni, ma pensavamo che fosse dovuto ad una suggestione collettiva. Ora però non sono più così sicura.
Decido di rientrare e mi avvio verso la sala comune dei centauri, presa da uno strano presentimento. A metà strada la incontro. La saluto, ansiosa di parlarle.
- Camille! Hai ripreso a parlare!!
Oh no, non voglio perdere tempo..
- Ehm si, da poco e con un pò di difficoltà, ma ora vorrei farti una domanda: sta notte, ti è capitato di sentire..
- La loro presenza?
- Si. Tu credi ancora che..
- No, non credo più che sia una suggestione collettiva.. C'è qualcosa di troppo..
- Strano..
Uno sguardo complice mi fa venire un'idea:
- Forse conosco una persona che ci può chiarire un pò le idee..
Mi ricordo il suo viso dalla festa di Halloween. Prendo per mano Eleanor e la trascino dietro di me. Non protesta, mi chiede solo chi sia questa persona.
- Alannah dei Thestrals.

CamilleMonet
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lunedì, 15 gennaio 2007 alle 21:20 

Mi mordo a sangue il labbro inferiore. La professoressa Fleurdhiver siede alla cattedra, pronunciando con voce squillante nomi dei miei compagni. Io, d'altro canto, stringo già tra le mani la mia pagella del primo trimestre. Seguo con lo sguardo le spirali disegnate con un colore chiaro sulla carta, ileggo i miei voti: tre E, sette O, una A ... una D.
« Mist. » borbotto rileggendo ancora una volta di quanto io sia negata e non mi applichi in Divinazione . Stupidissima materia del cazzo, finisce che la mollo. Fingo di non sentire voce della Larochelle che si lamenta delle O che le rovinano la media della E mentre mi pianto le unghie nel braccio. La mia reazione all'insufficienza è sconsiderata, ma vedo già mio padre arrivare a Beauxbatons per farmi una scenata di persona.
« Martyl, è finita l'ora.»
« Lo so, Lorelei. » La mia compagna di casa mi rivolge un sorrisino, scostando una ciocca dei bizzarri capelli nero-violaceo che ha oggi. Mi alzo, infilando il foglio maledetto nella mia tracolla di pelle sbucciata. Procedo verso l'uscita subito dietro a Lor e Eileen, rivolgendo sguardi di pietra agli altri.
« Ehi, D'Arnaut, ti vedo un po' nervosa! » Donatien Gaudet mi dà una gomitata, piegando le belle labbra in un sorriso idiota.
« Se non stai zitto ti ammazzo, e sai che posso farlo. » Lo fulmino mentre faccio leva su quello che è successo prima delle vacanze per terrorizzarlo. Tutti sembrano sapere che ho quasi ammazzato la Petitclaire. Si ritrae, diventando cereo sotto la folta frangia castana.

***

Salgo frettolosamente la rampa di gradini di legno, raggiungendo l'ala ovest del quinto piano. Un Bowtruckle che non conosco è posato vicino ad una porticina, le braccia conserte.
« Qui per il club dei duellanti? » mormoro accostandomi a lui. Annuisce, io abbasso la testa per non sbatterla sullo stipite e entro. L'aula vuota ha il soffitto decisamente più alto di quello che sospettavo vedendo l'uscio, ed è spoglia; i banchi sono stati spinti addosso alle pareti e le sedie sono disposte in cerchio al centro della sala. Ci sono una decina di persone, a prima vista mi sembra di non conoscere nessuno tranne Axel, che viene verso di me.
« Buongiorno. Cosa succede? » Ormai ha imparato ad interpretare le mie espressioni.
« D in Divinazione. » borbotto sedendomi sulla prima sedia non zoppa che trovo.
« Pozioni ?»
« E, ovviamente. » Entrano altre persone a cui non bado, parlo tranquillamente con Axel che fa commenti acidi sulle mie trecce da collegiale modello.
« Dunque, ci siamo tutti ? » Dice il Bowtruckle di prima, battendo le mani per attirare l'attenzione. « Allora, io sono Joseph Mercier, e noi siamo qui perché vogliamo ...» fa una pausa, rivolge un'occhiata ad ognuno della ventina di ragazzi presenti. E' proporzionato, porta una camicia e un golf di cachemere blu – è molto elegante, senza dubbio, quasi troppo per un semplice incontro informale. « ... fondare un Club dei Duellanti, dove si possano svolgere duelli magici controllati. E allenarsi per ogni evenienza. » Parla, parla, parla. Non ho mai visto ragazzi così loquaci. Prendo freneticamente appunti sul mio blocchetto, tenendolo posato sui pantaloni di velluto verdone. « Tutto chiaro? Su quel banco c'è una petizione, fatemi il favore di firmarla. Poi la manderemo alla Maxime. » Mi alzo, seguendo il gruppetto di persone che forma una coda per firmare.
« Martyl? » Mi volto: ho riconosciuto una voce, ma mi sembra impossibile che quella persona mi chiami per nome. Mi volto, e incrocio lo sguardo di « Domitille?! »
« Beh, ciao. »
« Ciao. » Sono piuttosto perplessa. Da quando quella mi saluta? Accenno un sorriso.
« Beh... come va? »
« Non male, tu ? »
« Non male. » siamo entrambe molto imbarazzate. Le faccio un cenno con la mano, poi vado da Axel.
« Ma non vi odiavate ? » Mi sussurra, cingendomi la schiena.
« Non lo so più ... »

MartylDArnaut
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venerdì, 05 gennaio 2007 alle 18:19 

 27 dicembre
Dall'inizio delle vacanze di Natale, quando Madame Cecile è andata in ferie, in infermeria sono rimasta solo io. Ogni giorno, sempre alla stessa ora, viene un'infermiera sostituta per controllare il mio stato di salute: guarda la cartella per l'ennesima volta, mi visita per l'ennesima volta, cerca inutilmente di farmi parlare per l'ennesima volta e sconfitta per l'ennesima volta posa sul comodino le medicine e i pasti che non riesco quasi a toccare, e se ne va nel giro di pochi minuti. Entrambe siamo annoiate da questa routine. Il resto della giornata, in cui teoricamente dovrei riposare, lo passo girovagando per la scuola desolata. I pochi studenti che sono rimasti preferiscono stare al caldo delle loro sale comuni a chiacchierare, e nemmeno i secchioni sfidano il gelo per andare in biblioteca. Così ho campo libero, indosso una felpa viola sopra il camice da malato e le mie converse dall'aria vissuta, e mi faccio lunghe passeggiate per i corridoi, alla ricerca di un luogo che non esiste. Quando scatta l'ora del controllo giornaliero o delle visite, torno in infermeria. Vado avanti così da un pò di giorni, giusto per combattere la noia e la tristezza.

Autumn entra in infermeria tutta euforica e con un balzo arriva vicino al mio lettino:
- Cam!! Ce l'abbiamo fatta!! Andrea è stato cacciato dalla scuola, se ne è andato oggi stesso!!
Il suo sorriso di soddisfazione si trasforma in un attimo in una smorfia di dolore e mi cade tre le braccia mezza svenuta.
- Non avrei dovuto pretendere troppo da me stessa..
Le si è abbassata la pressione, così la adagio sul mio lettino e vado a cercare nella cassetta dei medicinali qualcosa che la possa aiutare. Andrea non c'è più. Nascosta dietro una scatola arancione c'è una vecchia bustina di polase che mi avevano sequestrato qualche mese fa, credendo fosse uno stupefacente babbano. Andrea non c'è più. Prendo un bicchiere d'acqua e sciolgo il medicinale al limone, che frizzica intensamente. Andrea non c'è più. Autumn ha ripreso colorito, ma preferisco darle lo stesso il polase, così la aiuto a berlo. Andrea non c'è più.
- Grazie.
- Di niente.
*Attimo di pausa
- Camille.. tu.. hai appena parlato?!
Aut mi guarda incredula, e io, altrettanto incredula le rispondo di si. Non è possibile.. Ci sono davvero riuscita?? Dopo quasi un mese di tentativi e di sforzi inutili, com'è possibile che sono riuscita a parlare con tanta facilità??
Sul volto della mia amica si dipinge un sorriso infantile e lei si lancia in un abbraccio. Sento singhiozzare e penso che sia una reazione un pò esagerata da parte sua, ma solo quando sento le lacrime rigarmi il volto, mi accorgo di essere io quella che sta piangendo. Andrea non c'è più, e io riesco finalmente a parlare.


3 gennaio
Fuori c'è un tiepido sole che filtra dalle tendine dell'infermeria. Anche se ormai riesco a parlare, o meglio, a dire monosillabi con molta fatica, l'infermiera sostituta non se la sente di dimettermi e a deciso di aspettare il rientro di Madame Cecile.
Autumn mi viene a trovare tutti i giorni come al solito, e finalmente possiamo avere una specie di conversazione. Decido di azzardare la mia prima frase intera di senso compiuto, faticando non poco:
- Aut, sai perchè Gerard non si è più fatto vedere? Ormai è passato un mese dall'ultima volta che è venuto..
- Non lo so.. Effettivamente è strano, ma tra una cosa e l'altra non mi è venuto in mente di chiederglielo..
La mia amica lancia un'occhiataccia a all'infermiera e sottovoce mi consiglia:
- Senti, dopo che quella se ne è andata.. Perchè non lo vai a trovare? Io ancora non gli ho detto che hai ricominciato a parlare perchè pensavo che avresti voluto dargli tu la bella notizia..
- Ma.. Tu credi che sia il caso? Forse lui non viene più qui perchè non vuole più vedermi.. Magari è arrabbiato..
O magari gli faccio schifo perchè sono diventata troppo magra..
- Cam, io questo non lo so, e non lo puoi sapere nemmeno tu se non gli parli.
Forse ha ragione. Forse sono solo io che mi sto facendo troppi problemi. Forse non è arrabbiato e non gli faccio schifo, ma ha solo avuto qualcos'altro da fare. La domanda ora è: perchè me ne preoccupo così tanto?

Alla fine ho deciso di andare da lui. Se ci riuscirò gli parlerò, sennò rimarrò a guardarlo da lontano, amen.
Passo davanti allo specchio dell'infermeria e mi fermo a guardare il mio riflesso: ho l'aria da malata, e su questo non ci posso fare niente. Decido di nascondere la mia magrezza con un maglione blu un pò largo, che mi arriva fino a mezza coscia. Sembro fragile lo stesso, ma forse lui non se ne accorgerà.
Faccio un respiro profondo e vado a cercarlo.
Manca poco all'ora di cena, così il primo posto dove guardo è la Sala Grande, dove un gruppo di studenti si è già radunato per prendere i posti migliori alla tavolata. Ma dalla parte dei Thestrals non vedo il suo viso.
Allora lo cerco nello stanzino dove prendiamo il tea, forse si è addormentato. Ma non è neanche lì.
Sala prove, forse si sta esercitando con i Black Roses. Ma la sala oggi è occupata dall'orchestra sinfonica.
Ma dove diavolo sta?! Do un calcio a vuoto e sento il viso che brucia per la frustrazione. Sono stupita dalla mia reazione, non capisco perchè me la prendo tanto, in fondo non è una cosa così importante vederlo. Durante il periodo di malattia non ho visto così tante persone, anche Aut delle volte non è potuta venirmi a trovare, però sopravvivevo lo stesso. Perchè adesso sento così tanto la mancanza di Gee?
Lui non è così importante.
E' come tutti gli altri.
Non è speciale.
Ripetendo questo mantra mi ritrovo all'ingresso del campo da Quidditch e sento il vento invernale infiltrarsi nel maglione. Mi sento così stupida. Gli occhi cominciano a luccicarmi, e ora che ne ho le forze sono tentata di farmi quel bel pianto liberatorio che mi ero promessa quando ero troppo debole.
Però sento la sua voce e mi torna la speranza.
Sta ridendo, ed è vicino, probabilmente sui primi gradini della curva nord. Con passo felpato ma veloce mi avvicino stando attenta a non farmi vedere, non sicura ancora del mio coraggio.
Dove sei?
Non sento più la sua voce, ma il silenzio è ben presto interrotto da un'acuta voce femminile. Sussurra perciò non riesco a capire di chi sia, così cerco di avvicinarmi il più possibile.
Gerard è seduto su un gradino, appoggiato con la schiena a quello superiore. Una ragazza bionda della sua casa, che mi sembra si chiami Rougemont, gli sta seduta accanto con la testa appoggiata sulla sua spalla, il braccio di lui le cinge la vita.
Sembrano due.. due fidanzati.
Sono incredula, non lo sapevo, non me l'aveva mai detto. Anzi lui non mi ha mai detto niente, sono IO che sono entrata nella sua vita senza tanti complimenti, quel giorno sono stata IO a rifugiarmi da Andrea nel suo stanzino. In quello che credevo fosse diventato il nostro stanzino. In quella che credevo fosse diventata la nostra vita.
Sento che sto piangendo, ma razionalmente non ce ne è motivo.
Perchè dovrei piangere per lui?
Gerard mi vede, ma non riesco a sostenere il suo sguardo, scappo via.
Corro a perdi fiato. Mi faccio tutto il tragitto senza quasi respirare, mi fermo solo davanti alla porta del nostro dormitorio. Busso. Aut apre la porta e io esplodo:
- E' stata una grande stronzata!
Bene, la prima parolaccia da quando posso parlare.

CamilleMonet
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venerdì, 05 gennaio 2007 alle 16:07 

25 Dicembre, Natale ***

Tutto è andato abbastanza bene, a parte forse la solita idiota di Maeva, che mi ha svegliata prestissimo. Cioè, mi chiedo perché abbia dovuto svegliarmi in quel modo assurdo. Urlarmi nelle orecchie alle otto di mattino “Svegliaaaaa e’ Nataleeeeee”, non mi ha messa minimamente di buon umore. Beh, okay, tutti i pachettini che poi ho dovuto scartare hanno decisamente migliorato la giornata ma..Beh, lo fa un’altra volta ed è morta, stecchita.
In ogni caso, i miei hanno ben pensato di farmi trovare i soliti bei regalini, alcuni mandati direttamente dall’India..Anche se, ancora mi chiedo perché cazzo non mi abbiano portata con loro. In sala comune, poi, ho scambiato quattro chiacchere con la morettina della settimana scorsa..Manon, si, ecco. Dovrei iniziare a farmi vedere di più, in giro per il castello..Che palle, pero’. Odio essere Timida. Odio essere così come sono. Devo assolutamente svegliarmi fuori, si, ecco. Ora, a scrivere in questo stupidissimo diario, in dormitorio, sono sola. Maeva è andata..boh, non ne ho idea. A fare a palle di Neve con una sua qualsiasi amichetta, immagino. Ed io guardo dalla finestra tutte quelle ragazzette che ridono, circondate da miliardi di persone. Dovrei trovarmi qualcosa da fare, forse potrei anche conoscere qualcuno.
Bah, vaffanculo, tanto sarò sempre la solita timida del cazzo.


                                                                                                                                  28 Dicembre ***

Sono in biblioteca, a far finta di svolgere una stupida ricerca di Storia. Una qualche guerra tra Troll di Montagna, nel Milleseicento e qualcosa. Data la mia pochissima voglia di fare questa ricerca, sarebbe forse meglio io prendessi un volume in cui ci fossero informazioni su un qualsiasi club della scuola. O, forse, basterebbe io mi mettessi a parlare un po’ di più, invece di rimanere col muso in sala Grande. Si, certo che rimanere seduta qui, in biblioteca, con davanti un libro sui Troll, non cambia la mia posizione a scuola. Forse, dico F.o.r.s.e., dovrei cercare un cazzo di volume, eh. Tanto, in Biblioteca non c’è neppure un fantasma, quindi non dovrei esser disturbata. Potrei anche mettermi a cantare e ballare, tanto, non passa un’anima.

Son già tre ore che cerco un cazzo di libro che parli degli extra di questa scuola. Ma, ovviamente, non c’è un benemerito niente. Oh, certo, ho trovato un resoconto della Vita dell’Enzus Paul, e della sua famiglia, ma di club della scuola, neanche mezzo. Palle, palle e palle. Ho girato praticamente tutta la Biblioteca, andando anche a vedere il reparto “Storia antica di Beauxbatons”, scoprendo un sacco di stupidate. Ma, beh, clubs neanche l’ombra. Torno, per la ventesima volta, nel reparto riguardante la scuola, dove sono anche contenuti tutti gli avvisi, e un volumetto in cui sono esposte le regole.
Gli occhietti cadono su un piccolo volume, di massimo venti paginette, tutto colorato, intitolato “Bauxbatons, usi e costumi”. Manine, avide, vanno a sfogliarlo, mentre prendo la mia classica posa, gambe incrociate seduta nel pavimento. Dove cazzo è l’Indice? Mi tocca anche cercare, che palle.
Sorrido, pero’, arrivata a pagina sette : i passatempi delle ragazze di Beauxbatons. Si, quello che mi serve. Potrei apparire apparentemente un’idiota, buttata così per terra, gambe all’aria e capelli legati in un qualsiasi modo astruso.
<<Cazzoooo! Maledettissimooo>> Maledetto libro, maledettissimo. Strappato nelle due pagine che mi interessano. Se non è sfiga questa..
<<Oh, calmati. Altrimenti non ci arrivi al nuovo anno.>> E questo? Chi cazzo è ? I pugnetti stretti, già pronta ad urlar dietro al primino rompi balle che mi aveva disturbato.
<<Ehi, tu, che..Ehm. Si, scusa..>> Oh, bella figura da schifo. Un centauro, visto alcune volte in Biblioteca. E, pure, ride di vedermi così, incazzata col mondo per non aver trovato stupidissime informazioni sui clubs. Oh, certo, lui questo non lo sa, pero’…
<<Tranquilla, non mordo. Serve una mano?>> Oh, gentile pure. La manina va a sciogliere quel nodo che tiene i capelli raccolti, per poi abbozzare un sorrisino.
<<Oh. No, no, io..Stavo cercando informazioni..Sui troll. Si, i Troll..>> Libro chiuso sotto le mie mani, per poi alzarmi, ed avvicinarmi al tavolo. Mamma che figura del cazzo.
<<Vado, io..Si, ciao. Ah, Elodie, piacere!>> Borsa a tracolla, veloce sfreccio via.
Ora, cosa preoccupante. Perché ? Bah, l’aria Post Natale farà brutti effetti.


1 Gennaio ***

Yuppi. E’ passato un altro anno, e io non mi sono accorta di quante cose sono successe, in un solo, misero, patetico anno. Oggi sono in vena di cose tristi, si. Qui, in Sala Comune , sembrano tutti felici, pieni di gioia, a Scambiarsi auguri e bacetti. Puah. Io, invece, sto scrivendo nel diariuccio, sola soletta.
Alcuni ragazzi sono venuti a farmi gli Auguri, in mattinata, anche se proprio non riesco a capire cosa serva, Oh. Tutti felici e contenti..Tranne me. Chissà che è successo, poi.
Probabilmente, quella rompi bolle di Maeva che ha s.p.a.l.a.n.c.a.t.o. la finestra alle otto, questa mattina. Okay, son passate quattro ore, ormai. Ma, io, se mi alzo male, mi alzo male. Sperando che non valga il detto “Chi si alza male il primo dell’anno, si alza male tutto l’anno.”. Sarebbe una strage, altrimenti.
<<Ciao, Elodie. Buon Anno nuovo!>> Chi è ? Oh, la ragazza mora. No, cioè, ex bionda..Insomma. Manon, si, ecco come si chiama!
<<Mh, ciao. Anche a te, Auguri.>> Per l’Appunto. Meno male non servivano a nulla, eh, Sinnous? Forse, dovrei inziare una qualche conversazione. Ma, no, oggi proprio non è giornata.
<<Bouringer, dove cazzo sei? Ah, eccoti. Ciao, Sinnous. Manon, muoviti, mi hai incasinato la camera >> Aeth, la chiamano. Boh, io con i nomi non sono proprio ferrata. Sventolo la manina in aria, salutando
<<Salut, Mademoiselles>>  Oh, anche l’educata, ora? Forse, sarebbe meglio andarsene, da qui.
Detto, fatto. Diario in mano, veloce verso il dormitorio, senza guardar dove metto i piedi. E, BUUM. Son capace anche di buttar giù i libri degli altri, ora.
<<Cazzo, sta attenta!>>
Ecco, appunto, sempre i soliti danni.

ElodieS
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venerdì, 05 gennaio 2007 alle 00:47 

razapapavatarHo passato i giorni prima di Natale in una specie di frenesia in cerca di vittorie... o forse sarebbe meglio dire applausi: ho tormentato Max  con interminabili partite a carte,  ho passato ore in palestra con carichi sempre più pesanti, ho sfidato Chase a chi si abbuffava di più di gelatine tuttigusti+1, mi sono perfino proposto per compiti extra di aritmanzia e rune antiche per migliorare la media, e cosa incredibile ce l'ho sempre  fatta.

Poi sono arrivate le vacanze di Natale e sono partito per casa. Solo pochi giorni confusi tra viaggio e interminabili cenoni con i parenti, poi finalmente quello che aspettavo: i miei a fare trekking in Guatemala e qualche giorno con Alex e Max sulla neve, o almeno così speravo. All'arrivo a Zermatt non c'erano solo i due piccioncini ma anche i loro amici dell'università che purtroppo comprendevano anche una faccia nota: Devon. Tempo di raggiungere l'albergo e una "chiamata urgente" da zia Adéline mi ha permesso di abbandonare tutti.

Così ho passato i giorni a cavallo di Capodanno nell'unico posto dove potevo dileguarmi per un po': la Città delle Rose...  Ho raggiunto casa sua In una valletta sul Lac Léman in poche ore e mi sono presentato all'incredulo ma divertito Chase che mi ha fatto da complice. Lì ho approfittato dell'accesso alla metropolvere di casa Gaignard, seguendo di nascosto suo fratello che andava da Mme Satine  per compere sperando che l'autorità non mi beccasse, e per ora pare che tutto sia andato liscio.

Sono stato qualche tempo a bighellonare in paese, ho dormito in locanda e mangiato al Mulin des reves, al veglione sono perfino riuscito a prendere la mia seconda sbronza a base di Acquaviola e Absinthe! Poi mi sono presi i sensi di colpa... o forse la voglia di reagire a questo colpo basso sentimentale, di tirarmi su, e magari di aiutare qualcuno.

Tornato al castello  mi aspettava una strillettera della zia che era all'oscuro di tutto, e una settimana di punizione con la Sourirenocturne che in questi giorni sembrava piuttosto abbacchiata. Alcuni studenti erano già tornati dalle vacanze per i giorni di recupero (per i malati dello scorso trimestre). Tra questi la MacNamara con un'aria triste. Nei discorsi con Taranee il nome di David ritornava sempre così mi son deciso a fare qualcosa di buono, in fondo anche se ci si conosce da poco lo considero un bravo ragazzo, solo forse un po' troppo succube di Shane. Tra una lezione e l'altra ho avvicinato Aline e le ho parlato francamente, forse con un po' troppa foga, mi è sembrata scossa alla fine. Io invece ero leggero, con un peso in meno addosso, e forse avevo finalmente capito perchè l'incantesimo della Maxime mi aveva spedito tra i Centauri.

RazApapBologna
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giovedì, 04 gennaio 2007 alle 22:35 

6 dicembre

«Forse ho un'idea.»
Gerard, senza degnare Cam di un'occhiata, mi trascina letteralmente fuori dall'infermeria fino ad un'aula deserta, poi richiude accuratamente la porta. All'improvviso capisco il perchè di tutta quella fretta e il suo comportamento insolito passa temporaneamente in secondo piano. «Per... Andrea?» gli chiedo subito. Il Thestral annuisce, e prima che possa incalzarlo a spiegarsi comincia: «La pozione Polisucco. Possiamo sfruttare la storia delle banshees per spaventarlo.» Mi lascia il tempo di assorbire la notizia, poi riprende: «Lui sa di avere qualche scheletro nell'armadio. Basterà qualche frase appositamente studiata, e uno di noi due potrà farsi passare per una banshee. Magari tu, visto che padroneggi la legilimanzia, potresti sbirciare nella sua testa e...»
«I pensieri di quello sono gli ultimi che vorrei sondare» sbotto. Gerard fa una smorfia, so che condividiamo la pessima opinione su di lui. Sospiro e mi siedo su un banco, lasciando ciondolare le gambe mentre rifletto. Effettivamente il suo discorso fila. «Mh, continua.»
«Avendo accesso ai suoi pensieri, riusciresti senz'altro ad impressionarlo. Poi accenni al fatto che sai cos'è successo con Camille e che le banshees... non so... sono diventate sue prottettrici»
«Quindi Andrea deve lasciare Beauxbatons se non vuole finire male.»
«Esattamente.»
«Ma funzionerà? Quello è un depravato, non ha un minimo di moralità...»
«E' l'unica cosa a cui sono riuscito a pensare. Se lo dicessimo ad un professore sarebbe la parola di Cam contro la sua. E lui sa ingannare chiunque... si rigirerebbe i professori dal primo all'ultimo...»
«Lo so, lo so. Senza contare che è il fratello della Sourirenocturne. E questa pozione polisucco? Ne ho già sentito parlare»
Gerard apre la sua borsa e ne trae un grosso librone. «Sì, Lacroix ne ha parlato come uno degli incantesimi più difficili da preparare. La preparazione c'è solo in un libro della libreria personale dei professori, ma so che questo librone cita la pozione elencando alcuni ingredienti, così possiamo farcene un'idea. Ci ho dato solo un'occhiata e sono corso a dirtelo»
Troviamo la pagina che ci interessa e diamo una scorsa. Leggo parecchi ingredienti rari, e la mia speranza iniziale cala decisamente. «Erba fondente, centinodia, pelle tritata di Girilacco... difficile trovare questa roba, e non è nemmeno la lista completa. Poi serve un capello della persona in cui trasformarsi... Dove lo troviamo un capello di una banshee?! E' impossibile. Non sono neanche sicura che siano propriamente "persone"...» Continuo nella lettura, sperando in qualche alternativa scritta in caratteri minuscoli; più che una speranza, una vera e propria illusione: non trovo nulla che ci aiuti.
Dopo qualche minuto di silenzio Gerard ammette, con voce delusa: «Niente da fare, questa pozione è off limits per noi.»
«La tua idea di base è buona, però» replico, non solo per tirarlo su di morale per la delusione di aver fatto un buco nell'acqua. Lo penso sinceramente.
«La mia rimane solo un'idea, appunto! Niente ingredienti completi, niente preparazione, niente banshee a cui strappare i capelli... siamo a un punto morto.» La sua voce ora tende all'ira. Si appoggia scoraggiato al muro di fronte a me, fissando i suoi piedi mentre respira a fondo per calmarsi.
«Forse io posso diventare ugualmente una banshee. Posso provare ad assumerne l'aspetto, volontariamente. Sono una Metamorfomagus.» mormoro. Gerard mi lancia un'occhiata incredula, ma capisce che non scherzerei mai in questa occasione. Mi si avvicina con un sorriso «Ah. Beh... questa notizia è... cade a pennello»
Ci mettiamo d'accordo su alcuni dettagli, decidendo di attirare Andrea in un corridoio poco frequentato all'ultimo piano con una finta lettera da parte di Camille, che gli chiede di vedersi con la scusa di volergli parlare. «Aspetteremo che ci siano le vacanze di natale. Beauxbatons sarà mezza deserta e nessuno si lamenterà per una banshee che gira per i corridoi a fare auguri di natale in modo un po' singolare» conclude il Thestral.


***

27 dicembre

«Sei ancora troppo rosea» commenta lui, notando il contrasto tra il bianco argenteo dei miei capelli e la mia carnagione, chiara ma spruzzata di efelidi che poco hanno a che spartire con una banshee.
Sorrido «Per questo ho trovato un incantesimo che usavano le nobildonne...»
«Eh?» commenta incuriosito. In risposta rivolgo la bacchetta verso il mio viso e, chiudendo gli occhi, mormoro Exalbesco. «Funziona?» domando, riaprendoli.
«Sì... dovevano avere la fissa per il colorito bianco-latte da nobili, sembri finta.»
«Perfetto» Mi infilo la veste bianca e lunga sopra la divisa, in tutto simile alle illustrazioni di banshees trovate in vari libri, stando attenta che non si intravedano parti dell'uniforme scolastica.
Mezz'ora dopo sentiamo dei passi venire avanti dal fondo del corridoio, accompagnati da una voce che canticchia un motivetto natalizio. «E' lui», sussurro, sporgendo appena la testa. Gerard annuisce e si appiattisce contro il muro per non farsi vedere, la bacchetta a portata di mano.
Cerco di concentrarmi. Sono una banshee, mi ripeto, sono una banshee. Cammino con estrema lentezza svoltando l'angolo, ma Andrea guarda qualcosa tra le mani e non mi scorge ancora. Ho il tempo di mettermi al centro del corridoio, fissandolo, a testa alta.
«Che diavolo...» La sua reazione è piuttosto prevedibile. Mi fissa a sua volta lasciando cadere le braccia lungo i fianchi, spiazzato.  Sposta il peso da una gamba all'altra, biascicando qualcosa tra sè e sè. Non capisco che dice, ma riesco ad intercettare i suoi pensieri. Con questa consapevolezza mi lascio scappare un mezzo sorriso.
«Andrea Sourirenocturne» sentenzio, cercando di calarmi nel mio ruolo. Come diavolo parla una banshee? Ma soprattutto, parla? Queste preoccupazioni mi investono solo in questo momento, ma la faccia spaventata dell'uomo di fronte a me riesce a spazzarle via.
«Una banshee» mormora lui, tra l'atterrito e l'incredulo. Non è una domanda, ma rispondo affermativamente, avanzando verso di lui di qualche passo ancora. La luce invernale che filtra dalle finestre traccia fasce oblique nell'aria impregnata di particelle di polvere, creando un effetto notevole. Contribuisce al mio ruolo in modo perfetto.
«Tu disturbi qualcuno che io devo proteggere» continuo, simulando una voce roca «Camille Monet. So cosa hai fatto.»
Non può saperlo! Sento questa frase esplodergli in testa.
«Posso saperlo. E posso trovarti, rintracciarti, per difendere lei. Ovunque.»
All'improvviso oscillo per un secondo e il tremito si trasmette alla voce - Andrea per fortuna sembra non accorgersi di nulla. Ma mi sento strana, mi sento stanca, spossata come dopo una prolungata fatica. Non sto facendo nulla, sto solo parlando, rifletto. Chiudo gli occhi e deglutisco, poi li riapro. Ed è un attimo: il bianco della mia figura si spezza, i miei capelli da argentei e lisci si arricciano di colpo ritornando dell'originale color fuoco. NO! Un solo attimo, prima che ritrovando la concentrazione riesca a tornare alla chioma da banshee.
Non abbastanza veloce. Andrea di colpo ritrova tutta la sua spavalderia e la sua arroganza, avanzando a grandi falcate verso di me. «Signorinella, noi ci conosciamo» sibila, infuriato «Credo di doverti un paio di fatture, non è leale imbrogliare, sai?» Mi afferra il polso con forza e contemporaneamente estrae la bacchetta. Cercando di fare lo stesso per difendermi, allungo la mano libera a prendere la mia, ma la veste mi intralcia, è troppo lunga, non riesco a batterlo in rapidità. Questo non l'avevo previsto! Lui comincia a sorridere, soddisfatto di vedermi in difficoltà: «Altro che banshee, sei una studentessa in carne ed ossa. E con questo cerchi anche di ingannarmi, sei proprio ---»
«Stupeficium!»
Una luce rossa parte dalla mia sinistra, ma manca il bersaglio. Andrea riesce ad evitarlo spostandosi repentino all'indietro, dando un grosso strattone al mio braccio per evitare di mollare la presa. Sento cosa gli brulica in testa: Sono in due, allora. lavoro di squadra. Ma lui non era sempre con la cara Camille? Ora fanno comunella questi due?
Gli mollo un calcio negli stinchi approfittando della sua distrazione. I metodi babbani hanno sempre un'efficacia sorprendente. In fretta strappo parte della veste bianca e riesco a prendere la mia bacchetta nella tasca della divisa sottostante. Non faccio in tempo a voltarmi verso di lui che vengo anticipata con un incantesimo di disarmo. Come una pivella, penso con rabbia. Mentre recupero la mia bacchetta, Gerard e Andrea sono uno di fronte all'altro. Il Thestral parte per primo con un'incantesimo di offesa, ma viene bloccato da un Protego ben eseguito dell'altro. Non ho la lucidità nè il tempo di fermarmi a pensare, ma d'istinto aspetto che Andrea abbassi la bacchetta. Si rivolge verso di me, ma questa volta sono più veloce. Stupeficium!
L'uomo cade a terra. Contemporaneamente anche la mia bacchetta mi sfugge di mano e atterra sul pavimento. Mi giro sorpresa verso la direzione da cui è provenuto l'incantesimo di disarmo, anche se troppo tardi per fermare il mio, di incantesimo. Non è Andrea, è...
«CHE COSA SUCCEDE QUI?!»
La professoressa Sourirenocturne, bacchetta levata, ci raggiunge, spostando lo sguardo da me a Gerard. E' paonazza in volto, e il suo tono non lascia spazio a dubbi nè tentativi di chiarimento.
«Cerchiamo di chiarire una cosa col signor Sourirenocturne» Gerard ritrova la sua tranquillità e risponde sorprendentemente calmo nonostante la forte carica di disprezzo sulla penultima parola detta. Lo guardo interdetta, come fa a risponderle così? La stanchezza si fa sentire di nuovo, così mi piego sulle ginocchia per riprendere la mia bacchetta e ne approfitto per riposarmi qualche attimo. Mi rialzo solo dopo un minuto di pesante silenzio, quando sento che la professoressa cerca di eliminare i miei capelli bianchi. «Finite incantatem!» I capelli rimangono argentei, anche se il colorito latteo del mio viso sparisce. Mi guarda accigliata. «Una pozione?»
Scuoto la testa, e mi concentro per far tornare i miei capelli rossi.
«Una Metamorfomagus.» commenta lei «Ora la riconosco, Autumn Mathieu. E quel ragazzo... Gerard Le Vais, dei Thestrals. Seguitemi nel mio ufficio.» aggiunge stancamente. Punta la bacchetta verso Andrea, poi ci fa strada, mentre il corpo del fratello viene sollevato da una barella e ci segue, a farci da scorta nell'aria.

*

«Quello che le stiamo dicendo è la pura verità.» insisto. Ci troviamo nell'ufficio della Sourirenocturne. Andrea è ancora svenuto, disteso su una brandina fatta comparire un quarto d'ora prima, quando avevamo cominciato a raccontare tutta la storia, fino a come avevamo deciso di chiudere la faccenda senza farla sapere ad altri. La rabbia della Sourirenocturne sembra essersi dissolta, lasciando spazio all'incredulità. «Lei potrebbe riuscire a farsi dire la verità, anche ricorrendo a...» «al Veritaserum.» conclude Gerard, accanto a me.
La professoressa ci guarda con serietà. «Se state mentendo o avete qualche secondo fine» scandisce lentamente «riuscirò a saperlo. Ma non posso non tener conto di quello che mi avete detto. Aspettatemi di là» indica la stanza oltre la porta del suo ufficio. «Ho bisogno di parlare con il diretto interessato. Quando avrò finito verrò io da voi.»
Usciamo, facendo come dice. Una volta chiusa la porta ne approfitto per togliermi la veste bianca che porto ancora addosso, buttandola a terra.
«Sarei curioso di sentire che cosa dice lui...» commenta Gerard, guardando la porta dopo essersene allontanato di qualche passo. Si mette in ascolto. «Deve aver usato qualche incantesimo, non si sente nulla.»

*

«Mi sono sopravvalutata»
Dopo mezz'ora di attesa nella stanza attigua all'ufficio della Sourirenocturne, questa frase è più uno sfogo che un'affermazione. Gerard alza appena la testa, continuando a rimanere a qualche metro da me, accasciato su una sedia. «Una Metamorfomagus che non usa mai i suoi poteri non può pretendere che di punto in bianco li si possa usare quando e quanto a lungo vuole.» continuo, a bassa voce.
«Aspettiamo che la Sourirenocturne esca da quella porta.» si limita a dire il ragazzo.

*

«Passerete tutti i prossimi sabati in punizione, da qui fino a metà febbraio. Deciderò volta per volta cosa farvi fare, per ognuno dei sei sabati che vi aspettano. Voglio che capiate che Beauxbatons non è un posto per vendette private, che ci siano conti in sospeso o no. Ci sono delle regole, e cosa più importante, ci sono dei professori, dei mediatori. Dimostrate molta poca fiducia in noi che incarniamo lo spirito di questa scuola. Ora andrò a parlarne con Madame Maxime e con gli altri professori per...»
«No!»
«Signorina Mathieu, non sto chiedendo il suo parere.»
«Ma... Potrebbe evitare di parlarne con la Maxime? O almeno con gli altri professori. Noi volevamo solo evitare che questa storia si sapesse, quello che è successo a Camille Monet è...»
«Non ho intenzione di divulgare questa storia agli studenti. Per quanto mi riguarda, è già archiviata, devo solo metterne al corrente chi di dovere. Andrea Sourirenocturne verrà allontanato oggi pomeriggio stesso, con una scusa più che plausibile. Non serve la legilimanzia per capire certe cose, signorina Mathieu. Ora tornate nei vostri dormitori.» Ci fa uscire con voce decisa e modi sbrigativi, ma prima che Gerard ed io chiudiamo la porta della stanza alle nostre spalle, intravedo la Sourirenocturne che, un'espressione delusa in volto, si copre il viso con entrambe le mani.

AutumnMathieu
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mercoledì, 03 gennaio 2007 alle 12:43 

« ammettilo che in fondo ti è mancato » Taranee è intenta, sul mio letto, a completare i compiti delle vacanze. Non sembra si stia impegnando più di tanto.
« sicuramente mi è mancato più di te » sorrido, facendole una smorfia. « e comunque ora pensa a fare i compiti, sei la solita ritardataria » . « e tu la solita bacchettona » si avvia verso la biblioteca « e comunque a me sei mancata » confessa prima di chiudere la porta.

                                                                               ***

« auguri » sento una mano poggiarsi sulla mia spalla mentre cammino per i corridoi della scuola.  «  cosa? » mi volto di scatto « ah, ciao Raz, auguri ».
Mentre proseguo verso una delle aule, noto che il biondino è ancora accanto a me. « in realtà non sono qui per farti gli auguri » mi dice. « immaginavo ». « cioè, anche per quello. Ma.. » lo anticipo, conoscendo perfettamente il suo intento « ma per parlarmi di David ». « come diamine fai a saperlo? » spalanca gli occhi. « suvvia, raz. Ho litigato con David, tu sei uno dei suoi più cari amici, io e te non ci siamo mai rivolti la parola.. » « ok, ok, hai ragione » mi blocca « è solo che » fa un sospiro, prima di ricominciare a parlarmi « io lo conosco bene Brunet, lui ci tiene sul serio a te » . « se mi avesse rassicurata, invece di girare i tacchi ed andare via, forse tutto questo non sarebbe successo » mi sto alterando, David è una ferita ancora aperta. « credi davvero che sia stato lui a sbagliare ? » il biondino sembra alterato « io.. » rispondo di rimando, cerando di riflettere, ma lui continua « tu come ti sentiresti se lui, invece di ascoltare te, avesse prestato orecchio a tutte quelle voci di merda che girano da secoli ? ».
Non apro bocca, mi rendo conto di aver esagerato. « volevo solo dirti questo, anche perchè appoggiavo la vostra relazione » ha assunto un tono gentile « lo vedevo felice, tutto qui » accenna ad un sorriso ed io ricambio. « ci vediamo in giro » gli faccio un cenno con la mano e torno in giardino, divinazione per oggi passerà.

                                                                    

AlineMcNamara
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Thestrals

«Aethereally Vìemeére

Sedici anni, cocciuta, testarda, caparbia,
egocentrica. E' orfana dall'età di quattro anni e non avendo nessun parente è stata adottata da una famiglia di Purosangue con la quale ha un ottimo
rapporto. E' stata viziata e spinta ad odiare i Mezzosangue e i Babbani.
Per la sua età è già molto alta, ha i capelli castani chiaro e occhi  azzurrissimi che tendono quasi all'azzurro ghiaccio.
Adora il Quidditch e i casini, ma non è il tipo che li crea, diciamo solo che vi partecipa. Al posto di un gufo ha un falco. E' stata smistata nei Thestrals e si è fatta rifare il tatuaggio di smistamento sulla spalla destra.

«Alannah Cairealláin

Grazia e nobiltà racchiusi per quindici anni in un esile corpo dalla pelle chiara e costellata di lentiggini. Alannah, di puro sangue Irlandese, ha gli occhi castani incorniciati da una cascata di capelli rosso fuoco. Si trasferì al secondo anno in Francia, a causa del lavoro dei suoi e, anche se da tre anni frequenta Beauxbatons, ancora pensa e parla in gaelico, quando ne ha la possibilità. Nobile e purosangue, è orgogliosa della discendenza della sua famiglia, e per questo finì pochi anni orsono nella casata Thestral. Adora le fiabe e le leggende della sua terra, che racconta solo alle persone a cui tiene veramente; ha uno splendido esemplare di gatto siamese chiamato féileacán, farfalla, dagli occhi azzurri e una grazia quasi irreale. Forse un po' troppo altezzosa, non si è mai trovata in situazioni sgradevoli come la maggior parte dei suoi compagni di Casata. Quando ancora era in Irlanda frequentò la Acadamh Ceoil, l'Accademia di Musica, come tutta la sua famiglia, ed ora ha la capacità di suonare sia l'arpa che il piccolo thin whistle.

«Domitille Petitclaire

Domittile. Sedici anni, ma crede di averne già diciannove. Appartenente alla casa dei Theastral. Ribelle e anticonformista. Pensa che il mondo sia migliore senza regole. Piccola, ma conosciuta già da tutta Beauxbatons come "quella che fa casino".
Non le piace andare a scuola. O meglio, non le piace andare lì. Lei vorrebbe essere a Hogwarts, o ancora meglio a Durmstrang. Domitille proviene da una famiglia purosangue e di Mangiamorte. Attualmente il padre è rinchiuso ad Azkaban, mentre la madre è riuscita a fuggire ed ora è nascosta in qualeche luogo asiatico. La ragazzina non ha alcun rapporto con i genitori anche se comincia a seguirne i passi dedicando il suo tempo libero alle arti oscure.
Ora vive con la zia Mathilde e le sue cinque cugine (due magonò, mentre le altre tre frequentano Beauxbatons).
Sola, quasi sempre, Domitille ha soltanto due amiche a scuola, mentre gli altri li definisce semplicemente conoscenti. Piccola, alta quasi un metro e sessanta, dalle linee morbide, Domitille non ha mai avuto particolari problemi con il suo fisico e con il suo viso. Adora i suoi occhi cerulei che trucca spesso con matita nera e mascara.

«Elodie Lylian Sinnous

Nata a Lille, nel Nord della Francia, in una famiglia di Purosangue sedici anni fa.  Trascorre una vita tranquilla, vivendo più con i governanti che con i Genitori, figure di spicco al Ministero della Magia Francese. Cresce viziata ed in mezzo al lusso, tra i giocattoli suoi e del fratello più grande, JeanBaptiste. Non conosce realtà al di fuori della sua, e per questo appena puo', si trasforma in una peste.

«Eugènie Amalie Renaissance

Eugènie Amalie nasce nella bellissima Avignon 16 anni fa. La sua antica famiglia fa parte della nobiltà del mondo della magia, ed ha sempre avuto come componenti maghi e streghe purosangue, cosa di cui va estremamente fiera. A tre anni Eugènie si trasferisce a Parigi con i suoi, imparando a conoscere il mondo dei babbani. Non ha una grande simpatia per loro, spesso e volentieri non li considera. Ha frequentato per un anno Hogwarts, a 11 anni, a causa di un viaggio improvviso in Inghilterra dei genitori, che però non le hanno mai spiegato il motivo. L'anno successivo la famiglia Renaissance torna a Parigi, ed iscrive la figlia a Beauxbatons. Ora Eugènie frequenta il sesto anno e fa parte della casata dei Thestrals. È arrogante, cattiva, opportunista, antipatica, ficcanaso, una snob in piena regola. È però anche molto intelligente, ambiziosa e non si tira mai indietro. A causa del suo carattere ha poche persone che le stiano davvero vicino, il resto si possono considerare amicizie di comodo. Sotto questa maschera Eugènie è però una ragazzina malinconica, che non si fida mai di nessuno, se non di se stessa, non riesce a perdonare ai genitori di avere dei segreti.

«Manon Bouringer

Nata un caldo 16 Agosto di 16 anni fa.
Una bella ragazza dal fisico esile e ben proporzionato.
Caratterialmente fredda e distaccata. Acida e ribelle, scontrosa. altezzosa e sfacciata. Ma con questo modo di fare cerca di mascherare il suo carattere timido. E’ un po’ snob e sempre attenta al look anche se non è fissatissima le piace essere sempre elegante e alla moda.
Ha passato un'infanzia serena, vivendo in una villa lussuosa di Parigi.
Manon è una purosangue ovviamente  e considera i mezzosangue feccia!
La sua è una ricca e benestante famiglia di maghi.
Una famiglia che ha avuto molte volte a che fare con Voldemort e con i Mangiamorte.
I suoi genitori sono entrambi in vita, ma lei con loro ha un brutto rapporto.. Legata al fratello Olivier.. e con lui litiga continuamente però in fondo gli vuole davvero tanto bene.. molto più che hai genitori.. Frequenta Beuxbaton ed è nella casa dei Thestrals al sesto anno. Ha un rapporto burrascoso con Dom e Aeth. Durante il sesto anno però si aprirà lentamente un po’ di più verso gli altri. Inizierà a sviluppare un carattere più socievole e a considerare il suo look meno sacro.

«Pierre Armstrong

Pierre Charles Armstrong ha sedici anni, è nato a Montréal, in Canada, da padre canadese e madre francese, entrambi di famiglia Purosangue. I genitori proabilmente erano entrambi Mangiamorte, fatto sta che vennero uccisi in uno scontro con degli Auror, quando Pierre aveva nove anni e mezzo. Quindi ha vissuto con dei lontani parenti inglesi a Londra, e proprio lì ha iniziato a frequentare Hogwarts, finendo nei Serpeverde. Nell'estate fra il primo e il secondo anno, però, è stato costretto a trasferirsi in Francia, e da allora frequenta Beuxbatons, dove è stato smistato nei Thestrals. Ribelle, acido ed egoista, ma anche ironico ed estroverso, è stato educato fin da piccolo al disprezzo verso i Mezzosangue, e non perde occasione per divertirsi prendendosi gioco di loro. Adora combinare casini, è il suo hobby preferito, insieme al suonare la sua chitarra elettrica, che si porta dappertutto.

Sfingi

« Aline McNamara

Aline ha sedici anni ed è olandese.
Grafomane sin da quando ha imparato a tenere una penna in mano, mette su carta ogni più suo criptico pensiero. Ha gli occhi grandi e blu ed una pelle diafana che ha ereditato da sua madre, vedova che è riuscita a crescere una bambina contando solo sulle proprie forze. Per questo Aline la adora, anche se hanno personalità diametricalmente opposte. Aline odia i capelli ricci o boccolati e, di conseguenza, odia i suoi capelli. Timida e fragile ma comunque socievole, ha una visione molto, forse troppo, utopica della realtà.

« eileen Andersson

«Su, non fare la vittimista, se ce l'ho fatta io perché non dovresti farcela anche tu?» Eileen è un'inguaribile ottimista. Eileen ha quindici anni e da quando frequenta la scuola di Magia e Stregoneria di Beauxbatons vive a Lille, in Francia. Non ha mai conosciuto il padre, un mago, nonostante abbia abitato per undici anni a Ribe, il suo paese natale. La madre, francese e babbana di nascita, acconsentì, seppur con riluttanza, a iscrivere la figlia all'accademia francese. Intelligente e modesta, Eileen fa parte della casa delle Sfingi. Nonostante la sua infanzia poco serena, è molto solare e fa amicizia facilmente, anche se si lega a poche persone, solitamente particolari e un po' strane. Eileen è piuttosto alta, un metro e settanta quasi. Non è magra, ma proporzionata. Fianchi e seni morbidi e pancia ben modellata. Il volto è leggermente tondo, gli occhi celesti e le labbra carnose molto chiare. I capelli sono biondo/rossicci e spesso li tiene sciolti con alcuni ciuffi che le incorniciano il volto.

« Elisewin Ricoeur

Elisewin è nata da genitori purosangue. È
particolarmente legata al padre, che le ha trasmesso la passione per i libri e la Legilimanzia, impartendole spesso lezioni private di ogni genere sin dalla più tenera età. Ha lunghi capelli rossi e occhi celesti, la carnagione chiara, un viso da bambola. Tratta chi non conosce con freddezza e alterigia, in realtà si rivela ben diversa quando comincia a fidarsi di più delle persone. Lunatica, spesso nervosa, tende a rispondere molto male e ad essere acida. Non ha molte amicizie, ma la cosa non sembra crearle troppi problemi. Le piace molto leggere e scrivere, e può passare intere ore nel parco di Beauxbatons a fare una di queste due cose, o in Biblioteca.

«Lorelei Orange

Lorelei Orange nasce quindici anni fa in un piccolo paesino fuori St. Etienne, nella grande casa di campagna che ospita, oltre alla sua famiglia, i nonni materni. Passa felice l'infanzia, giocando con le decine di cugini e frequentando la scuola del paese, finchè, cinque anni fa, ricevette la lettera di ammissione a Beauxbatons, che non giunse inaspettata. Fin dall'età di cinque anni infatti, Lorelei è in grado di modificare la fisionomia del suo corpo, dono che pare avesse, le ha raccontato il padre, anche la sua trisnonna. Non conosce i nonni paterni che lo rinnegarono quando egli sposò una babbana, ma ha comunque ottimi rapporti con i due fratelli del padre, che spesso vengono a trovare lei e la sua famiglia. Il suo unico cugino da parte paterna è Jacques Orange, che frequenta il terzo anno a Beauxbatons nelle Sfingi, come ogni Orange. Gioca nella squadra di Quidditch come cacciatrice.

«Martyl Flamine D'Arnaut 

Sta per compiere 15 anni. Nata da genitori francesi, è cresciuta a Francoforte sotto la sorveglianza di una rigida istitutrice. E’ stata successivamente iscritta all’accademia di Durmstrang, dove ha completato i primi quattro anni col massimo dei voti. E’ stata costretta a spostarsi a Beauxbatons dopo una repentina sospensione dalla scuola. ( aveva affatturato un paio di primini )
Di innegabile lunaticità. Fredda, rigida, taciturna. Difficilmente lascia trapelare le sue emozioni. Altezzosa e aristocratica, atteggiamento frutto di anni di lavoro da parte di chiunque venisse in contatto con lei. Di natura ribelle, detesta le regole quando ostacolano i suoi progetti. Attrice nata. Sarcastica, orgogliosa, permalosa, vendicativa. Sorride raramente, non ride mai. Snella, forme proporzionate. Carnagione color porcellana, viso ovale.  Lunghissimi capelli corvini, spesso acconciati con nastri neri; una frangia tenuta di lato copre completamente il lato sinistro della faccia. Occhi d’azzurro intenso, quasi turchese, profondi e freddi.

«rachel brody

Sedicenne dai capelli biondi a boccoli e dagli occhi azzuri/grigi cangianti in verde a seconda del tempo. Di media statura e dal fisico snello. Appartenente alla casa delle sfingi è arrivata alla scuola francese ad anno già iniziato. Ragazza inglese. Non conosce a perfezione il francese e spesso inventa parole o le pronuncia a modo suo. Passa davanti ai libri poco tempo perchè le basta l'apprendimento o in classe. Vivace e generosa, schietta e sincera. Selezionatrice nelle amicizie, sono pochi quelli a cui Rachel apre il cuore, ma è comunque disponibile con tutti. Ragazza alla moda, cura molto il suo aspetto fisico perchè crede fermamente che per stare bene con se stessi bisogna essere sereni sia interiormente che esteriormente. Ama stare all'aria aperta, lo shopping e leggere. Appartenente ad una famiglia benestante, vive sola con il padre. Non ha mai conosciuto la madre e non ama parlare del suo passato perchè pieno di punti di interrogativi. Frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi.

«Roxanne Lefebvre

Roxanne ha 16 anni e frequenta il sesto anno nella casa delle Sfingi. Ha intensi occhi azzurri e lunghi capelli castani che tinge spesso, di biondo o di rosso. Molto razionale, raramente si lascia andare e non manifesta quasi mai le sue emozioni, per questo viene considerata una ragazza difficile ed enigmatica. Odia il padre, che se ne è andato di casa quando Roxy aveva solo sei anni, lasciando lei e la sorella con la madre. A causa di questo 'trauma' considera tutti i ragazzi falsi e inaffidabili. Non lega facilmente e non ha molti amici, preferisce averne pochi ma fidati. Sa suonare la chitarra e adora leggere, passerebbe la vita in biblioteca se la sorella non la trascinasse via. Ha una sorella gemella, Eleanor, che frequenta Beauxbatons nei Centauri.

Bowtruckle

«Angelique Petitclaire

Angelique ha dodici anni, ed è al secondo anno. Sorella di Domitille, anche se probabilmente ne è l'esatto contrario. Bionda e mingherlina, difficilmente parla con chi non conosce. Ha sempre vissuto con la zia Mathilde con la sorella e le cugine, ed è timida e introversa. Fin da piccola ha ammirato la sorella, anche se lei non le ha mai quasi parlato. Smistata nella casa Bowtruckle, si trova abbastanza bene a scuola, anche se a rilento fa amicizia. Per quel poco che ha frequentato, le sue materie preferite sono trasfigurazione e divinazione.

«Axel Ayrton Lenhard

Silenzioso, taciturno, solitario, Axel non ama mettersi in mostra. Ha profondi occhi verdi e capelli castani, fisico
slanciato, ma nonostante tutto molto magro. Frequenta il quinto anno a Beauxbatones ed è stato smistato nella casa dei Bowtrukle, anche se il suo tatuaggio si confondeva con quello delle Sfingi, casa alla quale doveva appartenere per la sua intelligenza. Ama studiare e passa la maggior parte del suo tempo in Biblioteca, fatto eccezione per i momenti in cui si dedica al disegno sulle rive del lago. Originario dell'Olanda, ha vissuto in questo paese per metà della sua vita, fin quando per motivi di lavoro del padre, si è dovuto trasferire in Francia. Dall'età di sette anni vive nella magica Avignon con i genitori e
la sorellina più piccola di quattro anni alla quale è molto legato.

«Autumn Kayleigh Mathieu

Nata da famiglia di maghi purosangue, padre francese e madre irlandese, Autumn ha ereditato da quest'ultima i lunghi capelli rossi e la carnagione chiara spruzzata di efelidi. Non molto loquace nè estroversa, compensa con un viso espressivo e con un sorriso che nasce dal nulla anche se non sembra vi sia un motivo. Quindicenne dalla costituzione esile e dagli occhi verdi, è una Metamorfomagus che però preferisce non utilizzare spesso le proprie capacità, e tiene per sè questa sua caratteristica come un piccolo segreto.
Ama disegnare a matita, passione che la porta ad osservare con curiosità chi e cosa le sta attorno, per poi tratteggiare su carta ciò che la colpisce: spesso può essere vista mentre disegna, momento nel quale riesce anche a perdere completamente il senso del tempo, isolandosi temporaneamente dal mondo per concentrarsi unicamente sui suoi disegni.
Un'altra sua grande passione sono le puffole pigmee che alleva clandestinamente tra le mura di beauxbatons. Autumn tende ad essere introversa, se colta in imbarazzo anche goffa ed impacciata, ma è decisa ad affinare le sue conoscenze magiche, anche se riluttante a esibire la sua capacità innata di mutare aspetto a proprio piacimento.

«Benjamin LaBranche

Benjamin (o Benji per i familiari e gli amici stretti) è nato quindici anni fa a Marsiglia da una semplice famiglia di maghi non troppo poveri ma nemmeno troppo ricchi, ha vissuto in tranquillità la sua infanzia e fin da piccolo è sempre stato un po’ attratto da i Babbani e dal loro stile di vita.
E’ un ragazzino vivace e solare, ironico, amichevole e sempre protettivo nei confronti delle persone a cui vuole bene.. appena vede qualcuno fare un torto a un amico parte in quinta in modo impulsivo senza ragionare. Cosa che spesso e volentieri lo mette nei guai. E’ coraggioso e determinato e anche un po’ troppo testardo.  E’ intelligente  ma a scuola non ha bei voti perché è molto pigro e distratto, sempre tra le nuvole. Quest’anno frequenta il quinto anno nella casa dei Bowtruckle mentre la sua sorellina minore Josephine frequenta il quarto della stessa casa.

«Camille Monet

Camille ha 16 anni e mezzo, e frequenta da poco il 6° anno a Beauxbatons. Intensi occhi sfuggenti. E' meglio non osservarli perchè ti riempirebbero del dolore soffocante di chi è cresciuto troppo in fretta.

 

centauri

«Anja Gauthier

Anja Gauthier, sedici anni, studentessa a Beauxbatons, sesto anno, Centauri. Alta e slanciata, capelli biondi lunghi fino alle spalle, occhi grigi cangianti a seconda del tempo. Gentile con tutti, ma mantiene sempre un deciso distacco, non entra mai troppo nel personale. Alcuni attribuiscono questa glacialità al suo essere scadinava da parte di madre. Sono poche le persone a cui vuole veramente bene, ancora meno quelle che trova antipatiche, la maggior parte le sono semplicemente indifferenti. Ottima ascoltatrice, sa sempre consigliare la cosa giusta da fare. Compagna di stanza di Eleanor Lefebvre, condivide con l'amica la passione per il Quidditch; giocano entrambi da cacciatrici nella squadra della loro casa.

«Lucien Debeuckelaere

Nasce 16 anni fa a Mulhouse da genitori babbani, in una notte di 31 ottobre particolarmente freddo. Occhi grigi e capelli castano scuro, è asciutto e di media altezza. Padroneggia due lingue, infatti fin da piccolo ha parlato il francese a scuola e il tedesco a casa con i genitori, che hanno radici germaniche, e con il fratello Jaques di sei anni. Ha un cucciolo di husky siberiano, Freja, a cui è affezionatissimo: a settembre è costretto a separarsi da Freja lasciandola a casa, per questo ogni anno il suo ritorno a beauxbatons non è dei più felici. Un ragazzo tranquillo con una passione per le carte da gioco: da piccolo imparò a utilizzarle per diversi giochi di prestigio, e anche ora che ha scoperto di essere un mago gli piace misurarsi in questi giochi di abilità. Schietto e molte volte sarcastico, è però disponibile ad aiutare gli altri quando ne sente la necessità; lega con diverse persone ma con poche stringe un legame profondo. E' uno studente pigro e indisciplinato, si applica al pieno delle sue possibilità solo nelle poche materie che lo interessano veramente.

«Natasha Roses

Natasha Roses nasce a Londra quindici anni fa. Nata da genitori Purosangue, si vanta di quanto la sua famiglia, dell'altà nobiltà inglese, sia superiore al resto del mondo. I genitori preferirono mandarla a scuola a Beauxbatons, dove, a detta loro, l'ambiente era meno "plebeo", e sicuramente più all'altezza della loro splendida figlia. Egocentrica e superficiale, ha trovato fin dal primo anno l'amicizia delle sue amiche, nobili e feshon quanto lei. Centauro, frequenta ora il quarto anno a Beuaxbatons. Alta e magra, il suo hobby preferito è lo shopping, seguito dai ragazzi.

«Raz Apap-Bologna

Nasce il 2 giugno di 16 anni fa nella calda La Valletta da genitori babbani della buona società maltese. Infanzia tranquilla e serena, amato dai miei genitori e dalla sorella Alex, passa molto tempo al mare d’estate e alla scoperta della sua bella isola d’inverno. A dieci anni circa, quando i suoi poteri iniziano a manifestarsi, il suo mondo diventa di colpo molto più ampio: in un estate conosce il mondo della magia tramite la vecchia prozia Adeline, e viene catapultato a hogwarth; deve salutare i suoi vecchi amici, i suoi e Alex, ma per fortuna ogni estate tutto torna alla normalità. Quest’anno la prozia preoccupata dal clima cupo instauratosi in Gran Bretagna ha insistito per iscriverlo in Francia; arriva quindi a Beauxbaton con poco entusiasmo dove viene stranamente smistato nei centauri.
E’ uno studente interessato e serio, segue con interesse i corsi di Erbologia, Cura delle creature magiche e Storia della Magia sperando di occuparsi di draghi. Di carattere cortese ma diffidente ci mette molto per socializzare ma diventa un amico sincero. E’ profondamente legato alle sue radici babbane e ama quel mondo, soprattutto le tecnologie e gli sport, in primis quelli acquatici.

«Summer Roxeau

Summer, Summy, è nata sedici anni fa nella capitale francese da un'importante famiglia babbana, entrambi i genitori sono infatti famosi modisti. Sua madre ex modella, suo padre stilista. Fin da piccola la ragazza viene catapultata nel mondo Hollywoodiano e diventa una tra le modelle francesi più ricercata, nonostante la sua giovane età. Dimostra più della sua età. Alta e magra, senza però mancanza di forme; dagli occhi scuri, profondi, contornati sempre da una matita nera e capelli castani. Quando quel fatidico giorno le arrivò la lettera per beauxbatons si sentì sollevata di non dover più vivere la vita 'fuori dal mondo magico'. Summer voleva infatti godersi una vita semplice, da ragazza normale, senza tutte q uelle persone che la circondassero, essere amata per come è e non per cosa è. Simpatica, solare, curiosa generosa e senza peli sulla lingua. Non ama stare sui libri preferisce passare il suo tempo divertendosi e facendo casino.

«Vanille Zoélie Minuit

Magrissima, ai limiti dell'anoressia, Noëlle è piuttosto alta. Ha la carnagione bianca, i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Noëlle è sempre stata una ragazza strana, si è sempre tenuta in disparte. Non si sa con esattezza chi siano i suoi genitori, in quanto è stata trovata davanti ad un convento/orfanatrofio quando aveva appena tre mesi, senza segni di riconoscimento, a parte una lettera nella quale era stato scritto il suo nome. Fin da bambina ha dimostrato le sue doti divinatorie, che ora sta sviluppando grazie all'aiuto della professoressa Lacroix, convinta non a torto che possieda la Vista. Silenziosa e taciturna, è riuscita in fretta a padroneggiare gli Incantesimi Non Verbali.

Iscrizione

Attenzione! Le iscrizioni alla casa delle Sfingi e Thestral sono chiuse!

Volete iscrivervi? Bene, leggete le regole e mandatemi un e.mail a questo indirizzo: clicca qui con i seguenti dati:

- Nome:
- Email:
- Nome del Personaggio:
- Breve storia del personaggio:
- Casa scelta:
- Username con il quale ci si è registrati in splinder (deve essere quello del personaggio da voi scelto):
- Immagine scelta per il personaggio:
- Qual è l'erba preferita della Fed?:

Ricordo inoltre che quando mi manderete l'email di iscrizione dovrete già essere iscritti a splinder con il nick del vostro personaggio e dovrete inserire nella mail l'username attivo e funzionante.

Le case

Sfingi
Creatura dal viso umano e dal corpo felino, la sfinge è un essere molto intelligente, che ha l'abitudine di porre indovinelli. Gli studenti di questa casa amano lo studio, sono diligenti e seri.

Thestrals
Sono creature alate con la testa di drago e il corpo scheletrico e nero di un cavallo. Hanno occhi bianchi e lucenti, zanne e lunga coda. Si mostrano solo a coloro che hanno visto morire qualcuno e per questo, spesso il vero carattere degli appartenenti a questa casa è visibile a pochi. Spesso studenti provenienti da famiglie purosangue, spesso disprezzano le altre case. Hanno un comportamento spesso indisciplinato, e una forte voglia di avventura.

Centauri
Testa, torso e braccia da uomo su corpo di cavallo. Gli appartenenti a questa casa sono forse gli studenti con l'animo nobile. Spesso comunque, antepongono cose futili come lo sport alla scuola.

Bowtruckle
Creatura mite e pacifica, vive all'interno di un albero di cui è custode. Gli studenti di questa casa sono altruisti, offrono spesso la propria vita per gli altri.

lo smistamento

Gli studenti vengono smistati durante una cerimonia ufficiale il primo giorno di scuola. Gli alunni vengono chiamati in ordine alfabetico, e la preside pronuncia l'incantesimo "Subro". Dopo qualche secondo sulla pelle dello studente appare una piccola bruciatura, che indica l'animale della casa alla quale si è destinati: un pezzo di legno, una sfinge, un centaro o un cavallo con la testa di drago. A volte il segno va interpretato, quando lo studente oscilla tra due case. Dopo qualche giorno, la bruciatura scompare.

i fantasmi

Come ogni buon castello che si rispetti Beauxbatons ha alcuni spettri. I gemelli Planès, due fantasmi gemelli che passano la maggior parte del tempo a litigare su qualsiasi cosa. Il conte de Crayencour, un uomo severo di circa cinquant'anni, gira per il castello scuotendo la testa. Non gli va bene nulla del nostro tempo: il cibo, i ragazzi, gli insegnanti...nel lontano 1500 era preside della scuola. Il vecchio, così viene chiamato dagli alunni, è un vecchio fantasma che non ricorda chi è, cosa sta facendo e dove sta andando.

la scuola

Beauxbatons è una scuola molto bella rispetto a molte altre. E' un castello, ma molto più piccolo di hogwarts. Gli studenti sono circa 200, e frequentano sette anni di scuola. E' presente una Sala Grande, dove vengono fatte le riunioni e si mangia, la biblioteca e i dormitori delle case. Questi sono situati nelle torri del castello. All'esterno è presente un campo da quiddich e un grande giardino, oltre che a un recinto per gli animali e una serra.

beauxbatons in pillole

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Insegnanti

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Personaggi non giocanti

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Rules

Per riuscire a giocare in maniera bella, realistica, piacevole, temo che le quattro regolucce a lato siano un po' troppo timide, me ne sto accorgendo già da un pezzo. Perciò ora le regole sono più complesse, e chiederemmo a tutti di seguirle. Verrete avvisati una, due, tre volte, poi il vostro bel personaggio finirà accidentalmente annegato nel lago, e non sto scherzando.

I POST
1. i caratteri sono predefiniti. Pertanto, se non volete distruggere la spendida composizione cromatica del template della Fed, non alterate i colori. Basta non selezionarne nessuno nel momento in cui scrivete il post.
2. analogamente, anche il font è automatico, di conseguenza scrivete i vostri post o direttamente su splinder, o nel blocco note. NON in word o simili.
Ovviamente, se sbagliate basta comunicarlo a noi, che provvederemo a cambiare tutto.
3. evitate immagini, a meno che non siano parte integrante del post (ad esempio foto o disegni.)
4. nei dialogi utilizzate "" oppure «». Nient'altro.

COMPORTAMENTO E PERSONAGGI
1. come cita la regolina numero quattro, che ormai è morta e sepolta mi pare, i vostri personaggi NON SONO EROI. (non=avverbio di negazione, per chi eventualmente non l'avesse capito.)
Ergo: santa pazienza, il vostro personaggio non può salvare il mondo! O essere strafigo! Se vogliamo giocare divertendoci, non è possibile avere migliaia di pp (=power player, termine gentilmente fregato dai gdr). Questa è la regola più severa, occhio, ok?
2. non è obbligatorio che, la prima volta che postate, il vostro personaggio sia per forza appena arrivato a scuola.Magari gli hanno appena regalato il diario o chessoio...altrimenti sarebbe un po' irreale, no?
3. Vi prego in ginocchio, evitate i nomi di personaggi famosi!
4. Se potete evitate le immagini protette da copyright (il deviant per esempio).

IL BLOG
1. Beauxbatons è ambientata al settimo anno di Harry, in quanto continuazione di Mielandia. Harry, quindi, è nato nel 1987, tenetelo a mente nel caso (sarebbe meglio evitarlo) si dovesse citare Hogwarts.
2. Seguendo Mielandia, il sesto libro di Harry non esiste.
3. Nel caso un personaggio non posti per più di due mesi verrà automaticamente spostato nel Png. Il proprietario potrà ovviamente riprenderne la proprietà, se desidera. Se non volete più giocare prego comunicarcelo, nessuno vi picchia, promesso.
4. Nell'iscrizione alla domanda "Qual è l'erba preferita delle Fed?" dovete rispondere "L'erba pipa" per dimostrarci che avete letto le regole!

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Idea: Elensil e Fed
Image: found on Google
Template: Fed

 

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